WikiMafia

WikiMafia Libera Enciclopedia sulle Mafie, lanciata il 15 ottobre 2012 a Milano

WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie nasce il 15 ottobre 2012 da un’idea di Pierpaolo Farina, dopo un viaggio a Londra in cui si rese conto della necessità di concentrare in unico e affidabile luogo la conoscenza sul fenomeno mafioso ottenuta in oltre 50 anni di lotta alla mafia in Italia. L'ambizione era fare in ambito accademico quello che Rocco Chinnici aveva fatto in ambito giudiziario,

con la creazione del Pool Antimafia: mettere insieme il meglio disponibile per offrire una risorsa libera, gratuita e facilmente consultabile, nella convinzione che non sia possibile eliminare "la Mafia come organizzazione" se prima non si sradica "la Mafia come mentalità". Oggi è la più grande enciclopedia sul fenomeno mafioso e raccoglie voci che approfondiscono e analizzano i personaggi, gli eventi, i processi, le leggi e le dinamiche che hanno caratterizzato la storia delle mafie nel nostro paese e nel mondo. In continua espansione, è portata avanti da giovani esperti e attivisti antimafia volontari ed è completamente autofinanziata. Dal 24 dicembre 2013 è affiancata dall’associazione di promozione sociale WikiMafia APS, che si occupa di raccogliere fondi per lo sviluppo e l’ampliamento del progetto, nonché riunirne i collaboratori fissi.

Nel 2018 aveva definito "Ministro della mala vita" l'allora ministro dell'Interno Matteo  . Ieri  , dopo 6 anni di proce...
17/04/2026

Nel 2018 aveva definito "Ministro della mala vita" l'allora ministro dell'Interno Matteo . Ieri , dopo 6 anni di processo, è stato assolto dall'accusa di diffamazione: l'utilizzo della celebre espressione di Gaetano Salvemini, utilizzata per designare Giovanni nel 1910, è legittimo ai fini di critica politica.

"Il ministro della mala vita: notizie e documenti sulle elezioni giolittiane nell'Italia meridionale" è il titolo del saggio politico che Salvemini diede alle stampe per la prima volta nel 1910, ripubblicandolo nel 1919 in forma ampliata, aggiungendo quanto era emerso nelle elezioni politiche del 1913.

Come ricordò Paolo Sylos Labini nel 1996 sul Corriere della Sera, la dura critica di Salvemini riguardava non tanto la politica di Giolitti nel suo insieme quanto la sua politica elettorale nel Mezzogiorno, in particolare il modo in cui il 5 volte Presidente del Consiglio raccoglieva il consenso: quei metodi clientelari erano considerati socialmente e politicamente disastrosi per l'intero Paese, non per il solo Mezzogiorno.

Giolitti all'epoca non smentì i fatti riportati da Salvemini, ma sostenne che con quei metodi discutibili si era comunque andati a costituire una maggioranza che aveva realizzato riforme a beneficio del Paese e delle classi popolari (quindi, in sostanza, il fine giustifica i mezzi).

Inoltre, siccome l’Italia era un paese poco abituato alla democrazia, alla partecipazione e all’esercizio del diritto di voto, soprattutto nel Sud si era ritrovato di fronte ad un uso frequente della corruzione elettorale al quale si era dovuto adattare.

Ora sarà interessante capire dalle motivazioni della sentenza le ragioni in punta di diritto che hanno portato all'assoluzione. Salvini intanto già annuncia una nuova querela per le parole rilasciate dallo scrittore a Lapresse.

Dopo l'ultima audizione del Procuratore di Caltanissetta De Luca, semmai ce ne fosse ancora bisogno, è chiaro a tutti co...
16/04/2026

Dopo l'ultima audizione del Procuratore di Caltanissetta De Luca, semmai ce ne fosse ancora bisogno, è chiaro a tutti come la Commissione Parlamentare Antimafia presieduta da Chiara Colosimo non abbia alcun interesse a cercare la verità sulle stragi di .

