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📌 Aperitivo in solidarietà con il popolo cubano e RACCONTI DELLA CAROVANA “ROTTA SU CUBA”:una missione di solidarietà e ...
21/10/2026

📌 Aperitivo in solidarietà con il popolo cubano e RACCONTI DELLA CAROVANA “ROTTA SU CUBA”:
una missione di solidarietà e cooperazione svoltasi dal 23 al 30 settembre 2026 a L'Avana.

Venerdì 23 ottobre Spazio Rosmini - Monza

🇮🇹🇨🇺 La delegazione promossa da Arci nazionale, Associazione Nazionale di amicizia Italia Cuba, CGIL, Nexus, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI, Arcs Culture Solidali, AOI, ha riunito -rappresentanti di associazioni,
-sindacati,
-parlamentari,
-amministratori locali
-e mondo dell’informazione,
con l'obiettivo di rafforzare le relazioni tra Italia e Cuba, sostenere progetti in settori chiave (sanità, istruzione, energia) e contrastare l'isolamento causato dal blocco economico statunitense.

📌 h 19.00
aperitivo in solidarietà col popolo cubano (prenotazione via wa: 331 6807371)

📌 h 20.30
testimonianze di Irma Dioli - Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
ed Emanuela Manco - ANPI Monza


DEMOCRAZIA MADE IN USA🇺🇸🤣Ah, la sfavillante democrazia made in USA! La patria della libertà e delle opportunità spalanca...
21/10/2026

DEMOCRAZIA MADE IN USA🇺🇸

🤣Ah, la sfavillante democrazia made in USA! La patria della libertà e delle opportunità spalanca con orgoglio le sue porte a tutti... a meno che tu non sia una leggenda dello sport cubano con l'unica grave colpa di voler ritirare un premio alla carriera. In quel caso, il temibile visto d'ingresso diventa un'arma d'attacco politico più affilata di una schiacciata a rete.

Yoel Despaigne si rammarica di non poter partecipare al suo inserimento nella Volleyball Hall of Fame🥇 a causa del diniego del visto da parte degli USA

Lo stellare pallavolista cubano Yoel Despaigne si è rammaricato questo lunedì per non aver potuto presenziare alla cerimonia di ingresso nella International Volleyball Hall of Fame, a causa del diniego dei visti per viaggiare negli Stati Uniti.

In un'intervista concessa a Prensa Latina in Italia, dove attualmente risiede, l'ex membro della nazionale cubana ha spiegato che l'evento si è tenuto lo scorso 17 ottobre nella città statunitense di Holyoke, Massachusetts, ma che non è potuto essere presente dopo aver ricevuto via e-mail, sia per sé che per la moglie, il rifiuto da parte del Consolato degli Stati Uniti a Roma.

Ciononostante, ha definito un onore e un orgoglio la sua elezione, annunciata a fine maggio insieme a quella di altre otto figure di spicco di questo sport, e ha sottolineato l'importanza del riconoscimento per la pallavolo maschile del suo paese.

«È un onore e un orgoglio per un atleta cubano essere selezionato tra i migliori al mondo», ha affermato Despaigne, ricordando che, dopo anni di sacrifici e competizioni internazionali, ha ottenuto un riconoscimento che lo inserisce nella storia di questa disciplina.

L'atleta, stabilitosi nella città di Chieti, in Abruzzo, ha confessato di essersi sentito «molto triste e deluso» quando ha appreso che non avrebbe potuto partecipare alla cerimonia, poiché ha sperato fino all'ultimo in un esito favorevole della sua richiesta di visto per ritirare personalmente il premio e rappresentare il proprio paese.

«Sono sempre stato tra gli atleti che rappresentavano il proprio paese, la propria bandiera e il proprio sport; e con orgoglio e onore ho sempre fatto il mio lavoro», ha dichiarato.

Secondo quanto spiegato, le comunicazioni ricevute dal consolato statunitense motivavano che né lui né la moglie soddisfacevano i requisiti per ottenere il visto. Ha aggiunto che alla moglie è stata data la possibilità di fare nuovamente domanda, mentre a lui non è stata offerta tale alternativa.

