Fisac/CGIL aziende del Gruppo Mediobanca

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INTESA SANPAOLO LANCIA L'OPAS SU MPS: I POSSIBILI IMPATTI SU MEDIOBANCACare colleghe e cari colleghi,nelle ultime ore lo...
09/06/2026

INTESA SANPAOLO LANCIA L'OPAS SU MPS: I POSSIBILI IMPATTI SU MEDIOBANCA

Care colleghe e cari colleghi,

nelle ultime ore lo scenario degli assetti bancari ha subìto una forte accelerazione. Intesa Sanpaolo ha lanciato un'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) volontaria totalitaria su MPS, per un valore di 30,6 miliardi di euro. Questa mossa supera la proposta di fusione avanzata precedentemente da Banco BPM.

Il Consiglio di Amministrazione di MPS, riunitosi per valutare l'emergenza, ha fatto esattamente ciò che la "passivity rule" e le prassi di mercato gli impongono in questi casi: ha preso formalmente atto delle offerte non sollecitate e ha nominato un pool di advisor finanziari e legali per prendere tempo e analizzare i numeri.

In questo contesto di transizione, dove il potere decisionale effettivo si è ormai trasferito agli azionisti, i vertici di MPS si sono limitati a dichiarare che l'iter di integrazione industriale con Mediobanca procede regolarmente e in linea con i piani previsti.

L'architettura dell'operazione lanciata da Intesa si baserebbe su tre passaggi chiave:

• Intesa punterebbe ad acquisire integralmente MPS rivolgendosi direttamente agli azionisti tramite l'OPAS.
• Il piano prevederebbe la successiva cessione di 635 filiali retail di MPS a Unipol.
• Secondo questo schema, Intesa manterrebbe Mediobanca e il suo marchio all'interno del proprio perimetro.

L'obiettivo strategico di Intesa è palese: scorporare la rete retail tradizionale per trattenere le attività del nostro Gruppo a maggior marginalità (wealth management, corporate banking e consumer finance).

Come FISAC CGIL Mediobanca, in totale sintonia con i coordinamenti sindacali del Gruppo MPS, denunciamo la natura prettamente speculativa di queste manovre. Stiamo assistendo a operazioni finanziarie concepite per assecondare le aspettative dei mercati, prive di una reale e lungimirante visione industriale. Rifiutiamo categoricamente l'idea che il futuro di due realtà storiche venga derubricato a una partita a scacchi giocata esclusivamente sui coefficienti patrimoniali e sulle sinergie contabili.

Le dichiarazioni di rassicurazione del CdA di MPS sull'integrazione in corso non ci bastano. Le lavoratrici e i lavoratori non sono una variabile di bilancio. Chi ha garantito con pesanti sacrifici il rilancio di MPS in questi anni merita rispetto, così come lo merita l'integrità commerciale e storica di Mediobanca, il cui ingresso nel perimetro senese ha ulteriormente rafforzato il valore del polo.

Sia che si concretizzi l'ingresso nell'orbita di Intesa, sia che proceda l'integrazione con MPS alle condizioni originarie, la nostra posizione è inflessibile. Le eventuali ricadute del riassetto societario non dovranno in alcun modo essere pagate dal personale. Il futuro delle persone si tutela attraverso il coinvolgimento pieno e vincolante delle organizzazioni sindacali, non con i comunicati stampa ad uso e consumo della Borsa.

Milano, 9 giugno 2026

Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL Gruppo Mediobanca

07/06/2026

COMUNICATO SINDACALE: ALERT RISIKO BANCARIO

​Care colleghe e cari colleghi,
​il quadro degli assetti societari sta subendo un'accelerazione improvvisa e vi invitiamo a prestare la massima attenzione agli eventi previsti per la giornata di domani.

​I fatti emersi in queste ore delineano una potenziale contesa per il controllo di MPS, con impatti diretti sul perimetro del nostro Gruppo:

- ​Banco Bpm ha formalizzato a MPS una proposta per una fusione "tra pari", approvata all'unanimità dal proprio cda.

