14/02/2026
🔵 Una “responsabilità” pubblica mancata
L'uso del messaggio “gioca responsabilmente” nelle campagne di prevenzione del gioco d’azzardo rappresenta un problema che non può essere liquidato come una scelta comunicativa infelice.
Le neuroscienze cognitive, la psicologia comportamentale e la sanità pubblica hanno chiarito che i comportamenti a rischio non sono governati dalla razionalità, né possono essere modificati con richiami alla volontà individuale. Fondare le politiche di prevenzione su un messaggio che presuppone un soggetto pienamente razionale, nel momento dell’azione, significa ignorare un corpus scientifico consolidato.
Quando un’istituzione pubblica diffonde un messaggio inefficace, produce effetti potenzialmente dannosi.
Nel caso di “gioca responsabilmente”, da un lato, una prevenzione formale, incapace di incidere sui comportamenti; dall’altro, una narrazione che attribuisce al giocatore una carenza morale o caratteriale.
Le Autorità pubbliche non operano in un vuoto conoscitivo: evidenze empiriche mostrano che messaggi razionali, decontestualizzati e non emotivamente salienti aumentano stigma, colpevolizzazione e ritiro dalla richiesta di aiuto. Continuare a utilizzarli rivela l’assenza di un reale dialogo con la ricerca scientifica.
🔵 Lo Stato, così, assolve se stesso.
Affermare che il problema risieda nella “mancanza di responsabilità” del giocatore consente di evitare una domanda più scomoda: se i sistemi di gioco siano progettati in modo compatibile con i limiti cognitivi ed emotivi dell’essere umano. Il messaggio “gioca responsabilmente” diventa quindi funzionale a una deresponsabilizzazione istituzionale, che scarica sul cittadino un rischio prodotto da scelte regolatorie e di design.
Il problema non è comunicativo, ma culturale e tecnico. Riguarda la capacità dello Stato di aggiornare i propri strumenti alla realtà del comportamento umano.
🔵 Perché il messaggio “gioca responsabilmente” è inefficace
La premessa che il comportamento problematico sia principalmente un problema di volontà individuale è infondata secondo la ricerca neuroscientifica e comportamentale.
Le risposte emotive e automatiche precedono spesso il ragionamento cosciente. In attività emozionalmente cariche come il gioco d’azzardo, i sistemi neurali della motivazione e della ricompensa si attivano prima del controllo deliberativo. Messaggi basati sulla sola ragione faticano quindi a incidere sul comportamento reale.
Revisioni sistematiche mostrano inoltre che i messaggi di responsabilità possono aumentare la consapevolezza dei rischi, ma non modificano quantità e intensità del gioco, né favoriscono la richiesta di aiuto.
Infine, il focus sulla responsabilità personale alimenta una narrazione individualizzante: “Se giochi troppo, è perché non sei abbastanza responsabile”. Questo sposta la colpa sul singolo e genera stigma, colpevolizzazione ed evitamento del problema.
Roberto Pozzoli, presidente "Vinciamo il gioco"
Fonti: Springer Nature - ScienceDirect