Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale ENIA

Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale ENIA Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale ENIA, Organizzazione no-profit, Via Giuseppe Revere, 16, Milan.

FONDAZIONE ENIA – Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale è un’ Ente di Ricerca no-profit, nata per favorire l’adozione consapevole dell’AI nella società, nelle imprese e nelle istituzioni.

Nello scorrere i social network, un rumore di fondo fatto di frasi sospese e interrogativi ripetuti fino alla saturazion...
10/03/2026

Nello scorrere i social network, un rumore di fondo fatto di frasi sospese e interrogativi ripetuti fino alla saturazione simbolica. Tra questi, quello che ritorna con insistenza, quasi rituale è sulla coscienza dell’AI. L’affermazione secondo cui possa possedere una coscienza, appartiene più alla retorica culturale che alla conoscenza scientifica perché i suoi sistemi operano attraverso modelli computazionali che organizzano informazioni, apprendono regolarità statistiche e restituiscono configurazioni coerenti rispetto ai dati ricevuti. Non possiedono esperienza soggettiva, non sviluppano interiorità, non abitano alcuna dimensione emotiva. Ciò che appare rilevante è, però, il modo in cui la società contemporanea si rappresenta di fronte a queste tecnologie. L’algoritmo produce una rappresentazione geometrica della realtà, la sua azione è metodica, persistente, scrupolosa. Ogni dettaglio viene registrato, ogni correlazione viene valutata secondo la logica per cui il sistema è stato progettato, emergendo come forma estrema di razionalità procedurale.

La società contemporanea, nell’ osservarla, mostra tratti differenti. La nostra epoca, vista attraverso il filtro del digitale, rende visibile una progressiva rarefazione dello spazio emotivo e riflessivo dell’individuo. La velocità informativa, l’esposizione continua agli stimoli, la trasformazione delle relazioni in flussi comunicativi brevi producono un ambiente in cui la ricerca interiore tende a ridursi. Il risultato è che mentre alle macchine si chiede una percezione sempre più sofisticata del mondo, gli esseri umani sembrano progressivamente allontanarsi dall’esercizio della propria coscienza critica. L’algoritmo continua a elaborare senza esitazioni mentre l’essere umano, interrompe il proprio sforzo di comprensione.

Flussi di persone attraversano lo spazio urbano delle città con il capo inclinato verso un dispositivo luminoso. Lo schermo illumina il volto ma raramente genera uno spazio di riflessione condivisa. Il movimento collettivo prosegue, ma la direzione simbolica appare indebolita.
Prende forma una modernità capace di produrre strumenti di potenza straordinaria mentre le istituzioni culturali vivono una crisi di complessità tra sistemi tecnologici sempre più sofisticati e una riduzione delle capacità collettive di integrazione etica, politica e affettiva.

La tecnologia diventa, così, uno specchio della condizione umana.
L’AI non possiede la coscienza ma restituisce con precisione matematica la qualità della syneídēsis delle società che la producono. Dove esistono visione, responsabilità e tensione verso il bene comune, l’AI diventa uno strumento di ampliamento delle possibilità umane. Dove prevalgono passività, disorientamento e concentrazione del potere, la stessa tecnologia amplifica tali dinamiche.

Valeria Lazzaroli
Presidente
ENIA FONDAZIONE ENTE NAZIONALE per l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE®

Nel diritto esiste la regola semplice e severa che ogni precedente citato in giudizio deve esistere e non è consentito c...
05/03/2026

Nel diritto esiste la regola semplice e severa che ogni precedente citato in giudizio deve esistere e non è consentito che sia un dettaglio formale perché è la struttura stessa dell’argomentazione giuridica.

La recente decisione che ha portato alla condanna al pagamento di circa 30.000 euro di spese processuali segna uno dei primi casi italiani in cui l’utilizzo acritico dell’intelligenza artificiale entra direttamente nel perimetro della responsabilità professionale forense. Il procedimento nasce da una causa risarcitoria per inadempimento contrattuale relativa a una sublocazione, nella quale una società chiedeva circa 165.000 euro di danni. Nel corso del giudizio sono state citate quattro sentenze della Corte di Cassazione che, a un controllo successivo, si sono rivelate inesistenti. Non imprecise ma inesistenti!! Il giudice ha quindi ravvisato una responsabilità aggravata ai sensi dell’articolo 96 del codice di procedura civile, riconoscendo che la produzione di precedenti giurisprudenziali non verificati rappresenta un comportamento processuale gravemente colposo. L’elemento nuovo è il contesto tecnologico perché quelle decisioni erano state generate da strumenti di intelligenza artificiale utilizzati per la redazione dell’atto difensivo.