- ​Questa operazione punta a creare il secondo polo bancario italiano da 50 miliardi di capitalizzazione e si innesterebbe nel processo di acquisizione di Mediobanca attualmente in corso.

- ​Sul fronte opposto, Intesa Sanpaolo e Bper stanno preparando un'offerta concorrente per il Monte dei Paschi, con una nota ufficiale attesa domani mattina prima dell'apertura della Borsa.

- ​Il cda di MPS si riunirà domani stesso per esaminare formalmente la proposta avanzata da Banco Bpm.

- ​Qualora dovesse arrivare un'offerta formale anche da parte di Intesa, per l'istituto senese scatterebbe la "passivity rule", una regola che impedirebbe di adottare misure difensive senza prima passare dall'assemblea degli azionisti.

​La FISAC CGIL presidierà attentamente l'apertura dei mercati e le decisioni dei rispettivi consigli di amministrazione.

​Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL

Gruppo Mediobanca

MEDIOBANCA, FISAC CGIL COSTITUISCE LA RSA: “MASSIMA TUTELA PER I LAVORATORI NELL’INTEGRAZIONE MPS”Milano, 15 maggio 2026...
20/05/2026

MEDIOBANCA, FISAC CGIL COSTITUISCE LA RSA: “MASSIMA TUTELA PER I LAVORATORI NELL’INTEGRAZIONE MPS”

Milano, 15 maggio 2026 – La FISAC CGIL comunica la costituzione formale della propria Rappresentanza Sindacale Aziendale (RSA) all’interno di Mediobanca, affidando il ruolo di rappresentante a Francesco Ruscio. Con questa nomina, il sindacato istituisce un presidio strutturato e permanente a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dell’istituto.

La costituzione della RSA arriva in un momento di profonda incertezza e in una fase industriale cruciale. Il Gruppo sta infatti attraversando un complesso processo di riorganizzazione legato all’integrazione in corso con Banca MPS, un’operazione che porta con sé inevitabili incognite sul futuro occupazionale, sugli assetti societari e sull’organizzazione del lavoro.

In questo delicato contesto di transizione, la presenza di una rappresentanza sindacale interna diventa fondamentale per monitorare costantemente l’evoluzione del progetto. L’obiettivo della FISAC CGIL è seguire da vicino questo processo, assicurandosi che i riassetti organizzativi e le future sinergie non vadano a penalizzare le persone.

Il sindacato si porrà ai tavoli aziendali come un interlocutore responsabile ma determinato, affinché le complesse operazioni di integrazione del Gruppo si sviluppino garantendo sempre la salvaguardia dell’occupazione, la valorizzazione delle professionalità e la massima tutela delle condizioni di lavoro.

Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL
Gruppo Mediobanca

FUSIONE E RISIKO BANCARIO: LE LOGICHE DI PALAZZO NON CANCELLANO IL CONTRATTOCare colleghe e cari colleghi,gli eventi att...
07/05/2026

FUSIONE E RISIKO BANCARIO: LE LOGICHE DI PALAZZO NON CANCELLANO IL CONTRATTO

Care colleghe e cari colleghi,

gli eventi attorno alla fusione tra Banca MPS e il perimetro Mediobanca stanno accelerando in modo vertiginoso. L'input di Luigi Lovaglio è chiaro: spingere sull'acceleratore per chiudere il processo di integrazione entro la fine del 2026. Ma le modalità con cui i vertici stanno conducendo questa operazione destano profonde preoccupazioni e confermano l'assoluta instabilità della governance.

DIMISSIONI, CAOS E IL METODO "ASSOPIGLIATUTTO"
Stiamo assistendo all'instaurazione di un clima da "assopigliatutto" che sta disgregando il vertice dall'interno. Le freschissime dimissioni con effetto immediato di Fabrizio Palermo dal Consiglio di Amministrazione di MPS certificano un board balcanizzato: la rottura, motivata ufficialmente dal dissenso sulle logiche di governance e dalla mancata condivisione di documenti, segue a ruota la recente decadenza di Carlo Vivaldi e spiana la strada all'ingresso in CdA di Alessandro Caltagirone.

