03/07/2026
Cosa significa davvero comprendere il linguaggio? 🗯️
Non basta riconoscere le parole o produrre correttamente i suoni: comunicare significa anche capire il contesto, cogliere le intenzioni dell’altro e interpretare ciò che non viene detto in modo esplicito.
È questo il cuore delle competenze pragmatiche della lingua, al centro dell’intervento della dott.ssa Chiara Battaglini, ricercatrice del Laboratorio di Neurolinguistica e Pragmatica Sperimentale della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, presentato durante il nostro Convegno Nazionale.
Metafore, ironia, umorismo, modi di dire e richieste implicite: tutti elementi che sono parte della comunicazione quotidiana. Quando diciamo “certo che fa freddo”, per esempio, non stiamo sempre solo descrivendo la temperatura: in certi contesti potremmo voler dire “si potrebbe accendere il riscaldamento?”.
Lo studio presentato approfondisce proprio questi aspetti nelle persone adulte con impianto cocleare bilaterale, osservando la capacità di comprendere e usare il linguaggio figurato e i significati impliciti. 🦻🏻
I primi risultati sono incoraggianti: nelle abilità pragmatiche generali non sono emerse differenze significative tra i partecipanti con impianto cocleare e il gruppo di controllo udente.
Un dato interessante riguarda però la comprensione delle metafore. Non sono emerse differenze nelle metafore “mentali”, legate a stati interiori, pensieri o emozioni; sono invece emerse alcune differenze nelle metafore “fisiche”, cioè quelle che si basano maggiormente su caratteristiche percettive e sensoriali.
Questo suggerisce che l’accesso precoce alle informazioni acustiche, unito a una riabilitazione orientata anche alla comprensione del linguaggio, possa favorire uno sviluppo in linea con la norma anche nei livelli più complessi della comunicazione.
Allo stesso tempo, la maggiore difficoltà con alcune espressioni figurate legate alla percezione potrebbe indicare l’importanza di includere nei percorsi riabilitativi anche attività dedicate all’integrazione multisensoriale.
La ricerca è ancora in corso: tra i prossimi obiettivi ci sono lo studio della comprensione dell’umorismo e dell’ironia, delle capacità di mentalizzazione e dell’impatto del tipo di riabilitazione e del tempo di impianto sulle abilità pragmatiche.
Un altro aspetto importante sarà dare spazio all’esperienza vissuta delle persone sorde e delle loro famiglie, per comprendere meglio se e come il linguaggio figurato presenti difficoltà o bisogni specifici nella vita quotidiana.