Wisedāna Foundation

Wisedāna Foundation We bring together individuals and organizations in philanthropic initiatives aimed at systemic change, to address the root causes of suffering 🌱

25/05/2026

Con gratitudine e gioia 🙏🪷

Ci vediamo il 22 maggio alle 12:30 alla Fabbrica del Vapore di MilanoInsieme ai nostri ospiti d'eccezione, guarderemo al...
12/05/2026

Ci vediamo il 22 maggio alle 12:30 alla Fabbrica del Vapore di Milano

Insieme ai nostri ospiti d'eccezione, guarderemo alla filantropia consapevole come pratica che crea relazione, responsabilità e cambiamento profondo.

Vi aspettiamo per il nostro panel di approfondimento all'interno della splendida cornice del dell'Unione Buddhista Italiana.

👉Info e biglietti qui: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-generosita-che-libera-1986516184383?aff=oddtdtcreator

Anche quest’anno Milano ospita il Vesak: tre giorni di incontri, pratiche, spettacoli e momenti di condivisione aperti a...
01/05/2026

Anche quest’anno Milano ospita il Vesak: tre giorni di incontri, pratiche, spettacoli e momenti di condivisione aperti a tutte e tutti ✨

Dal 22 al 24 maggio, la Fabbrica del Vapore accoglierà il , organizzato dall’Unione Buddhista Italiana e dedicato al tema “Libertà e liberazione”.

È un invito a guardare alla non come a un’idea astratta, ma come a un cammino che attraversa le relazioni, la consapevolezza, la responsabilità e la cura con cui abitiamo il mondo contemporaneo.

Anche noi saremo presenti per tutti e tre i giorni con uno stand: uno spazio accogliente in cui incontrarci, conoscerci e raccontarvi più da vicino il nostro lavoro.

Il 22 maggio alle 12:30 saremo sul palco con il panel “La generosità che libera”, insieme ad Angelo Moratti, Kasia Smutniak e Filippo Scianna, in dialogo con M. Enrica Lobina. Una conversazione sulla generosità consapevole come pratica capace di liberare dalla sofferenza, nostra e altrui.

Scopri il programma completo e prenota il tuo posto al link: https://unionebuddhistaitaliana.it/vesak/

"Il buddhismo insegna che alla radice di ogni   vi è un’illusione fondamentale: credere di essere separati dagli altri.D...
17/04/2026

"Il buddhismo insegna che alla radice di ogni vi è un’illusione fondamentale: credere di essere separati dagli altri.

Da questa cecità del cuore nascono tutte le illusioni che guidano le scelte di certi potenti: l’illusione che distruggere un paese significhi vincere, che la forza militare possa comprare la pace, che un popolo possa essere eliminato senza che questo produca odio per generazioni".

Condividiamo l'appello dell'Unione Buddhista Italiana. Serve tornare al dialogo, alla diplomazia, al riconoscimento della dignità e del valore di ogni vita.

Oggi più che mai, scegliere la è una responsabilità collettiva.
____
🇬🇧 "Buddhism teaches that at the root of all violence lies a fundamental illusion: the belief that we are separate from others.

From this blindness of the heart arise all the illusions that guide the choices of certain powerful actors: the illusion that destroying a country means winning, that military force can buy peace, that a people can be erased without generating hatred for generations".

We stand with the appeal of the Italian Buddhist Union. We need to return to dialogue, diplomacy and the recognition of the dignity and value of every life.

Now more than ever, choosing peace is a shared responsibility.

“La guerra comincia nella mente degli uomini; è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace.” Preambolo della Costituzione UNESCO

Da settimane assistiamo, con dolore crescente, a un flusso ininterrotto di dichiarazioni provenienti dall’amministrazione Trump che ha ormai costruito un linguaggio riconoscibile e coerente: la minaccia come strumento ordinario di governo, il disprezzo come risposta a chiunque non si sottometta, la disumanizzazione dell’altro come premessa di ogni decisione. Un linguaggio che non conosce pause, che non distingue tra nemici dichiarati e voci di pace, che tratta con la stessa violenza verbale un popolo da cancellare e un Papa che chiede la fine della guerra.

Ogni tradizione spirituale, ogni grande civiltà umana, ha riconosciuto nella parola qualcosa di sacro: la capacità di nominare il mondo, di creare legami, di portare comprensione tra gli esseri. Nel buddhismo, il parlare retto è uno dei cardini del Nobile Ottuplice Sentiero, non come questione di galateo, ma perché le parole costruiscono realtà. Le parole precedono le azioni. Le parole preparano il terreno a ciò che poi accade nel mondo.

