Istituto Bruno Leoni

Chiama Indicazioni Sito Web

Istituto Bruno Leoni Idee per il libero mercato.

Una rendita è sempre una rendita. L’ultimo caso arriva da Malpensa: Emirates ha chiesto di operare il collegamento Milan...
13/10/2026

Una rendita è sempre una rendita. L’ultimo caso arriva da Malpensa: Emirates ha chiesto di operare il collegamento Milano-Lima e, secondo il Corriere della Sera, le altre compagnie dello scalo starebbero cercando di impedirlo, appellandosi all’Enac e al ministero delle Infrastrutture.

Oggi Lima si raggiunge da Milano solo con scalo, eppure con circa 150 mila passeggeri l’anno è la rotta più trafficata tra quelle non dirette. Si sono mosse Ita (forte del legame col Mef, ancora azionista di maggioranza), Neos e Aeroitalia, chiedendo un confronto “nell’interesse del Paese”. Il tema reale, però, è che la nuova rotta metterebbe in difficoltà i vettori italiani sull’offerta a lungo raggio.

Come tutti ricordiamo (e vediamo ancora oggi) non è la prima volta che per tutelare imprese italiane si pongono vincoli alla concorrenza. Basti ricordare la perenne battaglia contro le low cost e il divieto di volare su Roma da Linate (revocato nel 2012 per ordine dell’Antitrust). I vincoli alla concorrenza hanno infatti effetti ben precisi: garantiscono ricavi e margini agli incumbent, ma vanno contro l’interesse dei consumatori.

Si parla sempre di produttività e di competitività, ma per far crescere il Paese bisogna lasciare che le imprese soddisfino i bisogni dei consumatori, al costo più contenuto possibile per loro. Che i concorrenti di un certo mercato dormano sonni agitati non è un difetto del sistema ma un indicatore del suo stato di salute, perché è dalla concorrenza che nascono innovazioni e servizi più accessibili. E quando è proprio un incumbent ad agitarsi, questo non può che essere una buona notizia per i consumatori.

🔗Leggi l’Editoriale IBL completo al link nel primo commento per approfondire su fonti e dati

📰 Verso la Terza Repubblica, che somiglia alla primaUna legge elettorale nuova di zecca, un premio di maggioranza con so...
10/10/2026

📰 Verso la Terza Repubblica, che somiglia alla prima
Una legge elettorale nuova di zecca, un premio di maggioranza con soglia al 42% e, se nessuno la raggiunge, il ritorno al proporzionale puro.

Natale D'Amico mette in fila le novità e conclude che sì, stiamo andando verso la Terza Repubblica, che però somiglia parecchio alla Prima. Siamo già in campagna elettorale, ed è qui che di solito chi governa comincia a sentire il richiamo ad allentare i cordoni della borsa. E con i mercati dei titoli di Stato in piena turbolenza sarebbe più che mai il momento sbagliato per farlo: la credibilità sui conti, nonostante la pesante eredità del Superbonus, è il merito principale di questo governo. Disperderla sarebbe suicida.

Nella nostra newsletter trovi anche:
• L’editoriale IBL sul perché blocco degli sfratti e tetto agli affitti possono solo peggiorare la crisi abitativa
• Nicola Rossi su ItaliaOggi: il ritorno dell’inflazione e le regole fiscali europee, meglio la semplicità di Maastricht
• L’acquisto congiunto di energia rilanciato da von der Leyen: Carlo Stagnaro spiega perché le evidenze Ue dicono il contrario
• Carlo Lottieri sull’ex Ilva e su Foucault a cent’anni dalla nascita
• Serena Sileoni su Enrico Mattei, a 120 anni dalla nascita: l’uomo che aiutò l'Italia a uscire dalla povertà, ma le lasciò in eredità le “tre male bestie” di Sturzo: statalismo, partitocrazia, abuso di denaro pubblico
• Su Lisander si chiude il dibattito su Peter Thiel con Raimondo Cubeddu e Sergio Belardinelli
• Il nuovo Focus di Emiliano Morgia sul CBAM all'esame del WTO
• Sheilagh Ogilvie e la longevità delle corporazioni, su Affari e Finanza e Il Foglio
• La cerimonia del Premio Minarelli 2026, venerdì prossimo a Bologna
• Gli effetti dei dazi di Trump sui prezzi, da un nuovo studio della Federal Reserve
• ...e molto altro ancora!

