Associazione Naga - Milano

Associazione Naga - Milano Associazione Naga
Organizzazione di volontariato per l'Assistenza Socio - Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti

Naga è un'organizzazione di volontariato laica, apartitica, privata e indipendente che si è costituita a Milano nel 1987. Gli oltre 400 volontari del Naga garantiscono assistenza sanitaria, legale e sociale gratuita a cittadini stranieri irregolari e non, a rom, sinti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura oltre a portare avanti attività di formazione, denuncia, documentazione e lob

bying sulle Istituzioni. Tutti i servizi dell’associazione sono gratuiti e svolti da volontari non retribuiti. Il Naga riceve fondi da privati cittadini, associazioni, aziende, fondazioni, istituzioni, organizzazioni internazionali e realtà religiose. Il Naga non si pone in alternativa né in concorrenza con i servizi pubblici e si augura che la sua funzione possa, un giorno, risultare non più necessaria, quando chiunque potrà godere di pari diritti e pari opportunità di accesso ai servizi.

** COSA SIGNIFICA NAGA**

Naga,serpente a sette teste della mitologia indiana, simbolicamente arrotolato intorno al monte sacro e trattenuto alle due estremità dagli dei della porta del sud e dai demoni della porte del nord, in modo da far ruotare il mondo frullando il mare fino ad ottenere l’ambrosia, alimento dell’immortalità. Il serpente, il principio stesso della vita; colui che anima e che conserva;
che non cessa di srotolarsi di sparire e di rinascere; che è veleno e cura;che è maschio e femmina; che sostiene e avvolge la creazione in un cerchio continuo che ne impedisce la sua distruzione.Archetipo fondamentale legato alle origini della vita e dell’immaginazione, il serpente conserva in tutto il mondo le valenze simboliche apparentemente più contraddittorie. Le più positive di essere,anche se accantonate in un momento della nostra storia, ricominciano ad uscire dalla dimenticanza per ridare armonia e libertà a tutti gli uomini, soprattutto a quelli a cui sono negati i diritti fondamentali.

A Trieste, la Rete dei Fornelli Resistenti si prende cura dell'umanità.Nelle ultime settimane, nell'indifferenza delle f...
18/08/2026

A Trieste, la Rete dei Fornelli Resistenti si prende cura dell'umanità.
Nelle ultime settimane, nell'indifferenza delle forze dell'ordine, le persone che operano all'interno della rete hanno subito aggressioni e minacce fisiche e virtuali da parte di gruppi di fascisti.

Esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le persone che attraversano Piazza del Mondo.
A chi arriva al termine della rotta balcanica, un percorso lungo ed estenuante, fatto di fili spinati e violenze.
A chi si prende cura di loro e svolge un lavoro di supporto fondamentale a fronte dell'inerzia delle istituzioni.

Firma la petizione! Link al primo commento.

Le migrazioni non sono uno strumento di ricatto.Stiamo assistendo a un momento di strumentalizzazione gravissima di quan...
31/07/2026

Le migrazioni non sono uno strumento di ricatto.

Stiamo assistendo a un momento di strumentalizzazione gravissima di quanto sta succedendo al confine tra Marocco e Spagna.
Ceuta è una città autonoma sp****la, incastonata sulla costa nordafricana, dall'altra parte dello stretto di Gibilterra.

Negli ultimi giorni, migliaia di persone hanno tentato di attraversare il confine, molte a nuoto, di notte, e già circa venti persone hanno perso la vita.
Eppure, davanti a una tragedia simile, si parla di "invasione".

Tra le ragioni di questa crisi c'è il riavvicinamento diplomatico tra Spagna e Algeria - rivale storico del Marocco sulla questione del Sahara Occidentale - culminato con la visita di Sanchez ad Algeri il 20 luglio.
Da quel momento, il Marocco ha allentato i controlli sul proprio lato di frontiera, come già era successo nel 2021.

Così, per l'ennesima volta, i corpi delle persone diventano merce di scambio, una leva diplomatica e uno strumento di pressione per alimentare ricatti politici.

L'Italia, dal canto suo, non è da meno: quegli stessi corpi - bersagli designati di propaganda e razzismo - sono usati come merce di scambio nei propri equilibri economici e geopolitici e come terreno di raccolta del consenso elettorale.
Non è stata spesa alcuna parola sulle persone morte in mare, sulle cause di questa vicende, ma ci si ostina a volersi isolare e trincerare dietro una fortezza fatta di confini, fili spinati e porti chiusi.