Il linguaggio dell’amministrazione Trump ha invertito questa funzione. Non nomina la realtà: la distorce. Non costruisce comprensione: produce terrore. Non cerca di convincere: schiaccia. Nelle minacce di cancellare un’intera civiltà in una notte, nell’annuncio del blocco navale, negli insulti a chi invoca la pace, non vi è traccia del benché minimo senso di umanità. Nessuna esitazione, nessuna coscienza della gravità di ciò che si dice, nessuna percezione che dietro quella “civiltà” ci siano volti, nomi, corpi. È la piattezza del tono, più ancora della brutalità del contenuto, a rivelare fino in fondo la natura di questo linguaggio: la disumanizzazione amministrata. E questa forma di disumanizzazione, nella storia, ha sempre preceduto le peggiori atrocità.

La tradizione buddhista ha riflettuto a lungo sui meccanismi della mente, su come essa possa conoscere con chiarezza oppure distorcere la realtà, scambiando le proprie proiezioni per verità. Trump non parla dell’Iran: parla di un’immagine dell’Iran, costruita, ridotta, svuotata di vita. Novantadue milioni di esseri umani scompaiono dietro la parola “civiltà” pronunciata con il tono di chi gestisce un problema tecnico. È la struttura di una mente che ha smesso di interrogarsi sulla validità di ciò che vede. Non è l’ignoranza di chi non sa: è, più pericolosamente, la certezza di chi è sicuro di sapere. Una certezza che, in Trump e in molti dei suoi sostenitori, si salda con il fanatismo religioso, con la convinzione di agire per volontà divina, di essere dalla parte giusta di una guerra santa travestita da politica. È la combinazione più pericolosa che esista: il potere assoluto che si crede benedetto.

Sentiamo il dovere di essere chiari: queste parole non intendono in alcun modo giustificare i regimi oppressivi. Ma una risposta fondata sul terrore e sulla distruzione indiscriminata non è la soluzione: è un’ulteriore catastrofe.

Non esiste strategia geopolitica, interesse economico o controllo di uno stretto marittimo che valga la vita di un essere umano; tantomeno di migliaia di vite. Lo sappiamo: la guerra non distingue tra regimi e popoli: distrugge entrambi, indiscriminatamente.

Il buddhismo insegna che alla radice di ogni violenza vi è un’illusione fondamentale: credere di essere separati dagli altri, non riuscire a vedere in ogni altro essere la stessa vita che pulsa in noi. Da questa cecità del cuore nascono tutte le illusioni che guidano le scelte di certi potenti: l’illusione che distruggere un paese significhi vincere, che la forza militarepossa comprare la pace, che un popolo possa essere eliminato senza che questo produca odio per generazioni. Chi non vede l’altro non vede nemmeno sé stesso. La storia lo ha già dimostrato, troppe volte.

Chiediamo con forza al Governo italiano e all’Unione Europea di alzare la voce in modo inequivocabile. Ci uniamo alla richiesta di un cessate il fuoco immediato e permanente. Sosteniamo gli sforzi di mediazione diplomatica e chiediamo che la diplomazia torni al centro, che si abbandoni il linguaggio degli ultimatum e della distruzione, che si apra una via verso una pace negoziata che tuteli la dignità di tutti i popoli coinvolti.

Che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza.
Che tutti gli esseri, senza eccezione, trovino pace.

E se la   degli altri diventasse la tua?  è la capacità di provare gioia per il successo e il benessere degli altri, al ...
10/04/2026

E se la degli altri diventasse la tua?

è la capacità di provare gioia per il successo e il benessere degli altri, al di là di ogni competizione.

Nel quotidiano è facile entrare in conflitto o cadere nell’invidia. La muditā propone un punto di vista diverso: riconoscere che la gioia degli altri non riduce la nostra.

La parola viene dal pāli, un'antica lingua in cui sono stati trasmessi molti insegnamenti del . La usiamo perché descrive un’esperienza reale e condivisibile, anche se non in tutte le lingue esiste un termine per nominarla.

Oggi prova a riconoscere la felicità di qualcun altro e osservati mentre lo fai. Noterai che la gioia, quando è condivisa, non diminuisce: cresce.

