22/06/2026
Prima e dopo. La differenza tra le due foto è chiara, in mezzo ci sta un deturpamento intenzionale di cui ci spiace molto.
Nella prima foto vedete il murale di via Sammartini, a Milano, realizzato nel 2018 con il progetto AmAbilità che attraverso sarcinesche colorate, murales e panchine rosse intendeva usare elementi di arredo urbano per denunciare ogni tipo di pregiudizio e di violenza sulle donne.
Di panchine rosse ne abbiamo colorate a decine in tutta la città, con soci e socie, volontari e volontarie, tante persone riunite attorno a queste sedute pubbliche diventate atto di denuncia permanente. Quando sono state vandalizzate siamo tornati a sistemarle, con la stessa determinazione.
Le saracinesche sono state realizzate in decine di negozi dagli studenti e dalle studentesse dello IED, l'Istituto Europeo di Design.
I murales sono opera di Nabla and Zibe, due street artist dalla mano incantevole e dal grande cuore. Ebbene, qualche giorno fa il murale di via Sammartini - l'altro, con il volto e la storia di 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐕𝐢𝐨𝐥𝐚, si trova nel cortile del PACTA dei Teatri Salone ben custodito – è stato vandalizzato: qualcuno ha spruzzato uno spray colorato sui volti dei due protagonisti di questa grande opera realizzata sui muri che Grandi Stazioni ci ha gentilmente messo a disposizione. I volti sono quelli di 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐂𝐮𝐫𝐢𝐞, Nobel per la fisica e chimica, e 𝐃𝐞𝐧𝐢𝐬 𝐌𝐮𝐰𝐞𝐠𝐞, Nobel per la pace con l’attivista 𝐍𝐚𝐝𝐢𝐚 𝐌𝐮𝐫𝐚𝐝 per il loro impegno nel combattere l'uso della violenza sessuale come arma di guerra nei conflitti armati.
Colorare la città per noi è un modo per renderla più bella, più vivibile, e allo stesso tempo per dire "Nessuno è solo. Ci siamo!". E per dirlo in particolare, come avevamo scritto nel progetto, «a tutte quelle persone, adulte e non, che hanno paura di non farcela, che si autolimitano, che non credono in se stesse; quelle persone che, a causa di una violenza psicologica e/o fisica, si sentono deboli, inadatte e incapaci; quelle persone che ancora non conoscono l’incredibile forza che risiede in ognuno di noi; quelle persone che hanno paura di dire “no, io non ci sto!”; quelle persone che pensano che qualcuno possa privarle della loro libertà di pensare, di sognare, di vivere, di scegliere, di parlare, di lavorare, di amare e di essere amate; quelle persone che si sentono sole, incomprese e abbandonate; quelle persone che sono insicure; quelle persone che pensano di non poterci fare nulla e che nessuno farà mai nulla; quelle persone che hanno paura del pensiero e/o della reazione altrui; quelle persone che si sentono disilluse, affrante e impossibilitate; quelle persone che credono di non avere via di scampo».
Forse nell'elenco di queste persone c'è anche chi ha coperto i volti che raffiguravano, tra i tanti, un esempio positivo di chi non si dà per vinto.
Ora ci stiamo organizzando per recuperare l'integrità del murale e rilanciare questo messaggio che è un abbraccio, concreto, colorato e universale. Nessuno escluso.
Vi faremo sapere ❤️