Colombo
La Società Umanitaria Fondata nel 1893, dietro un cospicuo lascito al Comune di Milano di 13 milioni da parte di Prospero Moisè Loria, diviene attiva all'inizio del Novecento e fin dall'inizio si configura non come un'istituzione benefica ed assistenziale (come poteva trarre in inganno il suo nome), bensì come una specie di "pronto intervento" il cui scopo fondamentale è attinto non all'i
dea della ca**tà elemosiniera, ma all'idea della sociale previdenza, condensata nella norma statutaria del 1893, ovvero "aiutare i diseredati, senza distinzione, a rilevarsi da sè medesimi, procurando loro appoggio, lavoro ed istruzione". Per i dirigenti dell'Umanitaria (uomini come Osvaldo Gnocchi-Viani, Cesare Saldini, Alessandro Schiavi, Augusto Osimo, Umberto Pizzorno e Rinaldo Rigola), tutto ruota intorno all'uomo e ai suoi bisogni, in un'ottica rivoluzionaria rispetto ad analoghe istituzioni già operanti dentro e fuori città. L'intero apparato sociale che l'Umanitaria mette in piedi a partire dal 1902 è infatti una perfetta macchina costruita per seguire passo passo l'individuo nella sua vita, dandogli modo di elevarsi non solo nel campo professionale, ma soprattutto in quello umano, secondo uno schema riformista illuminista di libertà, giustizia ed eguaglianza sociale. tratto da " Quando l' Umanitaria era in Via Solari"
1906 il primo quartiere operaio
RE Raccolto Edizioni
A cura dell'Archivio Storico della Società Umanitaria
Comune di Milano
Consiglio di Zona 6
A.L.C.Ab. (Associazione Lombarda Cooperative di Abitanti)
Anno 2006 per il Centenario del Quartiere Umanitaria