Donne del Nuovo Rinascimento

Donne del Nuovo Rinascimento Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Donne del Nuovo Rinascimento, Organizzazione no-profit, Milan.

Incontri, confronti e tavole rotonde nell'ambito del Festival del Nuovo Rinascimento sul tema del ruolo della Donna del XXI secolo, promosse da Rosella Maspero e Davide Foschi

Voglio porgere un ringraziamento ancora una volta proprio in questa giornata a   per il grande capolavoro che ha regalat...
08/03/2024

Voglio porgere un ringraziamento ancora una volta proprio in questa giornata a per il grande capolavoro che ha regalato al mondo nel 2023 con il suo film "C'è ancora domani", un artistico promemoria della storia recente e per i diritti delle donne conquistati con immensa fatica che è bene non dare mai per scontati, seppur acquisiti ma mantenere sempre vivi come come capisaldi per la costruzione della nostra libertà e della nostra democrazia.
Pensando alla nostra concreta libertà nuove conquiste ci attendono ancora e dobbiamo divulgare le notizie che ci parlano ancora, ahinoi, numericamente, del gender gap, ancora esistente in maniera marcata in merito all'occupazione femminile ed alla relativa retribuzione. Uno scoglio che concerne il superamento dello scarso tasso di occupazione femminile riguarda la maternità, scegliere di essere madri, nel mondo (non solo in Italia) quasi sempre si scontra con la possibilità di iniziare, continuare, sviluppare la propria carriera lavorativa a quanto pare non solo, come molti ritengono, nel primo anno dalla nascita, ma fino al compimento del decimo anno dei figli (vedi articolo del 6 marzo 2024 sezione Affari&Finanza di la Repubblica dal titolo "Carriera e stipendio" di Daniela Hamaui che riporta la tesi di tre ricercatori - Henrik kleven , Camile Landais e Gabriel Leite-Mariante confluita nello studio "The Child Penalty Atlas"). Di che pensione potranno mai godere le donne che hanno rinunciato per anni a lavorare per dedicarsi esclusivamente alla famiglia? Inutile continuare con i soliti complimenti per il sacrificio fatto perché alla lunga pure questo ringraziare è una forma di regolarizzazione della sottomissione che fa permanere la concreta mancanza di aiuto ed occorre cambiare.
Immagino che qualcosa nel sistema non possa funzionare per colmare il gap probabilmente perchè il sistema non è realmente pensato anche per le donne e dalle donne stesse. Solo continuando a fare focus su qualcosa, continuando a parlarne possiamo far sì che diventi veramente un tema da affrontare con nuovi modi di affrontare l'economia e l'armonia fra le persone. Perchè ricordiamoci che tutto questo si traduce anche in disarmonia fra uomini e donne con effetti molto concreti. Uniamo allo scambio di mimose, al dono della mimosa la promessa reciproca consapevole che la mimosa non basta al cambiamento, è un segno, un simbolo ancora oggi importante per dire che abbiamo ancora tanto da fare. La torta mimosa è dolce ma senza cambiamento concreto il futuro per le bambine e le ragazze che stanno crescendo e studiando oggi rischia di essere amaro. Se vogliamo gioire davvero per la straordinarietà delle donne bisogna ricordarsene in termini di diritti a tutti i livelli, anche di retribuzione oltre che di rispetto, ricordarcene sempre in termini di professione, per la competenza e la professionalità acquisite, esperite e messe in campo e spesso invece ignorate o date per scontate (anche per non riconoscere il valore del lavoro svolto in termini economici. Se viene banalizzato non conta, non vale nulla). Il gap, da un punto di vista meramente quantitativo (non sto giudicando qui le opere ma riporto un mero dato numerico), lo si incontra anche nel mondo artistico se si pensa che il prezzo più alto raggiunto in asta da un'opera di un artista vivente di sesso maschile (Jeff Koons, Rabbit) è di $ 91.1 mentre quello di un'opera di un'artista di sesso femminile (Jenny Saville, Propped) è di $ 12.4 milioni con un divario di $ 78,7 milioni di differenza. (fonte , articolo di Anna Detheridge pubblicato il 5 marzo 2024 dal titolo "da Carla Lonzi a Jenny Saville. Il pensiero femminista e l'arte delle donne). Rimanendo collegati al tema "quantitativo" probabilmente c'è proprio una quota misurabile di misoginia presente nel substrato culturale di ciascuno (in noi donne è purtroppo ancora molto forte) tale che ancora oggi, in un mondo che ormai sgomita per creare la migliore intelligenza artificiale, forse, mi vien da pensare, finiamo tutti per rispettare di più oltre che l'uomo, sempre al centro del mondo, anche uno smartphone o una app di AI che la donna, mantenendo attivo un divario che passa dalla quotidianità di ciascuno. Penso che per superare il gap occorra sviluppare un nuovo linguaggio in modo che ciascuno sia più consapevole delle pietre acuminate che oggi scaglia con noncuranza verso le donne per scegliere di non utilizzarle più e creare un modo nuovo di esprimersi e di considerarsi (a partire anche dalle donne medesime verso altre donne). E qui veniamo all'altro tema, la violenza contro le donne che incarna l'idea di una donna oggetto e che priva la donna della sua libertà di scelta. Non crediamo che sia giunto il tempo di esser tutti meno trogloditi e inariditi? Impariamo a rispettarci. La via per l'evoluzione che porti di giorno in giorno un maggior equilibrio ci richiede esercizio pratico e costante di ascolto ed autoascolto, attenzione e pratica della consapevolezza. Vuol dire staccarsi da questo strumento tecnologico per accordarci alle corde dell'anima che mi pare di poter affermare oggi vadano dall'impolverato all'arrugginito per essere ottimista.
Chiudo augurando a tutte e a tutti una giornata di luce interiore riprendendo una celebre frase della filosofa e scrittrice Simone de Beauvoir, una delle voci femminili più importanti del Novecento:
" Il presente non è un passato potenziale, è il momento delle scelte e dell'azione" (1947, "Pour un morale de l'ambiguité").