La verità è che il pericolo siamo noi, le nostre politiche criminali e criminalizzanti, la nostra ossessione per il controllo, che sacrificano sull'altare del consenso persone e progetti di vita.

Le persone non sono un'arma.
Non sono un ricatto.
Non sono un problema di ordine pubblico.
Non sono una questione di decoro.

No borders

Vediamo quello che sta succedendo a Ceuta, in Spagna, e ci viene da pensare che si possano emanare leggi, decreti, espul...
31/07/2026

Vediamo quello che sta succedendo a Ceuta, in Spagna, e ci viene da pensare che si possano emanare leggi, decreti, espulsioni e fogli di via.
Si possono erigere muri, stendere filo spinato, schierare polizia, telecamere e blindati.

Ma finché ci saranno menti capaci di desiderare e corpi capaci di camminare, correre e nuotare, le frontiere continueranno a essere attraversate e scavalcate.

𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭à è 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.

SOLD OUT! 🎉Con largo anticipo siamo felici di annunciare che abbiamo raggiunto il numero massimo di squadre iscritte al ...
29/07/2026

SOLD OUT! 🎉
Con largo anticipo siamo felici di annunciare che abbiamo raggiunto il numero massimo di squadre iscritte al torneo! ⚽💥
Grazie a tutti per l'entusiasmo e per tutta questa partecipazione!

Mancano ancora due mesi al torneo e, proprio per questo, abbiamo aperto le liste d'attesa: potrebbero infatti liberarsi alcuni posti in caso di rinunce. Qualche rinuncia è molto probabile, quindi continuate a iscrivervi e i primissimi di settembre daremo riscontro!

Iscriviti subito alla lista d'attesa qui 👇
🔗 https://naga.it/2026/05/25/un-calcio-al-razzismo-in-torneo-per-italo-nona-edizione/

Con l'ordinanza n. 3818/2026, pubblicata il 20 luglio 2026, il TAR Lombardia (Sezione Quarta) ha emesso una prima pronun...
29/07/2026

Con l'ordinanza n. 3818/2026, pubblicata il 20 luglio 2026, il TAR Lombardia (Sezione Quarta) ha emesso una prima pronuncia sulla class action promossa il 10 ottobre 2025 da Naga e ASGI contro il Ministero dell'Interno e la Questura di Milano per i ritardi sistematici nella formalizzazione delle domande d'asilo.

Il Tribunale ha stabilito di non decidere subito nel merito, ma di acquisire prima elementi più precisi sulla situazione dalla Questura di Milano.

Il caso milanese non è isolato, ma riflette una criticità diffusa a livello nazionale: in molte città, ritardi e disfunzioni continuano a ostacolare l'accesso alla procedura di asilo, compromettendo l'effettività di un diritto fondamentale.

𝐍𝐚𝐠𝐚 𝐞 𝐀𝐒𝐆𝐈 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐀𝐑 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐞 𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 è 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐬𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞𝐝 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐢𝐥𝐨. 𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨. 𝐄 𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐝𝐞𝐠𝐮𝐚𝐭𝐢.

𝐒𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐧-𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭à 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐭𝐭𝐨.

𝑳𝑬𝑮𝑮𝑰 𝑻𝑼𝑻𝑻𝑶 𝑰𝑳 𝑪𝑶𝑴𝑼𝑵𝑰𝑪𝑨𝑻𝑶 𝑺𝑼𝑳 𝑺𝑰𝑻𝑶

𝐎𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐚: 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐢!La rete è intasata di commenti sull'Odissea di Christopher Nolan e volevamo dare anche noi i...
27/07/2026

𝐎𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐚: 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐢!
La rete è intasata di commenti sull'Odissea di Christopher Nolan e volevamo dare anche noi il nostro indispensabile contributo all'argomento dell'estate 2026. 🙂

Più che un contributo, però, è un ringraziamento.

Grazie a Nolan per aver riportato al centro non solo il poema dei poemi, la storia delle storie, ma anche alcuni principi su cui, nel nostro piccolo, si fonda il nostro impegno.

Non servivamo certo noi per dire che l'Odissea è attuale. Ma, in questi tempi bui, è bello vedere sul grande schermo — con o senza IMAX 70 mm (!) — che Omero l'aveva già spiegato benissimo: non c'è alternativa all'accoglienza delle persone che ancora oggi compiono lunghissime Odissee, cariche di forza, coraggio e determinazione. E noi, seguendo anche la lezione di Omero, 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒆 𝒑𝒐𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒆𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 "𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒆𝒊" 𝒆 "𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒉𝒂𝒊 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒐".