Il punto non riguarda l’uso dell’AI in sé perché nelle professioni giuridiche gli strumenti di analisi documentale basati su modelli linguistici stanno diventando sempre più diffusi e possono migliorare significativamente la produttività degli studi legali. Il problema emerge quando il sistema viene trattato come una fonte di conoscenza giuridica anziché come uno strumento probabilistico di generazione linguistica. I modelli di large language modeling funzionano attraverso meccanismi statistici di previsione delle sequenze testuali. Producono frasi plausibili sulla base di enormi corpus linguistici, ma non possiedono una verifica intrinseca delle fonti. In ambito tecnico questo fenomeno è noto come hallucination: il modello costruisce riferimenti formalmente credibili che però non corrispondono a documenti reali. Nel diritto, dove la validità dell’argomentazione dipende dalla tracciabilità delle fonti, questo margine di incertezza diventa immediatamente un problema di responsabilità professionale. Il caso dimostra che l’intelligenza artificiale può accelerare la produzione del testo giuridico, ma non sostituisce la funzione epistemica dell’avvocato. La verifica delle fonti, la validazione dei precedenti e il controllo metodologico dell’argomentazione restano attività umane. Quando questi passaggi vengono saltati, l’errore diventa processuale e come dimostra questa decisione, anche economicamente molto costoso.

Valeria Lazzaroli Presidente di ENIA FONDAZIONE ENTE NAZIONALE per l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE® Alberto Bozzo Direttore ENIA®CONNECT

https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/quattro-sentenze-fantasma-e-conto-30000-euro-quando-l-utilizzazione-acritica-dell-ia-entra-tribunale-AIW7MlmB?

Roma, sabato pomeriggio, luce radente sui sampietrini e conversazioni che scorrono tra storia e presente. In questo spaz...
25/02/2026

Roma, sabato pomeriggio, luce radente sui sampietrini e conversazioni che scorrono tra storia e presente. In questo spazio simbolico prende forma un appuntamento che unisce cinema e pensiero critico.

SAVE THE DATE — 28 FEBBRAIO | ORE 17:30
Cinema Farnese

Proiezione speciale di Wider Than The Sky – A.I. L’era dell’intelligenza collettiva, film di Valerio Jalongo, distribuito anche con il contributo di Wanted Cinema.

Un’opera che esplora l’intelligenza artificiale come fenomeno collettivo, culturale e decisionale, aprendo interrogativi su identità, responsabilità, diritto, governance e maturità sociale dell’innovazione.

A seguire, discussione con i relatori:

• Valerio Jalongo — Regista
• Flavia Balestrieri — Consigliera Municipale XII Municipio Roma, Presidente Commissione Bilancio e Innovazione Tecnologica
• Avv. Adua Maria Nacchia — Specialista in Diritto d’Autore
• Floricel Rugiero — Direttrice Dipartimento AI Risk, Fondazione ENIA
• Fabrizio Pirolli — Direttore ENIA Academy
• Avv. Fabrizio Abbate — Direttore Salotto Letterario ENIA, Presidente Comitato Scientifico Comunicazione REA

Un confronto aperto che mantiene il fuoco della discussione sui nodi reali: impatti sociali delle IA, tutela della creatività, alfabetizzazione tecnologica, modelli di governance e responsabilità professionale.

Cinema come lente, dialogo come metodo, cittadinanza come orizzonte.

Roma, ancora una volta, diventa laboratorio vivente di intelligenza collettiva.

ENIA e UNINA insieme per la formazione sull’intelligenza artificiale. Siglato accordo quadro tra il Dipartimento di Stud...
10/02/2026

ENIA e UNINA insieme per la formazione sull’intelligenza artificiale.