Mentre nei palazzi del potere si litiga sui dossier e sulle poltrone, noi apprendiamo direttamente dalla stampa finanziaria quale dovrebbe essere la futura architettura aziendale: una netta spaccatura in tre poli (Private Investment Banking per i patrimoni oltre i 10 milioni, la rete Premier per la fascia tra i 500 mila euro e i 10 milioni, e il polo CIB), con annesse indiscrezioni sull'arrivo di manager esterni pronti a prendere le redini della nuova entità.

IL RUMORE DI FONDO E LA REALTÀ SINDACALE
Intorno a noi impazza il valzer del cosiddetto risiko bancario, tra speculazioni su UniCredit, Generali, BPM e gruppi esteri. Sia chiaro: tutto questo chiacchiericcio finanziario non ci distrae minimamente. Sappiamo bene che questo rumore di fondo rischia di generare alibi per evitare l'unica cosa essenziale: la governabilità del processo e il rispetto delle relazioni industriali.

Non esiste trasformazione sistemica o progetto industriale, per quanto ambizioso, che possa eludere il confronto con le Parti Sociali. La fretta di chiudere la fusione e le logiche di potere assembleare non possono giustificare la politica del "fatto compiuto". L'Azienda deve smetterla di parlare ai mercati e ai giornali, e iniziare a confrontarsi concretamente con chi lavora.

Non siamo disposti a subire riorganizzazioni decise da un vertice spaccato che litiga su tutto, per poi calare le decisioni dall'alto. Pretendiamo un negoziato vero, fondato sul Contratto Collettivo, che dia risposte immediate sulle garanzie organizzative e occupazionali: l'Azienda deve presentarsi al tavolo e dichiarare ufficialmente come intende gestire le ricadute operative, gli impatti sulla rete, i carichi di lavoro e il futuro di ogni singola società del nuovo Gruppo. Nessun dipendente dovrà essere penalizzato dal nuovo assetto.

La solidità di un progetto industriale si misura dalla qualità del confronto sindacale, non dalle dimissioni incrociate dei consiglieri. Su questo terreno, noi non faremo sconti e non arretreremo di un millimetro.

Milano, 7 maggio 2026

Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL
Aziende del Gruppo Mediobanca

Mediobanca Premier Ferie Sapevamo che sarebbe finita così Siamo stati informati dai colleghi che l’azienda ha chiamato l...
05/05/2026

Mediobanca Premier
Ferie
Sapevamo che sarebbe finita così

Siamo stati informati dai colleghi che l’azienda ha chiamato la linea gerarchica delle Unità Organizzative con ferie arretrate imponendo lo smaltimento delle stesse.

Naturalmente ciò è avvenuto dopo che i colleghi si sono organizzati per le ferie estive e relative onerose prenotazioni, secondo le tempistiche previste dal CIA in vigore, per cui adesso per adempiere alle richieste aziendali sarebbero costretti a sobbarcarsi di ulteriori costi per passare le vacanze in famiglia.

D’altra parte, l’azienda, come un anno fa, si è ben guardata dal coinvolgere preventivamente le OOSS sulla questione.

Nel 2025 l’azienda via Comunicazione di Direzione n.DO/010/2025 dell’08/04/02025 con oggetto “Procedura Operativa Gestione Rapporto Contrattuale di Lavoro” decise di “cancellare senza riconoscimento di alcuna indennità economica” le ferie maturate e non godute trascorsi 18 mesi dalla data di maturazione. Dopo l’intervento delle scriventi OOSS l’azienda tornò sui suoi passi, evidentemente illegali, e propose una soluzione di incentivo allo smaltimento delle ferie arretrate che non fu avallata, ovviamente, da quelle sigle che hanno ben chiara la ratio del nostro CCNL sul tema, ma che fu seguita da una sigla sindacale che oggi, fa orecchie da mercante, di fronte all’atteggiamento aziendale e al fallimento evidente di quella soluzione.

Il problema però resta. Eccome. Sotto molti punti di vista.

