Autonomi e Partite Iva - Eugenio Filograna

Autonomi e Partite Iva - Eugenio Filograna AUTONOMI E PARTITE IVA(descrizione tributaria di Professionisti, Imprenditori ed aziende di tutte le

19/08/2026

SONO STATO OPERATO, HO CHIUSO TRE MESI. MA PER LO STATO NON SONO MAI STATO MALATO.

Per tre mesi non ho potuto lavorare.

Ho chiuso la mia attività per affrontare un intervento. Niente incassi, ma le spese hanno continuato a correre: affitto, bollette, contributi, scadenze.

Chi mi ha tutelato?

Nessuno.

Il 20 agosto dovrò pagare le tasse come tutti gli altri. Mi gratto la testa cercando di capire come fare. La notte non dormo, perché continuo a sommare spese e scadenze.

E a novembre arriverà anche l’acconto su un reddito che devo ancora guadagnare.

Ma chi può sapere cosa accadrà domani?

Potrei ammalarmi di nuovo. Potrei essere costretto a chiudere. Potrei non avere più clienti.

Eppure lo Stato pretende in anticipo. Quando incassi, prende. Quando non incassi, aspetta comunque. Quando ti ammali, il problema resta soltanto tuo.

Noi autonomi ci confrontiamo, ci sfoghiamo, raccontiamo le nostre difficoltà. Ma poi rimaniamo soli e non facciamo mai fronte comune.

Forse è proprio questo il nostro errore più grande.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo che malattia, infortunio e difficoltà economica non diventino una condanna.

Secondo voi è giusto pagare tasse e acconti anche quando una persona è costretta a non lavorare per un intervento?

Scrivete la vostra esperienza e condividete: questo problema non riguarda soltanto le Partite IVA, ma la dignità di chi lavora.

19/08/2026

☕ PRIMA DEL CAFFÈ – Le 5 cose che ognuno deve sapere oggi, mercoledì 19 agosto

1️⃣ ENERGIA – Il petrolio continua a salire.
Quarta giornata consecutiva di rialzi: questa mattina il Brent è intorno a 91,3 dollari al barile. Il mercato comincia a temere che la crisi dello Stretto di Hormuz non sia più un’emergenza passeggera ma possa durare. Prima della crisi transitavano da lì circa 18 milioni di barili al giorno; oggi i flussi sarebbero scesi intorno ai 2 milioni. Se dura, il rischio è ritrovarne gli effetti su benzina, trasporti e prezzi. (Reuters⁠)

2️⃣ FISCO – Attenzione: domani è il 20 agosto e per molti è l’ultima chiamata.
C’è una particolarità che non tutti conoscono: per ISA, minimi e forfettari interessati dalla proroga, chi non ha ancora effettuato il versamento può pagare domani saldo 2025 e primo acconto 2026 con la maggiorazione dello 0,80%, senza che il pagamento sia considerato tardivo. Scadono inoltre IVA mensile e trimestrale, contributi INPS di artigiani e commercianti, ritenute ed Enasarco. Una giornata pesantissima per la liquidità di autonomi e imprese. (Senato della Repubblica⁠)

3️⃣ FAMIGLIE – Spendiamo di più, ma attenzione a leggere il dato.
Le stime sui consumi 2026 indicano una spesa delle famiglie superiore di circa 314 euro pro capite rispetto al 2025. È un segnale positivo, ma una parte dell’aumento della spesa è inevitabilmente influenzata anche dai prezzi. Crescono soprattutto tecnologia, ristorazione e viaggi. Quindi spendere più euro non significa automaticamente poter comprare molte più cose. (RaiNews⁠)

4️⃣ GUERRA – Hormuz resta chiuso e la diplomazia si allontana.
L’Iran sostiene che lo Stretto resterà chiuso finché gli Stati Uniti non rispetteranno determinate condizioni dell’accordo di giugno; Washington afferma invece che lo Stretto è aperto e che non sono previsti nuovi colloqui con Teheran. Intanto gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato un embargo commerciale contro l’Iran. Quando la geopolitica blocca una delle principali arterie energetiche del pianeta, il conto rischia di arrivare anche sulle nostre bollette. (Reuters⁠)

5️⃣ PRIMA DEL CAFFÈ, UNA RIFLESSIONE.
Domani migliaia di autonomi e imprenditori apriranno il conto corrente e vedranno partire gli F24.