Siglato accordo quadro tra il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Task Force di Ateneo Human&Future ed ENIA FONDAZIONE ENTE NAZIONALE per l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE® presieduta da Valeria Lazzaroli

Nel comitato di coordinamento ci sono Michele Di Salvo ✔, delegato alla ricerca scientifica e ai rapporti accademici di Fondazione Enia; il Prof. Andrea Mazzucchi, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici; il Prof. Gianluca Giannini, coordinatore scientifico della Task Force di Ateneo Human&Future e Fabrizio Pirolli , coordinatore delle attività di ENIA ACADEMY®

Obiettivo dell’accordo, la creazione di effetti sinergici nel campo della diffusione della cultura, dell’avanzamento della conoscenza, dell’innalzamento della qualità dei contenuti nella comunicazione nazionale ed europea, anche mediante l’uso di tecnologie innovative sul tema della Intelligenza Artificiale in ogni possibile declinazione, applicazione ed ambito.

ENIA e FEDERICO II si impegnano reciprocamente a collaborare per la realizzazione di seminari, eventi divulgativi, di ricerca e approfondimento tematico, offerta didattica, anche attraverso specifici programmi comuni, autonomi, cogestiti o sinergici.

Viene quindi riconosciuto l’alto valore delle potenziali attività di promozione culturale, comunicazione, diffusione e sensibilizzazione relative alle tematiche culturali che possono essere sviluppate in sinergia, al fine di raggiungere effetti moltiplicatori nell’interesse del territorio.

«Il Dipartimento di Studi Umanistici è il più grande dipartimento della FEDERICO II ed anche quello con la più ampia offerta formativa. Riportare al centro la visione umanistica in un ambito che sembra relegato alle discipline scientifiche simbolicamente, ma non solo, riporta l'uomo al centro» spiega Di Salvo.
«La Task Force di Ateneo Human&Future, che mette insieme le conoscenze e i saperi di 23 dipartimenti federiciani nasce in questa prospettiva, prosegue, ci è sembrato naturale e fisiologico lavorare ad un accordo complessivo che ampliasse ed amplificasse i nostri sforzi».
«Questo accordo, conclude Di Salvo, crea una cornice di lavoro concreta e stabile in cui acquisiscono coerenza ed organizzazione un insieme di attività che fanno da ponte tra ricerca scientifica di altissimo profilo e la società, in un momento storico in cui i processi complessi vanno declinati e chiariti se vogliamo cittadini consapevoli e quindi liberi di scegliere e di agire».

«L’accordo quadro, triennale, ha come obiettivo quello di trasformare l’intesa in attività concrete - ricerca, formazione, eventi e divulgazione - sui temi dell’Intelligenza Artificiale e della trasformazione digitale. Puntiamo a una collaborazione stabile, capace di generare impatto culturale e trasferimento di competenze con ricadute reali anche sul territorio» commenta il professor Giannini.

La ricerca pubblicata su Journal of Medical Internet Research verte su uno smartphone in grado di intercettare precoceme...
08/02/2026

La ricerca pubblicata su Journal of Medical Internet Research verte su uno smartphone in grado di intercettare precocemente segnali di vulnerabilità mentale negli adolescenti, prima che questi diventino disturbi conclamati. Non diagnosi, ma traiettorie di rischio con micro-variazioni comportamentali catturate nella vita quotidiana.

I risultati sono tutt’altro che marginali. I modelli di intelligenza artificiale sviluppati nello studio raggiungono livelli di accuratezza bilanciata fino a 0,77 nell’identificazione dell’ideazione suicidaria, 0,71 per il rischio psicopatologico generale, 0,70 per i disturbi alimentari e 0,67 per l’insonnia. Numeri che, letti in chiave preventiva, suggeriscono la possibilità concreta di costruire sistemi di allerta precoce capaci di attivare supporto psicologico prima della soglia clinica. Lo smartphone smette di essere solo interfaccia sociale e diventa sensore cognitivo distribuito, in grado di rilevare segnali deboli invisibili all’osservazione tradizionale.

Dietro questo esito, la ricerca dispiega un impianto metodologico rigoroso. Il campione ha coinvolto 103 adolescenti provenienti da tre scuole secondarie britanniche, monitorati per 14 giorni tramite piattaforma mobile dedicata. Il framework di raccolta dati integra dimensioni attive (self-report quotidiani su umore, sonno, solitudine) con flussi passivi ad alta frequenza: geolocalizzazione, conteggio passi, pattern di utilizzo delle app. Questa architettura multimodale consente di trattare il comportamento come sequenza temporale complessa, ad alta dimensionalità informativa.

