13/07/2026
Parkinson Italia esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Paolo Fresco, fondatore del Fresco Parkinson Institute Italia ETS , con cui collabora da diversi anni per promuovere iniziative dedicate alle persone con Parkinson, ai loro familiari e ai caregiver.
Dopo una lunga carriera internazionale ai vertici dell'industria, culminata con la presidenza di Fiat e oltre trent'anni in General Electric, negli ultimi anni della sua vita Paolo Fresco ha scelto di mettere la propria esperienza e le proprie competenze al servizio della lotta contro il Parkinson. La malattia della moglie Marlène, scomparsa nel 2015, lo ha portato a trasformare un'esperienza personale in un impegno concreto a favore della ricerca e dello sviluppo di nuovi modelli di cura.
Da questa visione è nato il Fresco Parkinson Institute, che promuove la ricerca scientifica, la formazione e la collaborazione tra ricercatori, professionisti sanitari e associazioni di pazienti, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone con Parkinson.
A ricordare il significato più profondo di questo impegno è Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia:
«Non conta dove nasci, ma dove fiorisci». Così l'avvocato spiegò al fotografo Giovanni Diffidenti e a me i suoi molteplici legami in giro per il mondo: una visione destinata a creare una fondazione basata sulla cooperazione e sulla fraternità nella lotta contro la malattia.
Con la scomparsa di Paolo Fresco, la comunità del Parkinson perde una persona che ha saputo trasformare un'esperienza personale di dolore in un impegno concreto al servizio degli altri. Il suo contributo continuerà a vivere nei progetti, nella ricerca e nelle collaborazioni che ogni giorno lavorano per migliorare la qualità di vita delle persone con Parkinson.
Il Consiglio Direttivo, lo staff e tutte le associazioni della Confederazione Parkinson Italia si uniscono al cordoglio della famiglia e del Fresco Parkinson Institute, ricordando con gratitudine il contributo che Paolo Fresco ha dato alla comunità internazionale del Parkinson.
Foto Giovanni Diffidenti