Razzismo Brutta Storia

Razzismo Brutta Storia Per una società libera dal razzismo, perché la cultura sia strumento per evolvere, perché tutti abbiano accesso ai diritti di cittadinanza
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L’associazione condanna ogni forma di discriminazione e di razzismo. Il nostro obiettivo è di attivare la società italiana, oggi chiaramente multietnica, sui diritti di cittadinanza, le discriminazione, la lotta contro la marginalità: e facciamo questo attraverso iniziative culturali (pubblicazioni, festival, eventi culturali, ecc.) e con
Il dialogo, la partecipazione e l'informazione.

Sabato si è svolto l’ultimo workshop organizzato da Il Razzismo è una br**ta storia all’interno del corso “Formatori e f...
12/06/2026

Sabato si è svolto l’ultimo workshop organizzato da Il Razzismo è una br**ta storia all’interno del corso “Formatori e formatrici dell’inclusione”, curato da Università degli Studi di Milano Unimi - La Statale, Human Hall e promosso dall’ (UNAR).

Desideriamo ringraziare la psicoterapeuta Ronke Rocks Everywhere e lo psicoterapeuta Murphy Tomadin per il loro intervento, che ha permesso di esplorare il tema delle emozioni in connessione al razzismo. Attraverso un’analisi di come funziona il nostro cervello, abbiamo approfondito che cosa innesca la paura, il senso di vergogna e il bisogno di sicurezza, e come lo stress e il trauma abbiano a che fare con i propri valori e il bisogno di rispettarli.

È stato un importante percorso formativo che ha visto partecipare 100 professionisti alle lezioni e ai workshop, online e in presenza presso la Feltrinelli Librerie di Piazza Piemonte a Milano, grazie a questa opportunità costruita da Unimi e UNAR.

Desideriamo ringraziare anche tutte le altre formatrici e gli altri formatori delle scorse settimane, oltre a tutti i partecipanti e le partecipanti al corso che si sono messi in gioco con passione e impegno. Mentre tutto intorno è strumentalizzazione di questi temi, continuiamo a costruire una comunità professionale capace di trasformare l’antirazzismo in pratica quotidiana.

Ci vediamo il 18 Giugno con l’ultimo incontro per salutarci!

Sfoglia il post per vedere alcuni momenti del workshop.

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Sabato si è svolto l’ultimo workshop organizzato da Il Razzismo è una br**ta storia all’interno del corso “Formatori e f...
12/06/2026

Sabato si è svolto l’ultimo workshop organizzato da Il Razzismo è una br**ta storia all’interno del corso “Formatori e formatrici dell’inclusione”, curato da Università degli Studi di Milano Unimi - La Statale, Human Hall e promosso dall’ (UNAR).

Desideriamo ringraziare la psicoterapeuta Ronke Oluwadare e lo psicoterapeuta Murphy Tomadin per il loro intervento, che ha permesso di esplorare il tema delle emozioni in connessione al razzismo. Attraverso un’analisi di come funziona il nostro cervello, abbiamo approfondito che cosa innesca la paura, il senso di vergogna e il bisogno di sicurezza, e come lo stress e il trauma abbiano a che fare con i propri valori e il bisogno di rispettarli.

È stato un importante percorso formativo che ha visto partecipare 100 professionisti alle lezioni e ai workshop, online e in presenza presso la Feltrinelli Librerie di Piazza Piemonte a Milano, grazie a questa opportunità costruita da Unimi e UNAR.

Desideriamo ringraziare anche tutte le altre formatrici e gli altri formatori delle scorse settimane, oltre a tutti i partecipanti e le partecipanti al corso che si sono messi in gioco con passione e impegno. Mentre tutto intorno è strumentalizzazione di questi temi, continuiamo a costruire una comunità professionale capace di trasformare l’antirazzismo in pratica quotidiana.

Ci vediamo il 18 Giugno con l’ultimo incontro per salutarci!

Sfoglia il post per vedere alcuni momenti del workshop.

