Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano

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𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮"𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 & 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶J. Lacan, Il Seminario, Libro X, L’angoscia [1962-63], Einaudi, ...
28/10/2026

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮"
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 & 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶

J. Lacan, Il Seminario, Libro X, L’angoscia [1962-63], Einaudi, Torino, 2007.

“𝘚𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘪 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘴𝘣𝘢𝘭𝘻𝘰, 𝘶𝘯 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘰, 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰, 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘤𝘦𝘱𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘭𝘶𝘯𝘨𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦, 𝘱𝘦𝘳 𝘦𝘴𝘦𝘮𝘱𝘪𝘰, 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘰, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘰𝘪 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘵𝘦 𝘦 𝘪𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘳𝘳𝘦𝘪 𝘴𝘰𝘭𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘱𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘭’𝘢𝘯𝘢𝘭𝘰𝘨𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘱𝘳𝘦𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘷𝘢𝘭𝘦 𝘢 𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘨𝘨𝘪𝘶𝘯𝘵𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘮𝘪𝘵𝘦 𝘤𝘶𝘪 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘢̀ 𝘶𝘯 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘢 𝘤𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘦𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘦 𝘧𝘢 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘪𝘳𝘦 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘭𝘢𝘮𝘱𝘰 𝘤𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘦̀ 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘨𝘭𝘪𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘭 𝘥𝘪 𝘭𝘢̀ 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘳𝘦.”, 𝘱. 20.

Per info sulla giornata 👇
https://www.facebook.com/share/p/19uV4L39hq/

Milano - 28 novembre 2026 - Fast - Piazza Morandi, 2

✒️ 𝗕𝗮𝗰𝗵𝗲𝗰𝗮 𝗖𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗦𝗟𝗣 Proposta di lavoro:𝘊𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢 𝘭'𝘢𝘶𝘵𝘪𝘴𝘮𝘰.𝘗𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘳𝘪𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘭...
25/10/2026

✒️ 𝗕𝗮𝗰𝗵𝗲𝗰𝗮 𝗖𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗦𝗟𝗣

Proposta di lavoro:
𝘊𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢 𝘭'𝘢𝘶𝘵𝘪𝘴𝘮𝘰.
𝘗𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘳𝘪𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘴𝘪𝘤𝘰𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘴𝘪.
𝘋𝘪𝘧𝘧𝘦𝘳𝘦𝘯𝘻𝘪𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘶𝘵𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘴𝘪𝘤𝘰𝘴𝘪.

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✨ SLP Corriere ✨ 𝑂𝑟𝑛𝑖𝑐𝑎𝑟 ? 63 – 𝐷𝑜𝑟𝑚𝑖𝑟sous dir. Jacques-Alain Miller, Deborah Gutermann-JacquetOrnicar ? 63 interroga la...
24/10/2026

✨ SLP Corriere ✨

𝑂𝑟𝑛𝑖𝑐𝑎𝑟 ? 63 – 𝐷𝑜𝑟𝑚𝑖𝑟
sous dir. Jacques-Alain Miller, Deborah Gutermann-Jacquet

Ornicar ? 63 interroga la foza del desiderio di « Dormire » con Lacan, lui che una volta ha affermato: «il risveglio totale è la morte». Degli psicoanalisti esplorano questo tema innovativo: l’insonnia e il sonno tormentato dall’orrore. Storici e filosofi intervengono nella discussione, dagli incubi di Luigi XIII al sonno dogmatico di Kant, passando per la nascita delle cure del sonno.

Qui viene pubblicata una lettera inedita di Jacques Lacan a Claude Lévi-Strauss.

Ornicar ? diffonde il testo di lancio del congresso dell’Associazione mondiale di psicoanalisi di Jacques-Alain Miller su L’impossibile da sopportare, che è alla base stessa della domanda, in un dossier dedicato ai sintomi: dalla convivenza all’incontro, con o senza contatto, online o dal vivo.