Despaigne ha segnalato che gli organizzatori della Hall of Fame si sono adoperati per aiutarlo, inviando anche una lettera da presentare al consolato, ma ha precisato che il documento non è stato preso in esame durante la pratica.

Ha comunque riconosciuto l'atteggiamento dei responsabili dell'istituzione, che gli hanno offerto la possibilità di ricevere il prossimo anno gli stessi onori previsti per questa edizione.

«Loro non c'entrano nulla, sono questioni che dipendono dal consolato degli Stati Uniti, dalla politica, che non hanno concesso il permesso», ha manifestato.

Riferendosi alle conseguenze di queste restrizioni, l'ex atleta ha difeso la separazione tra sport e divergenze politiche, contestando il fatto che le misure statunitensi contro Cuba possano ostacolare la partecipazione dei suoi atleti a eventi internazionali.

«Non sono mai stato d'accordo con il fatto che lo sport si debba mescolare con la politica. Lo sport è qualcosa di internazionale che serve a far confrontare un atleta con un altro», ha sottolineato.

Allo stesso modo, ha ribadito il suo rifiuto del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, ritenendo che tale politica non debba interferire nello sviluppo sportivo della nazione caraibica.

«Io rappresento Cuba, rappresento la mia famiglia, rappresento l'onore del popolo cubano nello sport», ha affermato, chiedendo la fine di misure che, a suo avviso, danneggiano le opportunità dell'isola.

Despaigne ha considerato che il suo ingresso nella Hall of Fame costituisca anche uno stimolo per le nuove generazioni di pallavolisti cubani, tra i quali, ha assicurato, vi sono atleti con meriti sufficienti per raggiungere tale riconoscimento.

Ha ricordato che durante gli anni '90 è stato tra i principali esponenti della pallavolo del suo paese e ha espresso fiducia nel fatto che altri giocatori, sia della sua generazione che di quelle successive, possano entrare a far parte di questa istituzione.

Ripercorrendo la sua carriera, ha ringraziato per il sostegno la sua famiglia, gli allenatori e i compagni di squadra — tra cui Raúl Diago, Idalberto Valdés, Lázaro Beltrán e Abel Sarmiento —, oltre a Orlando Samuels e Nelson Millán, che hanno contribuito alla sua formazione sportiva.

Ha menzionato tra i suoi punti di riferimento anche figure internazionali come Karch Kiraly e Steve Timmons, la cui carriera è stata per lui fonte di ispirazione.

Ai giovani che aspirano a intraprendere la carriera sportiva, Despaigne ha rivolto un messaggio di perseveranza, dedizione e sacrificio, valori che considera fondamentali per ottenere risultati sia nello sport che nella vita.

«Bisogna sempre credere nelle proprie capacità, anche nei momenti più difficili», ha sostenuto.

Il pallavolista ha attribuito i successi della nazionale cubana di quegli anni all'impegno congiunto di atleti e allenatori, uniti dall'obiettivo di collocare il paese tra i migliori al mondo.

«Abbiamo creduto in Cuba🇨🇺, abbiamo creduto nello sport e abbiamo creduto in tutte le opportunità che ci ha dato il governo cubano», ha concluso.

(Tratto da Prensa Latina)



Fonte: Cubadebate

Traduzione: italiacuba.it

20/10/2026

É vergognoso quello che ha organizzato l' Ambasciata degli Stati Uniti alle Nazioni Unite invitando mercenari e terroristi di origine cubana per parlare di Diritti Umani nell' Isola.

⭐L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA CONDANNA CON FERMEZZA LA NUOVA PROVOCAZIONE ANTI-CUBANA DI WASHINGTON ...
20/10/2026

⭐L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA CONDANNA CON FERMEZZA LA NUOVA PROVOCAZIONE ANTI-CUBANA DI WASHINGTON E DELLA MAFIA REAZIONARIA DI MIAMI

La mascherata goffamente travestita da una veste di legalità che i politici anti-cubani hanno messo in scena oggi negli Stati Uniti contro il Generale d'Esercito Raúl Castro Ruz e contro Cuba, merita la nostra più ferma disapprovazione e condanna.