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"Mi rifiuto di ricordarlo solo come un’altra vittima di razzismo.Bakary era una persona importante. Talmente importante ...
16/05/2026

"Mi rifiuto di ricordarlo solo come un’altra vittima di razzismo.
Bakary era una persona importante. Talmente importante per l'identità di quei ragazzini, che l'hanno dovuto uccidere." Djarah Kan

Sì è parlato di Bakary Sako come di una persona “fragile perché di colore”. E capisco che la procuratrice di Taranto a capo delle indagini stia cercando di fare del suo meglio per rendere chiaro all’intero Paese che il suo 0*mic*dio non è una tragica casualità ma la prevedibile conseguenza di un razzismo strutturato e permanente.

Tuttavia io non ci sto a leggermi e raccontarmi come una vittima solo perché sono nera. Questa etichetta non mi consola. Non cosola nessuno. Anche perchè sono le persone razziste a porci sempre al centro delle loro più oscure fantasie.

È possibile parlare di questa storia senza ridurci al solito tropo narrativo dei 'poveri neri vittime di violenza' ?
Perché questa narrazione produce un'empatia facile, ma di pessima qualità. Un'empatia che galleggia in superficie, dove è comodo provare pena per gli immigrati senza scavare nel vero problema. Se continuiamo a raccontare solo 'guardate quanto soffrono i neri', non stiamo svelando il meccanismo reale. Non stiamo mostrando che il problema è la fragilità delle persone bianche razziste, la loro dipendenza dall'odio, il fatto che hanno bisogno di noi per esistere. Non possiamo parlare della fragilità degli immigrati, senza parlare della fragilità delle persone bianche.

Non è il colore della nostra pelle a renderci vulnerabili. Ma è la vulnerabilità delle persone bianche e razziste a rendere la nostra vita un inferno.
Si. Le persone bianche e rax*iste sono anch’esse vulnerabili. Sono facilmente manipolabili. Se si vuole continuare a contestare il razzismo, bisogna contestare le basi sulle quali si regge la propria bianchezza.
Perchè la bianchezza è un’identità parassitaria a parte. Che spinge le persone lungo i limiti della propria umanità.
Le persone bianche che praticano attivamente la loro bianchezza, stanno a pezzi. Credono a qualsiasi bufala confermi i loro pregiudizi. Non hanno strumenti critici per distinguere il vero dal falso. Sono preda perfetta della propaganda neo-fa*sta. Carne da macello per le élite. Voti. E nulla di più.

Non sanno di essere soldati dormienti pronti a fare il lavoro sporco di chi non andrà mai in galera per aver intossicato l’opinione pubblica con l’idea che essere neri e immigrati significhi essere bestie, risorse boldriniane, criminali, o colonizzatori pronti a sradicare questo paese dalle sue fondamenta.

Parliamo della “vulnerabilità degli immigrati” fino alla fine dei nostri giorni. Ma non dimentichiamoci di parlare anche della vulnerabilità che ha spinto degli adolescenti ad uccidere un uomo. Perchè in quella vulnerabilità si insinua la mentalità mafiosa e fas*ista.
Parliamo. Ma non solo di “mostri da buttare in galera” contro “poveri braccianti uccisi”.

Chi è davvero vulnerabile in questa storia? Chi si sente davvero impotente, senza strumenti per cambiare la propria vita?
Noi, che ogni giorno cerchiamo semplicemente di vivere in pace? O loro, talmente schiacciati dalla propria insignificanza da doversi macchiare di un omicidio pur di sentirsi protagonisti di qualcosa, pur di dare un senso a un'esistenza altrimenti vuota?

Il Paese si autoassolve riconoscendoci lo status di 'vittime' e 'soggetti vulnerabili'. Ma non c'è nulla di più vulnerabile di un'economia che crollerebbe senza il supporto e le giustificazioni morali del razzismo. Interi settori (agricoltura, edilizia, cura, logistica, ristorazione) si reggono sul lavoro sottopagato degli immigrati. Il differenziale di diritti crea una forza lavoro più ricattabile, meno tutelata, più sfruttabile. Senza permesso di soggiorno stabile c’è la costante impossibilità di rivendicare pienamente i propri diritti. C’è chi urla remigrazione e riconquista, mentre guadagna milioni di euro col lavoro degli immigrati.

