22/06/2026
Prepariamo la cartella, ricordiamo i compiti, verifichiamo il materiale per il giorno dopo e molto altro ancora.
A volte, senza accorgercene, rischiamo di farci carico di responsabilità che dovrebbero appartenere ai nostri figli.
Lo facciamo certamente per amore e per aiutarli, a volte per fare più in fretta.
Ma se siamo sempre noi a ricordare, organizzare, controllare e intervenire, quando avranno l’occasione di imparare a farlo da soli?
Prepararsi la sera, arrivare in orario, ricordare un quaderno, organizzare i compiti, affrontare una difficoltà con un compagno: sono tutte esperienze che costruiscono autonomia, responsabilità e senso di competenza.
Il Dott. Alberto Pellai parla spesso di genitori “spazzaneve”: adulti che, con le migliori intenzioni, cercano di spianare la strada ai figli per evitare loro errori, fatiche o delusioni.
Ma crescere significa anche incontrare piccoli ostacoli e imparare ad affrontarli.
Per questo è importante non sostituirsi ai bambini nelle loro esperienze e permettere loro di sperimentare responsabilità e frustrazioni adeguate all’età.
Perché l’autonomia non compare all’improvviso a 14 anni.
Si costruisce poco alla volta. Lasciando che un bambino prepari da solo lo zaino, trovi strategie, impari a organizzare tempi e spazi e sperimenti anche qualche piccolo errore o dimenticanza.
Altrimenti il rischio è quello di crescere ragazzi che, anche da adolescenti, continuano ad aspettarsi che qualcuno organizzi, ricordi e gestisca la vita al posto loro.
E forse una parte della fatica riguarda anche noi adulti.
Perché crescendo, i figli hanno sempre meno bisogno della nostra presenza pratica e sempre più bisogno della nostra presenza emotiva.
E questo a volte ci disorienta.
Ma attenzione; fare meno non significa contare meno.
Passiamo da essere chi prepara, organizza e controlla...
a chi ascolta, incoraggia e sostiene.
Lasciare più autonomia non significa abbandonare ma dare fiducia.