18/02/2026
Enrico Ghidini volontario della Sezione di Giussano condivide con tutti noi la sua esperienza olimpica.
Partecipare alle Olimpiadi di Milano-Cortina come soccorritore è stato, per me, qualcosa che va oltre il semplice “fare servizio”. È stata un’esperienza che mi ha attraversato dentro, lasciando un se-gno che ancora oggi sento vivo che mi rimarrà per sempre.
Dalla prima volta che fai il primo turno, al corso su ghiaccio con i ramponi... la sensazione che provi è bellissima.
Ogni volta che si entrava in una delle Arene (Venue) di Milano, arrivava un’ondata di energia, dopo sentivi rumore del pubblico, le luci, le bandiere, vedere gli atleti che si preparavano. Era come tro- varsi al centro di un mondo che pulsava, e allo stesso tempo sapere che il mio compito era restare lucido, presente, pronto a intervenire.
La responsabilità era costante, quasi silenziosa. Non ero lì per godermi lo spettacolo, anche se era impossibile non lasciarsi coinvolgere. Eppure, ogni volta che la radio parlava, il cuore accelerava, ma la testa rimaneva ferma. Sapevo che, in quel momento, qualcuno poteva aver bisogno.
Quello che mi ha colpito, però, è stato il lato umano. Gli sguardi degli atleti, spesso pieni di gratitudine anche solo per un gesto di supporto. Con colleghi, anche di altre associazioni con cui si creava una complicità immediata, fatta di fiducia reciproca e di poche parole. Il pubblico, che percepiva la nostra presenza come un punto di sicurezza. In quei momenti capivo che il soccorso non è solo tec- nica: è empatia, calma, capacità di trasmettere serenità anche quando dentro senti l’adrenalina cor- rere.
A fine turno ero stanco, certo, ma era una stanchezza diversa. Una stanchezza che ti riempie, che ti fa dire: “Oggi ho fatto la mia parte”. Uscire dall’arena e sentire ancora gli applausi in lontananza, vedere la città illuminata, mi faceva rendere conto che stavo vivendo qualcosa di unico, qualcosa che avrei ricordato per sempre.
Le Olimpiadi mi hanno lasciato addosso una consapevolezza nuova: quella di aver contribuito, nel mio piccolo, a un evento enorme. Mi hanno dato più sicurezza, più gratitudine, più orgoglio. Un or-goglio silenzioso, ma profondo.
E ogni volta che ci ripenso, sento ancora quella stessa emozione.
Ringraziare tutti i Responsabili delle Veneu e i vari Coordinatori (che sono tanti) che hanno dovuto fare un lavoro pazzesco per cercare di risolvere tutte le varie criticità che ci sono state e con le nostre tantissime domande che gli facevamo per far si che la ruota girasse bene
E’ stata una esperienza bellissima...
Ma non è ancora finita tra poche settimane ci saranno le Paraolimpiadi e dobbiamo mettere lo
stesso impegno e dedizione.
Vorrei ringraziare i i Volontari della CB Giussano che si sono messi a disposizione per coprire i turni delle Olimpiadi anche con orari impossibili e con le varie difficoltà.