Un sistema economico che ha bisogno di massacrare gli immigrati, è un sistema economico vulnerabile. Se domani gli immigrati avessero improvvisamente gli stessi diritti civili e sociali degli italiani, molti imprenditori si ritroverebbero in crisi dal momento che loro estrema ricchezza può esistere solo dentro un Paese in cui è culturalmente e politicamente accettabile pagare gli stranieri una miseria, farli lavorare senza tutele, trattarli come merce.

Le persone bianche e ra*xiste hanno bisogno di noi per ricordarsi chi sono. Per avere uno scopo. Per provare qualunque cosa le allontani dallo stato depressivo in cui versano quotidianamente.

Il fas*s/mo storico si è sempre nutrito di masse disorientate, impoverite, private di futuro a cui si offre un nemico come soluzione.

L’Italia è un Paese depresso.
L’odio produce dopamina.
Ti fa sentire vivo. Ti dà adrenalina. Ti strappa per un momento da quell'apatia che ti sta soffocando.
Una società depressa e impoverita spalancherà sempre le sue porte al razzismo.

I ragazzini che hanno uc*iso Bakary Sako, nonostante si percepissero onnipotenti, erano e sono persone vulnerabili. E francamente, sono dispiaciuta per queste vite sprecate. A quell’età avrebbero dovuto sognare di essere tutt’altro e invece sono diventati puerili a**assini. Il braccio armato di una parte di questo Paese che vuole italiani sempre più violenti e intolleranti.
Quei bimbi sperduti senza nulla di reale per il quale combattere o gioire, sono parte integrante di questa tragedia. Pur di sentirsi vive, hanno dovuto rubare la vitalità di un uomo dignitoso, giovane e forte.
Quell’attimo tremendo in cui, insieme, si appropriavano in gruppo di Bakary e del suo futuro, ha rappresentato forse il momento più soddisfacente delle loro esistenze dissestate. E anche su questo, abbiamo tutti l’obbligo si soffermarci.

È terribile pensare che alcune persone percepiscano la propria esistenza solo attraverso l'annientamento di quella altrui.

Bakary Sako non era solo una persona "vulnerabile".

Era un uomo adulto, cosciente, con una famiglia sulle spalle. Era un operaio. Capacissimo di difendersi. Ma non contro un branco di ragazzini vuoti di senso. Né contro il loro c*lt*llo. Né contro la vigliaccheria del barista che l'ha cacciato, mentre lui chiedeva aiuto.

Mi rifiuto di ricordarlo solo come un’altra vittima di razzismo.
Bakary era una persona importante. Talmente importante per l'identità di quei ragazzini, che l'hanno dovuto uccidere.

E io voglio ricordarlo così. Ne ho bisogno.

Mentre in Italia assistiamo al dilagare di un razzismo che uccide, com’è appena successo a Taranto al trentenne Sako Bak...
14/05/2026

Mentre in Italia assistiamo al dilagare di un razzismo che uccide, com’è appena successo a Taranto al trentenne Sako Bakari, accerchiato e accoltellato da adolescenti, e a casi di profilazione razziale sempre più violenta, com’è successo a Milano il 9 Maggio a Diala Kante, inizia oggi il Salone del libro di Torino 2026, uno spazio in cui è possibile trovare tra i vari appuntamenti anche voci che invitano a riflettere sul razzismo come sistema e su come si possa decostruirlo grazie alla cultura.

Vi presentiamo qui una serie di appuntamenti rilevanti.

Selezione completa sul sito razzismobr**tastoria.net

Dalla prima missione della Flotilla a oggi: letture per riflettere e costruire giustiziaUn passaggio del libro di Adolfo...
08/05/2026

Dalla prima missione della Flotilla a oggi: letture per riflettere e costruire giustizia

Un passaggio del libro di Adolfo Ceretti e Roberto Cornelli ( 2026) racconta la Global Sumud Flotilla come gesto di resistenza civile e umanitaria, capace di interrompere la passività e creare uno spazio umano dentro la violenza.
Leggere oggi queste parole significa anche interrogarsi sul presente, su Gaza, sul ruolo dello sguardo e della responsabilità collettiva.

