20/05/2026
Pessime le parole di Arrigo Cipriani, ma una tale narrazione qualifica il suo autore più di quanto lui voglia qualificare gli affitti brevi.
*COMUNICATO STAMPA*
Risposta all’articolo di Arrigo Cipriani sul Gazzettino di oggi
Abbiamo letto tante parole negative, allarmistiche e dispregiative che abbiamo voluto riassumerle in questa nuvola di parole: un’immagine che, più di molte analisi, restituisce il tono e il clima generato dalle dichiarazioni di Arrigo Cipriani sugli affitti brevi e su chi, direttamente o indirettamente, ne fa parte.
Le parole utilizzate in questa dichiarazione sono parole che alimentano paura e contrapposizione, dipingendo un’intera categoria come il male assoluto della città.
Attribuire le colpe dell’overtourism esclusivamente alle locazioni brevi appare come uno *j’accuse elitario* e distante dalla realtà quotidiana di migliaia di persone che usufruiscono di queste opportunità: famiglie che non possono permettersi i costi di un hotel, lavoratori in trasferta, studenti, ma anche visitatori facoltosi che scelgono appartamenti di pregio invece delle strutture tradizionali.
Sentire queste parole da un veneziano ci mortifica profondamente.
Da una figura prestigiosa come Cipriani, che tanto lustro ha portato a Venezia nel mondo, ci saremmo aspettati un ragionamento più obiettivo, equilibrato e libero da logiche di opportunità politica.
*Soprattutto in prossimità delle elezioni amministrative* quando certe dichiarazioni rischiano inevitabilmente di apparire come tentativi di screditare l’avversario politico più che di affrontare seriamente i problemi della città.
Non avevamo mai considerato Arrigo Cipriani un avversario.
Evidentemente, però, il livello di contrapposizione e di faziosità raggiunto nel dibattito cittadino sta assumendo contorni sempre più sorprendenti.
Ad majora
Abbav
Pro Loca tur
Agata