Un atto che si pone in perfetta continuità dell’aggressivo accanimento di un minuscolo gruppo della società statunitense e risponde alle difficoltà che incontrano nel tentare di giustificare il criminale e decennale blocco contro l’Isola e si configura quale punizione collettiva contro il popolo cubano.

Questa ennesima manovra orchestrata dall’amministrazione statunitense, alla cui guida troviamo lugubri individui delle frange più reazionarie rappresentate da figure come Donald Trump e Marco Rubio, in stretta complicità con l’estrema destra e la mafia cubano-americana di Miami, punta ancora una volta a colpire i massimi dirigenti della Rivoluzione cubana e la dignità del popolo dell'isola.

Riteniamo inaccettabile che nobili Istituzioni Internazionali e spazi multilaterali vengano strumentalizzati per allestire spettacoli propagandistici basati su menzogne, testimonianze prezzolate e mistificazioni.

Nonostante le pressioni statunitensi, solo una dozzina di ambasciatori si è prestata alla farsa contro Cuba. Nel frattempo, oltre 100 persone si sono radunate per ascoltare la voce di Cuba nella denuncia presentata dal suo ambasciatore presso le Nazioni Unite. Tali azioni non riusciranno a calpestare né negare oltre tre decenni di risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nelle quali la quasi totalità della comunità internazionale ha costantemente appoggiato la risoluzione cubana pretendendo la fine immediata di questa aggressione genocida.

L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ribadisce la propria incondizionata solidarietà al popolo cubano e alle sue legittime istituzioni.

Continueremo a denunciare ogni ingerenza e ogni atto di ostilità, faremo sentire forte la voce di chi chiede il rispetto della sovranità di Cuba, la rimozione dell'isola dalla lista arbitraria degli Stati suppostamente sponsor del terrorismo e la fine definitiva del blocco.

Cuba non è sola!
Stop al Blocco Usa contro Cuba.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Che tipo di socialismo vogliamo per Cuba?Autore: Ramón Labañino Salazar*Proiettare il socialismo possibile e auspicabile...
19/10/2026

Che tipo di socialismo vogliamo per Cuba?

Autore: Ramón Labañino Salazar*

Proiettare il socialismo possibile e auspicabile è compito di tutti. Qui, BOHEMIA condivide alcune riflessioni da una prospettiva accademica impegnata.

Nel bel mezzo di questa battaglia di idee in cui siamo tutti impegnati, un collega e amico mi ha sottoposto l'argomento con la più pura onestà rivoluzionaria. E ha ragione. Discutere su quale tipo di socialismo vogliamo e possiamo costruire a Cuba non è un esercizio accademico; è l'unico modo per comprendere veramente i cambiamenti che stiamo vivendo. Raggiungere un consenso su quel modello è ciò che ci orienterà tutti verso il cammino che dobbiamo percorrere.

Secondo il marxismo-leninismo, la società non può essere trasformata senza comprendere le condizioni oggettive e soggettive in cui avviene l'intervento. Applicare questo principio alla Cuba contemporanea può fornire delle risposte. Raggiungere un chiaro consenso sul tipo di Paese che desideriamo è fondamentale, affinché le proposte economiche siano in linea con tale visione.

Marx insisteva sul fatto che il socialismo non è un ideale astratto, ma un movimento reale che nasce dalle contraddizioni del capitalismo e dalle concrete condizioni storiche. A Cuba, questo significa che non basta ripetere le definizioni classiche; è necessario tradurle nella nostra realtà: il blocco, l'invecchiamento della popolazione, le migrazioni, la scarsità di valuta estera, le imprese statali che necessitano di reale autonomia, l'espansione del settore privato, le cooperative e gli investimenti stranieri.

Tuttavia, il consenso non può essere una camicia di forza ideologica. Il marxismo-leninismo non è un catechismo; è una guida per l'azione. Lenin, in "Stato e rivoluzione" e "Il comunismo di sinistra: un disturbo infantile", insisteva sulla necessità di analizzare gli equilibri di potere e di non limitarsi alle formule. Pertanto, il consenso deve essere dinamico, rivedibile e fondato sulla pratica.