L’azienda ha scoperto solo nel 2025 che esiste un enorme problema di ferie arretrate, con pesanti risvolti a bilancio, sia in termini di accantonamenti, sia in termini tributari. Ora però che deve rispondere all’interno di un nuovo Gruppo Bancario ha deciso di imporre le sue misure draconiane ribaltando come al solito sui dipendenti la soluzione delle magagne organizzative che non è stata in grado di gestire.

Le ferie sono un diritto/dovere del lavoratore perché, come chiaramente ricorda il nostro CCNL in linea con la normativa nazionale in tema di salute e sicurezza sul posto del lavoro, servono al riequilibrio psico-fisico del dipendente, tanto è vero che “l’impresa, solo per particolari esigenze di servizio, può dividere le ferie in due periodi, uno dei quali non inferiore a 15 giorni lavorativi.” (CCNL, 2023, art.38, c.5). Vorremmo sapere quante UO in azienda fino ad ora sono state in grado di rispettare questo obbligo contrattuale. Informazioni e dati che abbiamo chiesto, assieme ad altri, nel 2025, ma che l’azienda si è rifiutata di fornire.

Questo è l’atteggiamento di un’azienda che si ostina in modo pervicace a considerare i dipendenti non come stakeholders, ma come un mero fattore di produzione, al di là del ricorso a stucchevole retorica ESG.

Stante quanto sopra abbiamo richiesto la convocazione di un tavolo sindacale, fissato per il 13/05/2026 sul tema ferie arretrate; augurandoci che sia serio, costruttivo, e, soprattutto, rispettoso dell’impegno profuso in questa azienda dai tutti suoi dipendenti.

Le Segreterie di Coordinamento Mediobanca Premier
FABI - FIRST CISL - FISAC

15/04/2026

Mps, Esposito (Fisac Cgil): dopo il rinnovo del CdA serve stabilità, responsabilità e ritorno alla normalità operativa. Priorità a relazioni industriali e piano industriale.

15/04/2026

FLASH NEWS: ASSEMBLEA AZIONISTI MPS, RIELETTO LUIGI LOVAGLIO

​Care colleghe e cari colleghi,
​vi riportiamo di seguito gli esiti dell'Assemblea degli Azionisti di Banca MPS, riunitasi in data odierna (15 aprile 2026) per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione a seguito dell'operazione su Mediobanca.
​I fatti salienti emersi dalla votazione, che ha visto la partecipazione del 64% del capitale sociale, sono i seguenti:
​È risultata vincitrice la cosiddetta "lista Tortora".
​La lista presentata dal Consiglio di Amministrazione uscente è stata sconfitta.
​È risultato determinante il voto di Delfin, attuale primo azionista con il 17,5% del capitale.
​Come conseguenza dell'esito del voto, Luigi Lovaglio viene rieletto ai vertici dell'Istituto.
​Vi terremo tempestivamente aggiornati sulle prossime evoluzioni societarie.

​Milano, 15 aprile 2026

​Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL
Aziende del Gruppo Mediobanca

DIRETTIVO FISAC CGIL MPS: UNITI CONTRO LE SCATOLE VUOTE E IL "DIVIDE ET IMPERA" AZIENDALEIl Gruppo Mediobanca al fianco ...
25/03/2026

DIRETTIVO FISAC CGIL MPS: UNITI CONTRO LE SCATOLE VUOTE E IL "DIVIDE ET IMPERA" AZIENDALE

Il Gruppo Mediobanca al fianco dei colleghi senesi: nessuna sinergia verrà pagata dalle lavoratrici e dai lavoratori.

​Care colleghe e cari colleghi,
​nella giornata di ieri e di oggi si è tenuto il Direttivo FISAC CGIL di Banca MPS. Ai lavori ha partecipato attivamente anche la delegazione FISAC CGIL del Gruppo Mediobanca, segnando un momento fondamentale di confronto e compattezza in vista dell'imminente e complessa integrazione tra le due realtà.
Durante l'intervento, abbiamo ribadito una verità scomoda che l'Azienda preferisce ignorare: questa fusione è un'operazione puramente finanziaria, architettata per generare valore per gli azionisti e non certo per migliorare la qualità della vita lavorativa dei dipendenti. Se non governiamo questo processo con una linea sindacale dura, congiunta e inscalfibile, il conto delle "sinergie" verrà presentato esclusivamente a noi.