Sul piano computazionale, il modello adotta tecniche di deep learning con contrastive pretraining basato su triplet margin loss. In termini operativi, la rete apprende a distinguere rappresentazioni comportamentali simili e dissimili prima della fase supervisionata, migliorando la stabilità delle embedding latenti. Il successivo fine-tuning supervisionato classifica quattro outcome clinici: rischio psicopatologico (SDQ), insonnia, ideazione suicidaria e disturbi alimentari. La validazione utilizza schema leave-one-subject-out cross-validation con metrica di balanced accuracy, appropriata in presenza di classi sbilanciate.

L’analisi di spiegabilità tramite SHAP values identifica feature ad alta rilevanza predittiva: pensiero negativo autoriferito, entropia di mobilità, variabilità comportamentale. Indicatori che, letti congiuntamente, mostrano come l’informazione clinicamente utile emerga dall’interazione tra dimensione soggettiva e tracce comportamentali oggettivate. Le correlazioni confermano la validità convergente del modello.

La validazione esterna su coorte indipendente (n=45) restituisce accuratezze comprese tra 0,63 e 0,72, segnalando capacità di generalizzazione in contesti differenti.

L’impianto dello studio dimostra la fattibilità di ecosistemi predittivi mobile-native orientati alla prevenzione psichiatrica.https://www.jmir.org/2026/1/e72501

Breaking news dal perimetro della regolazione digitale europeaLa European Commission ha pubblicato nelle ultime ore una ...
06/02/2026

Breaking news dal perimetro della regolazione digitale europea

La European Commission ha pubblicato nelle ultime ore una valutazione preliminare che individua nel design “addictive” di TikTok una potenziale violazione del Digital Services Act
L’oggetto dell’indagine non riguarda i contenuti ospitati, bensì l’architettura algoritmica che struttura l’esperienza di fruizione.

Nel quadro degli obblighi previsti per le Very Large Online Platforms, il DSA richiede la conduzione di Systemic Risk Assessments documentati. Le piattaforme devono dimostrare di aver analizzato e mitigato i rischi derivanti da interfacce, sistemi di raccomandazione e logiche di ingaggio, con particolare attenzione a salute mentale, benessere fisico e tutela dei minori. Secondo la Commissione, TikTok non avrebbe adeguatamente valutato gli effetti delle proprie feature di engagement intensivo.

Il focus tecnico riguarda il funzionamento del feed personalizzato. I modelli di machine learning che governano la distribuzione dei contenuti operano su metriche comportamentali granulari (watch time, dwell time, replay rate, scroll velocity) ottimizzando in tempo reale la probabilità di permanenza. Questo genera un continuous reward loop, schema di rinforzo variabile che, secondo evidenze neuroscientifiche, può favorire dinamiche compulsive e riduzione dell’autoregolazione cognitiva.

La Commissione evidenzia il rischio di stati di fruizione automatizzata, in cui la sequenza infinita di stimoli riduce il carico decisionale percepito e prolunga l’esposizione oltre le intenzioni iniziali dell’utente. In assenza di adeguate misure di mitigazione, ad esempio friction design, limiti di sessione o trasparenza sugli algoritmi, tali meccanismi possono produrre impatti sistemici, soprattutto nei profili più vulnerabili.

Sul piano procedurale, la contestazione resta preliminare e TikTok potrà esercitare il proprio diritto alla difesa. Qualora però le risultanze venissero confermate, il DSA prevede sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale, oltre alla possibilità di imporre design remediation measures, inclusi interventi su ranking, notifiche e architettura del feed.

Il caso segna un passaggio regolatorio cruciale con l’Europa che inizia a normare non solo ciò che circola nelle piattaforme, ma il modo in cui le piattaforme modellano il comportamento umano. L’attenzione si sposta dal contenuto al codice che organizza l’attenzione, aprendo una nuova stagione di accountability algoritmica.

https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-preliminarily-finds-tiktoks-addictive-design-breach-digital-services-act

La semantica del dato per l’AI è il passaggio dei dati da valori a  significati operazionali, laddove ogni campo, evento...
25/01/2026

La semantica del dato per l’AI è il passaggio dei dati da valori a significati operazionali, laddove ogni campo, evento o documento diventa un oggetto computabile dentro un vocabolario condiviso (ontologie) con regole verificabili (vincoli), così che un modello o una filiera di modelli, possa interpretare lo stesso fatto nello stesso modo, anche quando il dato nasce al Comune, per esempio, e si arricchisce in Regione e scala su infrastrutture cloud.

