Rete Italiana Antifascista

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La rete italiana antifascista è figlia di una community omonima e tante altre realtà caratterizzate dall'unione di intenti che accumuna la fede antifascista e che riunisce tutti coloro che fanno dell'antifascismo un principio di vita inaggirabile. La Rete Italiana Antifascista (RIA) è un'organizzazione composta da gruppi, associazioni e singoli individui che si oppongono al fascismo e ad ogni forma di discriminazione basata sull'odio e sulla violenza. L'obiettivo principale della RIA è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle problematiche legate alla diffusione del pensiero fascista e nazionalista, e di promuovere la cultura dell'antifascismo e della solidarietà. La RIA organizza regolarmente eventi, manifestazioni e iniziative culturali per la diffusione del pensiero democratico e progressista, e per la lotta contro ogni forma di discriminazione e razzismo. Inoltre, attraverso la sua attività di monitoraggio e denuncia, interviene in caso di eventi, atti e discorsi che possano rappresentare una minaccia per la democrazia e i diritti umani. La RIA rappresenta uno dei principali movimenti antifascisti attivi in Italia, impegnato nella promozione della cultura dell'antifascismo e della democrazia, e nella lotta contro ogni forma di intolleranza, discriminazione e fascismo.

09/10/2026

Mattarella ha firmato.
Non ho parole in merito.
Ora si spera nella consulta

09/10/2026
L’ex ministro israeliano Yoav Gallant ha dichiarato, in un’intervista a Channel 12, che il 7 ottobre 2023 l’esercito isr...
08/10/2026

L’ex ministro israeliano Yoav Gallant ha dichiarato, in un’intervista a Channel 12, che il 7 ottobre 2023 l’esercito israeliano applicò in diversi luoghi nei pressi di Gaza la cosiddetta Direttiva Annibale. Gallant ha affermato che l’ordine fu impartito «a livello tattico» e «in diversi luoghi», aggiungendo che il fatto che non fosse stato applicato altrove rappresentava «un problema». L’intervistatore Amit Segal ha descritto la direttiva come un ordine di aprire il fuoco con l’intento di uccidere contro un veicolo che trasportasse un ostaggio israeliano. Gallant non ha contestato questa descrizione. Si è trattato della prima intervista televisiva rilasciata da Gallant a un’emittente israeliana dal suo licenziamento, avvenuto nel novembre scorso.

Evidentemente il deputato di FdI Andrea Delmastro non riesce a stare lontano dalle aule dei tribunali, dove è già alle p...
07/10/2026

Evidentemente il deputato di FdI Andrea Delmastro non riesce a stare lontano dalle aule dei tribunali, dove è già alle prese con un processo per rivelazione del segreto d’ufficio, e così oggi senza vergogna ha postato un video sui social nel quale rivolge a me almeno due accuse false e destituite di qualsiasi fondamento su cui già altre persone sono state querelate e sono state o condannate in primo grado o rinviate a giudizio.
Non posso che querelare per diffamazione anche Delmastro che anziché dire fesserie e calunnie su di me farebbe bene a dire al suo partito di ti**re fuori dalla cassaforte le sue chat con il prestanome di un clan mafioso e consegnarle alla magistratura di Milano che le chiede da mesi.
E visto che c’è, si prepari a rinunciare all’immunità per questa querela che presenterò nei suoi confronti, così si potrà dimostrare in tribunale se sono vere o false le stupidaggini che ha detto sul mio conto in merito all’indagine mafia-appalti e alla vendita di un immobile appartenuto alla mia famiglia.
Standing Ovation Senatore Roberto Scarpinato

I fatti risalgono alla manifestazione No Green pass durante la pandemia CovidOltre 57 anni complessivi le condanne confe...
07/10/2026

I fatti risalgono alla manifestazione No Green pass durante la pandemia Covid

Oltre 57 anni complessivi le condanne confermate oggi, mercoledì 7 ottobre, dalla prima sezione della Corte d’Appello di Roma per i sette imputati del processo sull’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021. I giudici hanno confermato la pena di 8 anni e 6 mesi per Roberto Fiore, quella di 8 anni e 7 mesi per Giuliano Castellino detenuto nel carcere di Terni, e 8 anni e 6 mesi per Luigi Aronica. Confermate inoltre le condanne a 8 anni e 2 mesi ciascuno per Salvatore Lubrano, Luca Castellini, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa. Gli imputati erano accusati, a seconda delle singole posizioni, di aver partecipato ai disordini scoppiati nella Capitale durante la manifestazione No Green pass contro le misure anti-Covid.

