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WikiMafia Libera Enciclopedia sulle Mafie, lanciata il 15 ottobre 2012 a Milano

WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie nasce il 15 ottobre 2012 da un’idea di Pierpaolo Farina, dopo un viaggio a Londra in cui si rese conto della necessità di concentrare in unico e affidabile luogo la conoscenza sul fenomeno mafioso ottenuta in oltre 50 anni di lotta alla mafia in Italia. L'ambizione era fare in ambito accademico quello che Rocco Chinnici aveva fatto in ambito giudiziario, con la creazione del Pool Antimafia: mettere insieme il meglio disponibile per offrire una risorsa libera, gratuita e facilmente consultabile, nella convinzione che non sia possibile eliminare "la Mafia come organizzazione" se prima non si sradica "la Mafia come mentalità". Oggi è la più grande enciclopedia sul fenomeno mafioso e raccoglie voci che approfondiscono e analizzano i personaggi, gli eventi, i processi, le leggi e le dinamiche che hanno caratterizzato la storia delle mafie nel nostro paese e nel mondo. In continua espansione, è portata avanti da giovani esperti e attivisti antimafia volontari ed è completamente autofinanziata. Dal 24 dicembre 2013 è affiancata dall’associazione di promozione sociale WikiMafia APS, che si occupa di raccogliere fondi per lo sviluppo e l’ampliamento del progetto, nonché riunirne i collaboratori fissi.

Tre colpi, forse di martello, contro il finestrino anteriore lato passeggero, dove solitamente siede il capo scorta. Il ...
18/09/2026

Tre colpi, forse di martello, contro il finestrino anteriore lato passeggero, dove solitamente siede il capo scorta. Il tutto all'interno del cortile interno del Palazzo di Giustizia di Milano, dove la vettura di servizio era parcheggiata insieme agli altri mezzi riservati ai magistrati, tutti lasciati intonsi.

Se si tratti di una nuova intimidazione è presto per dirlo, ma certamente è curioso che nella notte tra lunedì e martedì l'unico mezzo danneggiato sia stato proprio quello che ogni giorno è in uso dalla dott.ssa Alessandra Cerreti, pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia che sta portando avanti la requisitoria del Processo .

Il tutto esattamente 24 ore prima dell'udienza in cui il collaboratore di giustizia Bellusci si apprestava a ricostruire il funzionamento del "consorzio" tra le tre mafie storiche in Lombardia proprio al Palazzo di Giustizia, dato che l'aula Bunker era inagibile causa crollo del soffitto.

In attesa che si faccia luce sull'episodio, esprimiamo nuovamente solidarietà alla Procura di Milano e alla dott.ssa Cerreti, oramai da 3 anni oggetto di minacce sempre più pressanti, a dimostrazione del fatto che, checché ne dica qualcuno, quello che sta emergendo nel Processo Hydra dà molto fastidio.

"Gli stessi politici che si sono fatti belli con le nostre denunce sono letteralmente scomparsi. Sembra che con la scort...
17/09/2026

"Gli stessi politici che si sono fatti belli con le nostre denunce sono letteralmente scomparsi. Sembra che con la scorta, o la località protetta, abbiano fatto tutto il necessario per noi".

La morte di Denise, figlia di Lea Garofalo, ci ha sconvolto tutti, ma ha inciso soprattutto su chi, come Rocco Mangiardi, è testimone di giustizia da 20 anni, da quando cioè decise di denunciare i suoi estorsori a Lamezia Terme. Attraverso un comunicato durissimo denuncia l'abbandono dello Stato:

«La fine tragica di Denise Cosco ha scatenato in me e in altri Testimoni di Giustizia tanta rabbia e tantissima amarezza. Siamo stanchi di come vanno le cose e di come siamo trattati. Se lo Stato, se il sistema di protezione non cambierà rotta, siamo già in pochi e saranno sempre meno quelli che denunceranno.

Lo Stato deve decidere una volta per tutte da che parte stare. Le Istituzioni devono proteggerci, tenendo a bada chi vorrebbe farci del male, e non nascondere noi, come se fossimo i delinquenti.

