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Cresco Coop Sociale C.R.E.SCO si occupa di assistenza ad alunni con disabilità, prevenzione del disagio adolescenziale, supporto psicologico e centri ricreativi diurni

C.R.E.SCO Cooperativa Sociale nasce a Milano nel 2005 dallo sforzo congiunto di un gruppo di educatori e psicologi, impegnati già da tempo in servizi educativi, insegnanti e genitori. Fin da subito C.R.E.SCO si pone come risposta alle molteplici esigenze educative e sociali del territorio: integrazione scolastica, laboratori educativi e didattici, centri diurni e sostegno alla genitorialità. C.R.E.SCO mette quotidianamente a disposizione le competenze e la professionalità dei propri soci al fine di promuovere interventi a favore di persone con disabilità, bambini e ragazzi in situazione di disagio, famiglie e adulti in difficoltà, e anziani a rischio di isolamento. Nei suoi primi 10 anni di vita C.R.E.SCO ha attuato servizi ed interventi specialmente a favore di persone con disabilità o in situazione di difficoltà e disagio, collaborando strettamente con diversi enti pubblici e privati nel territorio di Milano e provincia. Dal 2012 è accreditata dal Comune di Milano per il servizio di assistenza educativa scolastica a favore degli studenti con disabilità e quotidianamente affianca, con i propri educatori, oltre 250 utenti. C.R.E.SCO è attiva nel territorio della zona 8 di Milano nell'organizzazione di centri ricreativi durante le giornate di chiusura scolastica e di attività educative e di aiuto allo studio nei pomeriggi durante l'anno scolastico.

Da oltre 20 anni, noi di CRESCO ci occupiamo di assistenza educativa scolastica, affiancando alunne e alunni con disabil...
08/10/2026

Da oltre 20 anni, noi di CRESCO ci occupiamo di assistenza educativa scolastica, affiancando alunne e alunni con disabilità e lavorando insieme a scuole e famiglie.

Sappiamo quanto questo lavoro richieda attenzione: conoscere ogni alunno, trovare il modo di coinvolgerlo, capire quando intervenire e quando lasciare spazio. Per questo ci prendiamo cura anche di chi educa.

Seguiamo il nostro personale con supervisione, formazione e momenti di confronto, per ragionare sulle situazioni concrete, affrontare le difficoltà e costruire insieme risposte educative.

È così che mettiamo la nostra esperienza al servizio degli alunni e sosteniamo la crescita professionale delle educatrici e degli educatori.

📍 Vuoi lavorare con noi nelle scuole di Milano?
Invia il tuo CV a [email protected]

📍 Milano | Cerchiamo educatrici ed educatoriCRESCO Cooperativa Sociale ricerca personale educativo per il servizio di as...
07/10/2026

📍 Milano | Cerchiamo educatrici ed educatori

CRESCO Cooperativa Sociale ricerca personale educativo per il servizio di assistenza educativa ad alunne e alunni con disabilità nelle scuole di Milano.

Un lavoro di accompagnamento che sostiene l’autonomia, le relazioni e la partecipazione alla vita scolastica, in collaborazione con insegnanti, famiglie e équipe educativa.

📩 Per candidarti, invia il tuo curriculum a [email protected], indicando nell’oggetto “Candidatura assistenza educativa Milano”.

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Settembre per noi significa soprattutto una cosa: tornare a scuola.Tornano le aule, gli incontri, le routine.Ma tornano ...
09/09/2026

Settembre per noi significa soprattutto una cosa: tornare a scuola.

Tornano le aule, gli incontri, le routine.
Ma tornano soprattutto le relazioni.

Un nuovo anno da condividere con i ragazzi che accompagniamo ogni giorno nel loro percorso scolastico, con le loro famiglie, con gli insegnanti e con tutta la comunità scolastica.

E un nuovo anno per i nostri educatori, che ogni giorno entrano a scuola con un compito importante: esserci, sostenere, accompagnare.

Senza sostituirsi.
Con competenza, attenzione e cura.

A tutti loro va il nostro augurio per questo nuovo inizio.

Che sia un anno di possibilità, autonomie da conquistare, relazioni da costruire e piccoli e grandi traguardi da raggiungere insieme.

Buon anno scolastico a tutti e tutte da CRESCO. 🎒

Prepariamo la cartella, ricordiamo i compiti, verifichiamo il materiale per il giorno dopo e molto altro ancora.A volte,...
22/06/2026

Prepariamo la cartella, ricordiamo i compiti, verifichiamo il materiale per il giorno dopo e molto altro ancora.