Alla fine ce l'ha fatta. E con lui ce l'hanno fatta le centinaia di migliaia di persone scese in strada a Madrid.Pedro S...
06/10/2026

Alla fine ce l'ha fatta. E con lui ce l'hanno fatta le centinaia di migliaia di persone scese in strada a Madrid.

Pedro Sánchez ha riportato in vita i decreti sulla casa che le piazze chiedevano da settimane e che la destra gli aveva affossato appena quattro giorni fa.

Avrebbe potuto restare fermo e sfruttare quella bocciatura fino all'ultimo comizio. Due mesi a ripetere che la destra ha votato contro le case degli spagnoli, i decreti sventolati in ogni piazza come la prova del delitto, il conto presentato direttamente nelle urne. Facile redditizio.

Oggi, invece, il suo Consiglio dei ministri li ha riapprovati: due nuovi decreti legge, ventuno misure, la stessa sostanza di quelli affossati.

Gli sfratti delle famiglie vulnerabili senza un'alternativa abitativa vengono sospesi fino al 2030 e chi è in regola con i pagamenti e ha il contratto in scadenza potrà chiedere fino a due anni di proroga. Gli inquilini con redditi sotto i 33mila euro avranno una detrazione del 10% sul canone, che su un affitto da 800 euro al mese vale quasi mille euro l'anno. Chi vuole comprare casa ma non ha i soldi per l'anticipo potrà contare su prestiti a tasso zero fino a 50mila euro, grazie a un fondo da 10 miliardi. E per i fondi avvoltoio arrivano limiti agli acquisti speculativi, mentre sugli affitti turistici scatta l'IVA.

E qui sta il colpo da maestro.

In Spagna un decreto legge è operativo appena pubblicato, poi entro trenta giorni va convalidato dal Parlamento. Ma con le Camere sciolte, quel voto spetta alla Diputación Permanente: un Parlamento in formato ridotto, previsto dall'articolo 78 della Costituzione, che resta in carica durante le transizioni elettorali e ne conserva i poteri. I gruppi ci siedono in proporzione al loro peso e lì i conti cambiano.

Popolari, Vox e Junts, gli stessi che venerdì hanno affossato i decreti, nella Diputación arrivano a 34 seggi. Il governo e i suoi alleati a 35.

Un voto di differenza. Un voto che basta per approvare i decreti.

"Fino al 29 novembre, il governo continuerà a governare", ha detto Sánchez.

E così ha fatto. Si è giocato la presidenza per Maricarmen, una donna di 87 anni portata fuori in barella dalla casa di Madrid in cui viveva da settant'anni, e per tutti gli spagnoli che una casa non riescono più a permettersela.

Ha rinunciato in anticipo alla propria presidenza pur di portare a casa quei decreti. E a casa li ha portati.

Trova le differenze con il Governo Meloni.
Abolizione del suffragio universale

Pensavamo di averle viste tutte con questa gente.
06/10/2026

Pensavamo di averle viste tutte con questa gente.

Stanotte Lula è arrivato secondo al primo turno, due punti dietro il figlio di Bolsonaro. Stamattina Pedro Sánchez ha sc...
05/10/2026