👇🏻Leggi le Notizie della Settimana da IBL
LINK nel primo commento!

🏆Cinque giornalisti under 35, un solo vincitore.Sono i finalisti del Premio Giorgio Minarelli 2026 “Giornalismo e libert...
09/10/2026

🏆Cinque giornalisti under 35, un solo vincitore.
Sono i finalisti del Premio Giorgio Minarelli 2026 “Giornalismo e libertà”, in lizza per il miglior contenuto sui valori della libera iniziativa:

- Riccardo Canaletti | MOW MAG
- Marco M Capponi | Milano Finanza
- Stella Elgersma | Il Foglio
- Cristina Somma | Stylo24
- Massimo Taddei | Pagella Politica

Vieni a scoprire il vincitore alla cerimonia di assegnazione del Premio Giorgio Minarelli 2026
📅 Venerdì 16 ottobre alle 18:00
📍 Bologna | Oratorio San Filippo Neri (via Manzoni 5)
EVENTO GRATUITO | Registrati su brunoleoni.it

Prima della premiazione, un dialogo sulla cultura e sulla paura dell’opinione dissonante, “Chi ha paura della libertà?”, con Carlo Amenta e Fabio Ferrari, attore e protagonista della serie cult anni ‘80 “I ragazzi della 3°C”

E tu per chi tifi? Faccelo sapere nei commenti! 👇


.v.miccoli Giorgio

Von der Leyen e gli acquisti congiunti per l’energia: Carlo Stagnaro spiega perché non è una buona idea«Nel 2022, Bruxel...
09/10/2026

Von der Leyen e gli acquisti congiunti per l’energia:
Carlo Stagnaro spiega perché non è una buona idea

«Nel 2022, Bruxelles varò un programma di acquisto congiunto del gas chiamato AggregateEU [...] dalla Corte dei conti europei che, valutando l’operazione, ha concluso che “non vi sono sufficienti dati per confermarne i benefici”. Nel paludato linguaggio della burocrazia brusselese, sono parole pesantissime».

Nel caso dei vaccini è stato però un successo. Perché non è replicabile per l’energia?
«Coi vaccini, i compratori erano gli Stati, rispetto ai quali l’Unione esercitò un ruolo di coordinamento; con l’energia sono soggetti privati, che svolgono egregiamente il proprio lavoro».

Il punto focale:
«Aggregare ex ante domande che sono già servite da mercati liquidi non genera potere contrattuale aggiuntivo: e, soprattutto, l’aggregazione amministrativa della domanda o la centralizzazione degli acquisti non possono creare un’offerta che non c’è».

Leggi l’articolo sulle pagine di MF-Milano Finanza

La Commissione Europea insiste sull'acquisto congiunto di energia, nonostante le valutazioni critiche di esperti e Corte dei conti

Inflazione in aumento: servono regole europee più semplici e più prudenza Ne parla Nicola Rossi sulle pagine di ItaliaOg...
09/10/2026

Inflazione in aumento: servono regole europee più semplici e più prudenza
Ne parla Nicola Rossi sulle pagine di ItaliaOggi

«Si tratta di un’inflazione di origine esogena, ma il punto cruciale è vedere se resta un incremento episodico o se [...] può diffondersi nel sistema economico e porre le basi per divenire più duraturo».

E Bruxelles?
«La pretesa della Commissione europea di poter conoscere il futuro è risibile, lo dico con tutto il mio spirito europeista [...] Credo che si dovrebbe tranquillamente tornare all’impianto originario di Maastricht, sfrondando tutte quelle invenzioni che economisti e burocrati hanno successivamente generato».

Che legge di bilancio ci attende?
«Sarà tutto sommato abbastanza in linea con le precedenti o molto prudente, come giusto che sia. [...] è opportuno, come già credo stia facendo, che il ministro dell’Economia tenga la barra dritta e respinga le richieste spesso e volentieri immotivate che provengono dalla maggioranza».