Il Partito Comunista deve essere l'avanguardia della classe operaia e deve essere "fuso" con i sindacati. Questo è un principio interamente marxista-leninista. Tuttavia, nella pratica cubana, esiste un'enorme sfida: recuperare e rafforzare il ruolo dei sindacati nella loro capacità di rappresentare realmente gli interessi dei lavoratori. Questa fusione non può essere burocratica, ma organica: il Partito deve ascoltare, non solo dirigere. Se il sindacato non è un vero spazio di partecipazione e di conflitto legittimo, l'avanguardia diventa un apparato e la classe operaia un soggetto passivo. Ciò contraddice l'essenza stessa del socialismo.

In termini marxisti, la dittatura del proletariato è la forma di governo che garantisce la transizione al socialismo e l'eliminazione dello sfruttamento. A Cuba, dopo oltre sessant'anni, il dibattito non verte più sulla sua esistenza o meno, ma piuttosto sul suo esercizio. Si tratta di una dittatura della classe operaia o di una leadership politica che parla a suo nome? Il marxismo esige chiarezza: lo Stato non è neutrale. Se il Partito guida e lo Stato esegue, è fondamentale impedire che i due diventino indistinguibili e garantire che i cittadini non siano esclusi dal processo decisionale.

In economia: pianificazione, mercato, marketing e socialismo
Proporre la coesistenza "in condizioni di parità" di imprese statali, cooperative, private e straniere, con pianificazione, mercato e commercializzazione, si avvicina a quanto proposto da Lenin nella NEP (Nuova Politica Economica) e a ciò che Gramsci definirebbe "egemonia" in ambito economico. Tuttavia, esiste un rischio: la parità di condizioni non può essere meramente formale, poiché il mercato tende a concentrare il potere. Il socialismo non deve rinunciare alla pianificazione strategica o alla proprietà sociale dei mezzi di produzione fondamentali. Il mercato può essere uno strumento, non un fine a sé stesso. La commercializzazione deve essere "adattata alle condizioni di una società socialista". Ciò richiede una rigorosa regolamentazione, trasparenza e controllo popolare.

Salvare l'economia cubana, e con essa il Paese, non è una questione accademica; è una necessità vitale.

Il consenso che raggiungeremo per salvarci non può rimanere confinato alle élite politiche o accademiche. Deve raggiungere i quartieri, i luoghi di lavoro, i giovani, coloro che se ne vanno e coloro che restano. Il socialismo che vogliamo non si costruisce solo con progetti; si costruisce con persone che sentono che questo progetto appartiene a loro.

Dal punto di vista del marxismo-leninismo applicato alla Cuba contemporanea, ritengo che il socialismo di cui abbiamo bisogno non possa essere una copia di modelli esistenti, ma piuttosto una creazione critica e partecipativa tutta nostra. Come disse Marx, "I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; il punto, però, è cambiarlo". Noi auspichiamo una trasformazione: questa è l'essenza che i nostri tempi ci esigono.

Nuove proposte
Di seguito presentiamo una serie di proposte da una prospettiva marxista-leninista, applicabili alla Cuba contemporanea, organizzate in quattro sezioni: consenso teorico, quadro istituzionale e potere popolare, economia politica concreta e condizioni soggettive e culturali . Successivamente, proponiamo alcune idee metodologiche volte a raggiungere il consenso. Ogni proposta si sforza di essere realistica, umana e fondata sulle nostre condizioni oggettive.

I-Proposte sul consenso teorico
Definisci il socialismo cubano come un processo, non come un modello chiuso. Questo modello deve essere flessibile e periodicamente rivedibile (ad esempio, ogni cinque anni), con meccanismi di valutazione popolare. Il marxismo non è un progetto definitivo, ma una bussola. È fondamentale creare spazi permanenti di dibattito teorico nelle università, nei sindacati e nelle comunità, dove si possa discutere del tipo di socialismo che si desidera, senza timore di critiche.

Riscoprire il concetto di "transizione socialista" senza dogmatismo. Cuba è in transizione da oltre sessant'anni. Ammettere apertamente di non aver ancora raggiunto il socialismo completo non è motivo di vergogna, ma piuttosto una realtà storicamente spiegata dalla pressione incessante dell'imperialismo statunitense, nonché da fattori interni che impongono l'autocritica. Questo ci permette di elaborare politiche a lungo termine, con obiettivi intermedi misurabili: riduzione delle disuguaglianze, democratizzazione economica e rafforzamento del potere popolare.