Di anno in anno le condizioni di chi denuncia sono peggiorate e, a parte i clamori e le passerelle dei politici nei momenti dei processi, di noi non rimane niente. Nient’altro che la solitudine e l’abbandono. Carne da macello. Questo siamo! Esempi utili a nessuno!»

Mangiardi denuncia come, salvo rare eccezioni, i dirigenti delle forze dell'ordine nemmeno li conoscono e si fanno sentire solamente per «farti firmare una revoca scorta, o peggio chiamarti in ufficio per dirti seccamente che, se la sera decidi di andare a mangiare un gelato con qualche amico rimasto, nella località in cui vivi devi comunicarglielo qualche giorno prima».

Mangiardi chiede figure che stiano vicino ai testimoni "perché la vita di un Testimone, con il passare del tempo, non è più la stessa dopo il giorno della denuncia".

La politica, tutta, dovrebbe farsi un esame di coscienza e agire di conseguenza.

In redazione l'aveva confidato a più di un collega: "Ho uno scoop che farà tremare l' ". Era venuto a sapere, tra le alt...
16/09/2026

In redazione l'aveva confidato a più di un collega: "Ho uno scoop che farà tremare l' ". Era venuto a sapere, tra le altre cose, che il principe Junio Valerio Borghese stava preparando un golpe. E che stava cercando una sponda in (che poi non ci fu, come raccontò anni dopo Buscetta).

Ma se fu solo questo il motivo per cui il giornalista venne rapito sotto casa, interrogato e torturato, infine strangolato e il corpo mai più ritrovato quel 1970, ancora non ne abbiamo la certezza assoluta. Dopo oltre 50 anni ancora nessuna verità, e quindi giustizia.

La storia di Mauro la trovate come sempre su WikiMafia 👉 bit.ly/Mauro-DeMauro

"Li avete uccisi ma non vi siete accorti che " 🌸

16/09/2026

Ieri sera a ha ricordato alcune delle leggi approvate dal governo Meloni che indeboliscono la lotta alla corruzione e, quindi, alla .

Quello che vedete in questa foto è lo stesso sorriso che Padre  , detto 3P, sfoderò come unica arma di fronte ai killer ...
15/09/2026

Quello che vedete in questa foto è lo stesso sorriso che Padre , detto 3P, sfoderò come unica arma di fronte ai killer che il 1993 lo uccisero nel giorno del suo compleanno.

Sapeva di avere le ore contate: Riina era in carcere da 9 mesi, ma i Fratelli , suoi fedelissimi, controllavano ancora il quartiere . E quel prete che toglieva i ragazzi dalla strada, combattendo contro "la mentalità mafiosa", che faceva i cortei e le manifestazioni contro la era diventato un problema. E andava zittito.

Da questa foto di un don Pino giovane e sorridente è stato ricavato un gigantesco murale che costringe i mafiosi a rivedere quel sorriso tutti i giorni, al quartiere Brancaccio, in piazza Garibaldi.

Il 25 maggio 2013, sul prato del Foro Italico, 3P è stato proclamato beato dal compianto Papa Francesco davanti a 100mila fedeli. La sua storia, come sempre, la trovate su 👉 bit.ly/DonPuglisi

Grazie 3P, INSIEME continueremo a fare molto.

"Li avete uccisi ma non vi siete accorti che " 🌸

Tre colpi di pi***la, mentre rientrava a piedi nella sua casa di campagna. Muore così, il   1988,  , giudice in pensione...
14/09/2026

Tre colpi di pi***la, mentre rientrava a piedi nella sua casa di campagna. Muore così, il 1988, , giudice in pensione da un anno.

La sua colpa? Avere confermato la confisca dei beni al fratello di , Giacomo. Un affronto non da poco per il Capo dei Capi. Giacomelli venne ucciso per "educare" tutti gli altri.

Nel 1993 è stato condannato in via definitiva, in qualità di mandante, Totò . Ad oggi non si conoscono i nomi degli esecutori materiali dell'omicidio.

