26/05/2026
Archivissima 2026 - Vincenzo Pezzella Dedalus.
Le "PoesieDiTransito" e il Grande Vetro.
Omaggio libera citazione del Grande Vetro di Marcel Duchamp.
5 giugno alle ore 18:30
ARCHIVIO DEDALUS: Via Pietro Custodi 18 Milano 20136
𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐚𝐯𝐫𝐚̀ 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟗:𝟑𝟎
La creatività è un processo di formazione e la formazione è un processo creativo
Nell’ambito della giornata dedicata ad Archivissima del 2026, l’Archivio Dedalus esporrà opere e attiverà una performance in omaggio al “Grande Vetro” dell’artista franco-americano Marcel Duchamp.
L’Archivio Dedalus, con la sua storia formativa pluridecennale, può mostrare, nell’omaggio al “Grande Vetro” proposto dall’artista Vincenzo Pezzella Dedalus, la lettura di un processo vivo attivatosi nella pratica di formazione (allievo-maestro) dell’esperienza creativa dal forte valore simbolico e intellettuale.
L’artista ha accolto nelle proprie opere (PoesieDiTransito) elementi del processo creativo simili e comparabili a quelli applicati da Marcel Duchamp nell’opera La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. L’omaggio ha un significato speciale nel momento presente, in cui la figura di Duchamp viene ampiamente celebrata in una grande mostra newyorkese.
L’evento in Archivio prevede l’esposizione di opere multiple inedite: fotografie, self-card e disegni.
All’inaugurazione della mostra si terrà una performance di pochi minuti con Sara Santelli che attiverà il processo simbolico del Grande Vetro. L’azione sarà video-documentata da Marco Leone.
“Ho realizzato il Grande Vetro nella mia esperienza quotidiana, ne ho adattato i processi, il tema, le componenti e finanche i materiali e la tecnica”, con queste parole Vincenzo Pezzella Dedalus descrive l’affinità che ha riscontrato tra il suo percorso artistico-esperienziale sviluppatosi all’interno del suo studio milanese a pochi passi dai Navigli e l’opera realizzata da Marcel Duchamp tra 1915 e 1923, oggi conservata al Philadelphia Museum of Art. Elemento cruciale, che traccia un forte legame tra Pezzella e l’artista francostatunitense, è la macchina. La macchina duchampiana diventa la self-card con la quale l’artista di origine partenopea realizza le sue PoesieDiTransito (1994), la self-card è dunque Lucy e l’agente della scrittura è Dedalus. “Si tratta di un mezzo di scrittura anonimo, diffuso negli anni Novanta nelle stazioni metropolitane milanesi e che diventa la Musa dell’artista, la macchina-deaidea che sfida ad intraprendere un nuovo percorso creativo, in cui la parola e l’immagine, la poesia e la performance sono indissolubilmente coniugate” (Paola Magi). L’opera è dunque l’esperienza come lo è per i processi dei ready-made e il Grande Vetro diventa l’allegoria e la metafora dello studio dell’artista che “vive” un’opera d’arte. Ci troviamo difronte a un unicum all’interno del panorama artistico contemporaneo, frutto di un processo nato inconsapevolmente che ha portato Vincenzo Pezzella Dedalus a ritrovarsi avvolto nell’universo duchampiano, come risucchiato da una delle opere più affascinanti e misteriose dell’intera storia dell’arte. (Simone Feneri)
“Je veux attraper les choses avec l’intellect comme le pénis est attrapé par le vagin!” M.D.
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