26/02/2023
In questi giorni si sta parlando molto di come alcuni libri di Roald Dahl (autore, a esempio, di "James e la pesca gigante", "La fabbrica di cioccolato", "Matilda"...) siano stati modificati togliendo o edulcorando parole e frasi giudicate offensive.
Voi togliereste dalla fiaba di Cappuccetto Rosso il lupo? E come sarebbe Pinocchio senza Mangiafuoco?
In altre parole, la correttezza non appartiene al mondo delle favole che è un luogo simbolico, dove l'iperbole, la metafora e l'esagerazione sono necessarie. E i bambini ne beneficiano.
Eliminare il cattivo è assurdo da ogni punto di vista perché le zone d'ombra appartengono a tutti i bambini, l'aggressività che i più piccoli non esprimono nella realtà trova rappresentanza nell'ascolto e nel racconto delle fiabe. I bimbi amano scherzare con le parole, le usano fuori contesto, creano iperboli. Il loro modo di esprimersi va rispettato.
Poi è chiaro, noi adulti non dobbiamo prendere alla lettera il linguaggio infantile, ma purtroppo la conoscenza del loro mondo si sta riducendo e prevalgono il marketing e le mode. Bisogna resistere, come anche io faccio nel sostenere il diritto dei bambini a litigare, chiaramente con metodo.
Il bambino vive nel mondo immaginario quello che non può, o non vuole, vivere nella realtà. Come quando giocano con i soldatini, che sono in realtà uno strumento per canalizzare nel gioco atteggiamenti che, così facendo, non si riproporranno nella realtà.
E certo, si possono fare versioni edulcorate delle favole, come ha fatto Walt Disney con Pinocchio, ma lasciate stare l'edizione originale!