12/06/2026
Doveva essere il giorno della nomina di Sebastiano Ardita come procuratore aggiunto alla Direzione nazionale antimafia, invece ieri il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di non decidere.
Nonostante il decennale impegno professionale nella lotta alla mafia e un curriculum in cui si possono apprezzare esperienze al vertice del Dipartimento affari penitenziari, al CSM, oltre che l’attuale coordinamento della Dda di Catania, Ardita (per ora) non diventerà il nuovo numero 2 di Giovanni Melillo.
Puntando su un cavillo giuridico inutile e totalmente strumentale, il plenum ha, nuovamente, investito della questione la V commissione, tornando indietro e riaprendo l’iter delle votazioni dall’inizio.
Una delibera, approvata da 17 membri, che non può che lasciare l’amaro in bocca. Il procuratore aggiunto di Catania, infatti, alla vigilia sembrava avere tutte le carte in regola per andare a ricoprire un ruolo di vertice nel coordinamento delle indagini antimafia.
Ma, evidentemente, la sua nomina è risultata scomoda per gli equilibri interni alla Procura nazionale, soprattutto se si guarda al coordinamento (fino ad oggi deludente) delle indagini sulle stragi politico-mafiose degli anni ’90.
Immediata la reazione del sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo, il quale ha ammesso di essere “senza parole”.
Non ha nascosto le sue perplessità lo stesso presidente della V commissione Felice Giuffrè che ha chiarito come le motivazioni addotte erano già state oggetto di discussione e superate nel corso dell’iter che ha anticipato la seduta di ieri.
Una decisione che, a ben guardarla, sembra riprodurre logiche correntizie e di appartenenza delle quali la magistratura, soprattutto dopo l’ampia vittoria referendaria, non può più permettersi di macchiarsi.
È una questione di credibilità e di fiducia nei confronti dell’intera cittadinanza e di tutti i magistrati.
Ad Ardita, a prescindere da quale sarà la decisione definitiva da parte del Consiglio Superiore Magistratura, rinnoviamo la nostra stima e il nostro sostegno.