Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana - Milano

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Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana - Milano Siamo un gruppo che promuove l’adorazione e la meditazione. Dal 2017 ci incontriamo il mercoledì dalle 19.30 alle 20.15 nella Ca****la S.

Giuseppe (Milano Turro). Proponiamo per la meditazione silenziosa il metodo di John Main, monaco benedettino.

02/08/2026

Pause di silenzio e solitudine durante le vacanze

E’ opportuno, durante le vacanze, cercare di trascorrere un po’ di tempo in solitudine e in silenzio.

Alcuni processi mentali di grande potenza creatrice possono avvenire solo a particolari condizioni: il tempo, il non forzare, la solitudine, il silenzio

Quando dobbiamo risolvere un problema, anche grave, non dobbiamo forzare la mente. Al contrario, dobbiamo creare calma e distensione. Quando la mente lavora da sola, non obbligata o sotto pressione degli stimoli esterni, risolverà essa stessa il problema, senza il vostro intervento volitivo.

Soltanto nella solitudine e nel silenzio la mente funziona perfettamente e al massimo del proprio potenziale. La possibilità di analizzare e associare contenuti, concetti, idee, di esaminare tattiche, di creare strategie e di alternarle, di avere intuizioni e di fare progetti, di entrare in contatto, soprattutto con l’Assoluto, si realizza attraverso il pensiero e la capacità della persona di stare da sola.

Preghiera e meditazione incentivano questo processo.

Valerio Albisetti, Il benessere della solitudine, Ed. Paoline, pp 128 – 131

Quali noi vogliamo essere trovati nel momento della preghiera tali dobbiamo essere prima di disporci a pregare. É infatt...
30/06/2026

Quali noi vogliamo essere trovati nel momento della preghiera tali dobbiamo essere prima di disporci a pregare.
É infatti necessario che, nel momento della preghiera, la mente si trovi nello stato in cui si trovava in precedenza: ne segue allora che essa, disponendosi a pregare, o si eleverà alle sublimità del cielo, oppure sarà trascinata alle cose della terra, vale a dire rimarrà in preda ai pensieri, in cui essa prima s'era trattenuta.
Giovanni Cassiano (X Conferenza)

28/05/2026

Occorre comprendere che il cammino della meditazione è una via di purificazione, che spesso è aspra, gravosa. Bisogna però capire che dobbiamo spogliarci di tutto ciò che intralcia la nostra disponibilità alla pura energia di Dio. L'egoismo, il desiderio, il possesso devono andarsene, e ciò è doloroso. Eppure ciascuno di noi si deve predisporre a una certa sofferenza implicita nell'abbandonare le strade conosciute, il vecchio sé, e nell'aprirsi a questa nuova vita, a questa nuova strada, la via di Dio.
Dovremmo essere incoraggiati e rincuorati, perché la forza per resistere non è solo donata a ognuno di noi, ma è infinita. La forza che risiede nel cuore di tutti noi per seguire tale strada è esattamente la stessa che Dio ha esercitato in Cristo quando lo ha resuscitato dai morti. Accettando la disciplina meditativa nel rimanere presenti a noi stessi, a Dio, ogni mattina ed ogni sera, ci apriamo a quella forza, a quell'energia vivificante che è la sorgente di tutta la vita e di tutto l'amore. Quali che siano le sfide, le difficoltà e la softe-renza, quella forza è sempre con noi.
John Main - Being on the Way

05/04/2026

La Domenica di Pasqua è il giorno più lungo di tutti. Poiché è accaduta una volta nel tempo, è diventata ogni giorno.

Essa sgorga dalle profondità ataviche della creazione, dove l’amore di Gesù penetra mentre “discende agli inferi”. Emerge alla superficie del mondo visibile e continua a espandersi all’indietro e in avanti nel tempo. La parola “harrow” è un termine dell’inglese antico che significa saccheggiare o depredare: ciò che i vincitori spesso fanno in modo violento e vendicativo.

