17/04/2026
Nel 2018 aveva definito "Ministro della mala vita" l'allora ministro dell'Interno Matteo . Ieri , dopo 6 anni di processo, è stato assolto dall'accusa di diffamazione: l'utilizzo della celebre espressione di Gaetano Salvemini, utilizzata per designare Giovanni nel 1910, è legittimo ai fini di critica politica.
"Il ministro della mala vita: notizie e documenti sulle elezioni giolittiane nell'Italia meridionale" è il titolo del saggio politico che Salvemini diede alle stampe per la prima volta nel 1910, ripubblicandolo nel 1919 in forma ampliata, aggiungendo quanto era emerso nelle elezioni politiche del 1913.
Come ricordò Paolo Sylos Labini nel 1996 sul Corriere della Sera, la dura critica di Salvemini riguardava non tanto la politica di Giolitti nel suo insieme quanto la sua politica elettorale nel Mezzogiorno, in particolare il modo in cui il 5 volte Presidente del Consiglio raccoglieva il consenso: quei metodi clientelari erano considerati socialmente e politicamente disastrosi per l'intero Paese, non per il solo Mezzogiorno.
Giolitti all'epoca non smentì i fatti riportati da Salvemini, ma sostenne che con quei metodi discutibili si era comunque andati a costituire una maggioranza che aveva realizzato riforme a beneficio del Paese e delle classi popolari (quindi, in sostanza, il fine giustifica i mezzi).
Inoltre, siccome l’Italia era un paese poco abituato alla democrazia, alla partecipazione e all’esercizio del diritto di voto, soprattutto nel Sud si era ritrovato di fronte ad un uso frequente della corruzione elettorale al quale si era dovuto adattare.
Ora sarà interessante capire dalle motivazioni della sentenza le ragioni in punta di diritto che hanno portato all'assoluzione. Salvini intanto già annuncia una nuova querela per le parole rilasciate dallo scrittore a Lapresse.