Da tempo oramai si è trasformata in uno strumento per screditare chi ha fatto veramente le indagini per scoprire la verità, andando a indagare su quel rapporto mafia-politica che è l'essenza stessa della sopravvivenza del fenomeno mafioso da oltre 200 anni, e soprattutto dopo le stragi del '92-'93.

La pensiamo quindi come Roberto Scarpinato, che a detta di Lor Signori sembra quasi essere il deus ex machina del depistaggio (anche se già fioccano le prime condanne per diffamazione da chi non è protetto dall'immunità parlamentare): si sciolga questa commissione.

15/04/2026

"Se tu vieni a sapere che un politico, ma piuttosto che un procuratore della Repubblica, va a pranzo o a cena abitualmente con un boss mafioso, magari gli fai fare un altro mestiere, no?"

riflette sulla scoppiata nel Governo Meloni nel panel conclusivo della IV edizione del Festival Internazionale dell'Antimafia. Rivedi l'integrale sul nostro canale YouTube oppure ascoltalo su Spotify e le principali piattaforme di podcasting! (link nel primo commento)

Le parole del Cardinale di  , don Mimmo Battaglia, chiamano in causa non solo la violenza della  , ma anche tutti noi ch...
14/04/2026

Le parole del Cardinale di , don Mimmo Battaglia, chiamano in causa non solo la violenza della , ma anche tutti noi che sembriamo esserci arresi a un destino ineluttabile. Vi riproponiamo alcuni passi della sua omelia, che andrebbero scolpite in molti uffici delle istituzioni cittadine e nazionali.

14/04/2026

ad OttoeMezzo sul risultato del referendum: “Abbiamo coagulato un pezzo d’Italia sia di destra che di sinistra in difesa della Costituzione”

  potrà essere pianto da amici, parenti e da tutti i cittadini perbene che lo vorranno domani mattina, alle 10:30, nella...
13/04/2026

potrà essere pianto da amici, parenti e da tutti i cittadini perbene che lo vorranno domani mattina, alle 10:30, nella Chiesa di San Pietro e SanPaolo. Molto probabilmente i funerali saranno officiati dal Cardinale di Napoli, Don Mimmo Battaglia.

Come vi avevamo raccontato ieri, le esequie erano state vietate per motivi di ordine e sicurezza pubblica, per il rischio di possibili rappresaglie: la salma di Fabio, dopo essere stata benedetta in ospedale, sarebbe finita al cimitero senza alcuna cerimonia.

Dopo le critiche arrivate da più parti, il Questore ha però fatto marcia indietro, e per fortuna.

Un ragazzo perbene, colpevole di nulla, non poteva essere trattato come un boss della camorra. Questo a dimostrazione che protestare serve sempre, anche quando sembra inutile.

  non c’è più. E noi ragazze e ragazzi di   perdiamo non solo un compagno di lotta, ma anche un amico. Noi tutti cittadi...
13/04/2026

non c’è più. E noi ragazze e ragazzi di perdiamo non solo un compagno di lotta, ma anche un amico. Noi tutti cittadini milanesi perdiamo inoltre una delle voci più autorevoli in Consiglio Comunale, sempre dalla parte del bene comune e mai da quella degli interessi economici opachi, se non spesso criminali, che hanno saccheggiato la nostra città. [...]

Ciao Carlo, chi ha compagni non muore mai. Camminerai ancora insieme a noi in ogni corteo per una società più giusta, libera e felice.

Il nostro comunicato integrale 👉 bit.ly/carlo-monguzzi

  è stato ucciso a soli 20 anni a   con ancora la divisa di lavoro addosso, mentre andava a comprarsi un cornetto a fine...
12/04/2026

è stato ucciso a soli 20 anni a con ancora la divisa di lavoro addosso, mentre andava a comprarsi un cornetto a fine turno. Ma è nato a Ponticelli, quindi per "motivi di ordine pubblico" lo Stato vieta prima una fiaccolata in sua memoria e poi i funerali pubblici. Come se il criminale fosse lui, non chi lo ha ammazzato.

In famiglia tutti lavorano, nessuno è legato a contesti criminali: sua madre era sveglia perché mentre il figlio tornava dal lavoro in sala bingo, lei usciva di casa alle 5 per lavorare. Eppure deve subire anche l'onta di vedere la salma del figlio seppellita di nascosto, scortato dai Carabinieri.

