Progetto Natura ETS

Progetto Natura ETS La nostra associazione ha come obiettivo tutelare e promuovere la biodiversità e la sostenibilità

Operiamo con passione e innovazione nel campo della conservazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale; analizzando il contesto socio ambientale e le diverse esigenze dei portatori di interesse, ideiamo e realizziamo soluzioni e azioni concrete di conservazione, comunichiamo e condividiamo i risultati con il pubblico, per creare casi studio e reti di collaborazioni.

🦈 Gli squali sono animali incredibilmente affascinanti, ma troppo spesso vittime del mercato illegale.Lo sapevi che a vo...
25/06/2025

🦈 Gli squali sono animali incredibilmente affascinanti, ma troppo spesso vittime del mercato illegale.
Lo sapevi che a volte i tranci di pesce venduti in pescheria con nomi commerciali come "palombo" o "verdesca" sono in realtà carne di squalo?

🎬 Shark Preyed è un documentario potente che svela il lato nascosto del commercio ittico e racconta la vita di questi affascinanti predatori, minacciati dall’ignoranza e dalla mancanza di tutele.

Il documentario a cui abbiamo assistito alla première a Milano in è frutto della collaborazione tra Marco Spinelli, documentarista e videomaker, e Andrea Spinelli, biologo marino. La loro passione condivisa per il mare li ha portati a unire immagini potenti e ricerca scientifica per farci scoprire la vera natura degli squali e per far luce sulla realtà che si nasconde dietro i banchi del pesce.

A noi è piaciuto tantissimo, ci ha affascinato, emozionato e indignato!
Non perdetevelo, ora è disponibile su Prime Video!

Proteggiamo il mare, partiamo dalla consapevolezza.

Una piazza verde è sempre una piazza “amica della biodiversità”? Non proprio.�Uno studio ha dimostrato che non basta pia...
23/06/2025

Una piazza verde è sempre una piazza “amica della biodiversità”? Non proprio.
�Uno studio ha dimostrato che non basta piantare alberi per rendere uno spazio urbano favorevole alla biodiversità.
La chiave non è “quanto verde c’è”, ma quale tipo di verde, come viene distribuito, e quanto spazio viene lasciato alle esigenze delle specie animali e vegetali.

Nel carosello ti raccontiamo cosa influisce davvero sulla biodiversità urbana e perché progettare una piazza con consapevolezza ecologica può fare la differenza.

Anche noi studiamo le relazioni ecologiche tra il verde urbano e la biodiversità: se vuoi saperne di più seguici o scrivici.

Il Colombaccio (Columba palumbus) è ormai parte integrante dell’avifauna urbana europea con popolazioni in aumento. Uno ...
19/06/2025

Il Colombaccio (Columba palumbus) è ormai parte integrante dell’avifauna urbana europea con popolazioni in aumento. Uno studio condotto a Saragozza ha approfondito le esigenze ambientali di questa specie per pianificarne la gestione: se da un lato infatti questa specie ha un ruolo importante come preda di rapaci di interesse conservazionistico (in Spagna ad esempio l'Aquila del Bonelli), negli ambienti urbani non è percepita positivamente perchè può generare disagi per l'accumulo di escrementi e per la trasmissione di zoonosi.
Lo studio ha censito oltre 1.500 nidi attivi in città e ha rilevato che la specie predilige gli alberi sempreverdi e si concentra soprattutto lungo le strade, dove i predatori sono meno presenti. I risultati della ricerca hanno fornito delle indicazioni per armonizzare la tutela della specie con le esigenze dei cittadini. Ad esempio dato che la specie ha mostrato spiccate preferenze per alcune specie di alberi, è opportuno piantare queste specie lontano da panchine o parchi giochi, per non favorire la sovrapposizione della presenza del colombaccio con quella dei cittadini.

Studiare la biodiversità urbana permette la coabitazione riducendo i conflitti tra umani e fauna selvatica.

È importante l'educazione ambientale nella conservazione della biodiversità? A questa domanda ha dato un contributo uno ...
17/06/2025

È importante l'educazione ambientale nella conservazione della biodiversità? A questa domanda ha dato un contributo uno studio condotto tra gli studenti delle scuole secondarie in villaggi rurali del Distretto di Ngorongoro in Tanzania, nel Parco Nazionale del Serengeti, che ha valutato l'impatto di un programma educativo sugli atteggiamenti legati alla tutela della biodiversità.
Ai ragazzi è stato sottoposto un questionario, prima e dopo tre giorni di attività legate alla comprensione dei problemi ambientali dell'area e dei servizi ecosistemici, per capire come la scuola possa diventare uno strumento per la promozione di valori ecologici e comportamenti a sostegno della biodiversità.