Leggi l’intervista a cura di Lorenzo Torrisi

Una parte dei rincari riguarda i carburanti , in particolare il diesel e questo rischia di avere pesanti effetti sui costi di produzione

l CBAM è davvero una politica climatica o, soprattutto, una politica industriale?Il 25 settembre l’Organo di conciliazio...
08/10/2026

l CBAM è davvero una politica climatica o, soprattutto, una politica industriale?

Il 25 settembre l’Organo di conciliazione del WTO ha istituito un panel sul meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (CBAM), accogliendo la seconda richiesta della Russia nonostante l’anomalia della sua posizione commerciale. Il contenzioso però riapre una domanda che Bruxelles ha finora preferito non affrontare: quella sull’efficacia delle sue politiche rispetto agli obiettivi ambientali concreti. Ne parla Emiliano Morgia nel nuovo Focus IBL «CBAM alla sbarra del WTO», che ripercorre i contenuti del meccanismo e le obiezioni sollevate dai partner commerciali dell’Unione.

Scrive Morgia, richiamando un’osservazione di : «Il CBAM colpisce beni intermedi: acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, elettricità, idrogeno. Non prodotti per il consumatore, ma le fondamenta della manifattura. [...] Si protegge un anello della catena, rischiando di indebolire tutti quelli a valle».

Il problema non è soltanto il prezzo dell’acciaio extra-europeo: «È anche, e forse soprattutto, che l’energia europea costi molto». Secondo l’IEA, nel 2025 i prezzi dell’elettricità per le industrie energivore dell’UE sono rimasti in media oltre il doppio di quelli americani.»

Il WTO risponderà sul diritto commerciale. All’Europa spetta una domanda più scomoda: la competitività industriale si difende con dazi climatici, o con energia abbondante, innovazione e mercati aperti? Su questo, conclude Morgia, risponderà il mercato.

🔎Leggi il Focus IBL al link nel primo commento per approfondire su fonti e dati: è liberamente scaricabile su brunoleoni.it?

Quella dell’ex-Ilva è una vicenda nata male e sviluppatasi peggio. Ora i forni vanno fermati e ogni giorno che passa ren...
06/10/2026

Quella dell’ex-Ilva è una vicenda nata male e sviluppatasi peggio. Ora i forni vanno fermati e ogni giorno che passa rende più fragili le prospettive dell’azienda.

Il governo ha fatto sapere di avere pronto un nuovo decreto, ma di attendere un chiarimento del quadro giudiziario. Abbiamo una politica che aspetta, un’azienda che si ferma, lavoratori e indotto sospesi.

Nessuno nega la gravità dei problemi, né il diritto a non essere inquinati.
Il punto è che spegnere un impianto siderurgico non è come premere un interruttore che si può riaccendere quando si vuole. Chi volesse rilevare gli impianti si troverebbe davanti un’area a caldo con un valore ridimensionato e un cammino di rilancio più incerto.

Leggi l'articolo di Carlo Lottieri sulle pagine de Il Giornale

Abbiamo una politica che aspetta, un’azienda che si ferma, lavoratori e indotto sospesi

Dopo le proteste di Madrid, la casa è sempre più al centro della politica europea. Esiste un problema di accessibilità, ...
06/10/2026

Dopo le proteste di Madrid, la casa è sempre più al centro della politica europea. Esiste un problema di accessibilità, concentrato nelle grandi città che attraggono giovani e migranti. Ma le risposte che vanno per la maggiore sembrano progettate per aggravarlo anziché risolverlo.

Tanto il blocco degli sfratti (su cui Sánchez è stato respinto in Parlamento), quanto la linea della Commissione UE sugli affitti brevi o i vari tetti ipotizzati sui canoni d’affitto hanno un filo conduttore preciso: la volontà di erodere i diritti di proprietà. La convergenza fra i ruggiti di piazza e i documenti dei tecnocrati, però, dovrebbe indurre a un po’ di sano scetticismo.