"Li avete uccisi ma non vi siete accorti che "

44 ANNI FA FINALMENTE IL REATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA E LA CONFISCA DEI BENI (👉 bit.ly/RognoniLaTorre)Era il 13 Settemb...
14/09/2026

44 ANNI FA FINALMENTE IL REATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA E LA CONFISCA DEI BENI (👉 bit.ly/RognoniLaTorre)

Era il 13 Settembre 1982. Appena dieci giorni dopo la Strage di Via Carini, il Parlamento finalmente approva in fretta e furia la Legge Rognoni - La Torre, che istituisce nella legislazione italiana il reato di associazione mafiosa.

Presentato per la prima volta da Pio La Torre, il disegno di legge non fu approvato nemmeno dopo il suo vigliacco omicidio, il 30 aprile di quell'anno, a Palermo.

Ci volle la morte del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il quale nella famosa intervista a Bocca disse: «Il disegno di Pio LaTorre è la presa d’atto della realtà della […] la mafia sta ormai nelle maggiori città italiane, dove ha fatto grossi investimenti edilizi e commerciali e magari industriali».

Perché La Torre e Dalla Chiesa sono stati ammazzati? Perché avevano capito che bisognava colpire la "roba" dei mafiosi e chi la custodiva nel mondo "legale". E che bisognava colpirla soprattutto al Nord, a , dove nuove dinastie imprenditoriali dalle origini opache stavano nascendo.

Oggi per onorare quel sacrificio servirebbe una volontà politica ferrea per colpire non solo i mafiosi, ma soprattutto i loro rapporti organici con la politica e con un pezzo dell'imprenditoria nazionale.

La Procura di Velletri ha disposto ieri il sequestro dell'appartamento di Ariccia, nel quale Denise viveva sotto protezi...
13/09/2026

La Procura di Velletri ha disposto ieri il sequestro dell'appartamento di Ariccia, nel quale Denise viveva sotto protezione e da cui si è lanciata domenica scorsa.

Il provvedimento è stato disposto dopo un sopralluogo nell’abitazione, al quale hanno partecipato anche i carabinieri. Durante gli accertamenti, è stato sequestrato un secondo cellulare, che verrà analizzato e nell'appartamento verranno effettuati ulteriori rilievi la prossima settimana.

La Procura intanto ha aperto un fascicolo contro ignoti e ha convocato il compagno di Denise, unica persona presente in casa al momento dei fatti domenica scorsa.

"Non poteva partecipare ai presidi, agli incontri, alle marce, che però nutriva col suo coraggio. Lei è stata più “utile...
12/09/2026

"Non poteva partecipare ai presidi, agli incontri, alle marce, che però nutriva col suo coraggio. Lei è stata più “utile” a noi che a se stessa. E questa cosa mi distrugge".

In queste ore in cui ancora facciamo fatica a trovare le parole per quel che è successo, condividiamo la riflessione amara della nostra Ester Castano, che fu tra le studentesse che seguirono il processo per la morte di e stettero vicine a Denise, pur senza poterla mai conoscere di persona.

📷 In copertina una delle foto di Denise diffusa dalla zia Marisa, dopo la sua morte.

Oggi un presidio spontaneo di cittadini e cittadine, in quei giardini che ostinatamente furono salvati dalla speculazion...
11/09/2026

Oggi un presidio spontaneo di cittadini e cittadine, in quei giardini che ostinatamente furono salvati dalla speculazione e oggi portano il nome di Lea.

Una tristezza muta, perché nessuno aveva voglia di parlare. Negli sguardi di tutti emergeva un dolore collettivo immenso.

Perché la morte di Denise la viviamo anzitutto come una sconfitta nostra.

Perché noi pensavamo davvero di avercela fatta, dopo le condanne, dopo le manifestazioni, dopo le battaglie quotidiane, perché la sapevamo al sicuro, con una nuova vita, con un figlio, con un compagno.

E anche se di lei avevamo sentito solo la voce, la sentivamo come una sorella, lontana ma presente, e questo ci bastava. Ma non è bastato.

Ciao Denise. 💔

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