Per quanto riguarda l’attualità della civiltà, vi si potrà leggere una riflessione su «la guerra e la pace». E cosa dicono alcuni neologismi della nostra epoca


– l’hommelette di Lacan, ma anche la complosfera, la neurodiversità o l’aplaventrisme?

Questo numero ospita anche un dibattito internazionale sul tema «Psicoanalisi vs clinica» e la testimonianza di passe di un’analista che rende conto della fine della sua cura. Infine, interpreta «L’inconscio prima di Freud», con Barbey d’Aurevilly e Flaubert.

La redazione : Jacques-Alain Miller ; Deborah Gutermann-Jacquet.
Con autori del Campo freudiano e di discilpline affini.

In copertina : Man Ray, Natasha (femme endormie), 1931

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮"𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 & 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶J.-A. Miller, Extimité, Cours de l’Orientation lacanienne, 28 ma...
24/10/2026

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮"
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 & 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶

J.-A. Miller, Extimité, Cours de l’Orientation lacanienne, 28 maggio 1986, inedito.

𝘖𝘨𝘯𝘪 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘓𝘢𝘤𝘢𝘯, 𝘪𝘯 𝘱𝘰𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘰𝘳𝘦, 𝘪𝘯𝘵𝘳𝘰𝘥𝘶𝘤𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘨𝘪𝘶𝘯𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘯𝘦𝘴𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘤𝘵𝘪𝘯𝘨-𝘰𝘶𝘵, 𝘭𝘢 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘢𝘭 𝘳𝘪𝘱𝘪𝘦𝘨𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘱𝘱𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘈𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘶𝘢𝘭𝘦. 𝘐𝘭 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪𝘢 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘱𝘪𝘯𝘨𝘦 𝘪𝘮𝘮𝘦𝘥𝘪𝘢𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭’𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘢 𝘵𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘰𝘵𝘵𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦, 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘤𝘰𝘳𝘵𝘰𝘤𝘪𝘳𝘤𝘶𝘪𝘵𝘰, 𝘶𝘯 𝘱𝘪𝘶̀-𝘥𝘪-𝘨𝘰𝘥𝘦𝘳𝘦, 𝘶𝘯 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘰𝘳𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘭’𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘢, 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰, 𝘷𝘢 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘰, 𝘥𝘪 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘦𝘯𝘻𝘢. 𝘌̀ 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 "𝘤𝘰𝘮𝘦"

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮"𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 & 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶“𝘘𝘶𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘭’𝘩𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘰 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰...
23/10/2026

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮"
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 & 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶

“𝘘𝘶𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘭’𝘩𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘰 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘮𝘪 𝘥𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰 𝘏𝘰 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵’𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰: 𝘶𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘰𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘢𝘳𝘤𝘪 𝘦̀ 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰, 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘪 𝘴𝘪𝘢 𝘯𝘦𝘭 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰. 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘳𝘱𝘳𝘦𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘧𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘢. 𝘌̀ 𝘦𝘴𝘢𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘳𝘪𝘰.”

J. Lacan, Il Seminario, Libro I, Gli scritti tecnici di Freud [1953-1954], Einaudi, Torino, 2014, p. 89

22/10/2026

✨ SLP Corriere ✨

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𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮" J.-A. Miller, La bussola del controllo: la fiducia nei controllori, in Attualità Lacanian...
16/10/2026

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 "𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮"

J.-A. Miller, La bussola del controllo: la fiducia nei controllori, in Attualità Lacaniana, n. 6, 2006.

“𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘰 𝘳𝘪𝘴𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘻𝘻𝘢 𝘭’𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘢. 𝘓’𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘯𝘦𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘦̀ 𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰: 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘰 𝘭𝘰 𝘳𝘪𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰. 𝘚𝘪 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘰 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪𝘷𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘭𝘱𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪, 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘴𝘪 𝘦̀ 𝘴𝘶𝘱𝘱𝘰𝘴𝘵𝘪 𝘢𝘴𝘵𝘳𝘢𝘳𝘴𝘦𝘯𝘦”, p. 84

Per info sulla giornata 👇
https://www.facebook.com/share/p/1EtbWpJK48/

✨🗓️ 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶 – 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟲28 novembre - MilanoIscrizioni aperte! 👇https://www.sl...
13/10/2026

✨🗓️ 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶 – 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟲
28 novembre - Milano

Iscrizioni aperte! 👇
https://www.slp-cf.it/shop/eventi/controllori-controllanti-iscrizione/

Presentazione della giornata 👇
https://www.slp-cf.it/eventi/giornata-questioni-scuola-2026/

Milano - 28 novembre 2026 - Fast - Piazza Morandi, 2

✨ 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 ✨👂🏻𝑪𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐𝒍𝒍𝒐𝒓𝒊 𝒆 𝑪𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐𝒍𝒍𝒂𝒏𝒕𝒊Milano, 28 novembreFast – piazza Morandi, 2 https://www.slp-...
12/10/2026

✨ 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 ✨

👂🏻𝑪𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐𝒍𝒍𝒐𝒓𝒊 𝒆 𝑪𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐𝒍𝒍𝒂𝒏𝒕𝒊
Milano, 28 novembre
Fast – piazza Morandi, 2

https://www.slp-cf.it/eventi/giornata-questioni-scuola-2026/

Comunicato della Presidente della SLP-cf

Care colleghe e cari colleghi,

il 28 novembre prossimo, i membri della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi si riuniranno per lavorare su una “Questione di Scuola” cruciale per la pratica analitica di ognuno, vale a dire il controllo. Il controllo della pratica è il dispositivo inventato da Freud, con il supporto di Fliess, che viene utilizzato da sempre nel Campo freudiano per interrogare l’esperienza che si produce in un’analisi: un controllante chiede di parlare e di lavorare su un proprio caso clinico con un collega, in genere più sperimentato, il cosiddetto controllore. Jacques Lacan ha inserito il controllo nell’Atto di fondazione della sua Scuola, facendone una pratica non imposta ma che si impone1 per la responsabilità che l’analista si assume ogni volta che decide di accogliere una nuova domanda di analisi. Questo perché il reale senza legge che ogni nuovo caso porta con sé ci obbliga a quello che Lacan ha chiamato l’atto analitico, che si manifesta già nell’accettare la domanda e, in seguito, nell’interpretazione, nella puntuazione, nel taglio della seduta e nel maneggiamento del transfert. Questo è ciò che, in genere, si porta in controllo per verificarne gli effetti, le conseguenze oppure i lapsus.
Nell’orientamento lacaniano, il controllo risponde quindi a un desiderio (di confronto) e al transfert che porta a scegliere un determinato collega: confrontarsi con un controllore per verificare la propria posizione nella cura, per interrogare delle difficoltà o dei punti di impasse, per far emergere meglio la struttura del caso, per controllare che ne è dell’atto analitico, ecc.. Ognuno si presenta con la propria questione, senza uno standard, per mettere alla prova la propria clinica sotto transfert e il reale che vi si incontra.