Libro I:
𝑺𝒂𝒍𝒗𝒆, 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒏𝒊𝒆𝒓𝒐. 𝑺𝒂𝒓𝒂𝒊 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒃𝒆𝒏𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒊
𝑬, 𝒅𝒐𝒑𝒐 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒕𝒊 𝒓𝒊𝒔𝒕𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒄𝒊𝒃𝒐, 𝒄𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒂𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒉𝒂𝒊 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒐.

Libro XIV:
𝑺𝒕𝒓𝒂𝒏𝒊𝒆𝒓𝒐, 𝒏𝒐𝒏 è 𝒎𝒊𝒂 𝒂𝒃𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒎𝒂𝒍𝒆 𝒖𝒏 𝒐𝒔𝒑𝒊𝒕𝒆,
𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒆 𝒗𝒆𝒏𝒊𝒔𝒔𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒐 𝒑𝒊ù 𝒎𝒊𝒔𝒆𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒕𝒆: 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒈𝒍𝒊 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒏𝒊𝒆𝒓𝒊
𝒆 𝒊 𝒇𝒖𝒈𝒈𝒊𝒂𝒔𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒅𝒂 𝒁𝒆𝒖𝒔; 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒖𝒏 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒐
𝒅𝒐𝒏𝒐 è 𝒑𝒓𝒆𝒛𝒊𝒐𝒔𝒐.
...
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Che la morte di Abderrahim Fakir sia avvenuta proprio il giorno in cui per la strade di Genova si manifestava in ricordo...
21/07/2026

Che la morte di Abderrahim Fakir sia avvenuta proprio il giorno in cui per la strade di Genova si manifestava in ricordo delle infauste giornate del luglio 2001, è una coincidenza che non ha nulla di strano.

Episodi del genere, durante i quali le forze di polizia eccedono nell'uso della forza fino a provocare, più o meno volontariamente, la morte di persone fermate per strada accadono sempre più spesso.
E, sistematicamente, tra le vittime che subiscono queste aggressioni, troviamo chi viene profilato razzialmente perché di origine non caucasica.
Ci limitiamo a ricordare Abderrahim Mansouri e Ramy Elgaml, le vittime più recenti in episodi simili a Milano.

C'è poi un'altra violenza, meno visibile, che accompagna queste vicende: quella documentale. Un uomo di 42 anni, che vive in Italia da quasi tutta la sua vita, si trova costretto a presentare una domanda d'asilo perché non esiste, per lui, alcuna via più dignitosa - e legale - per essere regolarmente soggiornante sul territorio.
Anche questa è violenza istituzionale, da parte di 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞, 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐭𝐢, 𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐮𝐬 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢.

Ci stringiamo attorno alla famiglia di Fakir e al quartiere Pilastro di Bologna.
Oggi, 21 luglio, alle h. 18, appuntamento davanti alla Prefettura di Milano.

Il 19 luglio 2001 le giornate di contestazione al G8 di Genova si aprirono con uno striscione che conteneva un messaggio...
19/07/2026

Il 19 luglio 2001 le giornate di contestazione al G8 di Genova si aprirono con uno striscione che conteneva un messaggio dirompente: libertà di movimento, libertà senza confini.
La mobilitazione affermava con forza che le persone migranti non sono vittime passive della globalizzazione da compatire, ma protagoniste di un'altra idea di mondo possibile.

Quel corteo arrivava dopo anni in cui, in Italia, un movimento antirazzista animato da sportelli, occupazioni, solidarietà concreta accanto alle persone migranti e richiedenti asilo era cresciuto nelle città, opponendosi già allora alla logica dei centri di detenzione amministrativa introdotti dalla legge Turco-Napolitano. A Genova quel movimento si prese la scena per dire che l'accoglienza non poteva restare "emergenza".

Oggi, come allora, ribadiamo che nessun vertice di pochi uomini soli al comando ha il diritto di decidere le sorti di un intero pianeta, tantomeno il destino di chi ne attraversa i confini.
È necessario rilanciare il motivo per cui centinaia di migliaia di persone erano scese in piazza nel 2001: un'idea di mondo in cui la libertà di movimento è un diritto, non un privilegio di chi nasce nel posto giusto, e in cui nessun essere umano è "clandestino".

Oggi, si continua a morire nel Mediterraneo per confini trasformati in frontiere armate. Un impianto di decreti sicurezza sempre più crudele continua a costruire l'illegalità delle persone migranti, tiene uomini e donne rinchiusi nei CPR per il solo fatto di non avere un documento, processa lə attivistə e gli equipaggi delle navi che salvano vite in mare. Il nuovo Patto europeo innalza un labirinto burocratico impostato su rimpatri, respingimenti ed esclusione, sacrificando il diritto d'asilo, la dignità e la libertà di vivere di migliaia di persone.

