L'Associazione Amici di Duccio è un'ente senza scopi di lucro e sostiene la ricerca scientifica nel campo della cura delle leucemie nei bambini e negli adolescenti, promuovendo l’attività creativa di giovani artisti e intellettuali. CHI ERA DUCCIO...E COME LO RICORDANO I SUOI AMICI
Aveva 13 anni Duccio quando il 25 aprile 2003 la sua malattia, una forma grave di leucemia mieloide acuta, dopo tre
anni di cure, lo portò via da questo mondo. Così lo ricordano alcuni suoi compagni di scuola, oggi soci fondatori dell’Associazione Amici di Duccio.
- Bianca
La prima cosa che mi viene in mente quando penso a Duccio sono le mail colorate che mi scriveva; ogni riga di un colore diverso, così che anche le notizie più difficili sembravano meno tristi. Per usare un termine toscano, direi che Duccio era un ganzo: era alto e giocava benissimo a basket, era abbastanza coraggioso da sfidare le maestre, ma anche sensibile e maturo nelle relazioni. Siamo nati lo stesso giorno e ogni 23 gennaio un mio pensiero va sempre a lui.
- Carla
Occhi che si illuminano del suo sorriso, dolce ed intenso. Mi ha lasciato una maglietta Duccio, è stato lui a sceglierla, per un motivo ben preciso.
- Filippo
Duccio era un ragazzo pieno di forza, sempre pronto a ridere e scherzare. Duccio era un compagno di scuola, con cui condividere, felici, le giornate dietro i banchi. In una sola parola, Duccio era un grande amico.
- Francesco
Duccio è stato il mio primo compagno di banco all’inizio della prima media. Ero intimorito, quasi tutti si conoscevano già. Duccio mi ha messo subito a mio agio e mi ha presentato ai nostri vicini di posto. A quell’età Duccio dava l’impressione di essere un ragazzo più grande dei suoi anni, parlava spesso di temi che io non avevo ancora approcciato, sembrava avesse vissuto più di noi. Qualcuno avrebbe potuto darsi delle arie, lui invece sembrava sempre contento di includere le persone vicino a lui. Mi ricordo il suo sorriso è i suoi cappelli a visiera, e le conversazioni via sms che avevamo durante il suo periodo di ricovero. Mi ricordo di camera sua, di quando lo visitavo e ascoltavamo Lucky degli Eiffel 65. Era un ragazzo pieno di vita e di gioia, è tuttora è presente nei miei pensieri.
- Irene
Duccio aveva una sensibilità rara, riusciva sempre a trovare il bello ovunque. Amava relazionarsi con tutti, ridere e scherzare e con lui era impossibile perdersi in tristezze: una sua battuta, un suo sorriso e una sua coccola ti riportavano subito il buonumore. Era un sognatore con un animo dolcissimo. Un combattente con un cuore pieno d'amore. Duccio è stato un mio grande amico e il suo cuore dolce, il suo sorriso enorme e i suo occhi blu rimarranno sempre con me.
- Lorenzo
Duccio era alto, bello, occhi chiari e con un accento toscano marcato. Un mix per me assai esotico e cosi mi apparve quando un giorno me lo trovai in classe, compagno di banco, che mi parlava di cose nuove, da grandi, estranee al mio mondo di bambino. Penso che Duccio attraverso la sua amicizia e poi la malattia un po’ mi abbia fatto diventare uomo.
- Toni
Duccio era sorprendentemente sapiente per la sua età. Esprimeva questa sapienza gioiosamente, con spiccata individualità, energia e modestia. Allo stesso tempo mi faceva sentire protetto, come se fossi il suo fratellino. Compresi la travolgente personalità di Duccio solo durante l'adolescenza, e lì notai che da sempre mi inspiravo a lui.