Integriamo la categoria di "stile di vita socialista". Non basta definire l'economia o lo Stato. Dobbiamo discutere di che tipo di vita vogliamo: relazioni quotidiane, tempo libero, salute, istruzione, alloggio, cultura, solidarietà. Il socialismo si plasma in modo decisivo nella vita di tutti i giorni, non solo nel PIL.

II- Proposte sull'istituzionalità e il potere popolare
Bisogna rivitalizzare il sindacato come entità autonoma. I sindacati devono rafforzare la loro reale capacità di contrattazione collettiva, i loro diritti e la loro partecipazione alla gestione aziendale. Il Partito deve ascoltarli, ma non sostituirli. Lenin diceva che i sindacati sono "cinghie di trasmissione"; devono essere anche scuole di leadership per la classe operaia.

Creare meccanismi per la revoca dei funzionari eletti. Se i cittadini ripongono la loro fiducia in qualcuno, devono avere la possibilità di revocarla. I delegati di distretto e i funzionari eletti di alto rango possono essere revocati tramite referendum popolare a metà del loro mandato. Questa è vera democrazia socialista, non solo formale.

Controllo pubblico permanente dello Stato. Creazione di commissioni indipendenti di cittadini per verificare l'utilizzo delle risorse pubbliche, con accesso alle informazioni e potere di segnalare irregolarità. Senza trasparenza non c'è socialismo, solo burocrazia.

III - Proposte sull'economia politica.
Le imprese statali dovrebbero essere autogestite dai lavoratori. Non dovrebbero dipendere esclusivamente dal ministero; dovrebbero avere consigli dei lavoratori con potere decisionale in materia di produzione, investimenti e distribuzione del surplus. Questo avvicina l'economia alla vera classe lavoratrice.

Istituire una tassazione progressiva e un reddito di base socialista al fine di impedire che il mercato generi disuguaglianze estreme:

Istituire una tassa progressiva sui redditi elevati e sul patrimonio.

Un reddito di base universale che garantisca cibo, salute e istruzione.

Le cooperative come spina dorsale del socialismo. Dare priorità alle cooperative in agricoltura, trasporti, edilizia e servizi. Garantire loro pari accesso al credito, alla tecnologia e ai mercati. Il cooperativismo è una forma di proprietà socialista, non una soluzione tampone.

Gli investimenti esteri devono essere regolati da norme chiare e apportare benefici sociali. Gli investimenti esteri dovrebbero essere benvenuti se:

Tecnologia di trasferimento.

Genera un'occupazione dignitosa.

Rispetta i diritti dei lavoratori.

Contribuisce allo sviluppo locale.

Non estrae risorse strategiche senza compensazione.

Il marketing è socialista, non capitalista. Un marketing con un focus sociale: informazione veritiera, promozione del consumo responsabile, priorità ai bisogni sociali rispetto al profitto. La pubblicità non dovrebbe creare bisogni artificiali né promuovere la disuguaglianza.

L'educazione politica ed economica per tutti è fondamentale. Senza una solida base di conoscenze economiche e politiche, la democrazia socialista è vulnerabile. Corsi di base di marxismo, economia politica, principi economici e partecipazione civica, adattati a ogni livello, dovrebbero essere inclusi nei programmi scolastici, universitari e professionali.

IV - Proposte sulle condizioni soggettive e culturali.
Combattere la burocrazia come nemico interno. La burocrazia non è un caso fortuito; è una tendenza intrinseca a ogni Stato. Si propone quanto segue:

Rotazione delle mansioni.

Valutazione basata sui risultati.

Riduzione delle procedure.

Sanzioni efficaci contro la corruzione.

Partecipazione popolare al processo di controllo.

D'altro canto, occorre prestare attenzione alle disuguaglianze razziali, generazionali, territoriali e di genere. Il socialismo cubano non può ignorare il fatto che alcuni cubani abbiano più opportunità di altri. Pertanto, è necessario creare politiche di azione affermativa per:

Giovani (occupazione, alloggio, partecipazione politica).

Afrodiscendenti (accesso a posizioni lavorative, istruzione, cultura).

