22/08/2026
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"Non aspettare che sia troppo tardi."
Stefano Renolfi, educatore professionale sanitario, racconta una cosa che vede spesso nel suo lavoro: le persone arrivano a parlare del proprio problema quando le esperienze sono già diventate traumatiche. Quando il danno è già stato fatto.
Il suo messaggio a chi si sta riconoscendo in queste parole è semplice: non aspettare quel momento.
Non aspettare di essere chiuso in casa, con la casa devastata. Non aspettare i genitori in ansia costante. Non aspettare gli amici che non rispondono più al telefono, perché per mesi non hai risposto tu.
Se leggendo hai pensato "questo mi riguarda", quello è già il momento giusto per chiedere aiuto.
E c'è un'altra cosa che Stefano vuole dire, forse la più importante: non sei solo. Ed è possibile ricostruire la propria sessualità in modo sano. Non è un punto di non ritorno.
Se pensi che queste parole possano servire a qualcuno, condividi il reel o taggalo nei commenti. A volte è così che arriva la prima richiesta di aiuto.