SOS Villaggi dei Bambini - Italia

SOS Villaggi dei Bambini - Italia SOS Villaggi dei Bambini è la più grande organizzazione impegnata nel sostegno di bambini privi di cure familiari o a rischio di perderle. www.sositalia.it
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Grazie all’adozione a distanza l’associazione è in grado di accogliere migliaia di bambini all’interno dei Villaggi SOS, dove un’educatrice residenziale si prende cura di loro, li segue nel loro percorso scolastico e ricrea insieme a loro un ambiente familiare che permette ai bambini di crescere e diventare adulti indipendenti.

26/05/2026

Accogliere significa anche misurare, comprendere, costruire prove. Il 12 maggio abbiamo presentato presso la Biblioteca del Senato uno studio che rappresenta un passaggio importante per il sistema dell'accoglienza: trasformare percezioni ed esperienze in dati scientifici capaci di orientare interventi più efficaci e percorsi di qualità. Per noi di SOS Villaggi dei Bambini questo lavoro è il risultato di un impegno che parte da lontano, perché lavoriamo ogni giorno per promuovere il diritto di ogni bambino e bambina a crescere in un ambiente sicuro e accogliente. La ricerca, però, ha valore solo se condivisa: con le realtà dell'accoglienza, con le istituzioni, con la magistratura, con i professionisti del settore. Per questo crediamo nel lavoro in rete e nella collaborazione tra organizzazioni, ricerca e politica, affinché le prove possano tradursi in azioni concrete e diritti realmente garantiti. Perché migliorare la qualità dell'accoglienza significa migliorare il futuro di tanti bambini, bambine e famiglie. A raccontare tutto questo nel video è Samantha Tedesco, Responsabile dell'Accademia SOS di SOS Villaggi dei Bambini.

25/05/2026

L’ingresso in comunità può rappresentare un nuovo rischio oppure una possibilità di protezione e crescita. A fare la differenza è la qualità delle relazioni educative.

Nel corso del confronto dedicato all’accoglienza dei minorenni fuori famiglia, Rosalinda Cassibba, docente presso l’Università degli Studi di Bari, ha sottolineato quanto le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi accolti portino con sé storie familiari complicate, ma anche un profondo bisogno di legami sicuri e continuità affettiva.

La ricerca presentata evidenzia come una relazione educativa stabile e di qualità possa diventare un vero fattore di protezione, capace di aiutare i minori a superare le disfunzioni vissute nel proprio contesto familiare.

Tra i dati emersi, uno particolarmente significativo riguarda la presenza dei fratelli, che favorisce il successo dell’accoglienza e restituisce ai ragazzi la possibilità di sentirsi ancora parte di una famiglia. Perché, anche nelle situazioni più difficili, il desiderio di essere accolti e amati continua a rimanere fortissimo.

22/05/2026

Quando si parla di minorenni fuori famiglia, spesso si discutono numeri, strutture e servizi. Più raramente ci si ferma sul cuore dell’accoglienza: le relazioni.

Nel confronto promosso insieme ai tanti attori impegnati nell’accoglienza, Gianni Fulvi, intervenuto per il Coordinamento “5 Buone Ragioni”, ha ricordato quanto il lavoro degli educatori sia fondamentale nella vita di bambini, bambine, ragazzi e ragazze accolti nelle comunità.

“È stata la mia madre terapeutica”, “È stata la figura paterna che non ho avuto”: parole che raccontano cosa significhi davvero prendersi cura di qualcuno.

Per creare legami sicuri e aiutare bambini, bambine e adolescenti a sentirsi amati, gli educatori hanno bisogno però di stabilità, supporto psicologico, riconoscimento sociale ed economico. Perché la qualità dell’accoglienza passa prima di tutto dalla qualità della cura.

21/05/2026

“Non sulle supposizioni, ma sui dati.”

Per garantire interventi sempre più efficaci, servono ascolto, monitoraggio e capacità di mettersi in discussione.

In questo video, Samantha Tedesco, Responsabile dell’Accademia SOS di SOS Villaggi dei Bambini, racconta come il sistema di monitoraggio sviluppato dall’organizzazione aiuti a seguire i percorsi individuali di bambini, bambine, ragazze e ragazzi, ma anche a valutare la qualità complessiva degli interventi educativi.

Dalla partecipazione dei più piccoli al proprio progetto educativo fino ai nuovi bisogni delle famiglie accolte, ogni dato diventa uno strumento concreto per migliorare, orientare le scelte e costruire risposte sempre più adeguate.

La prevenzione della violenza tra pari parte dalle relazioni, dall’ascolto, dalla possibilità, per ragazzi e ragazze, di...
20/05/2026

La prevenzione della violenza tra pari parte dalle relazioni, dall’ascolto, dalla possibilità, per ragazzi e ragazze, di sentirsi al sicuro nei luoghi che vivono ogni giorno.

Oggi Teresa Pietravalle, Referente Formazione dell’Accademia SOS di SOS Villaggi dei Bambini ETS, è intervenuta alla Maratona sul Bullismo 2026 portando l’esperienza dell’Associazione nel lavoro con scuole, famiglie e comunità educanti.