Pagare le tasse è un dovere. Ma anche lo Stato ha un dovere: lasciare a chi lavora abbastanza ossigeno per continuare a lavorare, investire, assumere e vivere.

Perché se per pagare le tasse un’impresa deve rinunciare agli investimenti e una famiglia alle proprie necessità, prima o poi il problema non sarà più soltanto del contribuente,

Sarà del Paese intero.

☕ Buongiorno a tutti.

17/08/2026

5.699€ IL 20 AGOSTO.
PER "AVER LAVORATO BENE."

Non sono in vacanza. Non lo sono mai, in realtà: il mio pub è aperto 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno.

Due dipendenti fissi, tre a chiamata. Una settimana chiusa per ristrutturare — mi ha dato una mano il mio compagno, tirandosi dietro le sue ferie dalla ditta. Nel frattempo io ho usato quella "pausa" per recuperare tutto quello che durante l'anno non riusciamo mai a sbrigare. Dieci ore al giorno. In ferie.

Mercoledì riapro. E in due settimane devo ti**re fuori:
5.699€ di tasse, il 20 agosto
utenze
quattordicesime
stipendi
400€ di fermo amministrativo sull'auto per un insoluto sul canone dell'insegna
un verbale da 2.000€, non rateizzabile

Non sto parlando di un'attività che va male. Il pub lavora bene. Provate a immaginare se andasse male.

Io e il mio compagno, ridendoci sopra come si fa quando altrimenti ti viene da piangere:

— "Andiamo via?"
— "Con che soldi?"

Perché è questo il paradosso: lavori, produci, dai da lavorare ad altri cinque, e più le cose vanno bene più lo Stato trova il modo di venirti a bussare — con scadenze che si accavallano tutte nello stesso taglio di due settimane, come se chi tiene aperto un'attività tutto l'anno, senza un giorno di chiusura, non avesse anche una vita, una casa, delle bollette proprie.

Non serve avere la partita IVA per capirlo. Basta guardare quante persone conoscete che lavorano tanto e faticano lo stesso ad arrivare a fine mese — da dipendenti o da imprenditori, la sostanza cambia poco.

Chi tiene in piedi un'attività in questo Paese non sta chiedendo un favore. Sta chiedendo che il sistema smetta di trattare chi lavora bene come un bancomat.

17/08/2026

☕ PRIMA DEL CAFFÈ – Le 5 cose che ognuno deve sapere oggi, lunedì 17 agosto: BUONGIORNO S TUTTI

1️⃣ ENERGIA – Il petrolio riparte: Brent vicino a 90 dollari. Questa mattina il Brent è arrivato fino a 89,40 dollari al barile, mentre il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz si è quasi fermato: sabato sarebbero transitate appena 5 navi e domenica nessuna. Se questa situazione continua, il conto può arrivare rapidamente anche a noi attraverso carburanti, trasporti e costi delle imprese.

2️⃣ FISCO – Una novità che pochi professionisti conoscono. Dal 15 giugno, quando una Pubblica Amministrazione deve pagare un professionista, deve effettuare la verifica telematica presso la Riscossione anche per compensi inferiori a 5.000 euro. Ma c’è un particolare importante: il pagamento può essere dirottato al Fisco soltanto se il professionista ha cartelle complessivamente pari ad almeno 5.000 euro. Sotto quella soglia, il compenso deve essere pagato interamente. Una piccola norma che può fare una grande differenza.

3️⃣ FAMIGLIE – Quasi un italiano su due ha rinunciato alle vacanze. L’estate sta mostrando due Italie: c’è chi viaggia e spende e chi rimane a casa. Le rilevazioni più recenti indicano che quasi metà degli italiani rinuncia alle ferie estive, soprattutto per carovita, inflazione e riduzione della capacità di spesa.

4️⃣ GUERRA – Non c’è soltanto Hormuz: torna a salire anche la tensione in Ucraina. Nelle ultime ore la Russia ha colpito anche l’impianto siderurgico di Kryvyi Rih, danneggiando produzione ed energia, mentre l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni in territorio russo. Intanto l’Unione Europea prepara per l’autunno un nuovo e più ampio pacchetto di sanzioni contro Mosca. Guerra significa anche fabbriche ferme, energia, materie prime e nuovi costi per l’economia europea.

5️⃣ PRIMA DEL CAFFÈ, UNA RIFLESSIONE. È lunedì 17 agosto. Molti sono ancora in vacanza, altri hanno già riaperto negozi, uffici e aziende. E tra tre giorni c’è il 20 agosto, con il suo carico di versamenti fiscali.

