09/06/2026
INTESA SANPAOLO LANCIA L'OPAS SU MPS: I POSSIBILI IMPATTI SU MEDIOBANCA
Care colleghe e cari colleghi,
nelle ultime ore lo scenario degli assetti bancari ha subìto una forte accelerazione. Intesa Sanpaolo ha lanciato un'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) volontaria totalitaria su MPS, per un valore di 30,6 miliardi di euro. Questa mossa supera la proposta di fusione avanzata precedentemente da Banco BPM.
Il Consiglio di Amministrazione di MPS, riunitosi per valutare l'emergenza, ha fatto esattamente ciò che la "passivity rule" e le prassi di mercato gli impongono in questi casi: ha preso formalmente atto delle offerte non sollecitate e ha nominato un pool di advisor finanziari e legali per prendere tempo e analizzare i numeri.
In questo contesto di transizione, dove il potere decisionale effettivo si è ormai trasferito agli azionisti, i vertici di MPS si sono limitati a dichiarare che l'iter di integrazione industriale con Mediobanca procede regolarmente e in linea con i piani previsti.
L'architettura dell'operazione lanciata da Intesa si baserebbe su tre passaggi chiave:
• Intesa punterebbe ad acquisire integralmente MPS rivolgendosi direttamente agli azionisti tramite l'OPAS.
• Il piano prevederebbe la successiva cessione di 635 filiali retail di MPS a Unipol.
• Secondo questo schema, Intesa manterrebbe Mediobanca e il suo marchio all'interno del proprio perimetro.
L'obiettivo strategico di Intesa è palese: scorporare la rete retail tradizionale per trattenere le attività del nostro Gruppo a maggior marginalità (wealth management, corporate banking e consumer finance).
Come FISAC CGIL Mediobanca, in totale sintonia con i coordinamenti sindacali del Gruppo MPS, denunciamo la natura prettamente speculativa di queste manovre. Stiamo assistendo a operazioni finanziarie concepite per assecondare le aspettative dei mercati, prive di una reale e lungimirante visione industriale. Rifiutiamo categoricamente l'idea che il futuro di due realtà storiche venga derubricato a una partita a scacchi giocata esclusivamente sui coefficienti patrimoniali e sulle sinergie contabili.
Le dichiarazioni di rassicurazione del CdA di MPS sull'integrazione in corso non ci bastano. Le lavoratrici e i lavoratori non sono una variabile di bilancio. Chi ha garantito con pesanti sacrifici il rilancio di MPS in questi anni merita rispetto, così come lo merita l'integrità commerciale e storica di Mediobanca, il cui ingresso nel perimetro senese ha ulteriormente rafforzato il valore del polo.
Sia che si concretizzi l'ingresso nell'orbita di Intesa, sia che proceda l'integrazione con MPS alle condizioni originarie, la nostra posizione è inflessibile. Le eventuali ricadute del riassetto societario non dovranno in alcun modo essere pagate dal personale. Il futuro delle persone si tutela attraverso il coinvolgimento pieno e vincolante delle organizzazioni sindacali, non con i comunicati stampa ad uso e consumo della Borsa.
Milano, 9 giugno 2026
Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL Gruppo Mediobanca