“Patria significa libertà e giustizia peri Popoli del Mondo (…) Per questo combatto gli oppressori” Giorgio Marincola, p...
24/04/2026

“Patria significa libertà e giustizia peri Popoli del Mondo (…) Per questo combatto gli oppressori”
Giorgio Marincola, partigiano (1923-1945)

Il 25 aprile si festeggia l’anniversario della liberazione dall’occupazione nazista e fascista, e con essa le lotte delle partigiane e dei partigiani che si sono battuti per opporsi a quei regimi.

Qui trovate consigli di letture con punti di vista poco studiati che mostrano in che modo colonialismo, razzismo, antisemitismo e omofobia siano stati costitutivi nella nascita del fascismo.

Mentre a Milano si cosente che l'estrema destra nostrana ed europea si raduni per discutere di “Remigrazione”, la città ...
17/04/2026

Mentre a Milano si cosente che l'estrema destra nostrana ed europea si raduni per discutere di “Remigrazione”, la città non resta in silenzio e risponde.

“Milano è migrante” non è solo uno slogan, ma una realtà fatta di persone e storie che meritano di essere sentite e di diritti che non possono essere cancellati.

Questo Sabato 18 Aprile la città di Milano si riempie delle voci di chi rifiuta di dare agibilità a chi vuole escludere e respingere con molti appuntamenti tra cui segnaliamo:

- ore 10 Arco della Pace “L’Italia che vuole essere raccontata”
- Ore 14 Piazza Lima “Milano è migrante”

Vi invitiamo a partecipare numerosi.
Milano non resta in silenzio. Milano si muove.
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Sabato 21 marzo, Aiutaci ad aiutare con Adjebadia Bologna ha presentato la prima Sartoria Sociale Afrodiscendente a Bolo...
08/04/2026

Sabato 21 marzo, Aiutaci ad aiutare con Adjebadia Bologna ha presentato la prima Sartoria Sociale Afrodiscendente a Bologna.

La giornata è iniziata con un pranzo dai sapori del Senegal, seguita da un workshop di cucito collettivo in cui sono state create tote bag in wax, e dalla presentazione del progetto e delle attività di ABAD insieme al panel su moda e impatto sociale con CHARITY D**O di Double Trouble Bologna e Yakub Dawda (progetto Abibatu). Si è creato uno spazio di incontro, condivisione e creazione collettiva, in cui moda, cultura e pratiche sociali si sono intrecciate!

La serata è proseguita con un aperitivo e DJset di alemale !!

Sabato 21 marzo eravamo alla Casa del Cinema con il Festival Anteprima Pluralitalia.Una maratona di cortometraggi con la...
07/04/2026

Sabato 21 marzo eravamo alla Casa del Cinema con il Festival Anteprima Pluralitalia.

Una maratona di cortometraggi con la proiezione di film d’archivio, sperimentali e d’animazione alla presenza dei registi, a cura di Disarchivio Italianə senza cittadinanza e ARS MUNDI
Proseguendo con un talk “Quale festival per quale Italia?” con Ahmed Ben Nessib Mounir Derbal Robotina Juan Pablo Elcheverry, Christofer Antonio dos Reis Miranda Lopes, Hleb Papou, Justin Randolph Thompson, Valeria Weerasinghe, e hanno moderato Leonardo De Franceschi e Serena Osma

Domenica 22 marzo abbiamo continuato al Polo Civico Esquilino con lo spettacolo musicale “Soul Train” SOUL TRAIN, drammaturgia e mise en espace di Alessandra Arcangeli, nota musicalmente anche come Hallyx - Alessandra Arcangeli in scena insieme a e Yonas Aregay. Tra jazz, equivoci e realtà, Soul train ci ha parlato di questo paese e delle sue generazioni.

A chiudere idealmente la rassegna antirazzista 2026 è stata la Music Live performance di ғaιaн, figura poliedrica italiana di origini egiziane, attiva come medico, rapper, cantautrice e content creator.

“We must never forget that art is not a form of propaganda; it is a form of truth”

📸foto: Serena Osma e

Indirizzo

Viale Pasubio, 4 Milano
Milan
20154

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