20/10/2026
SE PENSATE CHE REPRIMERE SIA LA RICETTA GIUSTA...
Da anni il governo lavora alla costruzione di un nemico a cui attribuire tutte le colpe della
precarietà, dell'insicurezza e del malcontento.
E’ più facile indicare un colpevole che affrontare il problema degli affitti troppo alti, gli stipendi
che non aumentano, i servizi sociali che sono progressivamente smantellati.
Gli spazi di aggregazione giovanile sono sempre meno.
Dove si incontrano e riconoscono i ragazzi e le ragazze, se i centri sociali, gli spazi autogestiti e i
circoli locali vengono chiusi o sgomberati?
Essere nat* e cresciut* in Italia non garantisce la possibilità di vivere e diventare adult* nel proprio
Paese perché la cittadinanza rimane il grande ricatto per ottenere il silenzio.
Anche se parli italiano, vai a scuola, hai qui gli amici e la vita, per lo Stato resti un ospite -
indesiderato - che deve costantemente meritarsi di restare.
A scuola ti dicono che non sei più il benvenuto, che sei un punto percentuale di troppo. Il posto che
dovrebbe insegnarti a essere parte della comunità, ti fa sentire un numero da contenere.
Cresci vedendo i tuoi genitori schiacciati dalla burocrazia e dalla precarietà lavorativa, costretti a
rinnovare a ogni scadenza il permesso di soggiorno, fornendo tutti i singoli dettagli della propria
vita: il lavoro, la casa, perfino la capacità di essere un buon genitore.
Una vita intera sotto esame, in cui basta un contratto perso o il ritardo - sistematico - negli uffici
della Questura per dover ricominciare da capo.
Alla fine, chi protesta viene presentato come un problema di ordine pubblico, e le ragioni della
protesta spariscono dal discorso.
Dai media e dalle istituzioni non arriva una parola su chi ha la responsabilità dei
tagli alla sanità, alla scuola e ai consultori.
Non si parla di chi firma la chiusura degli spazi sociali, chi lascia le case popolari vuote, chi
ordina lo sgombero di chi occupa per necessità, chi interrompe i programmi di educazione sessuo-
affettiva e chi indebolisce i doposcuola.
La verità è che i maranza non esistono.
Esistono i margini e le diseguaglianze.