Durante il panel dedicato al ruolo della scuola nella prevenzione e nel contrasto al bullismo, sono stati condivisi anche i dati della ricerca realizzata nell'ambito del Progetto Co-finanziato dall'Unione Europea Applying Safe Behaviours II realizzata con 260 adolescenti tra i 12 e i 18 anni. Un dato su tutti: 8 adolescenti su 10 riconoscono la gravità della violenza tra pari, ma alcune forme di violenza psicologica, come insulti, esclusione e prese in giro, vengono ancora troppo spesso considerate “normali”.

Per questo è fondamentale costruire contesti educativi in cui gli adulti siano formati a riconoscere i segnali e i ragazzi e le ragazze possano essere parte attiva del cambiamento.

Perché sentirsi accolti, ascoltati e rispettati è il primo passo per crescere in sicurezza. 💙

20/05/2026

I dati non sono solo numeri, raccontano percorsi di vita, esperienze, cambiamenti e parlano dell'andamento dell'accoglienza per bambini, bambine, ragazzi e ragazze. Da molti anni raccogliamo dati per comprendere e valutare il nostro operato e l'impatto che i percorsi di accoglienza hanno nel tempo sulle loro vite. Recentemente abbiamo introdotto anche una parte di follow-up, successiva alla conclusione dell'accoglienza, perché crediamo sia fondamentale continuare a porci una domanda: come stanno i ragazzi e le ragazze una volta lasciato il servizio di accoglienza fuori famiglia? Nel video, Samantha Tedesco, Responsabile dell'Accademia SOS di SOS Villaggi dei Bambini, racconta perché osservare il “dopo” sia una parte essenziale del lavoro educativo e di accompagnamento.

19/05/2026

Quando possiamo dire che l'accoglienza è davvero di qualità?
Non esiste un solo elemento capace di determinarlo. È l'insieme di più condizioni, strettamente intrecciate tra loro, a fare la differenza.

Nel video Enrico Moretti, coordinatore insieme a Samantha Tedesco della ricerca di SOS Villaggi dei Bambini presentata il 12 maggio in Senato, racconta i 4 criteri fondamentali individuati per valutare la qualità di un percorso di accoglienza:
🔹 un progetto educativo individualizzato
🔹 una missione coerente con gli obiettivi definiti
🔹 il raggiungimento di almeno il 50% degli obiettivi del PEI
🔹 il coinvolgimento attivo di bambini e ragazzi nella preparazione del progetto di uscita.

Un'asticella alta, ma necessaria: perché l'accoglienza è un percorso che si costruisce insieme.

18/05/2026

Non basta descrivere i fenomeni dell'accoglienza: per costruire percorsi davvero efficaci servire a capire quali fattori incidono sugli esiti positivi nella vita di bambini, bambine e adolescenti accolti fuori famiglia. Nel video, Enrico Moretti racconta il cuore della ricerca coordinata insieme a Samantha Tedesco per SOS Villaggi dei Bambini ETS: “Bambini e ragazzi dimessi dai Villaggi SOS: i fattori predittivi di un'accoglienza di successo”. La ricerca, presentata il 12 maggio presso la Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, ha analizzato nel dettaglio le dimissioni di 499 bambini, bambine, ragazzi e ragazze accolti presso il Villaggio SOS di Vicenza tra il 2018 e il 2024.

Un approccio innovativo che utilizza i dati non solo per leggere il passato, ma per orientare le scelte future, rafforzando interventi educativi sempre più tempestivi, personalizzati e capaci di rispondere ai bisogni reali di ogni persona accolta.

14/05/2026

Dietro le comunità di accoglienza non ci sono slogan o semplificazioni.
Ci sono storie complesse, famiglie diverse, fragilità che cambiano insieme alla società. E soprattutto ci sono professionisti che ogni giorno lavorano per proteggere i minorenni e accompagnare i percorsi di cura e ricostruzione.

Nel suo intervento del 12 maggio presso la Biblioteca del Senato, la senatrice Simona Flavia Malpezzi ha ricordato quanto sia importante raccontare davvero cosa sono le comunità di accoglienza: luoghi in cui il lavoro con le famiglie resta centrale, dove non esiste improvvisazione e dove l’ascolto, le competenze e la collaborazione diventano strumenti fondamentali di tutela.

Le ricerche presentate durante l’evento mostrano risultati, criticità e nuove sfide: dall’evoluzione dei bisogni sociali all’aumento delle vulnerabilità, fino al peso crescente dei costi che incidono anche sui servizi di accoglienza.

Per affrontare tutto questo serve una responsabilità condivisa. E serve una politica capace di ascoltare.

14/05/2026

Il silenzio su certi temi si rompe solo quando la cronaca fa rumore. Ma la tutela dei minorenni non può essere affrontata solo nell'emergenza. Il 12 maggio, presso la Biblioteca del Senato, la senatrice Simona Flavia Malpezzi ha richiamato l'attenzione su una domanda fondamentale: dove siamo, come istituzioni e come società, prima che una bambina o un bambino deve essere allontanato dalla propria famiglia? Parlare di comunità di accoglienza significa parlare di prevenzione, vulnerabilità, sostegno alla genitorialità e responsabilità collettiva. Perché proteggere i minorenni significa costruire una rete che interviene prima, non solo quando il danno è già avvenuto.

Indirizzo

Via Durazzo, 5
Milan
20134

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