👉 Iscriviti alla newsletter Semi di saggezza per ricevere altri spunti di riflessione
___
🇬🇧 What if someone else’s happiness became yours too?

Muditā is the ability to feel joy for the success and well-being of others, beyond any form of competition.

In everyday life, it’s easy to fall into conflict or slip into envy. Muditā offers a different perspective: recognizing that someone else’s joy does not reduce our own.

The word comes from Pāli, an ancient language in which many teachings of Buddhism were passed down. We use it because it describes a real and shared human experience, even if not all languages have a word for it.

Today, try to notice someone else’s happiness and observe yourself as you do. You may find that joy, when shared, doesn’t diminish — it grows.

👉 Subscribe to the Seeds of Wisdom newsletter to receive more ideas and teachings (Italian only)

Oggi compiamo 3 anni, e il cammino è appena iniziato 🛤️In questi anni abbiamo incontrato persone straordinarie, costruit...
04/04/2026

Oggi compiamo 3 anni, e il cammino è appena iniziato 🛤️

In questi anni abbiamo incontrato persone straordinarie, costruito relazioni significative e mosso passi importanti. Un grazie di cuore a tutte e tutti coloro che camminano con noi, sostenendo la nostra missione e credendo nei valori che condividiamo.

Continuiamo a camminare verso il saggio, insieme.
___
🇬🇧 We’re turning 3 today, and the journey is just beginning 🛤️

Over the years we've met incredible people, built meaningful relationships and taken important steps. A heartfelt thank you to everyone who walks alongside us, supporting our mission and believing in our shared values.

Let's keep walking toward wise change, together.

🇮🇹 Come può la   contribuire al cambiamento sistemico?Ne abbiamo discusso durante la   Masterclass di Ashoka Italia, un ...
16/03/2026

🇮🇹 Come può la contribuire al cambiamento sistemico?

Ne abbiamo discusso durante la Masterclass di Ashoka Italia, un percorso di cinque incontri che ha riunito changemaker, organizzazioni e fondazioni da tutta Italia per riflettere insieme su come trasformare i sistemi in cui operiamo.

Nella giornata conclusiva, Francesco Banfi è salito sul palco insieme a Mariasole Bianco di Worldrise per dialogare proprio su questo tema.

Hanno esplorato il ruolo della filantropia: non solo come soggetto finanziatore, ma come attore che può contribuire a orientare il cambiamento, costruendo alleanze e con le organizzazioni che lavorano dentro i sistemi da trasformare.

Di questo tema Francesco ha scritto anche nel suo ultimo articolo, dedicato al ruolo della fiducia nell’approccio filantropico: lo trovate qui https://wisedana.org/it/fiducia-consapevole-come-approccio-filantropico/

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato e hanno reso possibile questo dialogo. Proseguiamo verso il cambiamento sistemico, insieme 🧑‍🦽🧑🏾‍🦯🚶🏼‍♀️
___
🇬🇧 How can philanthropy contribute to systems change?

We discussed this during the Systems Change Masterclass by Ashoka Italia, a five-session program that brought together changemakers, organizations and foundations from across Italy to reflect on how we can transform the systems we work within.

During the final session, Francesco Banfi took the stage together with Mariasole Bianco from Worldrise to explore this topic.

They reflected on the role of philanthropy: not only as a funding source, but as an actor that can help shape change by building alliances and partnerships with the organizations working within the systems that need to be transformed.

Francesco also wrote about this in his latest article, which explores the role of trust in the philanthropic approach: you can read it here https://wisedana.org/intentional-trust-as-a-philanthropic-approach/

Thank you to everyone who contributed and made this dialogue possible. Let’s keep moving toward systems change, together. 🧑‍🦽🧑🏾‍🦯🚶🏼‍♀️

🇮🇹 Siamo felici di annunciare l'ingresso di   nel Board di Wisedāna Foundation.Il suo percorso di impegno sociale è iniz...
13/03/2026

🇮🇹 Siamo felici di annunciare l'ingresso di nel Board di Wisedāna Foundation.

Il suo percorso di impegno sociale è iniziato oltre vent’anni fa nella regione del Mustang, dove ha lavorato a sostegno delle comunità tibetane e nepalesi, concentrandosi nella diffusione dell' e nella preservazione della tradizionale.

Oggi il suo cammino incontra quello della nostra Fondazione. Ci unisce una profonda sintonia di e principi, a partire dall'importanza dell'ascolto profondo, della responsabilità condivisa e della visione di lungo periodo.