Donne (assistenza, lavoro, leadership).

Aree orientali e rurali (investimenti, servizi).

Dobbiamo inoltre promuovere il dialogo con la diaspora. Dobbiamo riconoscere la diaspora come parte integrante della nazione cubana, con diritti economici, culturali e politici, seppur limitati, ma reali. Dobbiamo incoraggiare gli investimenti, il trasferimento di conoscenze e la partecipazione ai dibattiti.

Creare spazi per una partecipazione giovanile autentica. I giovani sono il futuro e il presente. Propongo:

Consigli giovanili con potere decisionale a livello comunale.

Finanziamenti per progetti comunitari guidati dai giovani.

Rappresentanza proporzionale negli organi di governo.

V - Proposte metodologiche in cerca di consenso.
Assemblee di consenso popolare. Prima di approvare qualsiasi riforma economica o politica, si dovrebbero tenere assemblee aperte nei quartieri, nei luoghi di lavoro e nelle comunità, utilizzando metodologie partecipative. Non per convalidare decisioni già prese, ma per prendere decisioni.

Sarebbe opportuno creare un Osservatorio Cittadino del Socialismo. Uno spazio indipendente (né sovversivo né di opposizione mercenaria) per monitorare gli indicatori del socialismo: uguaglianza, partecipazione, benessere, libertà e solidarietà. Questo osservatorio dovrebbe pubblicare relazioni annuali e contribuire al dibattito.

Definire gli indicatori di successo del socialismo. Non solo il PIL o la produzione. Ad esempio:

Riduzione della disuguaglianza (Gini).

Partecipazione popolare ai processi decisionali.

Accesso alla sanità, all'istruzione e all'alloggio.

Soddisfazione dei bisogni primari.

Libertà di espressione e di associazione.

Solidarietà internazionale.

Difesa del nostro socialismo.

Considerazioni finali
Queste proposte non sono ricette. Sono inviti al dibattito; devo dirlo chiaramente: senza una reale partecipazione del popolo, senza critica, senza autocritica, senza democrazia socialista, il socialismo si svuota di significato. E svuotarlo di significato significherebbe tradire coloro che lo hanno sognato e coloro che sono morti per esso.

Come direbbe Che Guevara, "Il socialismo non è una società di uomini perfetti, ma una società che lotta per eliminare lo sfruttamento e la disuguaglianza". Questa lotta rimane il nostro compito. E questo compito inizia con un chiaro consenso, proposte concrete e, soprattutto, un popolo organizzato e consapevole.

Nessuno detiene la verità assoluta. È nostro dovere lottare per il socialismo che desideriamo e nel modo in cui lo desideriamo. Raggiungere il consenso che ci condurrà a un futuro migliore per tutti è una priorità. Ma questo è il compito di tutto il nostro popolo unito sotto un'unica bandiera: il Socialismo.

* Ramón Labañino, vicepresidente dell'Associazione Nazionale degli Economisti e Contabili di Cuba (ANEC), Eroe della Repubblica di Cuba è uno dei rivoluzionari cubani conosciuti come i Cinque Cubani



Fonte: https://bohemia.cu/que-socialismo-queremos-para-cuba/

Traduzione: italiacuba.it

E CI RISIAMO.PER NASCONDERE I FALLIMENTI DEI PROPRI GOVERNI E LE VERGOGNOSE AZIONI CONTRO CUBA, NARCO RUBIO Y MILEI SI F...
19/10/2026

E CI RISIAMO.

PER NASCONDERE I FALLIMENTI DEI PROPRI GOVERNI E LE VERGOGNOSE AZIONI CONTRO CUBA, NARCO RUBIO Y MILEI SI FANNO PORTAVOCE DELLA NUOVA CAMPAGNA ANTI COMUNISTA E QUESTA VOLTA LA ORGANIZZANO IN GERMANIA

Washington prepara un nuovo vertice contro i movimenti e i partiti di sinistra

Gli Stati Uniti stanno preparando un nuovo vertice per discutere su come perseguire i movimenti di sinistra che definiscono "terroristi". L'incontro è previsto per il prossimo mese in Germania, hanno confermato i portavoce del Dipartimento di Stato presieduti da Marco Rubio, in risposta a una richiesta fatta da Página/12.