Dopo un intervento di tre giorni, si sono registrati miglioramenti significativi nella comprensione dei servizi ecosistemici e delle minacce ambientali da parte dei ragazzi. Alcuni cambiamenti negli atteggiamenti sono emersi, soprattutto nel modo di vedere la fauna selvatica.
Tuttavia, per produrre un vero cambiamento culturale, servono programmi più lunghi, continui e integrati nei curricula scolastici.�L’educazione ambientale funziona, ma ha bisogno di tempo e strutture adeguate. Trovi l’articolo pubblicato da Environmental Education Research nel link in bio.
Noi ci dedichiamo ogni giorno alla diffusione di questa nuova cultura. Vuoi essere dei nostri?

Il cuculo (Cuculus canorus) è famoso per il suo comportamento riproduttivo unico: non alleva i propri piccoli, ma sfrutt...
15/06/2025

Il cuculo (Cuculus canorus) è famoso per il suo comportamento riproduttivo unico: non alleva i propri piccoli, ma sfrutta i nidi di altre specie. Questo fenomeno, chiamato parassitismo di cova, è il risultato di un lungo processo evolutivo.

Ogni femmina si specializza nel “parassitare” una specifica specie ospite, e le uova deposte risultano quasi indistinguibili da quelle della specie scelta. L'uovo intruso è il primo a schiudersi ed il piccolo cuculo di istinto, spinge le altre uova fuori dal nido così da rimanere l'unico e focalizzare su di sè gli sforzi dei genitori adottivi per nutrirlo. I genitori adottivi spinti dall'istinto rinforzato dagli ormoni, continuano a nutrire il "piccolo" che spesso diventa molto più grosso degli adulti.
Questo comportamento ha influenzato anche le specie ospiti, che hanno evoluto strategie per riconoscere le uova estranee.

Conoscevate già questa curiosità? Se volete approfondire questo mondo così affascinante, la nostra associazione è sempre aperta a nuovi volontari!

BiodiverCity nasce nel 2021 con un obiettivo preciso: proteggere la biodiversità urbana milanese e promuovere una gestio...
26/05/2025

BiodiverCity nasce nel 2021 con un obiettivo preciso: proteggere la biodiversità urbana milanese e promuovere una gestione più attenta degli spazi verdi.

Lo facciamo costruendo reti tra cittadini, scuole, istituzioni e ricercatori, perché solo un approccio integrato permette interventi efficaci e duraturi.
Ogni anno raccogliamo dati, sviluppiamo progetti educativi, collaboriamo con enti pubblici e accompagniamo sul campo chi vuole capire meglio come funziona l’ecosistema urbano.
Se vuoi sapere come partecipare o sostenere il progetto, scrivici: ogni contributo è utile!

Non è una scelta casuale: il picchio nero racconta molto di noi.È una specie affascinante, simbolo di resilienza, e capa...
18/05/2025

Non è una scelta casuale: il picchio nero racconta molto di noi.
È una specie affascinante, simbolo di resilienza, e capace di scavare nidi che diventano rifugio per decine di altre specie.�Ma è anche una storia personale: è da qui che è cominciato tutto, con la prima ricerca del nostro presidente.�

Oggi è una specie protetta a livello europeo, che continua a riconquistare territori da cui era scomparsa.�Per questo è diventato il nostro emblema: resiliente, necessario, sorprendente.�
Proprio come dovrebbe essere ogni progetto di conservazione.

Integrare l’estetica nel verde urbano: perché è importante farlo con metodoProgettare il verde urbano non significa solo...
15/05/2025

Integrare l’estetica nel verde urbano: perché è importante farlo con metodo

Progettare il verde urbano non significa solo piantare alberi. Significa costruire spazi che siano ecologicamente funzionali e percepiti come significativi dalle persone. L’estetica, in questo processo, ha un ruolo più importante di quanto si pensi.

Una recente revisione sistematica di 26 studi internazionali ha messo in luce come la percezione estetica degli ambienti naturali influenzi il benessere individuale e il coinvolgimento nella tutela della biodiversità. Tuttavia, la relazione tra biodiversità reale e apprezzamento estetico non è lineare: in alcuni casi, paesaggi ricchi di biodiversità non vengono riconosciuti o valorizzati come tali da chi li osserva. Questo fenomeno è noto come “people–biodiversity paradox”.

Le cause sono complesse: contesto culturale, tipo di paesaggio, aspettative visive, ma anche il livello di alfabetizzazione ecologica degli osservatori. Chi ha maggiori conoscenze ecologiche tende, infatti, a riconoscere meglio la biodiversità e ad apprezzarne maggiormente il valore estetico.

Il problema è che la ricerca, ad oggi, utilizza criteri molto eterogenei: le scale di valutazione non sono sempre adeguate, le tecniche statistiche sono spesso incoerenti e mancano standard comuni. Questo rende difficile confrontare i dati, interpretare i risultati e, soprattutto, trasformare queste conoscenze in buone pratiche di pianificazione urbana.

Integrare estetica e biodiversità non è un esercizio decorativo, ma un passaggio chiave per promuovere la connessione tra persone e natura. Per riuscirci, serve un cambio di paradigma: approcci interdisciplinari più solidi, strumenti statistici adatti e una progettazione che tenga insieme ecologia, percezione e benessere.

📖 Fonte: Tandfonline

Indirizzo

Via Wildt 19
Milan
20131

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