​Abbiamo portato all'attenzione del Direttivo i punti critici su cui faremo muro fin dal primo giorno:

​Un Piano Industriale che è una scatola vuota: Il Piano 2026-2030 promette centinaia di milioni di euro di sinergie e massicce distribuzioni di capitale, ma omette scientemente di spiegare le leve operative per raggiungere questi traguardi.

Manca totalmente di chiarezza sul destino, sulla collocazione e sulle sovrapposizioni delle diverse società prodotto. Quando un piano industriale non spiega "come" farà i soldi, il sottotesto è chiaro: intende farli tagliando il costo del lavoro e saturando i carichi sulle reti.

​Vertici instabili o in fuga con la cassa: Stiamo affrontando la riorganizzazione del decennio in un vuoto di leadership allarmante. In MPS l'Amministratore Delegato Lovaglio viene escluso in corsa, azzerando le poche certezze. In Mediobanca Premier assistiamo alla fuga dei vertici: AD, Direttore Generale e Direttori Commerciali hanno prima riempito le loro casseforti con premi a sei zeri e ricche stock options, per poi abbandonare la barca mentre affonda. Ci troveremo a negoziare con interlocutori appena arrivati o con la valigia già in mano.

​Lo scontro contrattuale e l'illusione delle "migliori condizioni": La dirigenza Mediobanca si vanta di avere le migliori condizioni dipendenti del mercato per metterci gli uni contro gli altri. È una narrazione falsa. Il loro presunto "primato" si basa unicamente sul rapporto spropositato tra dirigenti/vice direttori generali e impiegati. La realtà quotidiana dei lavoratori di tutte le aziende del Gruppo Mediobanca è ben diversa: ticket restaurant fermi a 7 euro per tutti, un contributo aziendale al fondo pensione fermo al palo trasversalmente per l'intero Gruppo e una politica retributiva che copre d'oro chi se ne va invece di valorizzare chi resta. Esigiamo un allineamento contrattuale verso l'alto, respingendo ogni tentativo di corsa al ribasso.

​L'ipocrisia aziendale: il "Woke" di facciata contro i diritti reali: Abbiamo messo in guardia i colleghi sulla tossicità della cultura aziendale targata Mediobanca, campionessa mondiale di marketing ESG. Inondano la rete di progetti sull'inclusione, la Diversity e l'Equità (come il progetto "toDEI") solo per lucidare i rating di mercato. Ma quando scendiamo al tavolo sindacale per chiedere lo smart working per un malato oncologico, per i neo-genitori o per chi assiste familiari non autosufficienti, l'azienda risponde "NO".

La loro finta inclusione si traduce in un sistema clientelare fatto di concessioni per pochi eletti e "amici degli amici", calpestando i diritti oggettivi.

​La strategia del "Divide et Impera": I vertici cercheranno di tenerci separati. Diranno in MPS che noi di Mediobanca siamo dei privilegiati da ridimensionare, e diranno a noi che i costi della struttura senese freneranno la nostra redditività. Non cadremo in questa trappola.

​Non ci saranno tavoli separati sulle ricadute riorganizzative e non accetteremo concessioni asimmetriche. La linea tracciata dal Direttivo è una sola: se vogliono l'integrazione, devono sedersi e pagare il conto garantendo tutele, chiarezza, dignità contrattuale e zero esuberi mascherati.

​Nessuna "sinergia" verrà fatta sulla nostra pelle.

​25 marzo 2026

​Segreteria di Coordinamento FISAC CGIL
Aziende del Gruppo Mediobanca

DIVERSITÀ, EQUITÀ E IPOCRISIA L'arte di predicare l'inclusione e respingere chi è in difficoltà Care colleghe e cari col...
19/03/2026

DIVERSITÀ, EQUITÀ E IPOCRISIA
L'arte di predicare l'inclusione e respingere chi è in difficoltà

Care colleghe e cari colleghi, Mediobanca ce lo ha appena spiegato in modo magistrale, mostrandoci la profonda e ipocrita differenza tra le brochure patinate e la vita reale dei dipendenti.