L’idea chiave, oggi, è che questa semantica non vive più dentro un database, ma in un semantic layer che abilita data spaces federati, ossia ecosistemi dove si scambiano dati con sovranità, policy e interoperabilità misurabile.

Tecnicamente, il layer si costruisce come una pipeline di traduzione controllata. Come?
Con la catalogazione e descrizione dei dataset con profili standard (in UE il riferimento pratico è DCAT-AP, citato anche in materiali recenti sulla semantic interoperability nei data spaces). Quindi con la modellazione in grafi (RDF/knowledge graph) e serializzazioni web-friendly (JSON-LD quando serve). Inoltre la conformance automatica con SHACL, laddove il dato entra solo se rispetta forme e vincoli, e l’errore produce report azionabili. Nella ricerca di frontiera assistiamo all’ emersione persino dello “SHACL spiegabile” con RAG/LLM al fine di poter trasformare violazioni tecniche in spiegazioni multi-lingua utili a chi governa il dato e non solo a chi lo query-a.

Quando questo impianto diventasse stabile, edge e cloud smetterebbero di essere due mondi separati, perché l’edge genera eventi contestuali (sensori, mobilità, ambiente, sportelli) in modelli context-first come NGSI-LD, la Regione fa enrichment e quality gates e il cloud orchestra calcolo, versioning e query semantiche. In tale ambito entrano i mattoni W3C, laddove l’evoluzione recente di SPARQL 1.2 consolida un linguaggio standard per interrogare grafi distribuiti, consentendo di far circolare significati e non solo record.
Il salto economico dell’AI, infatti, arriverà quando il semantic layer diventa un’infrastruttura negoziabile con prodotti informativi, API semantiche, feature certificate e composabili tra territori. È esattamente la logica dei data spaces con repository di ontologie, accordi di uso/prezzo, ruoli di orchestrazione e governance tecnica per evitare lock-in, così che l’innovazione locale possa competere globalmente perché parla un linguaggio interoperabile.

E sapete perché nessuno ci pensa davvero a farlo o meglio.. se ne parla molto poco? Perché la semantica è un bene pubblico ad alta intensità di coordinamento e costa prima di rendere! Richiede procurement competente, disciplina sulle definizioni (che sembrano pedanteria finché non saltano i modelli), e soprattutto rompe l’illusione che basti un data lake e qualche embedding.

E quindi.. occhio! Perché senza semantica esplicita, l’economia dell’AI resta un collage di progetti che non si parlano.

Valeria Lazzaroli
Presidente ENIA

La Fondazione ENIA  e il Centro di Eccellenza Jean Monnet ReCEPL4STAI – Centro di Ricerca in diritto privato europeo per...
14/01/2026

La Fondazione ENIA e il Centro di Eccellenza Jean Monnet ReCEPL4STAI – Centro di Ricerca in diritto privato europeo per un’Intelligenza Artificiale sostenibile e affidabile dell’ Università degli studi Suor Orsola Benincasa (UniSOB), hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding che dà avvio a una collaborazione strutturata e di lungo periodo sui temi dell’intelligenza artificiale sostenibile, delle deep-technologies e della regolazione giuridica dell’innovazione.

L’accordo nasce dalla consapevolezza che le trasformazioni tecnologiche in atto richiedono un dialogo sempre più integrato tra scienza, diritto e governance. Il MoU definisce una cornice di cooperazione culturale, scientifica e didattica orientata allo sviluppo di programmi congiunti di ricerca multidisciplinare, iniziative di alta formazione, attività di disseminazione scientifica e partecipazione coordinata a bandi competitivi nazionali ed europei. Particolare attenzione sarà dedicata allo studio e alla misurazione dell’impatto delle tecnologie emergenti sui diritti fondamentali, ai modelli di governance dell’intelligenza artificiale, alle regulatory impact analysis (AIR) e all’elaborazione di proposte normative capaci di accompagnare l’innovazione in modo responsabile, sostenibile e giuridicamente solido. La collaborazione punta, altresì, alla creazione di laboratori tra team di lavoro di area JURIDICAL SCIENCE e team dell’area STEM, finalizzati al migliore addestramento delle AI e alla declinazione della ricerca umanistica in una dimensione applicativa, generatrice di nuovi linguaggi e modelli operativi in una prospettiva di legal design. Il ReCEPL4STAI, diretto dalla Prof.ssa Avv. Lucilla Gatt - ReCEPL Director, opera da più di dieci anni sulle frontiere avanzate del diritto privato europeo, con ricerche finanziate a vari livelli e che intrecciano diritto, nuove tecnologie, sostenibilità e innovazione. ENIA FONDAZIONE ENTE NAZIONALE per l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE®️, presieduta dalla Dott.ssa Valeria Lazzaroli, è un consolidato ente di ricerca del Terzo Settore impegnato nello sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale, con un forte focus su etica, risk management, standard internazionali e trasferimento di conoscenza verso istituzioni, imprese e società civile. Per quanto riguarda ENIA, il referente scientifico e operativo dell’accordo è il Prof. Michele Iaselli, membro del Comitato di Presidenza della Fondazione, che coordinerà le attività congiunte nell’ambito della collaborazione con il ReCEPL4STAI. Con questo Memorandum, ENIA e ReCEPL4STAI consolidano un asse strategico tra ricerca giuridica e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di contribuire in modo scientificamente rigoroso e socialmente responsabile al dibattito europeo ed extraeuropeo sull’AI e alle profonde trasformazioni che essa imprime ai sistemi economici, normativi e istituzionali.
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La datafication è il processo con cui fenomeni sociali, economici e politici vengono tradotti in dati. Non è un vezzo te...
10/01/2026

