30/07/2026
𝗟𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗨𝗡 𝗟𝗜𝗠𝗜𝗧𝗘 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔’. 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘’ 𝗟𝗔 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔’ 𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗔.
Il Rapporto Milano Produttiva 2026
un territorio che continua a crescere e a creare valore, ma mette anche in evidenza una realtà che non possiamo ignorare: i giovani fanno sempre più fatica a trovare il loro spazio nella società e nel mondo del lavoro. A Milano il tasso di occupazione dei 15-34 anni è sceso dal 54,6% al 51%, mentre in Lombardia è calato al 51,9%.
Dietro questi numeri non ci sono soltanto difficoltà economiche.
C’è un disagio che cresce.
E quando il disagio non viene intercettato, rischia di trasformarsi in violenza, sopraffazione, criminalità.
Per questo guardiamo con attenzione alle nuove misure del Governo che rafforzano la risposta dello Stato nei confronti dei reati commessi dai minori.
Perché una cosa deve essere chiara.
Non può esistere inclusione senza legalità.
Negli ultimi anni abbiamo avuto troppo timore di pronunciare parole come regole, responsabilità, autorevolezza, conseguenze.
Eppure sono proprio queste parole che costruiscono una società civile.
Noi continueremo a lavorare ogni giorno nelle scuole, con i ragazzi e con le famiglie, convinti che la cultura, l’educazione e la conoscenza siano gli strumenti più potenti per prevenire il disagio.
Ma diciamo con altrettanta chiarezza che chi sceglie di usare violenza deve sapere che lo Stato c’è. E che lo Stato interviene.
Essere giovani non può diventare un alibi.
La prevenzione non significa impunità.
L’ascolto non significa assenza di responsabilità.
Educare significa anche insegnare che ogni scelta ha delle conseguenze.
Il rispetto della persona, delle istituzioni, dei beni comuni e delle regole non è un’opinione.
È il fondamento della convivenza democratica.
La mia libertà finisce dove inizia quella degli altri.
È una frase che abbiamo smesso troppo spesso di insegnare.
Ed è proprio da qui che dobbiamo ripartire.
Non con la paura.
Non con l’odio.
Ma con uno Stato presente, autorevole e credibile.
Con famiglie che educano.
Con scuole che non siano lasciate sole.
Con istituzioni capaci di prevenire il disagio, ma anche di intervenire con fermezza quando il limite viene superato.
Perché i giovani rappresentano il futuro del nostro Paese.
E il futuro non si costruisce dicendo che tutto è permesso.
Si costruisce insegnando che la libertà è inseparabile dalla responsabilità.
Perché proteggere le vittime, difendere chi rispetta le regole e riaffermare il valore della legalità è il primo dovere di una società che voglia definirsi davvero civile
Voi cosa ne pensate ?