Angeli dei Navigli

Angeli dei Navigli La storia di Milano scorre attraverso i navigli. Siamo canoisti e vogliamo far vivere i Navigli in maniera sana lavorando attivamente per mantenerli puliti
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I muri sono le lavagne dei codardi!Niente da aggiungere…
21/08/2026

I muri sono le lavagne dei codardi!

Niente da aggiungere…

Un po' di tempo fa, insieme a Patagonia, abbiamo ripulito il Naviglio Grande e la Darsena con una sessantina di volontar...
20/08/2026

Un po' di tempo fa, insieme a Patagonia, abbiamo ripulito il Naviglio Grande e la Darsena con una sessantina di volontari: guanti, sacchi, tanta voglia di fare.
60 persone che hanno scelto di scendere in acqua…per l'acqua. Non spettatori ma custodi.
Ogni sacco tirato fuori dal canale era un pezzo di Milano che tornava a respirare.
Perché questo è il Naviglio che vogliamo: pulito, vissuto e, soprattutto, anche protetto.
Angeli dei Navigli.
Al prossimo Clean Up ci sarai anche tu?

Con la complicità della flotta di Canottieri San Cristoforo

I PIRATI SUI NAVIGLI ⚔️Pavia, nel Medioevo, non era solo una città. Era un porto. Tra il Lago Maggiore e il Mare Adriati...
19/08/2026

I PIRATI SUI NAVIGLI ⚔️

Pavia, nel Medioevo, non era solo una città. Era un porto. Tra il Lago Maggiore e il Mare Adriatico, sede del Sacro Romano Impero, viveva sul Ticino: barche, commerci, ricchezza.
Poi Milano cresce. La borghesia si fa potente, e vuole controllare le rotte verso Venezia, il "porto del mondo". Nascono le prime guerre tra città, e non si combattono solo a terra. Nelle darsene fluviali si costruiscono vere navi da guerra.
Nel 1359 la svolta: Galeazzo II Visconti conquista Pavia e la trasforma nella prima stazione navale del Ducato di Milano. Una flotta vera, con equipaggi da 20 a 80 uomini. C'erano i Galeoni, con 48 remi. Le Ganzerre, velocissime, per la caccia alle navi nemiche. Le Incastellate, per sbarcare truppe e tornare a bordo con bottino e prigionieri.
Il 23 giugno 1431 il comandante Pasino degli Eustachi guida la flotta viscontea contro 85 navi veneziane sul Po. Vince. E al ritorno issa sulle sue navi tutte le bandiere nemiche catturate.
Nasce così il Gran Pavese, l'esposizione di bandiere che oggi ogni nave militare del mondo issa nelle grandi occasioni, dalla Amerigo Vespucci in giù.
Una tradizione nata su un fiume.

E oggi, su quello stesso Naviglio Grande, siamo noi a solcare l'acqua: con i Dragon Boat della Canottieri San Cristoforo, che organizza escursioni didattiche per scolaresche, team building aziendali, ed indimenticabili navigazioni per gruppi privati alla scoperta dei Navigli e della Milano di una volta.

Lo sapevi che le montagne non avevano un nome fino all'inizio dell'Ottocento?!I fiumi invece hanno sempre avuto un nome....
18/08/2026

Lo sapevi che le montagne non avevano un nome fino all'inizio dell'Ottocento?!
I fiumi invece hanno sempre avuto un nome. Anche il più piccolo corso d'acqua è stato venerato come una divinità.
Forse perché i nostri antenati lo sapevano: dipendevano dall’acqua. Ora fa sempre più caldo, e la pioggia di un giorno non basta a sistemare il dramma della siccità che affligge la pianura padana e i nostri campi.
Ogni corso d'acqua è importante.
Oggi le nostre rogge sono piene di pneumatici, non di preghiere.
In questa foto stiamo prendendo cura di una roggia, perché, soprattutto quando c'è poca acqua, non dovremmo preoccuparci solo del "grande Po".

Perché dipendiamo dall'acqua. Sempre.

Il Naviglio della Martesana, 38 km da Trezzo sull'Adda a Milano, voluto da Francesco Sforza nel 1457 e completato da Lud...
16/08/2026

Il Naviglio della Martesana, 38 km da Trezzo sull'Adda a Milano, voluto da Francesco Sforza nel 1457 e completato da Ludovico il Moro nel 1496. Nato per irrigare i campi e muovere macine e mulini, collegò Milano all'Adda e al lago di Como. Il suo percorso tortuoso racconta le liti infinite tra i proprietari terrieri del contado.

Da via d'acqua per l'agricoltura a strada per merci e persone: sassi e sabbia per costruire Milano, e passeggeri illustri come Carlo Borromeo, Maria Teresa d'Austria, Manzoni, Casanova, Napoleone.

E poi la leggenda: la contessa madre di Napo, il figlio morto in carcere per gelosia verso il duca Sforza, che maledisse il naviglio a reclamare sette vite ogni anno.