La domanda che mi faccio stamattina è questa:

se quasi metà degli italiani rinuncia alle vacanze e chi lavora passa agosto pensando alle tasse, possiamo davvero dire che il problema sia soltanto quanto cresce il PIL?

Forse la ricchezza di un Paese si misura anche da quanta serenità rimane alle persone dopo aver pagato tutto.

15/08/2026

È GIUSTO E LEGALE LAVORARE 70 ORE ALLA SETTIMANA?

Questa mattina, nel mio piccolo albergo di 11 camere, una cliente mi ha visto particolarmente stanco.

Gestisco tutto con due dipendenti a tempo indeterminato e una ragazza che ci aiuta durante l’estate. In queste settimane sto lavorando sette giorni su sette, quasi 70 ore alla settimana.

La signora mi ha chiesto:

«Momento difficile?»

Le ho risposto:

«Abbastanza. Ho lavorato quasi 70 ore questa settimana e altrettante la precedente.»

Si è subito preoccupata:

«Ma non è possibile! Dovrebbe rivolgersi ai sindacati e denunciare questa situazione.»

Allora le ho spiegato:

«Signora, sono io il titolare.»

La sua risposta mi ha lasciato senza parole:

«Ah… allora è diverso.»

Quella frase mi è rimasta dentro.

Perché la stanchezza dovrebbe essere diversa?
Perché il diritto al riposo dovrebbe dipendere dal tipo di contratto?
Perché, se sei il titolare, tutti pensano che tu non possa crollare?

Se facessi lavorare 70 ore a un dipendente, sarebbe giustamente inaccettabile.

Ma se le lavoro io, nessuno si scandalizza. Perché sono “il padrone”.

Solo che molti piccoli imprenditori non trascorrono le giornate seduti dietro una scrivania a contare i guadagni.

Sono quelli che aprono al mattino e chiudono la sera.
Che sostituiscono chi manca.
Che rispondono ai clienti.
Che pagano stipendi, bollette, fornitori e tasse.
E che, quando i conti non tornano, rinunciano per primi al proprio stipendio e al proprio riposo.

Non chiedo compassione e non voglio togliere un solo diritto ai dipendenti.

Dico soltanto una cosa che dovrebbe unire tutti:

la fatica è fatica, qualunque sia il contratto. E dietro ogni lavoratore, dipendente o autonomo, c’è una persona che merita rispetto.

Secondo voi, se a essere esausto è il titolare, è davvero “diverso”?

15/08/2026

☕ PRIMA DEL CAFFÈ – Le 5 cose che ognuno deve sapere oggi, sabato 15 agosto. ( BUON FERRAGOSTO)

1️⃣ ENERGIA – Il petrolio torna a salire proprio a Ferragosto. Il Brent ha chiuso venerdì intorno agli 88,5 dollari al barile, dopo il nuovo aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il mercato teme soprattutto conseguenze sulle forniture attraverso Hormuz.

2️⃣ FISCO – La piccola notizia che molti ignorano: IVA sotto 100 euro, non sempre bisogna versarla subito. Nello scadenzario dell’Agenzia delle Entrate⁠ per autonomi e professionisti c’è una possibilità interessante: se l’IVA mensile da versare non supera 100 euro, il pagamento può essere rinviato e sommato a quello del mese successivo, comunque non oltre il 16 dicembre. Per gli IVA trimestrali, invece, il 20 agosto scade il secondo trimestre, con la maggiorazione dell’1% nei casi previsti. Una di quelle piccole regole fiscali che vale la pena conoscere.

3️⃣ FAMIGLIE – Il dato di Ferragosto che fa riflettere. Oggi milioni di italiani festeggiano, ma 6,7 milioni resteranno a casa e per 4,4 milioni il motivo è economico. Contemporaneamente la ristorazione prevede un giro d’affari superiore al miliardo. Due Italie nello stesso Ferragosto.

4️⃣ GUERRA – Hormuz torna a far paura ai mercati. Gli Stati Uniti hanno minacciato un blocco navale dell’Iran a tempo indeterminato, mentre i negoziati restano in stallo e sono stati segnalati nuovi attacchi alle petroliere. Attraverso lo Stretto passa circa il 20% dei flussi mondiali di petrolio e GNL: ecco perché una crisi lontana migliaia di chilometri può trasformarsi rapidamente in benzina e bollette più care in Italia.