La lotta contro il razzismo è una responsabilità collettiva quotidiana, fatta di sportelli, solidarietà, denuncia e protesta.
Per questo, a 25 anni esatti da quel corteo, a Genova si torna in piazza: lo stesso filo che lega la libertà di movimento alla lotta contro guerra, sfruttamento e razzismo continua, dalla scuola Diaz a piazza Carlo Giuliani, fino a Genova 2026.

Nessuna persona è illegale.

Oltre 500 persone risultano disperse dopo il probabile naufragio di due imbarcazioni al largo del Myanmar, partite tra l...
16/07/2026

Oltre 500 persone risultano disperse dopo il probabile naufragio di due imbarcazioni al largo del Myanmar, partite tra la fine di giugno e l’inizio di luglio con a bordo soprattutto membri della minoranza musulmana Rohingya, tra le comunità più perseguitate al mondo.

L’allarme arriva da una nota congiunta dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), che precisano come le informazioni siano ancora preliminari.

𝐔𝐧'𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐮𝐠𝐠𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚.
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐯𝐢𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐜𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞𝐫𝐨. 𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐝𝐞𝐚:

L'Unione Europea tratta con i talebani.Da anni, gli afghani sono la prima nazionalità a chiedere asilo in Europa.Solo ne...
14/07/2026

L'Unione Europea tratta con i talebani.

Da anni, gli afghani sono la prima nazionalità a chiedere asilo in Europa.
Solo nel 2025, più di 63mila cittadini afghani hanno presentato domanda di protezione nell'Unione, pari al 10% del totale dei richiedenti asilo.
Scappano da un regime che ha trasformato l'Afghanistan in uno dei posti più violenti e pericolosi per le donne.
Le organizzazioni per i diritti umani parlano apertamente di "apartheid di genere": il sistema di repressione istituzionalizzato imposto dai talebani permea ogni aspetto della vita quotidiana e comprende gravi restrizioni dei diritti di donne e ragazze, il ricorso alla tortura, sparizioni forzate, arresti arbitrari ed esecuzioni extragiudiziali.
Non è un regime riconosciuto dalla comunità internazionale, né dall'Unione europea. Il 23 gennaio 2025, la Corte penale internazionale ha chiesto il mandato di arresto contro la guida suprema dei talebani, Haibatullah Akhundzada, e contro il presidente della Corte Suprema di Kabul, Abdul Hakim Haqqani, per crimini contro l'umanità e di genere.

Per l'Unione Europea questo è un problema. Attenzione, però: non è un problema che si tratti di un regime terroristico con mandati di arresto internazionali pendenti per crimini contro l'umanità, che uccide e non rispetta i diritti fondamentali degli esseri umani — soprattutto nei confronti delle donne.
Bensì, è un problema che troppa gente riesca a scappare, a trovare rifugio altrove, a cercare di costruirsi una vita libera e degna.

Infatti, quasi di nascosto, il Belgio ha concesso 5 visti non-Schengen a una delegazione talebana, ricevuta il 23 giugno da rappresentanti della Commissione europea e di 15 paesi membri, per discutere le modalità di rimpatrio degli esiliati afghani.
È stata una "visita storica", ha dichiarato soddisfatto Abdul Qahar Balkhi, portavoce del ministero degli Esteri talebano che guidava la delegazione. Di fatto, è un regalo di legittimazione internazionale, ottenuto in cambio della promessa di collaborare sui rimpatri.

Regolarizzarsi in Europa è diventato quasi impossibile. Non perché manchino le persone che ne hanno diritto, ma perché non esistono canali legali che funzionino davvero: le procedure di ricongiungimento familiare sono macchinose e lentissime, i requisiti economici per ottenere o rinnovare un permesso di soggiorno sono sempre più stringenti, e chi vive in Europa da anni senza riuscire a soddisfarli si ritrova in una condizione di irregolarità strutturale, senza che sia colpa sua.
E non è vero che si parla solo di "criminali pericolosi" o "persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza".
Lo vediamo con il regolamento rimpatri di recente approvazione, che mette a rischio chi è in Italia da anni senza essere riuscito a regolarizzarsi; lo vediamo nel Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo, entrato in vigore il 12 giugno, che adotta strategie di controllo, respingimento alla frontiera e deportazione, anche di persone minori.

L'Europa non ha un problema con i talebani. Ha un problema con chi scappa dai talebani.

Indirizzo

Via Zamenhof, 7/A
Milan
20136

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