08/06/2026
⚠️ GIÙ LE MANI DAI FENICOTTERI! 🦩
Che la convergenza della mobilitazione in difesa del patrimonio naturalistico e ambientale dell’isola di Sazan e del Parco Nazionale Marino Karaburun-Sazan sia di ispirazione per tutte e tutti noi.
Le cause della privatizzazione di un patrimonio collettivo, come l’area naturalistica protetta dell’isola di Sazan e della laguna di Vjosa-Narta, sono le stesse che incombono sul patrimonio collettivo italiano e milanese, inclusa la Piazza d’Armi e la sua area umida, con le sue oltre 40 specie di avifauna e anfibi, di cui molte sono protette.
A prescindere dal nome del megamiliardario, o del fondo speculativo a capo dell’operazione speculativa.
L’Albania è da anni terreno di conquista da parte dei fondi di investimento, in particolare la città di Tirana, esattamente come accade in Italia e in particolare a Milano.
Esattamente come accade da noi: la gentrificazione felpata provocata dai grandi progetti di “rigenerazione urbana”, non provoca lo stesso sdegno della devastazione ambientale di un parco pubblico, o di un patrimonio collettivo come l’area protetta di Vjosë-Nartë.
Lo sanno bene a Bologna, il Comitato Besta e il Mu.Basta , in lotta al quartiere Pilastro.
Lo abbiamo visto con la mobilitazione NO CANAL contro la cosiddetta “Via d’Acqua” per Expo Milano 2015.
Gli effetti, assai prevedibili e ampiamente previsti, della trasformazione di Milano, accelerata dal “mega evento” (che, ricordiamolo, ha generato un debito pubblico di 2 miliardi e 200 milioni di euro che, prima o poi, dovremo pagare in termini di tagli ai servizi pubblici, come accaduto a Torino per effetto delle Olimpiadi invernali di Torino 2006), non hanno provocato la stessa rabbia e indignazione di quel canale di cemento, largo dai 18 ai 21 metri, che voleva devastare i parchi più belli di Milano: parco di Trenno, Bosco in Città e parco delle Cave, oltre al piccolo ma altrettanto apprezzato parco Pertini.
Lo stesso vale per la sacrosanta mobilitazione in difesa dei fenicotteri e dei pellicani della laguna di Vjosë-Nartë.
La città di Tirana è un luna park per i fondi speculativi, esattamente e forse ancora più di Milano, eppure c’è voluto il vergognoso attacco alle mangrovie, ai delfini e ai fenicotteri dell’area di quel Parco Nazionale Marino di Karaburun - Sazan, da parte di un manipolo di mega miliardari, per far indignare decine di migliaia, che diventeranno verosimilmente centinaia di migliaia, di cittadine e cittadini albanesi, dentro e fuori dall’Albania.
Complici e solidali con la loro lotta, ma anche un invito a riflettere sul fatto che le dinamiche di finanziarizzazione dei territori, fenomeno globale agevolato da una classe politica di servi dei servi dei servi degli speculatori, coinvolge e mercifica ogni aspetto della vita umana e del pianeta.
Per questo diventa essenziale la convergenza di tutte le lotte, dal diritto alla salute alla difesa dell’ambiente, dal diritto alla casa e all’istruzione.
In sintesi: il diritto a una vita degna, con l’area naturalistica di Vjosë-Nartë che resta patrimonio collettivo inalienabile e la Piazza d’Armi che diventa un parco pubblico bello come il Parco delle Cave.
È tutto collegato.
Per questo, sabato 13 giugno saremo in piazza per il diritto alla casa e alla città pubblica.
Ore 16, partenza da piazza del Tricolore.