5️⃣ PRIMA DEL CAFFÈ, UNA RIFLESSIONE. Oggi è Ferragosto e non voglio parlare soltanto di numeri.

Pensiamo a quei 4,4 milioni di italiani che sono rimasti a casa anche per ragioni economiche.

Forse tra loro c’è un autonomo che ha preferito conservare i soldi per l’F24 del 20 agosto. Un commerciante che deve pagare i fornitori. Una famiglia che semplicemente non vuole indebitarsi per andare in vacanza.

Rinunciare qualche volta non significa aver perso. Può significare essere responsabili. Ma un Paese dovrebbe chiedersi perché sempre più persone che lavorano siano costrette a farlo.

☕ Buon Ferragosto a tutti

12/08/2026

OGGI HO PAGATO GLI F24.,IN ANTICIPO PER TOGLIERMI IL PENSIERO…
HO DETTO AI MIEI FIGLI CHE LA VACANZA È RINVIATA.

Oggi ho fatto quello che ritenevo giusto.

Ho pagato gli F24.

Poi mi sono seduto con i miei figli e ho spiegato loro che la vacanza, quest’anno, sarebbe stata rinviata.

Non l’hanno presa male.

Anzi, mi hanno sorpreso.

Ho spiegato che nella vita ci sono momenti in cui prima vengono i doveri e poi i piaceri.

Credo sia stata anche una piccola lezione educativa.

Perché non posso insegnare ai miei figli a essere responsabili se poi, quando arriva il momento di scegliere, sono io il primo a rimandare i miei obblighi.

Lo so,

In tanti mi avevate suggerito:

“Dilaziona. Paga più avanti. Tanto lo fanno tutti, non perdere l’occasione di una vacanza con i tuoi figli…”

Ma accumulare debiti, sanzioni e interessi non fa per me.

Preferisco dormire tranquillo.

Preferisco sapere di aver fatto il mio dovere verso lo Stato e, soprattutto, verso la mia coscienza.

La vacanza può aspettare.

In fondo, a casa non si sta male.

Abbiamo un giardino dove giocare insieme,

…porterò i miei figli al ristorante.

In questi giorni faremo qualche piccola escursione nei posti vicini, magari in qualche località turistica, giusto per respirare un po’ quell’atmosfera che quest’anno non potremo vivere in lido completo.

Non sarà la vacanza che avevamo immaginato.

Ma staremo insieme.

E forse, tra qualche anno, i miei figli non ricorderanno il viaggio che non abbiamo fatto.

Ricorderanno invece una cosa più importante:

che davanti ai propri doveri non si scappa.

Io oggi ho rinunciato a una vacanza.

Ma credo di aver dato ai miei figli qualcosa che vale di più.

Un esempio.

Grazie a questa pagina ed a questa comunità non mi sento più solo e farò tutto meglio.

12/08/2026

☕ PRIMA DEL CAFFÈ

Le 5 cose che ognuno deve sapere oggi – Mercoledì 12 agosto

1️⃣ ENERGIA – Il caro energia non è finito.
Il Governo ha confermato che utilizzerà tutta la flessibilità concessa dall’Unione Europea per contenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici. È un segnale importante, ma per famiglie e imprese le bollette continuano a pesare. (Reuters)

2️⃣ FISCO – Mancano 8 giorni al 20 agosto.
Per migliaia di autonomi e imprese si avvicina una delle scadenze fiscali più pesanti dell’estate. Gli F24 non vanno in ferie e, per molti, il problema non è compilare il modello… ma trovare i soldi per pagarlo. Inoltre, ad agosto è in corso la sospensione di avvisi bonari e alcune comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ma i versamenti restano dovuti. (Sky TG24)

3️⃣ FAMIGLIE – Si risparmia sempre meno.
L’Italia è tra i Paesi europei con uno dei tassi di risparmio delle famiglie più bassi: appena il 4,2% del reddito disponibile, secondo gli ultimi dati OCSE. Quando aumentano bollette, carburanti e spesa quotidiana, mettere qualcosa da parte diventa sempre più difficile. (Idealista)

4️⃣ GUERRA – Le conseguenze arrivano fino alle nostre tasche.
La BCE avverte che il caro energia legato alle tensioni in Medio Oriente riduce il potere d’acquisto delle famiglie e colpisce soprattutto chi ha redditi più bassi. Le guerre sembrano lontane, ma i loro effetti arrivano puntuali sulle bollette e sui prezzi di tutti i giorni. (Il Fatto Quotidiano)

5️⃣ PRIMA DEL CAFFÈ, UNA RIFLESSIONE.
Un Paese dovrebbe permettere a chi lavora di costruire il proprio futuro.

