17/10/2026
EMERGENCY aderisce alla manifestazione nazionale de “La via Maestra” a Roma.
Andiamo in piazza perché la difesa della salute pubblica e il ripudio della guerra sono diventati ormai inscindibili.
In trent’anni di storia abbiamo visto la guerra da vicino. Sappiamo che è la prima causa di distruzione della salute e della dignità umana nei Paesi in cui operiamo. Oggi vediamo gli effetti della logica bellica anche nel nostro Paese attraverso l’affermarsi del riarmo come scelta prioritaria della politica e della economia.
Miliardi di euro di fondi pubblici vengono sottratti al welfare, alla scuola e al Servizio Sanitario Nazionale per finanziare la spesa militare.
La spesa militare italiana raggiunto nel 2025 circa 45 miliardi di euro, il 1,9% del Pil (Dati Sipri).
A fronte di questo aumento, la sanità pubblica subisce un progressivo definanziamento attraverso quelli che la Fondazione Gimbe definisce "tagli invisibili" per 18,8 miliardi di euro, causati dal mancato adeguamento del fondo sanitario nazionale alla crescita economica.
Con una spesa sanitaria tra il 6,2% e il 6,4% del Pil, l'Italia è ultima tra i Paesi del G7 per investimenti pubblici pro-capite nella salute.
Ogni risorsa investita in armi è una risorsa tolta agli ospedali, alla medicina territoriale, alla prevenzione e alle assunzioni di nuovi medici e infermieri.
Uno studio pubblicato da “The Lancet” conferma che ogni incremento dell'1% della spesa militare riduce gli investimenti sanitari dello 0,62%.
La vera sicurezza di un Paese non si misura dal suo arsenale, ma dalla disponibilità e qualità dei servizi pubblici accessibili a tutti, a partire dai cittadini più vulnerabili.
E soprattutto con il ripudio della guerra, come indica l’articolo 11 della Costituzione, che da mesi ribadiamo con la campagna RIPUDIA insieme a comuni, scuole, istituzioni culturali.
È una scelta urgente, mentre si bombardano civili, centri abitati, ospedali - da Gaza all’Ucraina -, in aperta violazione del diritto internazionale, anche perché il rischio del coinvolgimento diretto di tutti noi nella guerra è sempre più concreto e vicino.