La datafication è il processo con cui fenomeni sociali, economici e politici vengono tradotti in dati. Non è un vezzo tecnologico ma un cambio di grammatica del potere che consente alla democrazia di chiedersi come abitarla con metodo, evitando così timori o celebrazioni.

Non ci giriamo intorno, il rischio è noto. Sappiamo bene che ciò che si misura tende a governare l’attenzione e ciò che resta fuori dai sensori rischia l’invisibilità. Indicatori mal progettati possono irrigidire il dibattito pubblico, trasformare la complessità in punteggi, scambiare la precisione per verità. La diventa allora una scorciatoia epistemica con numeri che sembrano neutri, ma incorporano assunzioni, incentivi e asimmetrie di potere. La democrazia, che vive di pluralismo e conflitto argomentato, soffre quando il dissenso viene ricodificato come rumore.

Eppure c’è l’altra metà della storia. I dati, se trattati come infrastruttura civica e non come feticcio, ampliano lo spazio democratico. Consentono di quantificare le diseguaglianze invece di intuirle; di rendere tracciabili gli effetti delle politiche; di spostare il confronto dal chi ha più voce al “quali evidenze reggono”. La misurazione, però, non chiude il discorso ma lo rende contestabile, replicabile, migliorabile.

Il punto di svolta è la fusione tra algoritmi e risk management. Non sistemi che decidono al posto delle persone, ma architetture che rendono esplicita l’incertezza: probabilità, impatti, bias, scenari alternativi. In questa lingua comune, cittadini, imprese e istituzioni possono oggettivizzare le scelte senza disumanizzarle. La trasparenza non è solo accesso ai dati, è accesso ai modelli e quindi sapere come un indicatore nasce, quali ipotesi assume, dove fallisce.

È qui che diventa fondamentale la creazione, in ogni Comune, delle GIURIE DI COMUNITA' PER L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE® | ENIA®.
La , lasciata sola, rischia di diventare . Le Giurie introducono invece un come luogo stabile in cui dati, algoritmi e decisioni pubbliche vengono letti, interrogati e discussi prima che producano effetti irreversibili.

Le Giurie non sono consultazioni simboliche. Sono dispositivi di mediazione epistemica tra sapere tecnico e vissuto sociale. Traducono metriche in domande pubbliche, riportano i modelli dentro il contesto, obbligano l’AI a rendere conto delle proprie assunzioni. In questo modo, la responsabilizzazione non grava solo sull’ente che adotta l’algoritmo, ma sull’intero processo decisionale che lo circonda.

In una democrazia datafied matura, le Giurie di Comunità svolgono tre funzioni decisive come rendere i dati discutibili, trasformare il rischio in deliberazione informata e restituire ai cittadini un ruolo attivo nella governance dell’AI che incide sui territori.
Vuoi sapere se nel tuo comune ci sia già una Giuria? Scrivici: [email protected]

Da oggi ENIA FONDAZIONE ENTE NAZIONALE per l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE® ha la propria collana editoriale scientifica. Sig...
05/01/2026

Da oggi ENIA FONDAZIONE ENTE NAZIONALE per l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE® ha la propria collana editoriale scientifica.

