Il nostro progetto nasce dopo il terribile naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, dall’incontro di 14 clown provenienti da diverse parti d’Italia e uniti dal desiderio di mettere il proprio spirito clown e la propria umanità al servizio delle persone migranti e delle comunità che li accolgono nel corso del loro viaggio. In seguito a questa prima missione lampedusana abbiamo costituito Terraferm
a clown e da allora collaboriamo con gli Enti e le Istituzioni presenti in vari centri di accoglienza e luoghi di transito in Italia (Centro di prima accoglienza e associazioni dell’isola di Lampedusa, Cara e Sprar di Mineo, Centri di accoglienza Caritas e Porto di Palermo, Centri di accoglienza, mezzanino e Hub della Stazione Centrale di Milano) e dal 2016 anche con la rete di organizzazioni che operano nei campi profughi europei (Grande Synthe, Calais, Idomeni, campi a nord della Grecia, campi governativi serbi di Principovac, Krnjaća e Bogovadja e campi bosniaci nel cantone dell’Una-Sana, al confine croato). Il nostro intervento non si fonda sull'animazione o sul puro spettacolo, ma è per noi sempre centrale il rapporto umano, l'empatia e la vicinanza ai bisogni delle persone che incontriamo. Adattiamo perciò le nostre attività sulla base delle specifiche esigenze delle realtà che ci ospitano. Crediamo che l'arte, la bellezza e la creatività in genere, possano divenire un solido ponte per costruire integrazione e che la meraviglia sia uno strumento magico per allontanare la diffidenza e abbattere i muri. Siamo mossi dalla consapevolezza che aprendo occhi e cuore ciascuno possa, in ogni luogo, divenire Terraferma di qualcuno.