Insieme a lei consolidiamo il nostro impegno sociale e proseguiamo insieme, con consapevolezza, il cammino verso il . Con gratitudine e gioia 🙏🏽
___
🇬🇧 We are pleased to announce that Kasia Smutniak has joined the Board of Wisedāna Foundation.

Her journey in social engagement began over twenty years ago in the Mustang region, where she worked in support of Tibetan and Nepali communities, focusing on access to education and the preservation of traditional culture.

Today her path meets that of our Foundation. We are united by a deep alignment of values and principles, grounded in the importance of deep listening, shared responsibility and a long term vision.

Together with her, we strengthen our social commitment and continue, with awareness, our shared path toward the common good. With gratitude and joy 🙏🏽

Photo by ©Marta Wojtal

🇮🇹 Il   è l’anniversario della rivolta di Lhasa del 1959, una data che appartiene alla memoria storica del   ma che inte...
10/03/2026

🇮🇹 Il è l’anniversario della rivolta di Lhasa del 1959, una data che appartiene alla memoria storica del ma che interroga anche il presente.

Oggi l’altopiano tibetano è al centro di equilibri ambientali, economici e politici regionali. È una delle più importanti fonti d’acqua dolce dell’Asia: qui nascono grandi fiumi da cui dipendono centinaia di milioni di persone. È anche ricco di risorse e minerali chiave, tra cui litio e rame. Non è quindi solo un luogo di cultura millenaria, ma anche una regione strategica e contesa.

In questo contesto, le comunità tibetane continuano a lottare per trasmettere la propria identità culturale e una visione della vita basata su e , nonostante violenze e soprusi che subiscono da decenni.

La nostra fondazione riconosce nella cultura tibetana un patrimonio prezioso per l’umanità. Aderiamo al e sosteniamo la manifestazione pacifica che si è svolta oggi a Roma.

Nel 67° anniversario della rivolta di esprimiamo la nostra vicinanza al popolo tibetano e teniamo viva la memoria della sua storia.
___
🇬🇧 The March 10th anniversary marks the 1959 Lhasa uprising, a date rooted in Tibet’s historical memory that still speaks to the present.

Today the Tibetan Plateau stands at the crossroads of regional environmental, economic and political dynamics. It is one of Asia’s main sources of freshwater: major rivers originate here, sustaining hundreds of millions of people. The region is also rich in key resources and minerals, including lithium and copper. Tibet is therefore not only a place of ancient culture, but also a strategic and contested region.

Within this context, Tibetan communities continue striving to preserve their cultural identity and a vision of life rooted in and , despite decades of violence and repression.

Our foundation recognizes Tibetan culture as a precious heritage for humanity. We are part of the Pro Tibet Committee and support the peaceful demonstration held today in Rome.

On the 67th anniversary of the uprising, we express our solidarity with the Tibetan people and keep the memory of their history alive.

🇬🇧 In a world shaken by war and injustice, Buddhist   reminds us that another response is possible.This reflection by ph...
04/03/2026

🇬🇧 In a world shaken by war and injustice, Buddhist reminds us that another response is possible.

This reflection by philosopher and Columbia University professor highlights that in Buddhist thought compassion begins with a simple but profound gesture: recognizing another person’s suffering and wishing that it may come to an end.

In this perspective, compassion is not sentimentalism. It is a form of wisdom that helps us respond to suffering without letting anger fuel more suffering.

🌱 Want to receive more insights like this? Subscribe to our monthly newsletter Semi di Saggezza (in Italian), link in bio.
_____________________
🇮🇹 In un mondo scosso da guerre e ingiustizie, la compassione buddhista ci ricorda che un’altra risposta è possibile.

Questa riflessione della filosofa e professoressa alla Columbia University Allison Aitken mette in luce che nella filosofia buddhista la compassione nasce da un gesto semplice ma profondo: riconoscere la sofferenza di qualcuno e desiderare sinceramente che possa cessare.

In quest'ottica, la compassione non è sentimentalismo. È una forma di saggezza che ci aiuta a rispondere alla sofferenza senza lasciare che la rabbia alimenti altra sofferenza.

🌱 Vuoi ricevere altri spunti come questo? Iscriviti alla nostra newsletter mensile Semi di Saggezza (in italiano): trovi il link in bio.

Indirizzo

Via Cesare Correnti 12
Milan
20133

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393516654078

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Wisedāna Foundation pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi