04/06/2026
“Quando mi è stato diagnosticato un carcinoma, mia figlia aveva solo tre anni. È stato uno shock, ma ho avuto la fortuna di scoprire la malattia in tempo.
Sono sempre stata una di quelle persone che si ammalano poco ma in realtà avevo dentro qualcosa di male che, senza i continui passi avanti della ricerca scientifica, forse non avrei scoperto in tempo.
Le mie cicatrici mi ricordano ogni giorno che c’è sempre spazio per migliorare. Magari la ricerca scientifica farà dei passi così giganti che nel futuro non serviranno più cicatrici.
In quel periodo ho incontrato le Pink Ambassador: con loro ho trovato uno spazio di respiro, di condivisione e di forza. Correndo insieme sono nate amicizie speciali; più correvamo, più raccoglievamo fondi, più ci sentivamo vive, unite, sopravvissute.
Tramite la corsa con le Pink posso diffondere il messaggio di importanza della prevenzione e della ricerca scientifica e tramite la mia storia spero di supportare chi in questo momento si trova ad affrontare una diagnosi che sembra un macigno.
Poi è arrivata un’altra svolta, resa possibile dai progressi della ricerca. In accordo con i miei medici di fiducia ho potuto sospendere la terapia e dare spazio a un sogno che sembrava lontano. Così la nostra famiglia si è allargata con l’arrivo di Tommaso.
Oggi sono profondamente grata alla vita.
E alla ricerca, che ha reso possibile tutto questo.”
Raffaella
Il progetto “Pink Ambassador 2026” è sostenuto da Lenergia, Credem Euromobiliare Private, Lauretana, Daiichi- Sankyo.