LA VETRINA DEI VALORI ESG In queste settimane di profonda incertezza – in cui siamo sospesi in attesa di capire il nostro destino in un Piano Industriale pieno di buchi, mentre sulla Rete piovono "suggestioni" e l'Azienda temporeggia su tutto da almeno due anni usando prima la scusa "vediamo come va l'OPS" e ora del "dobbiamo vedere come andrà la fusione con MPS" – c'è una narrazione che non si ferma mai: quella aziendale sui valori ESG. Siamo infatti inondati di comunicazioni trionfali su progetti come il "toDEI", nato per promuovere – citiamo testualmente – Diversità, Equità e Inclusione. Ci viene raccontato che la sostenibilità sociale è "una priorità di business", che bisogna "comprendere e valorizzare le differenze", che serve ad attrarre talenti e che l'unicità di ciascuno deve essere "un fattore di ricchezza e non di esclusione". Tutto bellissimo. Da standing ovation for you. LA REALTÀ: I "NO" SULLO SMART

WORKING E GLI AMICI DEGLI AMICI Ma cosa succede quando l'Inclusione (rigorosamente con la "I" maiuscola e a favore dei rating di mercato) scende dalle slide e si scontra con le vere necessità dei lavoratori ai tavoli sindacali? Succede che svanisce nel nulla. Nell'incontro del 17 marzo per il rinnovo dell'accordo sullo Smart Working, avevamo chiesto all'Azienda di applicare un po' di quella sbandierata "Equità" nel mondo reale, garantendo maggiore flessibilità di accesso al lavoro agile a chi si trova in oggettiva e drammatica difficoltà.

Nello specifico, avevamo individuato le seguenti categorie: dipendenti affetti da malattie oncologiche, ovvero da malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento (L.106/2025);
• dipendenti con comprovate esigenze di salute;
• esigenze dei genitori nei primi tre anni del bambino;
• seguimento di particolari esigenze del nucleo familiare (figli sotto i 14 anni, familiari non autosufficienti);
• maggiore distanza residenza/domicilio-sede di lavoro.

La risposta della nostra Azienda, quella tanto attenta alla sostenibilità sociale e alla Diversity? Richieste respinte al mittente come non sostenibili e non necessarie.

Evidentemente, per la parte datoriale i dipendenti sono già "ampiamente soddisfatti" dello status quo. L'Azienda che non sa darci certezze sul futuro societario, improvvisamente ritrova tutta la sua fermezza per dire "NO" per sancire un diritto a un collega malato oncologico che vorrebbe evitare di fare il pendolare, o per negare un aiuto concreto a una madre o a chi assiste un familiare non autosufficiente. La "Diversità" va
celebrata nei grandi eventi aziendali, ma diventa un costo e un fastidio intollerabile se si traduce in vera flessibilità organizzativa. Il progetto "toDEI" ci insegna una grande lezione: in questa Azienda si è disposti a investire fiumi di parole sull'Equità, a patto che questo non si traduca mai in un diritto esigibile per chi ne ha bisogno; si preferisce sempre e comunque tenere il "pallino" in mano magari usando la maggiore flessibilità non per tutti coloro i quali rientrano in determinate categorie ma solo per pochi eletti o amici degli amici.

LE "MIGLIORI CONDIZIONI DEL MERCATO"
Le tante opportunità perdute avrebbero potuto diventare vittorie condivise a beneficio di tutti. Invece, abbiamo strappato solo l'impegno a riaprire i tavoli su VAP (FY 2026 e 2027) e Work-Life Balance. Valuteremo se, almeno lì, alle parole seguiranno i fatti. Infine, ma non per importanza, l'azienda ci ha tenuto a fare presente che Mediobanca Premier beneficia delle migliori condizioni dipendenti del mercato, molto migliori di quelle offerte da MPS.