Vergogna.

"Sotto questo governo, e non altri, sono stati catturati oltre 130 latitanti, sono state eseguite più di 300 maxi-operaz...
09/04/2026

"Sotto questo governo, e non altri, sono stati catturati oltre 130 latitanti, sono state eseguite più di 300 maxi-operazioni, migliaia di arresti, 7,2 miliardi di euro il valore dei beni sottratti alla criminalità, più di diciottomila beni confiscati restituiti alla collettività che ora ospitano presidi delle Forze dell'ordine o progetti a carattere sociale".

Così alla Camera, intestandosi meriti che però non sono i suoi, così come non sono di nessun governo della Repubblica: i risultati contro la sono merito dei magistrati e delle forze dell'ordine da loro dirette (la c.d. polizia giudiziaria che il ministro Tajani in piena campagna referendaria ipotizzava di togliere loro).

Il ministero della Giustizia dovrebbe dare loro i mezzi e le risorse, ma su questo invece siamo al disastro più totale, dato che il Governo ha continuato sulla stessa strada di quelli precedenti: nell'ultima legge di bilancio sono stati tagliati 310 milioni di euro, pari al 2,7% in meno rispetto al 2025.

Tra le "innovazioni" che doveva gestire col PNRR, quella sul processo telematico è la più disastrosa: a Milano magistrati e penalisti tornano alla carta e sospendono l'App del Ministero per due mesi perché piena di bug e programmata coi piedi. Procura che lavora con un sotto-organico del 40%.

Bene che abbia invitato la Commissione ad occuparsi delle infiltrazioni mafiose in tutti i partiti (era ora), ma inizi a fare pulizia all'interno del suo, a partire da chi ha sdoganato Gioacchino Amico tra i vertici del suo partito in Lombardia.

Chissà se almeno ora si vergognano. Conoscendo i soggetti, probabilmente no. Dopo mesi e mesi di fango, intimidazioni co...
17/10/2025

Chissà se almeno ora si vergognano. Conoscendo i soggetti, probabilmente no. Dopo mesi e mesi di fango, intimidazioni con querele temerarie, isolamento in azienda, ora arriva la solidarietà. Ora "l'indipendenza dell'informazione" è un valore.

L'apice dello schifo contro è stato raggiunto lo scorso 14 gennaio, quando sul Foglio è apparso "l'articolo" che vedete in foto, a firma di Andrea Marcenaro. Tanto che Emanuele, suo figlio, si è sentito in dovere di replicare:

"Vivo da sempre con il pensiero, il timore che ogni volta che saluto mio padre possa essere l'ultima, del resto credo sia inevitabile quando vivi per decenni sotto scorta, quando hai sette anni e ci sono i proiettili nella cassetta della posta di casa tua, quando vai a mangiare al ristorante e ti consigliano di cambiare aria perché non sei ben gradito nella regione, quando ti svegli una mattina e trovi scientifica, polizia, carabinieri e DIGOS in giardino perché casualmente sono stati lasciati dei bossoli, quando ricevi giornalmente minacce, pacchi contenenti polvere da sparo e lettere minatorie, o semplicemente quando ti abitui a non poter salire in macchina con tuo padre.

E' uno dei primi ricordi di cui ho contezza, avevo 5 anni, mia sorella 6, mio fratello forse 8, eravamo in macchina, erano circa 40 ore che nessuno riuscisse ad avere contatti con papà, mamma tratteneva le lacrime a fatica, sola con noi tre, faceva finta che andasse tutto bene, forse è stata la prima volta che ho avuto la sensazione che dovessi percepire la vita con papà come se fosse a tempo, con una data di scadenza.

Ebbene sì, è tornato sano e salvo e a distanza di 20 anni purtroppo per te, Andrea, per fortuna per noi e credo di poter dire per il paese è ancora qui, a svolgere il suo lavoro come sempre, vivo e vegeto anche se in tanti lo vorrebbero morto.
Il morto del giorno è il giornalismo italiano, ancora una volta, e chi è l'assassino è evidente a tutti".

