03/10/2026
Il castello di Gorizia è situato all’interno dell’antico borgo castello sulla collina che sovrasta la città. Il primo documento relativo alla città di Gorizia è la bolla con cui, nel 1001, l’imperatore Ottone III divideva i possedimenti del villaggio di Gorizia e del castello di Salcano tra due feudatari. Si può ritenere che il castello sia sorto dopo il 1000 e prima del 1200 per un documento del 1117 in cui si cita un certo Mainardo, capostipite della dinastia. Il castello viene nominato per la prima volta nel documento redatto per la pace stipulata a Cormons il 21 aprile 1202 per porre fine alle controversie sorte tra il Patriarca di Aquileia ed il Conte.
Il Conte di Gorizia, Marquardo III di Eppenstein, fece costruire un primitivo maniero e vi trasferì la sua residenza da Salcano. L’antico nucleo aveva una pianta presumibilmente trapezoidale, viste le fondazioni del mastio rinvenute nel cortile. Sul sigillo donato dal conte Enrico II nel 1307 alla città superiore per celebrare la concessione delle libertà comunali, si osserva una struttura castellana costituita dal mastio e da due torri minori in corrispondenza degli accessi, uno rivolto verso Salcano e l’altro verso il borgo. Qui il mastio risulta alto tre piani, caratterizzato nella parte inferiore da feritoie e sormontato da una torre anch’essa merlata. Ad esso nel XIII secolo fu affiancato il Palazzo dei Conti, con facciata decorata da bifore spartite da colonnine in marmo rosato veronese e sormontate da archetti in tufo. Qui si trovano la sala del Consiglio ed una ca****la dedicata a San Bartolomeo. Verso la metà del XV secolo fu eretto un edificio rettangolare destinato ad ospitare gli Stati Provinciali, sito a nord-est e adiacente al mastio. Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, l’avvento delle armi da fuoco portò al rafforzamento della cinta muraria medievale e all’abbattimento del mastio. Nel 1508 le milizie veneziane occuparono il castello. Nei tredici mesi di dominazione consolidarono le fortificazioni esistenti e realizzarono una nuova cinta, costituita da un anello poligonale interrotto da torrioni di varia grandezza. Tuttora l’accesso al castello è praticato a sud-est presso una cortina muraria sulla quale svetta il leone di San Marco. Nel 1509 il castello ritornò tra i possedimenti austriaci.
Fin dal 1608 fu intrapreso un generale restauro con l’innalzamento di un’ulteriore cinta muraria. Per volere di Leopoldo I, fu fabbricato il nuovo bastione, il cosiddetto Bastione fiorito o Bastione veneto prospiciente la Piazza Vittoria, e innalzata la lunga muraglia verso la Castagnavizza, che unisce la porta Leopoldina con il bastione del Re. Nel 1660 fu eretta la porta Leopoldina in occasione della solenne entrata dell'imperatore Leopoldo I, a guisa di arco imperiale, costituente l’accesso alla cittadella di Borgo Castello. La seconda cinta bastionata fu poi terminata nel 1702, mentre la Santa Barbara, “la torre per contener la polvere”, nel 1704. Nel 1814, il castello fu adibito a carcere e nel XIX secolo a caserma. Nel 1850 a seguito delle trasformazioni eseguite su proposta del maresciallo di campo Nuget, il maniero p***e ogni traccia dell’antico aspetto medievale. Nei torrioni furono posti mortai e cannoni di diverso calibro. Nel corso della Prima Guerra Mondiale il castello subì pesanti bombardamenti che lo ridu ad un cumulo di macerie.
La ricostruzione iniziò nel 1932 sotto la direzione del soprintendente Forlati con lavori affidati al Genio Civile. Nel 1943 il castello fu occupato dalle truppe tedesche ed il giardino di nord-est utilizzato per le fucilazioni. Attualmente il castello ospita esposizioni temporanee ed è sede di un museo permanente. Il sistema difensivo più esterno risulta costituito da cortine murarie ad andamento rettilineo interrotte da sei bastioni di varia grandezza, di cui cinque di forma circolare ed uno poligonale. Posta circa a metà del colle, cinge il borgo medievale ove si insediarono le famiglie nobili della città.