Supponiamo ci si riferisse al rapporto dirigenti vs impiegati che è senza dubbio il più elevato del settore, per non dimenticare poi il rapporto vice direttori generali vs impiegati che sbaraglia ogni umana concorrenza. Nel frattempo i ticket restaurant sono ancora fermi a 7 €, il contributo al fondo pensione è al 3%, il mutuo dipendenti viene offerto ad un tasso più alto rispetto ad un cliente MPS e a chi se ne va vengono "offerti" più soldi rispetto a chi decide di restare.

Tutto questo mentre abbiamo assistito alle dimissioni di AD, DG e direttori commerciali che prima hanno riempito la cassaforte di stock options e premi a sei zeri e poi hanno lasciato la barca mentre sta affondando, oppure all' insediamento del nuovo AD di Mediobanca al quale abbiamo chiesto un incontro due mesi fa e al quale ha deciso di non rispondere nemmeno. Vi terremo aggiornati sulle prossime puntate di questa straordinaria fiera dell'ipocrisia e non escludiamo di dover chiedere il Vostro coinvolgimento nelle eventuali future iniziative che decideremo di intraprendere.

Milano, 19 marzo 2026

Le Segreterie di Coordinamento Mediobanca Premier FABI - FIRST CISL - FISAC

Mediobanca Premier Rinnovo accordo Smart Working “Un’azienda sempre attenta al benessere dei dipendenti” Care colleghe e...
17/03/2026

Mediobanca Premier
Rinnovo accordo Smart Working
“Un’azienda sempre attenta al benessere dei dipendenti”

Care colleghe e cari colleghi, in data 17/03/2026 si è tenuto il previsto incontro sindacale relativo al rinnovo dell’accordo sullo smart working a cui ha partecipato il primo tavolo (unico soggetto titolato a sottoscrivere accordi a beneficio di tutte le collegh ed i colleghi di Mediobanca Premier).

Come già fatto presente nei nostri precedenti comunicati, eravamo in attesa di un riscontro aziendale circa le proposte di miglioramento dell’attuale accordo che abbiamo rassegnato a suo tempo. La delegazione aziendale, in continuità con l’approccio improntato alla massima sensibilità che ha contraddistinto gli ultimi anni, si è resa disponibile a rinnovare l’intesa in scadenza.

Ogni richiesta di innovazione è stata respinta al mittente come non sostenibile e non necessaria. Per darvi la misura di tale squisita "sensibilità" aziendale nei confronti delle persone, ricordiamo cosa chiedemmo di inserire come elemento di flessibilità per l'accesso allo smart working e che è stato clamorosamente respinto:
● dipendenti affetti da malattie oncologiche, ovvero da malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento (L.106/2025);
● dipendenti con comprovate esigenze di salute;
● esigenze dei genitori nei primi tre anni del bambino;
● seguimento di particolari esigenze del nucleo familiare (figli sotto i 14 anni, familiari non autosufficienti);
● maggiore distanza residenza/domicilio-sede di lavoro.

Pare che i dipendenti siano già ampiamenti soddisfatti, secondo la parte datoriale, dello status quo.

Evidentemente tutelare la salute, la genitorialità e il nucleo familiare è considerato un lusso eccessivo. Il tutto si inserisce nel solco delle tante opportunità perdute che, con un minimo di senso della realtà, sarebbero potute diventare delle vittorie condivise a beneficio di tutti.

Di contro abbiamo ottenuto un impegno formale ad iniziare un confronto sul work life balance, sull’accordo VAP (FY 2026 e 2027) e sulle condizioni dipendenti. Valuteremo compiutamente se queste aperture verranno confermate nei fatti come tali.

Ci auguriamo infine che si possa finalmente giungere ad un piano industriale definitivo per capire se i nostri attuali interlocutori saranno tali anche in futuro e per uscire dall’impasse del “dobbiamo vedere come andrà la fusione”.

Vi terremo aggiornati sull’evolversi delle trattative.

Le Segreterie di Coordinamento Mediobanca Premier
FABI - FIRST CISL - FISAC

Indirizzo

Viale LUIGI BODIO
Milan
20158

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