15/12/2025
Chag Chanukah Sameach! Felice Festa delle Luci 🕎✨
In questi giorni di tristezza per l’attacco terroristico contro la comunità ebraica di Sydney a Bondi Beach, vogliamo stringerci attorno ai nostri amici ebrei e dichiarare che continueremo a stare al loro fianco senza paura, perché la luce dell’amore non può essere fermata. 
SINTESI
Il termine Chanukah significa “dedicazione”. La festa è stata istituita proprio in riferimento alla riconsacrazione del tempio di Gerusalemme all’epoca dei Maccabei (II secolo a.C.), una famiglia di giudei che combatterono contro gli invasori greci e il loro sovrano, Antioco IV Epifane (“manifesto, apparso”, un titolo che molti regnanti ellenistici si conferivano per affermare la loro natura divina o semi-divina) - che regnò dal 175 al 164 a.C.
Dopo aver invaso la Giudea, Antioco - volendo ellenizzare il territorio e i suoi abitanti - impose delle leggi che si opponevano alla Torah e che avrebbero distrutto il giudaismo. Arrivò persino a profanare il tempio di Gerusalemme, consacrandolo al dio greco Zeus.
Fu allora che Mattia e il figlio Giuda Maccabeo combatterono contro Antioco e le sue armate e sconfissero l’invasore.
I Maccabei purificarono il tempio di Gerusalemme e lo ridedicarono ad Adonai, Dio di Israele, costruendo un nuovo altare il 25 del mese di Kislev (che corrisponde a dicembre nel calendario gregoriano).
La tradizione ebraica narra che per completare la riconsacrazione del tempio i Maccabei dovettero accendere il candelabro, ma che trovarono soltanto un’ampolla di olio puro (che non era stato profanato da Antioco). Quell’olio sarebbe bastato per l’accensione di una candela che avrebbe brillato per un solo giorno. Per ottenere del nuovo olio puro sarebbero stati necessari 8 giorni. Il racconto riporta che quel poco olio, miracolosamente, durò per ben 8 giorni.
Per ricordare quell’episodio così importante della storia ebraica fu istituita la festività di Chanukah.
RIFLESSIONE
Sapevate che questa festa viene menzionata anche nel Vangelo di Giovanni?
Giovanni 10,22-23 racconta infatti che anche Yeshua, da buon ebreo, si era recato a Gerusalemme durante la “festa della dedicazione” - perché si dice che “passeggiava nel tempio sotto il portico di Salomone”.
Qualche versetto più avanti Yeshua avrebbe dichiarato la propria uguaglianza col Padre, affermando la propria divinità (Giov. 10,30-38). Non è un caso che abbia scelto proprio il tempo della “Festa delle Luci”. D’altronde Giovanni 1,9 dice che “la vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo”.
Vogliamo dunque pregare affinché il mondo intero accolga la luce della grazia e dell’amore di Dio, che noi crediamo essere stata manifestata in Yeshua HaMashiach, Gesù il Messia.
Vogliamo anche ricordare che l’odio e la violenza non avranno mai la meglio, perché la luce - esattamente come la verità - non può essere oscurata.