A volte, senza accorgercene, rischiamo di farci carico di responsabilità che dovrebbero appartenere ai nostri figli.

Lo facciamo certamente per amore e per aiutarli, a volte per fare più in fretta.

Ma se siamo sempre noi a ricordare, organizzare, controllare e intervenire, quando avranno l’occasione di imparare a farlo da soli?

Prepararsi la sera, arrivare in orario, ricordare un quaderno, organizzare i compiti, affrontare una difficoltà con un compagno: sono tutte esperienze che costruiscono autonomia, responsabilità e senso di competenza.

Il Dott. Alberto Pellai parla spesso di genitori “spazzaneve”: adulti che, con le migliori intenzioni, cercano di spianare la strada ai figli per evitare loro errori, fatiche o delusioni.

Ma crescere significa anche incontrare piccoli ostacoli e imparare ad affrontarli.

Per questo è importante non sostituirsi ai bambini nelle loro esperienze e permettere loro di sperimentare responsabilità e frustrazioni adeguate all’età.

Perché l’autonomia non compare all’improvviso a 14 anni.

Si costruisce poco alla volta. Lasciando che un bambino prepari da solo lo zaino, trovi strategie, impari a organizzare tempi e spazi e sperimenti anche qualche piccolo errore o dimenticanza.

Altrimenti il rischio è quello di crescere ragazzi che, anche da adolescenti, continuano ad aspettarsi che qualcuno organizzi, ricordi e gestisca la vita al posto loro.

E forse una parte della fatica riguarda anche noi adulti.

Perché crescendo, i figli hanno sempre meno bisogno della nostra presenza pratica e sempre più bisogno della nostra presenza emotiva.

E questo a volte ci disorienta.

Ma attenzione; fare meno non significa contare meno.

Passiamo da essere chi prepara, organizza e controlla...

a chi ascolta, incoraggia e sostiene.

Lasciare più autonomia non significa abbandonare ma dare fiducia.

Giovani e periferie: credi di conoscere già la trama?Quando si parla di quartieri come Villapizzone e Quarto Oggiaro, em...
17/06/2026

Giovani e periferie: credi di conoscere già la trama?

Quando si parla di quartieri come Villapizzone e Quarto Oggiaro, emergono sempre gli stessi stereotipi. Ma la realtà è un’altra ed è ricca di storie, energie e progetti concreti che cercano, passo dopo passo, di migliorare il futuro delle loro comunità e scrivere una storia completamente diversa.

In questo percorso si inserisce Grow Up, guidato da Farsi Prossimo e selezionato da Con i bambini, costruito insieme a 50 partner del territorio. Anche .coop è coinvolta come partner in questo grande progetto, insieme al Comune di Milano, alle scuole e a tanti enti pubblici e realtà del Terzo Settore.

Il primo passo per cambiare la narrazione arriva il 23 giugno, con un finale che non ti aspetti!



.morici

Il 2 giugno 1946 milioni di italiani furono chiamati a scegliere che Paese costruire dopo la guerra.Per la prima volta, ...
02/06/2026

Il 2 giugno 1946 milioni di italiani furono chiamati a scegliere che Paese costruire dopo la guerra.
Per la prima volta, con suffragio universale, votarono anche le donne.

Da quella scelta nacque la Repubblica.
Due anni dopo, quella visione prese forma nella Costituzione italiana.

A 80 anni dal referendum del 2 giugno, alcune parole della Costituzione continuano ancora oggi a parlarci molto da vicino:
dignità, scuola, diritti, uguaglianza, partecipazione.

Non sono solo principi scritti su carta.
Sono responsabilità quotidiane.
Anche nel nostro lavoro educativo e sociale.

Perché educare, includere e sostenere significa contribuire ogni giorno a tenere vivi i valori della Repubblica.

🇮🇹

📱 “Ma se ce l’hanno tutti…”È una delle frasi che mette più in difficoltà i genitori.Perché nessuno vuole che il proprio ...
27/05/2026

📱 “Ma se ce l’hanno tutti…”

È una delle frasi che mette più in difficoltà i genitori.
Perché nessuno vuole che il proprio figlio si senta escluso.

E così, spesso, lo smartphone arriva non perché ci sentiamo pronti…
ma perché temiamo che nostro figlio resti indietro.

Oggi succede sempre più spesso:

per la comunione,
per la cresima,
oppure all’inizio delle scuole medie.
Quasi come fosse un passaggio obbligato della crescita.

