10/10/2025
In un articolo su "La Notizia", Andrea Sparaciari oggi racconta che da un accesso agli atti per avere il famoso documento UEFA in cui veniva definito privo dei requisiti per ospitare le partite degli Europei 2032, questo documento non esiste.
“Si precisa che il Comune di Milano non dispone ad oggi di alcun parere da parte dell’associazione calcistica Uefa relativamente all’idoneità tecnica dello stadio G. Meazza. Cordiali saluti. Il Responsabile del Procedimento, Simona Collarini”.
Cade quindi un altro pezzo delle argomentazioni usate per la svendita dello Stadio e dei 280 mq di aree pubbliche sulle quali sorgeranno 43mila mq di uffici, 20mila mq di hotel (con 350 camere a quattro stelle), 15mila mq di parcheggi, nonché negozi, ristoranti e il museo di e .
Questa notizia si aggiunge a quella che il TAR aveva già bocciato prima del voto in Consiglio Comunale la delibera di San Donato per un eventuale nuovo stadio nella cittadina alle porte di Milano (principale argomento di chi aveva votato sì: le squadre andranno altrove).
La cosa più grave, però, come emerge sempre da un accesso agli atti, è che dal 19 novembre 2024 a Palazzo Marino i vertici del Comune si incontravano ogni giovedì alle 17:00 con i vertici di Milan e Inter per "gestire la questione San Siro".
Dalle carte risulta che i club hanno dettato la linea alla politica, stabilendo passaggi, tempistiche e mosse. E che l'amministrazione si è sempre adeguata. Addirittura nell’incontro del 13 febbraio 2025, i club comunicano ai dirigenti comunali quale dovrà essere il calendario dell’intero iter amministrativo (in teoria di totale pertinenza dell’amministrazione).
L'acquirente, insomma, ha partecipato alle azioni amministrative del venditore sulla messa a bando di aree pubbliche.
In tutto ciò, nessuno parla più del parere del Comitato che segnalava la totale assenza di trasparenza di tutta l'operazione, perché tanto "si sono approvate le white list" (facilmente aggirabili, come rivelano centinaia di inchieste).
Povera la nostra città, in piena che nessuno vuole affrontare.