01/02/2026
Riflessioni a caldo dopo la visione di Vermiglio
Non c’e’ retorica nell’asciutta, ma poetica descrizione del “tempo che fu” nella piccola remota comunita’ di questo paese del Trentino, che tanto ricorda il celebre “Albero degli Zoccoli” di Olmi.
La regista non fa sconti nel descrivere tutti gli aspetti di un’esistenza non certo idilliaca, per quanto circondata da una natura meravilgiosa e selvaggia, ma anche dura e ingrata. Le stagioni si susseguono senza apparante discontinuita’, ma in realta’ l’urgenza della vita irrompe anche in quell’ovattata e austera atmosfera montanara, commovente testimonianza di un mondo ormai scomparso, sostituito dalla frenesia della nuova societa’ globalizzata e omologata.
Ma anche quel mondo perduto, pur cosi’ affascinante nel suo primordiale rapporto col normale ciclo della natura, ha in se’ i germi dell’ingiustizia e dell’ipocrisia e tutte le contraddizioni dell’animo umano, ben rappresentate dalla figura emblematica del padre maestro, severo e distaccato punto di riferimento, nel bene e nel male di tutta la piccola comunita’.
Ma la regista riesce anche a trasmettere, con grande sensibilità e partecipazione, l’emozione degli sguardi di tenera umanita’ con cui i componenti della famiglia si sostengono reciprocamente di fronte alle difficolta’ e i dolori della vita, segno di una capacita’ di speranza che nasce da una solidarieta’ fraterna radicata nel cuore dei giovani protagonisti, come ben evidenziato nella ritrovata fiducia della neo-mamma verso un destino buono, per quanto doloroso, nella scena finale del film.
Da dove nasce questo potente senso di responsabilità e di positività di fronte a una vita così dura e apparentemente poco gratificante? Un’unico elemento sembra accomunare tutti i protagonisti: il loro guardare a un punto di riferimento chiaro e indiscusso, che, per quanto contraddittorio e limitato, costituisce una posizione oggettiva e indiscussa di solidità e di autorità: il padre, il maestro, il parroco, il fratello maggiore.
C’è quindi in questa piccola ma solida comunità un legame nascosto che unisce i suoi componenti: la chiara consapevolezza di un destino buono, di una fondata speranza che è in grado di affrontare con fiducia e serenità tutte le avversità della vita.