Ma il punto è che lo smartphone non è solo uno strumento.
All’interno i ragazzi trovano:

relazioni,
approvazione sociale,
intrattenimento continuo,
notifiche costanti che interrompono attenzione e concentrazione,
modelli con cui costruisce la propria identità.
E tutto questo entra inevitabilmente anche:

nello studio,
nella scuola,
nelle relazioni,
nei tempi di riposo,
nella capacità di annoiarsi e stare nel vuoto.
Ed è per questo che la scelta del “quando” conta.

Aspettare non significa vietare.
Significa proteggere tempo, sonno, attenzione, relazioni e crescita.

Molte famiglie vivono gli stessi dubbi, ma spesso li affrontano da sole.
E invece, quando i genitori si confrontano e fanno rete, anche la pressione sociale cambia.

Una scelta che sembra impossibile diventa più sostenibile.

Educare oggi significa anche avere il coraggio di scegliere con cura.
Anche quando è controcorrente.

💬 Voi come state vivendo questo tema?
Avete sentito anche voi questa pressione del “momento giusto” per dare lo smartphone?

25/05/2026

Un buon centro estivo non si sceglie solo dal programma. ☀️

Ci sono domande più importanti:
Come vengono accolti i bambini?
Ci sono spazi all’aperto, possono esplorare, creare relazioni?

Nel post che trovi nel profilo abbiamo approfondito alcuni aspetti che spesso passano in secondo piano… ma fanno davvero la differenza.

💬 Tu cosa guardi quando scegli un centro estivo?

18/05/2026

“Chiedi scusa.”
È una frase che diciamo spesso ai bambini.
A volte quasi automaticamente.

Ma imparare a chiedere scusa non significa semplicemente ripetere una parola.

L’empatia nasce quando un bambino riesce davvero a comprendere cosa ha provato l’altro, a riconoscere il proprio gesto e a sentire che la relazione può essere riparata.

Se le scuse diventano solo un obbligo imposto dall’adulto, rischiano di trasformarsi in una formula vuota:
una parola detta per “chiudere” velocemente il conflitto, più che per comprenderlo.

Questo non significa che chiedere scusa non sia importante.
Al contrario: le scuse hanno un grande valore educativo quando nascono dentro una relazione fatta di ascolto, esempio e consapevolezza.

Anche noi adulti possiamo insegnarlo:
dando l’esempio, chiedendo scusa ai bambini quando sbagliamo, mostrando che riconoscere un errore non è una debolezza, ma un modo per prendersi cura della relazione.

I litigi tra bambini ci mettono spesso in difficoltà.Come adulti sentiamo il bisogno di intervenire subito, calmare, div...
13/05/2026

I litigi tra bambini ci mettono spesso in difficoltà.
Come adulti sentiamo il bisogno di intervenire subito, calmare, dividere, trovare una soluzione rapida.

Eppure non tutti i conflitti sono pericolosi.
Anzi: nella crescita il conflitto ha una funzione importante.

Molti pedagogisti sottolineano da anni come il conflitto sia una vera esperienza relazionale: un’occasione in cui i bambini imparano a stare nelle differenze, a confrontarsi e a riconoscere l’altro.

Quando due bambini litigano non stanno semplicemente “facendo i capricci”.
Spesso stanno sperimentando:
• desideri diversi
• frustrazione
• bisogno di affermarsi
• difficoltà nel gestire emozioni intense

Ed è proprio dentro queste situazioni che possono nascere competenze sociali fondamentali.

Intervenire immediatamente, cercando il colpevole o imponendo una soluzione, a volte interrompe questo processo.
Il rischio è che i bambini imparino a dipendere sempre dall’adulto per risolvere ogni difficoltà relazionale.

Questo non significa “lasciarli fare”.
L’adulto resta un punto di riferimento fondamentale, ma il suo ruolo può essere diverso:
non sostituirsi ai bambini, bensì accompagnarli.

A volte basta:

osservare senza agitarsi
dare tempo
aiutare a nominare ciò che sentono
mantenere un clima sicuro
favorire l’ascolto reciproco
Ci sono però situazioni in cui intervenire è necessario:
quando compare violenza, paura, umiliazione o un forte squilibrio tra i bambini.

Educare al conflitto non vuol dire evitare ogni scontro.
Vuol dire insegnare che le relazioni possono attraversare momenti difficili senza rompersi per forza.

Anche litigando, i bambini imparano a conoscersi, a negoziare e a crescere. 💛

Indirizzo

Via Delfico 24/2
Milan
20155

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:30
Martedì 09:30 - 17:30
Mercoledì 09:30 - 17:30
Giovedì 09:30 - 17:30
Venerdì 09:30 - 17:30

Telefono

3337449893

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