03/06/2026
Uno dei più imponenti attacchi aerei dall'inizio della guerra. Nella notte tra il 1° e il 2 giugno, la Russia ha lanciato una massiccia ondata di missili e droni contro diverse città dell'Ucraina, provocando almeno 13 morti e oltre 100 feriti, secondo il bilancio diffuso dalle autorità locali. La capitale Kiev è stata tra i principali bersagli dell’attacco: almeno quattro persone hanno perso la vita e 58 sono rimaste ferite, tra cui due bambini. Numerosi edifici residenziali sono stati danneggiati, con squadre di soccorso hanno lavorato per ore tra le macerie alla ricerca di eventuali dispersi.
Pesantissimo anche il bilancio a Dnipro, nell’Ucraina centrale, dove nove persone sono morte, tra cui un bambino.
Decine i feriti e almeno sei i dispersi dopo il crollo parziale di un edificio residenziale. Le immagini diffuse sui social mostrano interi isolati devastati dalle esplosioni.
Secondo l’Aeronautica militare ucraina, le forze russe hanno impiegato 73 missili, tra cui vettori da crociera, balistici e ipersonici, oltre a 656 droni d’attacco. Le difese aeree avrebbero intercettato o abbattuto 40 missili e 602 droni, ma decine di ordigni sono comunque riusciti a raggiungere i propri obiettivi. Tra le armi utilizzate figurerebbero anche otto missili ipersonici Zircon, lanciati in due distinte ondate. In totale, secondo Kiev, almeno 38 località sono state colpite dai bombardamenti. Gli attacchi hanno interessato anche le regioni di Kharkiv, Mykolaiv, Zaporizhzhia, Poltava, Sumy, Chernihiv e Khmelnytskyi, con danni segnalati a infrastrutture energetiche e siti considerati strategici.
A Kiev, uno degli episodi più gravi si è verificato nel quartiere di Podilskyi, dove un edificio di nove piani è parzialmente crollato dopo una doppia esplosione. Le autorità temono che alcune persone possano essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Incendi sono stati registrati anche in diverse zone della città, coinvolgendo edifici commerciali, stazioni di servizio e veicoli.