Due grandi donne, due stelle una delle quali ora brilla in cielo. Mi permetto di pensarle come Donne del Nuovo Rinascime...
26/05/2023

Due grandi donne, due stelle una delle quali ora brilla in cielo. Mi permetto di pensarle come Donne del Nuovo Rinascimento, esempi per le altre donne. Mi è piaciuto molto il modo in cui Elisa ha tratteggiato Tina Turner nel suo saluto, usando delicatezza ricordando il loro incontro e dipingendo anche un passaggio epocale. Il grande talento portato alla luce con cuore, coraggio e, nonostante il grande successo, umiltà. La loro foto insieme è splendida. "You're simply the best"...❤️‍🔥❤️‍🔥❤️‍🔥
Ross

Grande Tina,
ricordo sempre la tua dolcezza.
Con me sei stata gentile e professionale e da subito ho
letto nei tuoi occhi un profondo orgoglio e rispetto per me che ero una giovane
compositrice e produttrice che si era imbattuta nel miracolo di incontrarti ed
essere in uno studio con te.
In quella giornata a Zurigo, davanti al lago, eri come una
fata del rock’n’roll. Con le tue ballerine tigrate ai piedi e le tue gambe
sempre bellissime fasciate nei fuseaux neri lucidi.
Hai cantato la canzone che avevo scritto per noi, in
mezz’ora avevi finito. Umile come pochi. Una forza della natura, nessun
autotune e nessun effetto. Tu e la tua aura.
Accendevi ogni parola e ogni nota, le infiammavi. Come una
leonessa. Una forza gentile, però. Saggia. Materna. Una protettrice.
Io ero poco conosciuta all’estero, non avevo nessun team di
discografici e manager internazionali a sponsorizzarmi, e avevo appena fatto un
disco prodotto da Glen Ballard, ma in cui per l’ennesima volta non ero scesa a
nessun compromesso e avevo fatto quello che sentivo e basta, affrontandone le
conseguenze nel bene e nel male come sempre.
Caterina aveva fatto in modo che ti arrivasse il mio demo.
Tu eri lì perché ti era piaciuta la canzone, e credevi in
quel progetto. Il nostro duetto è nato in totale libertà artistica.
Mi hai detto che eri felice di vedere giovani donne come me
scriversi le canzoni e arrangiarsele e prodursele da sole. Mi hai detto che era
un passo in avanti, che quando eri giovane tu, questo non esisteva perché era
tutto in mano agli uomini.
Ci sono tanti tipi di violenza, e tutti lasciano dei segni.
Ma anche la gentilezza, la dolcezza, accompagnate dalla determinazione,
lasciano un’eredità. Lasciano un bene.