Ma questa “discesa” è un’opera cosmica di liberazione universale, una riconciliazione totale che libera tutte le creature dalla loro schiavitù alla corruzione e alla morte. L’entropia ha trovato il suo avversario nell’energia creatrice illimitata del Verbo di Dio che ha portato tutte le cose all’esistenza. Il karma ha incontrato una legge più alta: non solo subire le conseguenze di azioni e pensieri, ma essere abbracciati dalla legge dell’amore che tutto trascende. Regna il perdono, non la competizione per il potere. Siamo messi di fronte al fatto che possediamo il più grande potere: quello di perdonare.

La Risurrezione è iniziata il Venerdì Santo, quando Gesù esalò l’ultimo respiro e si consegnò irrevocabilmente al Padre, suo Padre e nostro Padre, come ci ricorda. La sequenza degli eventi che siamo costretti a immaginare per spiegare questo unico sguardo totalizzante della compassione divina non dovrebbe intrappolarci nell’idea che ciò che accade “nell’eternità” abbia un inizio o una fine. La Pasqua esiste nella Creazione originaria.

Oggi respiriamo la Pasqua con la pace che Gesù insuffla in noi, anche mentre restiamo rannicchiati dietro porte chiuse per paura e vergogna. È l’eterno presente di Dio reso presente nell’intera dimensione spazio-temporale della realtà umana. Tutto è stato “raggiunto” e trasformato: ieri, oggi e domani.

La tragedia della Croce, che umilia l’umanità, è stata attraversata e redenta. La triste, vuota attesa del Sabato Santo è toccata dalla stessa redenzione del tempo. L’illuminazione della Risurrezione non è come un lampo fugace: è il processo e il compimento di ogni coscienza, che inizia con il nostro primo respiro e, al momento opportuno, ci conduce nell’eternità. È la luce in noi. Dobbiamo solo risvegliarci e fidarci di essa.

Grazie per aver percorso con noi il lungo cammino della Quaresima. Oggi possiamo vedere meglio cosa tutto questo significa. E come Maria Maddalena, che per prima riconosce Gesù risorto perché lui ha riconosciuto lei, possiamo fare esperienza e gustare il reciproco riconoscimento dell’amore. È un amore così totale che non abbiamo più bisogno di trattenerlo, né di trattenere altro. Siamo stati liberati. Corriamo dunque a servire il compimento della nuova creazione che è iniziata.

Laurence Freeman

18/03/2026

Se la nostra meditazione è regolare, scopriremo che esiste una quiete nel mezzo di tutta la nostra attività. In effetti, cominciamo a renderci conto che l’attività scaturisce proprio da questa quiete.

È una quiete che scopriamo attraverso la meditazione, la quiete nella quale impariamo ad amare noi stessi, ad accettarci, a conoscerci e a trascenderci.

Questa quiete non è in contraddizione con l’azione. Al contrario, è la vera ragione dell’azione, è l’energia stessa dell’agire.

Laurence Freeman

01/03/2026

Scopri SOUL 2026, il festival della spiritualità a Milano. Dal 18 al 22 marzo, cinque giorni di dialoghi, musica e riflessioni sul tema del Mistero. Partecipa ora.

01/03/2026

Matteo 17,1-9 – La Trasfigurazione

La settimana scorsa eravamo in un deserto ad affrontare i nostri demoni, per poi essere accuditi da angeli che trascorrevano un po’ di tempo a consolarci. Questa settimana siamo sulla cima di una montagna avvolta nella nebbia e il nostro amato, benché misterioso ed elusivo maestro, si rivela a noi in un modo che infrange ogni speranza di una reale intimità con lui. Lo vediamo (come Arjuna vide Krishna nel capitolo 11 della Bhagavad Gita) nella sua gloria cosmica, il suo corpo fisico e tutto il suo essere abbagliantemente traslucidi. Vediamo ciò che forse avevamo intuito: che la verità di lui trascende il regno del tempo e dello spazio nel quale ci sentivamo attratti da lui. Forse siamo immensamente privilegiati nel poter assistere a questo, ma siamo del tutto incapaci di rispondere adeguatamente e così distogliamo lo sguardo, presi dal terrore. Poi, senza che ce ne accorgiamo, egli si avvicina di nuovo in un modo che riconosciamo, ci tocca e ci dice di non avere paura. È di nuovo come lo abbiamo sempre conosciuto, eppure non potremo mai dimenticare ciò che abbiamo visto, anche se potremmo desiderarlo.