Stanotte Lula è arrivato secondo al primo turno, due punti dietro il figlio di Bolsonaro. Stamattina Pedro Sánchez ha sciolto le Camere e chiamato la Spagna alle urne.
Due notizie a poche ore di distanza. E a chi in questi anni ha continuato a credere che si potesse governare dalla parte degli ultimi, senza abbassare lo sguardo davanti ai potenti del mondo, è mancato il fiato.
Perché per anni, ogni volta che ci siamo sentiti soli, ci siamo voltati verso di loro.
Quando Trump umiliava gli alleati e l'Europa chinava la testa. Quando a Gaza morivano i bambini e i governi occidentali cercavano le parole più morbide del vocabolario. Quando la destra vinceva ovunque e sembrava inutile perfino provarci.
Loro due erano lì. In piedi.
Lula ha quasi 81 anni. In fabbrica ha lasciato un dito sotto una pressa. In cella ha passato 580 giorni, per condanne che la Corte suprema avrebbe poi annullato. Ne è uscito a 74 anni. Poteva fermarsi lì, e nessuno lo avrebbe biasimato. Si è ricandidato, ha battuto Bolsonaro padre ed è sopravvissuto a un piano per eliminarlo.
E da presidente ha restituito al suo popolo, una per una, le cose che erano mancate a lui e alla sua famiglia.
Da bambino, nel Nordeste, aveva conosciuto la fame. Il suo governo ha tolto il Brasile dalla Mappa della fame.
Sua madre è morta senza aver mai avuto una casa sua. Lui ha rilanciato Minha Casa Minha Vida e ha ricominciato a consegnare case popolari a milioni di brasiliani.
La scuola l'aveva dovuta lasciare da ragazzino per andare a lavorare. Oggi il suo governo paga gli studenti poveri perché restino in classe fino al diploma: quasi quattro milioni di ragazzi, 200 reais al mese a chi frequenta e mille per ogni anno superato.
E quando Trump ha provato a ricattare il Brasile con i dazi per salvare Bolsonaro dal processo, Lula ha lasciato lavorare i giudici. Quando ha visto un genocidio a Gaza, lo ha chiamato con il suo nome: Israele lo ha dichiarato persona non grata e ha preteso le scuse. Lui non solo non si è scusato, ma ha ritirato per sempre l'ambasciatore da Tel-Aviv e sospeso l'export militare verso Israele.
Sánchez, in un'Europa in ginocchio davanti a Trump, è rimasto in piedi. Ha riconosciuto la Palestina, ha fermato le armi dirette a Israele. Quando sono cominciati i bombardamenti sull'Iran ha chiuso agli americani le basi di Rota e Morón, e a Trump che minacciava di tagliare ogni commercio con la Spagna ha risposto con tre parole: no alla guerra.
E mentre teneva testa alla Casa Bianca, cambiava la vita degli spagnoli.
Prima della sua riforma del lavoro, un lavoratore spagnolo su quattro era precario. Oggi in Spagna il contratto a tempo indeterminato è la regola e il contratto a termine va giustificato.
Ha alzato il salario minimo di oltre il 60%.
Ha riempito il Paese di pale eoliche e pannelli solari e nei primi mesi di quest'anno l'elettricità all'ingrosso in Spagna costava un terzo che da noi.
Adesso si gioca tutto sulla casa. Su Maricarmen, 87 anni, portata fuori in barella dall'appartamento del Retiro in cui viveva da 71 anni. Sui decreti per fermare sfratti come il suo, che venerdì PP, Vox e Junts hanno bocciato. Sulle centinaia di migliaia di persone che sabato hanno riempito le strade di Madrid.
Il 25 ottobre e il 29 novembre potremmo perderli tutti e due. E non trovare più nessuno verso cui voltarci.
Di Anna Maria Esposito.
Pedro Sánchez Pérez-Castejón Lula

Annunziata "Nunni" Miolli, storica icona del femminismo italiano, è morta il 4 ottobre 2026 all'età di 100 anni nella su...
05/10/2026

Annunziata "Nunni" Miolli, storica icona del femminismo italiano, è morta il 4 ottobre 2026 all'età di 100 anni nella sua casa di Spoleto.
È stata una figura centrale dei movimenti per i diritti delle donne negli anni Settanta e una delle ultime sopravvissute al drammatico assalto neofascista contro Radio Città Futura.
Il 9 gennaio 1979, durante la trasmissione della pagina domenicale di Radio Donna negli studi romani dell'emittente libera Radio Città Futura, un commando armato del gruppo terroristico d'estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) fece irruzione sparando e dando fuoco ai locali. Nunni Miolli si trovava ai microfoni insieme alle compagne; rimase ferita ma sopravvisse all'attacco, che segnò profondamente la storia del movimento femminista italiano.
Nunni ha dedicato tutta la sua vita alla lotta democratica per i diritti delle donne e contro il neo fascismo dilagante.
Esprimiamo il nostro cordoglio e vicinanza alla famiglia con affetto e vicinanza.
Bella ciao Nunni Miulli, non sarai dimenticata.🌹🌹🌹🌹🌹❤️💔

Indirizzo

Milan

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