18/08/2023
Alessandro scrive:
"È buffo... Buffo pensare come cambia una situazione a seconda del punto di vista da cui la si vive o si osserva.
Quando parlo della dialisi con qualcuno che é digiuno dell'argomento, quasi sempre, il primo commento è:" Ma ti bucano con due aghi ogni volta?!?". Per chi vive al di fuori di questa realtà, il problema maggiore di questa condizione sono gli aghi, mentre per chi, deve conviverci invece ogni giorno, è il problema minore. Probabilmente colpisce di più perché è qualcosa di fisico e tangibile con cui tutti possono confrontarsi, a chi non è mai capitato di farsi bucare per un banale prelievo?? Ma scostando invece per un attimo il velo del "banale", ci troviamo di fronte a problematiche ben più complesse.
La più dura di tutte, quella con cui devi convivere 24 ore su 24 è la sete. Non espellendo praticamente più liquidi nella consueta forma di p**ì, tutto ciò che bevi, lo accumuli e a differenza di quello che molti pensano, non è una sete psicologica dettata dall'impossibilità di bere, ma è reale, perché viviamo con il sangue "sporco" tutto il tempo, ed il cervello, come primo input, ti invita a bere per diluirlo. Non so se qualcuno ha mai provato ad avere sete e non poter bere, ecco, prendete quella sensazione e rendetela costante, tutto il giorno, tutti i giorni, per anni. Dopo il bere, c'è il mangiare, perché non si può ingurgitare tutto quello che si vuole. Banditi formaggi, pesce, frutta e verdura, in pratica, se dovessimo seguire la nostra alimentazione alla lettera, vivremmo di carne e carboidrati e non per seguire la moda del momento, ma per non morire.
Ultimo, ma non ultimo, almeno per una persona giovane, la possibilità di viaggiare. Bisogna ingegnarsi spostandosi nel periodo tra una dialisi e l'altra, il che comprende un massimo di due giorni e mezzo, oppure, per superare questo limite fisiologico, trovare dove poter fare la terapia, il che richiede molto tempo di anticipo e spesso, il dover cambiare piani e destinazione, adattandoli alle disponibilità della struttura che si riesce a trovare, specialmente se ci si muove d'estate.
A te, oh coraggioso, che sei arrivato fino a questo punto a leggere questo lungo e noioso poema, cosa voglio dire? Parlane, fai sapere al mondo che razza di vita si fa con questo problema, aiutaci a convincere quante più persone e' possibile a donare gli organi, perché un morto non beve, non mangia, non viaggia, ma a noi piacerebbe molto tornare a farlo... Grazie"