Non sarebbe bello se potessimo accontentarci di vedere le cose soltanto a livello dell’apparenza? Eppure, anche quando non viviamo uno di quei rari momenti in cui intravediamo il reale nell’irreale, l’eterno nel transitorio, anche quando siamo comodamente immersi nel livello ordinario della consapevolezza, non possiamo fare a meno di percepire che ciò che appare non è mai tutta la verità. La vita comporta il rischio che una verità accecante possa irrompere in qualsiasi istante attraverso ciò che ci è familiare e sconvolgere ogni cosa. La desideriamo quasi quanto la temiamo.

La paura è istintiva, chimica e autocentrata: l’amigdala invia segnali di SOS all’ipotalamo e ricevo una scarica di adrenalina e cortisolo. Si tratta di salvare la mia vita così come la conosco ed evitare il rischio di conoscerla in qualsiasi altro modo, perché potrei perderne il controllo. Così mi ritraggo di fronte a ogni cambiamento di uno schema familiare e cerco disperatamente di restare al sicuro dove sono, anche se si tratta di un luogo e di uno schema autoimposto di vergogna. La paura ci fornisce la ragione per non correre il rischio che uno schema imprigionante si dissolva.

Anche quando cerchiamo di essere liberi e creativi, la paura ci blocca immaginando esposizione e rifiuto. La possibilità di provare e fallire è terrificante. Esitiamo persino davanti a una piccola decisione che potrebbe cambiare le cose. Se ci proviamo, ci fermiamo a metà strada, sentendoci inautentici nel processo incompiuto che potrebbe trasformarci. Torno indietro oppure avanzo a passo di lumaca. Se qualcuno, qualcosa, in qualche modo non si avvicina, non ci tocca e non ci dice di non avere paura, potremmo non ritrovare mai il coraggio di essere umani e vivi.

Questa storia mi colpisce meno come una manifestazione di gloria che risplende attraverso la superficie e più come una rivelazione di tenerezza e pazienza che ci tocca più in profondità della pelle delle cose, suggerendo una prova di ciò che Dio è veramente: molto più simile a noi di quanto pensiamo.

Laurence Freeman

10/02/2026

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01/02/2026

La meditazione è una disciplina, un processo di apprendimento, qualcosa a cui dobbiamo essere fedeli, perché nella pratica entriamo nella relazione più profonda della nostra vita.

Dobbiamo accostarci alla meditazione come ci si avvicina alla persona che amiamo più di ogni altra al mondo, e ciò che è necessario in ogni relazione è la fedeltà.

Così entriamo nella meditazione con fedeltà, sapendo che proprio nella sua disciplina diventiamo veri discepoli, veri apprendisti.

Laurence Freeman

31/01/2026

Casa, nel senso più profondo della parola, è il luogo in cui siamo in unità con gli altri, dove ci sentiamo più autenticamente noi stessi, dove possiamo essere noi stessi, dove conosciamo gli altri e siamo conosciuti, dove siamo accolti e accogliamo.

Penso che questo sia davvero l’intero significato della meditazione; è l’intero significato del Regno di Dio. È l’intero significato della nostra vita: tornare a casa, riconoscere davvero che siamo già a casa, essere a casa con noi stessi.

Sai quanto spesso e quanto profondamente Padre John parlava della meditazione come della via attraverso cui, anzitutto, veniamo restituiti a noi stessi, rientriamo in contatto con noi stessi, così da poter poi uscire oltre i nostri limiti ristretti verso gli altri e verso Dio.

Laurence Freeman

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Piazza Anelli 4, Milano
Milan
20127

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