Il grave episodio intimidatorio nei confronti di   ha sicuramente alzato il livello della tensione attorno al giornalist...
17/10/2025

Il grave episodio intimidatorio nei confronti di ha sicuramente alzato il livello della tensione attorno al giornalista. Al momento indaga l' , ma quando ci sono gesti dimostrativi così eclatanti significa che chi li compie sa di poter godere di impunità e alte protezioni istituzionali.

Per tornare a un'intimidazione del genere a un giornalista bisogna tornare indietro al 14 maggio 1993, quando scampa per miracolo a un'autobomba messa da . L'interpretazione di quell'attentato non è ancora oggi univoca. Alcuni collaboratori sostengono si volesse ammazzarlo, mentreTullio Cannella dichiarò in aula che Leoluca Bagarella, cognato di , gli confidò che non aveva intenzione di uccidere il giornalista: «L’importante era farlo impaurire. Sai, non è il caso, perché essendo amico di amici di Canale 5, non era il caso di farlo morire».

Non sappiamo ancora se quella a sia di matrice mafiosa, lo è sicuramente nelle modalità. Ma quando contestiamo anche a diversi accademici la frase "oramai non sparano più", lo facciamo anche perché c'è un'autobomba di cui non si ricorda mai nessuno: quella che il 9 aprile 2018, a Limbadi, uccise il biologo , per altro solo da noi ricordato come vittima innocente dal 2019.

Le quando stanno in silenzio non vuol dire che sono cambiate: quella è la loro "naturale" condizione, perché nel silenzio stringono affari e accordi elettorali. Quando "si fanno sentire", significa che ci sono equilibri che si sono rotti o c'è da fare un favore a qualcuno.

Se è quella di Ranucci, quali equilibri sono saltati? O chi ha chiesto un favore?

In attesa di avere delle risposte, non abbandoniamoci alla retorica del "sono tornati a mettere le bombe come nel biennio 1992-1993". Non hanno mai smesso di essere mafiosi: semplicemente, non serviva più fare rumore. Chiediamoci perché.

Le aspettavamo, e da più parti sono arrivate. Dopo mesi di attacchi, querele temerarie e il ridimensionamento di Report ...
17/10/2025

Le aspettavamo, e da più parti sono arrivate. Dopo mesi di attacchi, querele temerarie e il ridimensionamento di Report (passato da 28 a 24 puntate, e da 16 a 5 repliche) e il ritiro della firma al suo conduttore, sono puntualmente arrivate le parole di solidarietà a per il vile attentato di ieri sera, che ha distrutto la sua auto e quella di sua figlia sotto casa sua, a .

Siamo stufi delle belle parole. Se la Presidente del Consiglio crede veramente che "la libertà e l'indipendenza dell'informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere", allora passi dalle parole ai fatti.

da quando è conduttore di ha subito 196 querele per diffamazione, per una richiesta totale di risarcimento pari a 125 milioni di euro, la gran parte da esponenti politici.

Alcune di queste sono ancora in corso, come quelle del Presidente del Senato Ignazio La Russa, dei ministri Giorgetti, Santanché e D'Urso, del capo di Gabinetto della Presidente del Consiglio Gaetano Caputi, dei sottosegretari Isabella Rauti e Fazzolari, nonché del senatore Gasparri, membro della Commissione di Vigilanza Rai.

Se il Governo vuole davvero difendere la libertà e l'indipendenza dell'informazione smetta di bloccare la riforma della voluta dall' per renderla indipendente dai partiti, approvi una legge contro le querele temerarie e chieda ai membri del suo governo e della sua maggioranza di ritirare le querele contro Ranucci e chieda ai vertici Rai nominati dal suo Governo di ridare la firma di Report a Ranucci.

E intanto che ci siete, regolamentate anche il c.d. "diritto all'oblio", che ci siamo stancati dei mafiosi che chiedono l'anonimato sulla nostra enciclopedia per evitare che la gente sappia cosa hanno fatto per rovinare questo Paese.

Delle belle parole, francamente, non sappiamo più che farcene.

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