La crisi è evidente, ma non è fatta solo dai rincari circoscritti ad alcune aree metropolitane particolarmente attrattive. Nei centri minori, infatti, i proprietari non riescono né ad affittare né a vendere. A complicare la situazione sono condizioni monetarie e finanziarie accomodanti (politicamente popolari nel breve periodo) che possono alimentare la crescita di valore degli asset, a fronte di redditi che rimangono bassi.

Il mercato immobiliare non è diverso da qualunque altro, ed è altrettanto soggetto ai meccanismi di domanda e offerta. Ma anche chi considera i prezzi delle case un problema politico, dovrebbe vedere la soluzione nell’ampliamento dell’offerta e considerare lo sviluppo delle costruzioni in altezza, il miglioramento dei collegamenti fra i centri abitati, la semplificazione dei cambi di destinazione d’uso, e la riforma degli sfratti per rendere più rapido il rientro in possesso degli immobili in caso di morosità.

La crisi c’è, ma è diversa dal racconto pubblico. Anche le soluzioni ci sono: implicano però un approccio opposto a quello che sembra andare per la maggiore.

🔗Leggi l’Editoriale IBL completo al link nel primo commento per approfondire su fonti e dati

🏆Bologna, 16 ottobre | Premio Giorgio Minarelli 2026H18:00, Oratorio San Filippo Neri, Via Manzoni 5Il Premio Giorgio Mi...
05/10/2026

🏆Bologna, 16 ottobre | Premio Giorgio Minarelli 2026
H18:00, Oratorio San Filippo Neri, Via Manzoni 5

Il Premio Giorgio Minarelli. Giornalismo e libertà, promosso da IBL in collaborazione con la famiglia Minarelli, giunge alla cerimonia della sua terza edizione per premiare chi fra i giovani autori e autrici under 35 in gara ha saputo raccontare con originalità e profondità i valori della libera iniziativa e della libertà di pensiero.

La premiazione sarà preceduta da una conversazione dal titolo “Chi ha paura della libertà?”, in cui Carlo Amenta dialogherà con l’attore Fabio Ferrari – noto al grande pubblico per il ruolo di Chicco nella serie cult I ragazzi della 3ª C – in un confronto su libertà, cultura e paura del pensiero libero.

La serata culminerà infine con la proclamazione del vincitore fra i cinque finalisti selezionati dalla giuria composta da Lucrezia Ercoli, Didi Leoni, Roberta Modugno, Carlo Stagnaro e Chicco Testa , al quale sarà assegnato un premio complessivo di 5.000 euro.

🔗 Clicca sul link per scoprire i 5 finalisti e prenotare gratuitamente il tuo posto!
https://www.brunoleoni.it/eventi/premio-minarelli-2026-premiazione/

Corporazioni di ieri e di oggi: chi ne paga il prezzo? A rispondere è Sheilagh Ogilvie, storica economica di Oxford e au...
05/10/2026

Corporazioni di ieri e di oggi: chi ne paga il prezzo?
A rispondere è Sheilagh Ogilvie, storica economica di Oxford e autrice di "Istituzioni e commercio in Europa", appena pubblicato in edizione italiana da IBL Libri.

«I consumatori pagavano prezzi più alti, i fornitori erano costretti a rispettarne le condizioni, i concorrenti di gilde più deboli dovevano pagare più tasse e in cambio ricevevano privilegi inferiori, e l'economia nel suo complesso subiva un impatto negativo a causa della riduzione dei traffici».

E se dovesse dare un consiglio a Giorgia Meloni?
«Qualunque domanda di protezione è, in realtà, la proposta di un accordo tra lo stato e il gruppo protetto. Il costo ricade sugli outsider, che di solito non sono presenti al tavolo [...] Restringere l'accesso crea un'economia informale nella quale è difficile applicare i contratti, i rischi sono elevati e gli investimenti bassi».

Leggi l'intervista di Carlo Stagnaro a Sheilagh Ogilvie sulle pagine de Il Foglio
https://www.ilfoglio.it/economia/2026/10/05/news/dalle-gilde-medievali-allitalia-ostaggio-delle-corporazioni-chiacchierata-con-sheilagh-ogilvie--409576

Indirizzo

Piazza Castello, 23
Milan
20121

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Istituto Bruno Leoni pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi