13/10/2026
Una rendita è sempre una rendita. L’ultimo caso arriva da Malpensa: Emirates ha chiesto di operare il collegamento Milano-Lima e, secondo il Corriere della Sera, le altre compagnie dello scalo starebbero cercando di impedirlo, appellandosi all’Enac e al ministero delle Infrastrutture.
Oggi Lima si raggiunge da Milano solo con scalo, eppure con circa 150 mila passeggeri l’anno è la rotta più trafficata tra quelle non dirette. Si sono mosse Ita (forte del legame col Mef, ancora azionista di maggioranza), Neos e Aeroitalia, chiedendo un confronto “nell’interesse del Paese”. Il tema reale, però, è che la nuova rotta metterebbe in difficoltà i vettori italiani sull’offerta a lungo raggio.
Come tutti ricordiamo (e vediamo ancora oggi) non è la prima volta che per tutelare imprese italiane si pongono vincoli alla concorrenza. Basti ricordare la perenne battaglia contro le low cost e il divieto di volare su Roma da Linate (revocato nel 2012 per ordine dell’Antitrust). I vincoli alla concorrenza hanno infatti effetti ben precisi: garantiscono ricavi e margini agli incumbent, ma vanno contro l’interesse dei consumatori.
Si parla sempre di produttività e di competitività, ma per far crescere il Paese bisogna lasciare che le imprese soddisfino i bisogni dei consumatori, al costo più contenuto possibile per loro. Che i concorrenti di un certo mercato dormano sonni agitati non è un difetto del sistema ma un indicatore del suo stato di salute, perché è dalla concorrenza che nascono innovazioni e servizi più accessibili. E quando è proprio un incumbent ad agitarsi, questo non può che essere una buona notizia per i consumatori.
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