Siglato il contratto con Taylor & Francis Group - tra le prime cinque case editrici accademiche al mondo - per una collana editoriale riservata a monografie ed opere collettive.

L’alto valore scientifico dei materiali di ricerca prodotti in seno ad Enia, viene riconosciuto da uno dei massimi editori accademici mondiali. Ferma restando l’attività di peer-review imprescindibile per le pubblicazioni scientifiche e accademiche, la collana denominata “Law, Ethics and Society in the Age of Artificial Intelligence” pubblicherà lavori in lingua inglese sotto la direzione scientifica di Michele Di Salvo ✔, la direzione editoriale di Luigi Di Cataldo, e la certificazione della Fondazione della presidente Valeria Lazzaroli.

Una collana è stata fortemente voluta dalla collaborazione tra Michele Di Salvo e Randi Cohen, Senior Publisher for Computer Science, and IT in Rutledge - Taylor & Francis Group. La diffusione mondiale dell’Editore pone ENIA tra i protagonisti del dibattito scientifico sui temi dell’intelligenza artificiale.

Il 2 gennaio 2026 è stato sottoscritto a Milano l’Atto di Patto Federativo tra la CNE - FederImprese Europa e ANP.IA Ass...
03/01/2026

Il 2 gennaio 2026 è stato sottoscritto a Milano l’Atto di Patto Federativo tra la CNE - FederImprese Europa e ANP.IA Associazione Nazionale Professioni dell'Intelligenza Artificiale segnando un passaggio di rilevanza strategica per il sistema delle professioni digitali e tecnologiche emergenti.

L’accordo nasce dall’esigenza di dotare i professionisti operanti nei settori dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie avanzate di una rappresentanza sindacale strutturata, moderna e istituzionalmente riconosciuta, in grado di rispondere alle sfide poste dalla trasformazione digitale e dall’evoluzione del mercato del lavoro.

Il Patto Federativo è stato sottoscritto dalla Dott.ssa Maria Modaffari, Presidente Nazionale di CNE-Federimpreseuropa, e da Luciano Tarantino, legale rappresentante pro tempore di ANP.IA. Con la firma dell’atto, ANP.IA entra ufficialmente nel circuito confederale di CNE-FEDERIMPRESEUROPA, ottenendo il riconoscimento quale federazione di riferimento per i professionisti dell’Intelligenza Artificiale e delle Tecnologie Digitali Avanzate.

«Questo accordo rappresenta un momento fondativo per il riconoscimento giuridico, sindacale e professionale di migliaia di operatori che oggi costituiscono l’asse portante dell’innovazione tecnologica», ha dichiarato Luciano Tarantino. «ANP.IA potrà ora operare all’interno di un sistema confederale solido, mantenendo la propria autonomia e rafforzando la tutela dei professionisti rappresentati».

L’ambito di applicazione dell’intesa riguarda numerosi settori strategici, tra cui: Intelligenza Artificiale e Machine Learning, Data Science e Big Data, Cybersecurity, Robotica e automazione, sviluppo software avanzato e processi di Digital Transformation.

Elemento centrale del Patto è il rafforzamento della rappresentanza istituzionale. Grazie alla struttura confederale di CNE-FEDERIMPRESEUROPA , l’ associazione ANP.IA sarà presente insieme ai dirigenti nazionali CNE-FEDERIMPRESEUROPA ai tavoli di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), presso il European Parliament e la Camera dei deputati

Le Parti hanno inoltre sottoscritto uno specifico Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro “INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TECNOLOGIE DIGITALI AVANZATE – CNL IA TECH EUROPA”, destinato a disciplinare rapporti di lavoro subordinato, parasubordinato e collaborazioni professionali nel comparto.

«Con questo Patto Federativo, CNE-FEDERIMPRESEUROPA consolida il proprio ruolo di soggetto confederale capace di intercettare le trasformazioni del lavoro e di offrire rappresentanza concreta alle nuove professioni ad alto contenuto tecnologico», ha dichiarato la Presidente Nazionale Maria Modaffari. «L’innovazione necessita di regole, tutele e interlocutori istituzionali credibili».

Un passo decisivo che rafforza il ruolo dell’Italia nel panorama della trasformazione digitale europea. https://www.lanternaweb.it/tecnologia-siglato-il-patto-federativo-tra-cne-federimpreseuropa-e-anp-ia/

Indirizzo

Via Giuseppe Revere, 16
Milan
20123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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