Oggi, invece, tanti autonomi arrivano ad agosto con una domanda che fa male:

“Pago l’F24 o porto i miei figli in vacanza?”

Quando il lavoro non basta più a garantire serenità a una famiglia, il problema non è del singolo.

È di tutto il Paese.

☕ Buona giornata a tutti.

07/08/2026

“Il 20 agosto dovrò scegliere tra pagare l’F24 e regalare una settimana di mare ai miei figli.”

È da giorni che faccio i conti.

Li rifaccio.

Li ricontrollo.

Ma il risultato è sempre lo stesso.

I soldi non bastano.

Il 20 agosto dovrò pagare l’F24.

Negli stessi giorni dovrei partire con mia moglie e i miei figli.

Le vacanze sono già prenotate.

Da settimane i bambini non parlano d’altro.

Ogni sera mi chiedono:

“Papà… manca tanto?”

Io sorrido.

Ma dentro di me so già che, probabilmente, tra qualche giorno dovrò disdire tutto.

Perché i soldi bastano solo per una cosa.

O pago l’F24.

Oppure porto la mia famiglia in vacanza.

E io so già quale sarà la mia scelta.

Pagherò l’F24.

Perché ho sempre rispettato lo Stato.

Anche quando lo Stato non ha rispettato me.

Quest’anno non ho lavorato meno.

Anzi.

Ho lavorato più dell’anno scorso.

Ma tra bollette, carburante, fornitori, materie prime e tasse, quello che rimane non basta più.

La cosa che mi fa più male non è rinunciare al mare.

È dover guardare i miei figli negli occhi e dire:

“Quest’anno non possiamo partire.”

Loro, forse, tra qualche anno quella vacanza la dimenticheranno.

Io no.

Perché un padre non dimentica mai il giorno in cui è stato costretto a scegliere tra i propri doveri fiscali e un ricordo felice con i suoi figli.

Quanti autonomi, quest’estate, stanno vivendo lo stesso identico dramma?

07/08/2026

☕ PRIMA DEL CAFFÈ

Le 5 cose che ognuno deve sapere oggi – 7 agosto

1️⃣ Energia: la BCE lancia un avvertimento.
Lo shock dei prezzi energetici potrebbe non aver ancora mostrato tutti i suoi effetti. La BCE segnala che i rincari rischiano di pesare soprattutto sulle famiglie con redditi più bassi. Tradotto: il problema bollette potrebbe non essere affatto chiuso.

2️⃣ Carburanti: lo sconto sul diesel continua.
La riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio, che doveva terminare ieri, è stata prorogata fino al 25 agosto. Un piccolo sollievo per automobilisti, trasportatori, artigiani e imprese, mentre i prezzi alla p***a restano elevati.

3️⃣ Economia: arriva un segnale che preoccupa.
La produzione industriale italiana a giugno è scesa dell’1% rispetto al mese precedente, molto peggio delle attese. Un dato che racconta le difficoltà di una parte importante del nostro sistema produttivo.

4️⃣ Guerra ed energia: il petrolio torna a salire.
Le trattative sullo Stretto di Hormuz restano incerte e oggi il petrolio è tornato a crescere. Da quello stretto passa circa un quinto del petrolio mondiale: qualsiasi nuova tensione può trasformarsi rapidamente in rincari di carburanti, trasporti e bollette anche in Italia.

5️⃣ La riflessione di oggi.
C’è una contraddizione che non possiamo ignorare: chiediamo alle famiglie di consumare e alle imprese di investire, ma ogni nuova crisi internazionale si trasforma immediatamente in nuovi costi.

Chi lavora in proprio lo sente prima degli altri: aumenta il gasolio, aumenta l’energia, aumentano i fornitori… ma aumentare i propri prezzi significa rischiare di perdere il cliente.

E alla fine il margine si restringe sempre dalla stessa parte: quella di chi lavora.

☕ Buongiorno a tutti. Prima del caffè, almeno sappiamo cosa ci aspetta.

Indirizzo

Via Privata Del Gonfalone 4
Milan
20123

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