Nella sua prima edizione a Washington, Javier Milei aveva inviato due alti funzionari: il suo ministro degli esteri, Pablo Quirno, e il numero due del Segretariato di Intelligence di Stato (SIDE), José Lago Rodríguez.

Il 16 luglio, Marco Rubio ha guidato la conferenza sulla rinascita del terrorismo politico a cui hanno partecipato inviati di oltre 60 paesi. Il Dipartimento di Stato ha descritto l'incontro come la formazione di una "coalizione" contro la sinistra. All'apertura dell'evento, il capo del Dipartimento di Stato ha paragonato la sua crociata al coordinamento che funzionava negli anni '70 e ha dato Montoneros e Tupamaros come esempi di organizzazioni. La base del successo di questa nuova impresa, ha detto Rubio, sarebbe stata una vecchia ricetta: il lavoro congiunto delle forze di sicurezza e lo scambio di informazioni. In altre parole, ciò che già esisteva in Piano Condor.

L'Argentina, tramite gli emissari di Milei, ha avuto un ruolo importante nell'incontro di luglio. Secondo i rapporti, Quirno era uno dei relatori. Tuttavia, il ministro degli esteri non ha reso pubblico il suo discorso, nonostante la richiesta esplicita del deputato nazionale Agustín Rossi, sostenendo che fosse protetto dal segreto. Rossi ha scoperto che non tutti i paesi seguono questa logica. La ministra degli Esteri georgiana Maka Botchorishvili ha pubblicato il suo discorso in cui ha ringraziato Marco Rubio per aver messo la questione del terrorismo in cima all'agenda.

Il SIDE ha risposto al Fronte di Sinistra e ai suoi Lavoratori (FIT), che ha come riferimento Myriam Bregman, che tutte le informazioni relative al vertice erano coperte dalla classificazione di sicurezza e che, se tali informazioni fossero state diffuse, il Sistema Nazionale di Intelligence (SIN) poteva essere compromesso. Secondo Cristian Auguadra, l'unica informazione pubblica era quella diffusa dallo stesso Dipartimento di Stato.

La scorsa settimana è emerso che il governo tedesco aveva risposto a una richiesta di rapporti fatta da Die Linke (La Sinistra) sul coordinamento antiterrorismo con gli Stati Uniti. Lì, le autorità hanno detto che stavano lavorando a un incontro che si terrà in autunno – cioè prima del 21 dicembre – in Germania.

Página/12 inviò una richiesta al Dipartimento di Stato. I portavoce di quell'organizzazione hanno spiegato che il vertice si terrà a novembre e che sarà co-organizzato da Stati Uniti e Germania. Non hanno specificato quale sarà la data, anche se probabilmente sarà dopo il 3 novembre, quando si terranno le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che saranno un test decisivo per Donald Trump.

Milei ha trascorso gli ultimi giorni negli Stati Uniti. Giovedì, mentre le forze di sicurezza reprimevano la marcia che chiedeva al governo di rispettare la Legge sul Finanziamento dell'Istruzione Universitaria (LFEU), Milei ha guidato un evento presso l'ambasciata argentina a Washington in cui ha parlato di un'"alleanza tra la sinistra radicale e il terrorismo islamista."

Il giorno seguente, nei tribunali di Comodoro Py, sono comparse circa quindici denunce dal Dipartimento di Investigazioni Antiterrorismo della Polizia Federale Argentina (PFA). In tribunale hanno spiegato che queste erano presentazioni solitamente fatte sulla base di sondaggi condotti dal Federal Bureau of Investigation (FBI) sui social network. Secondo fonti giudiziarie, non sarebbero collegati alle attività di pattugliamento cibernetico per la marcia.

L'FBI ha stretti legami con il governo. La versione ufficiale è che il Centro Nazionale Antiterrorismo (CNA) è stato creato in coordinamento con quell'agenzia statunitense ed è il primo del suo genere nella regione. Il 7 ottobre, l'FBI ha condiviso sui social network che c'era una delegazione argentina per condurre uno scambio strategico sul contrasto al terrorismo. Una precedente pubblicazione dell'FBI a Miami specificava che la delegazione era composta da dieci funzionari del Ministero della Sicurezza, del SIDE, del Ministero della Giustizia e dell'Ufficio del Pubblico Ministero (MPF).