Sembrerebbe una pratica che si limita a un lavoro epistemico svolto tra due colleghi, a partire da un transfert di lavoro; perché, invece, la Scuola vuole far parlare “controllori” e “controllanti”? Innanzitutto, perché la clinica cambia e, di conseguenza, anche la pratica del controllo (in modo continuo e invisibile2 ) si modifica e anche perché la Scuola, pur non avendo liste di analisti controllori, garantisce ai suoi membri un controllo qualificato che si rende manifesto nelle nostre Giornate di Scuola. D’altro canto, il controllo – che “funge da filtro, o addirittura da rifrattore, del discorso del soggetto”3 – come ci insegna Jacques-Alain Miller “controlla in particolare il rapporto tra il legame e il luogo, controlla se tale rapporto sia effettivamente presente.”4 Da un lato il controllo controlla il legame dell’analista con la psicoanalisi e, dall’altro, serve a “verificare il proprio grado di desoggettivazione nell’esperienza. Sono abbastanza desoggettivato da poter svolgere il ruolo dell’upokeimenon, da poter svolgere il ruolo del supporto, da poter svolgere il ruolo del piedistallo dell’altro? Lo sono abbastanza da poter dividere il soggetto nel mio paziente, oppure il paziente si sta chiudendo in se stesso, si sta cementificando sempre di più?”.5 In questo senso si può comprendere meglio il termine “controllante”: mentre l’analista nel suo atto è in posizione di oggetto, nel controllo egli interviene come soggetto, con tutte le sue incertezze, i suoi dubbi e le modalità di parola che lo caratterizzano.
All’epoca del parlessere e dell’Altro che non esiste, divenire “analisti all’altezza della funzione” è ancora più complesso: non siamo più solo nell’ambito del desiderio – che si interpreta per far essere, seguendo il potere “creazionista” della parola – ma bensì in quello dell’Uno di godimento che itera e che non si tratta di interpretare ma piuttosto di constatare, di far emergere affinché il soggetto possa trovarne un miglior uso. Proprio perché il reale della psicoanalisi non si può insegnare, quello che si apprende in un controllo, mettendoci del proprio, è un nuovo modo di usare la parola perché abbia degli effetti, perché sia “creatrice”, e questo lo si apprende a partire dalla propria esperienza di analisi. Si tratta, allora, di imparare a tacere, di apprendere a cogliere l’occasione giusta per intervenire, di avere un’idea della portata e del peso della parola per colui che viene a parlarci, di fondarsi sulla lettera piuttosto che sul senso, uno per uno.

In questo senso, il controllo ha sempre come punto di mira l’esperienza di analisi che si conclude con la passe. Anche in questo caso, infatti, come ha fatto notare J.-A. Miller, i passeur trasferiscono a un terzo quanto hanno colto del racconto del passant, la sua enunciazione, al di là degli enunciati propriamente detti. “L’analista che si controlla va a raccontare a un altro qualcosa su un terzo, ne racconta le gesta per un altro, per servire un altro. Coinvolge un terzo nella vicenda, e un terzo che può essere coinvolto solo perché vi è già, cioè perché incarna il luogo in qualcun altro.”6 Questo significa che il controllo mette in gioco quello che ognuno di noi intende per psicoanalisi, che nella Scuola di Lacan non è senza passe. Come indica infatti J.-A. Miller, la passe “ha la vocazione di governare ogni psicoanalisi, voglio dire tutti i momenti di una psicoanalisi”7 .

Di tutto questo, discuteremo nella prossima Giornata Questioni di Scuola, a Milano. Vi invitiamo a partecipare numerosi!

Adele Succetti
Presidente SLPcf

Note
1 Cfr. J. Lacan, Atto di Fondazione [1964], in Altri scritti, Einaudi, Torino, 2013, p. 235.
2 J.-A. Miller, La bussola del controllo: la fiducia nei controllori, in Attualità Lacaniana, n. 6, 2006, p. 80.
3 J.-A. Miller, « La confidence des contrôleurs. Le débat. La matinée. », La Cause freudienne, n°52, pp. 142-143. Cfr. J. Lacan, Funzione e campo della parola e del linguaggio, [1953], in Scritti, vol. 1, Einaudi, Torino, 2002, p. 246.
4 J.-A. Miller, Le leu et le lien, Cours de l’Orientation lacanienne, lezione del 15 novembre 2000, inedito.
5 Ibidem.
6 Ibidem.
7 J.-A. Miller, Come finiscono le analisi, Paradossi della passe, Astrolabio, Roma, 2023, p. 67.

Indirizzo

Scuola Lacaniana Di Psicoanalisi/Via Giuseppe Pecchio, 12
Milan
20131

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