Foto: chiesa di Gervasio e Protasio sulla Martesana, scatto di Flavio Alfieri (IG: )

La Festa del Naviglio nasceva da lì, da quel mondo di osti, artigiani e artisti che si ritrovava lungo l’acqua. Epicentr...
15/08/2026

La Festa del Naviglio nasceva da lì, da quel mondo di osti, artigiani e artisti che si ritrovava lungo l’acqua. Epicentro di tutto era l’Osteria della Briosca, il regno del Pinza: un oste che apriva le bottiglie a mani n**e e la sera imbracciava la chitarra, tra canzonacce da osteria e vecchie perle dimenticate. Da lì partiva la festa vera, con le barche addobbate, le sculture galleggianti dello Scapoccin, la musica che passava da un’osteria all’altra fino a notte fonda. Il Naviglio non era uno sfondo da cartolina, era il centro della festa.
Oggi di quel mondo resta poco. I loft e gli Spritz hanno preso il posto delle botteghe e del Barbera, ma l’acqua è ancora lì, e con lei la voglia di ritrovarsi.
Sarebbe bello riportare in vita quella tradizione. E farlo proprio il 15 agosto avrebbe un senso in più: nel giorno in cui Milano si svuota, restituire ai Navigli una festa vera, fatta di gente, musica e barche, come un tempo.

Foto di Oscar Cattaneo

Due foto:il Panperduto quando trabocca e il Panperduto quando vede il fondo. Da lì si preleva l’acqua che irriga migliai...
14/08/2026

Due foto:
il Panperduto quando trabocca e il Panperduto quando vede il fondo.
Da lì si preleva l’acqua che irriga migliaia di ettari di campi, quella che tiene vivi i Navigli, quella che ha fatto la storia agricola della nostra terra.
Il problema è semplice da dire e durissimo da vivere: piove poco, il Ticino si svuota, e la poca acqua che resta viene già dirottata verso i canali irrigui. Ma ormai non basta più. Non basta ai campi, non basta al Ticino e non basta ai Navigli
Non basta a chi da generazioni vive di quell’acqua.
E mentre i fiumi, e il Po, si prosciugano, arrivano i data center. Solo nel “triangolo” a sud di Milano, tra Lacchiarella, Zibido San Giacomo e Siziano, sono previsti o in valutazione più impianti: il campus Apto a Lacchiarella, il più grande d’Italia, 228mila metri quadrati e 300 MVA di potenza; il progetto AWS a Zibido San Giacomo; un data center a Siziano. Strutture che consumano energia quanto una città intera e che, per raffreddare i server, hanno bisogno di enormi quantità d’acqua.
La Regione ha appena vietato l’uso degli acquedotti pubblici per il raffreddamento. Un passo giusto, ma dice tutto: il problema idrico dei data center è già così concreto da richiedere una legge.
Allora forse la domanda da fare ai politici non è se rendere i Navigli balneabili. È come garantire l’acqua ai campi, ai canali, ai fiumi, prima di aggiungere nuovi consumatori industriali a un sistema che è già in crisi. Poi sarà troppo tardi.

Foto di Franco Aresi

Non ci stancheremo mai…Foto di repertorio di Dear Milano
13/08/2026

Non ci stancheremo mai…

Foto di repertorio di Dear Milano

Oggi, 12 agosto, accadeva un “miracolo” d’ingegneria nel …1455! A Bologna una folla enorme assisteva a uno spettacolo ma...
12/08/2026

Oggi, 12 agosto, accadeva un “miracolo” d’ingegneria nel …1455!
A Bologna una folla enorme assisteva a uno spettacolo mai visto:
la Torre della Magione, alta 25 metri, 4 per lato, con 5 metri di fondamenta, iniziava a muoversi.
Intera.
Non demolita e ricostruita: spostata di ben 13 metri in blocco unico grazie ad argani, cavalli e geniali contrappesi.
Dopo 4 giorni di lavoro, oggi i bolognesi Aristotele Fioravanti dimostrava di essere un genio assoluto e i bolognesi esplodevano in un boato di gioia.
E così il Fioravanti divenne famoso all’epoca come «l’omo che move la torre».
Ma cosa c’entra con i nostri Navigli?
Quasi cinquant’anni prima che Leonardo da Vinci arrivasse a Milano, Fioravanti, insieme a Filippo degli Organi, dovette risolvere un bel guaio: collegare il Naviglio grande alla cerchia interna per portare i blocchi di marmo al cantiere del Duomo. Il problema? Due metri di dislivello.
I due inventarono la prima Conca di Navigazione: un vero ascensore idraulico che, sfruttando la forza dell’acqua, sollevava e calava barconi da decine di tonnellate.
La storia poi si è dimenticata di lui per far spazio al “marketing” di Leonardo, ma Fioravanti fu un gigante:
Il re d’Ungheria arrivò persino a pagarlo con delle monete d’oro con l’immagine del Fioravanti di uno dei due lati tanto che il povero Aristotele passò qualche tempo in prigione quando utilizzò quelle monete per comprare un terreno e dovette arrivare un delegato dall’Ungheria per spiegare i fatti!
Fu anche chiamato Mosca da parte di Ivan il Grande per progettare le prime cattedrali della Piazza Rossa con le tipiche cupole a fiamma, dove rimase fino alla fine dei suoi giorni.
Una figura incredibile a cui la storia dell’ingegneria (e anche dei nostri Navigli) deve tantissimo.

👇 E tu lo sapevi che prima di Leonardo ci fu “l’uomo che spostava le torri”? Scrivicelo nei commenti!

Un giorno con un cagnolone, il giorno dopo con un altro.Ieri era Macchia, oggi ecco Al:la squadra pulizie del Naviglio s...
11/08/2026

Un giorno con un cagnolone, il giorno dopo con un altro.
Ieri era Macchia, oggi ecco Al:
la squadra pulizie del Naviglio si allarga a vista d’occhio.
Plastica e lattine, iniziano a tremare: la caccia continua, sempre più numerosa!
Chi di voi vuole portare il prossimo peloso a bordo?!?

Indirizzo

Diga Di Panperduto
Milan

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