Tu lasci un bene grande.
Grazie per aver creduto in me.
Grazie per la gentilezza e la dolcezza.

TVB per sempre.
R.I.P.

Eli

Grazie a Doris Harpers
30/03/2023

Grazie a Doris Harpers

🦋🐞🐛🪲🌹 Vi è mai capitato di vedere una banconota da 500 dei vecchi marchi tedeschi? Se la risposta è sì, questo volto non vi è sconosciuto perché era proprio quello ritrattovi.

È della naturalista e pittrice tedesca Maria Sibylla Merian, vissuta tra il 1647 e il 1717, una vera pioniera nello studio delle scienze naturali e nel disegno. La sua passione per gli insetti, per l’osservazione naturalistica, le ricerche, le tavole e i disegni che ne seguirono, le straordinarie opere pubblicate, la resero subito famosa e lasciarono letteralmente il segno nella storia dell’illustrazione scientifica.

Non soltanto la sua vita lavorativa ma anche quella privata gravitò attorno all’arte: il papà, perso in tenera età, era stato un famoso incisore, il patrigno, da cui ricevette la formazione artistica, fu a sua volta pittore naturalista, e anche il marito si distinse come pittore quadraturista specializzato in disegni prospettici di architetture. Due anni dopo il matrimonio, nel 1667, Maria Sibylla si trasferì a Norimberga e cominciò ad interessarsi agli insetti, a studiarli, osservandone gli sviluppi da bozzoli a farfalle, e soprattutto a disegnarli. Su questi disegni si concentrò la prima opera, pubblicata nel 1675, “Il nuovo libro di fiori”, apparso poi qualche anno dopo in una celebre ristampa in due volumi “Florum fasciculi tres” comprendente 36 tavole di fantastiche illustrazioni.

Seguirà dopo qualche anno il volume “La meravigliosa metamorfosi dei bruchi e il loro singolare nutrirsi di fiori” con straordinari disegni di farfalle e fiori e, non meno interessante, scritto in tedesco, fatto questo che rese il testo ancora più famoso ma allo stesso tempo ne sminuì il valore agli occhi degli uomini di scienza che mal vedevano una pubblicazione scientifica non redatta nella canonica lingua latina.

Fallito il matrimonio nel 1685, Maria Sibylla si trasferì in una comunità pietistica nei Paesi Bassi e poi ad Amsterdam e nel 1867 partì, accompagnata da una delle due figlie, per il Suriname, dove per due anni fu a capo di una spedizione scientifica, organizzata grazie a un prestito del borgomastro di Amsterdam, che le permise di esplorare da vicino la natura e i suoi protagonisti. Nel 1701 rientrò nei Paesi Bassi e nel 1705 diede alle stampe la sua terza e ultima opera: la celeberrima “Metamorfosi degli insetti del Suriname”, in cui confluirono non soltanto i risultati dei due anni di studi e ricerche sul campo ma quelli di tutta la sua arte, dando prova di eccelse abilità con illustrazioni naturalistiche di rara bellezza che hanno reso il lavoro di Marie Sibylla Merian unico nel suo genere.

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Milan
20143

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