Venerdì, l'Ufficio del Presidente ha riferito di una comunicazione telefonica tra Rubio e Milei in cui avrebbero discusso, tra le altre questioni, di "promuovere la sicurezza condivisa in tutto l'emisfero." Dopo la conversazione, è stato appreso che due inviati del Dipartimento di Stato saranno a Buenos Aires tra il 19 e il 26 ottobre: Christopher Landau, il secondo di Rubio, e Juan Pablo Segura, sottosegretario per gli Affari dell'Emisfero Occidentale.

Di tanto in tanto, Milei riporta in vita l'agenda antiterrorismo. Settimane fa, ha dichiarato in un'intervista di aver espulso 30.000 terroristi dal paese. La dichiarazione non è supportata da alcun dato disponibile. È possibile che il Presidente abbia associato – come spesso fa Trump stesso per giustificare deportazioni di massa – persone che migrano a crimini gravi come atti terroristici.

Alla fine di agosto, quando i capi della SIDE dovettero comparire davanti alla Commissione Bicamerale per la Supervisione delle Agenzie e delle Attività di Intelligence (CBI), Lago Rodríguez ammise di non avere un'ipotesi sull'estremismo di sinistra – come quella promossa da Rubio negli Stati Uniti e sollevata di tanto in tanto da Milei nelle sue dichiarazioni pubbliche.

Un sondaggio consultato da questo giornale ha mostrato che il Segretariato per l'Analisi Completa del Terrorismo Internazionale (SAIT), che dipende dall'Ufficio del Procuratore Generale, ha sostenuto che ci sono 92 casi aperti per tipi di criminalità compatibili con questi casi. Ci sono procuratori, come Carlos Stornelli, che non nascondono la loro allineanza con la predicazione ufficiale e usano alcuni di questi tipi criminali contro chi va a protestare contro il governo, come è accaduto per chi è stato arrestato per aver manifestato contro la Legge sulle Basi o contro la riforma del lavoro.

Il Governo introdusse un capitolo legato al terrorismo nel progetto "Difesa della Sovranità Nazionale", che utilizzò la causa delle Malvinine come cavallo di per promuovere una riforma completa del sistema di intelligence, difesa e sicurezza interna. Se approvato, il Registro Pubblico delle Persone e Entità legate ad atti di terrorismo e al loro finanziamento (RePET), che opera dal governo di Mauricio Macri, sarà creato per legge.

Perché una persona o entità diventi membro del RePET, non è necessaria una condanna penale; "Sospetto ragionevole" è sufficiente. In questo modo, coloro che sono accusati dall'Esecutivo di essere legati al terrorismo possono essere colpiti in modi diversi: i loro beni vengono congelati, gli è vietato stipulare contratti con lo Stato o ricevere sussidi. In un documento distribuito questa settimana, il Center for Legal and Social Studies (CELS) ha avvertito che si tratta di una forma di "punizione amministrativa".

Un anno fa, il governo ha incluso la comunità Lof Lafken Winkul Mapu nel RePET. Le donne hanno subito molteplici affettazioni: i loro portafogli virtuali sono stati congelati, le Universal Child Allowances (AUH) sono state annullate e le pensioni per invalidità sono state eliminate. Mesi fa, i relatori delle Nazioni Unite hanno avvertito del modo arbitrario in cui viene gestito il RePET. Niente di tutto ciò sembra essere stato corretto con il progetto ufficiale. Il cambiamento principale è che dipenderà direttamente dall'Unità di Informazione Finanziaria (UIF), che è quella che ha contatti diretti con il Financial Action Task Force (FATF), che storicamente ha chiesto l'adozione della legislazione antiterrorismo che ora si adatta così bene all'amministrazione di La Libertad Avanza (LLA).

Fonte: (Tratto da pagina 12)



Traduzione: Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Indirizzo

Via Pietro Borsieri, 4
Milan
20159

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 18:30
Martedì 14:30 - 18:30
Mercoledì 14:30 - 18:30
Giovedì 14:30 - 18:30
Venerdì 14:30 - 18:30

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