Step4

Step4 Step4 srl è una impresa sociale nata a Milano nel 2014. Si occupa di educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza mondiale attiva.

Questo è il primo episodio del podcast di Domande per il futuro, il progetto di orientamento che stiamo facendo da un po...
02/09/2026

Questo è il primo episodio del podcast di Domande per il futuro, il progetto di orientamento che stiamo facendo da un po' di mesi insieme a una ventina di ragazze e ragazzi della provincia di Varese.

Si parla di un tema che è emerso fin dal primo incontro: come faccio a scegliere adesso il mio futuro? devo davvero scegliere una cosa sola? e se poi è la strada sbagliata? aiuto!

Siamo partiti dall'incontro con Stefano Beghi e da Karakorum Srl Impresa Sociale. Lui ancora oggi quando gli chiedono "che lavoro fai?" non sa cosa rispondere e per spiegare che cosa fa Karakorum ci vogliono dai 5 ai 10 minuti.

Eppure ci sono, lavorano bene, ottengono risultati e hanno un sacco di idee e prospettive per il futuro. Ma come hanno fatto?!?

Qui si parla di quello che è successo: di come si comincia, poi si cambia senza smettere di essere quello che si è, del fatto che adattarsi non vuol dire accontentarsi e della differenza tra essere bravi a fare una cosa sola ed essere capaci di continuare a cambiare.

Alla fine dell'episodio c'è una frase molto bella: "Guardate molto lontano, ma scegliete oggi. Non state seduti ad aspettare di avere le idee chiare, perché le idee chiare non arriveranno mai."

Una fotografia dal backstage del podcast. Stiamo facendo orientamento anche senza saperlo, una ragazza si siede davanti al microfono con la voce che le trema e dopo tre minuti sembra una speaker navigata che non smetterebbe mai di parlare. Non sapeva di saperlo fare. Ecco.

Si ascolta qui: https://open.spotify.com/episode/4wRX1r8XMFigG922hTlAbj?si=62bc929d92de4b18

Domande per il futuro è un progetto di orientamento di Karakorum Impresa Sociale, Step4 e Liceo Crespi di Busto Arsizio, grazie al sostegno di Regione Lombardia Bando Giovani SMART 2.0 e realizzato in collaborazione con Ufficio Scolastico Territoriale della Provincia di Varese e con Confindustria Varese.

DOMANDE PER IL FUTURO · Episode

02/07/2026

A un certo punto hanno acceso il microfono.

Detta così sembra una cosa semplice. In realtà prima c’erano stati mesi di laboratori, riunioni, prove, copioni, video, una campagna di crowdfunding, messaggi da mandare, grafiche da sistemare, gente da convincere, cavi, mixer, cuffie, una stanza da attrezzare e quella piccola ansia da “ok, adesso però funziona davvero?”.

La radio del Liceo Amaldi è nata così.
Si chiama The Voice of Us e già dal nome si capisce la faccenda: a un certo punto il progetto 2050 non doveva più essere raccontato da noi. Doveva prendere un’altra voce.

Ragazze e ragazzi hanno costruito la campagna, raccolto testimonianze, preparato contenuti, lavorato su testi, video, grafica, scalette, interviste. La raccolta fondi ha superato l’obiettivo: 1.555 euro raccolti, 100 donazioni.

Poi è arrivata la prima trasmissione. Si chiama 2050 - Odissea nel presente. E indovina con che musica inizia? Esatto, proprio quella. La trovi qui https://www.shareradio.it/2050-odissea-nel-presente-liceo-amaldi-step4/

La prima trasmissione è venuta una bellissima mezza schifezza.
Con l’emozione, i ringraziamenti al tecnico audio messi a caso, le domande ai compagni fatte a tradimento, qualche inciampo, una risata, un silenzio di troppo, le canzoni scelte “perché c’entravano con il futuro, il clima, la trasformazione”.
E con frasi che ogni tanto arrivavano dritte, tipo: “noi giovani non dobbiamo solo aspettare il futuro, dobbiamo costruirlo”.

Tutto questo per noi ha un valore enorme.
Perché la web radio non è “il prodotto finale” del progetto. O almeno non solo. È una cosa che resta lì. Una stanza, degli strumenti, un gruppo di docenti e studenti che ha imparato a usarli, una scuola che dal prossimo anno potrà farci podcast, interviste, racconti, musica, prove, errori, altre voci.

A noi interessano molto queste cose qui.
Quelle che non finiscono quando finisce il calendario delle attività. Quelle che lasciano una capacità in più. Magari piccola, magari imperfetta, ma vera: sapere fare una domanda, reggere una diretta, mo***re un audio, scrivere una scaletta, ascoltare qualcuno senza mangiargli la risposta, scegliere cosa merita di essere raccontato. E anche la soddisfazione di vedere un’idea diventare un oggetto reale, finanziato grazie al sostegno delle persone.

Ma la parte più bella è un’altra: quando un progetto educativo smette di chiedere agli studenti di partecipare e comincia a lasciargli in mano le chiavi del percorso. Perché il nostro obiettivo è sempre lo stesso: lavorare il meno possibile 😉

Il progetto 2050 - Educazione, arte e cittadinanza per un futuro sostenibile è stato realizzato da Step4 e Campo Teatrale con il Liceo Amaldi di Alzano Lombardo, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del bando Clima Creativo.

PS: anche grazie a questo progetto, per due anni Step4 ha vinto il premio Progetti di qualità per l’educazione ambientale di Regione Lombardia. Giusto per menarsela un po’, ogni tanto.

Questo è un setting.Sembra una foto qualsiasi, pure un po’ storta: siamo allo Spazio YAK, si vede il banco luci in primo...
29/06/2026

Questo è un setting.

Sembra una foto qualsiasi, pure un po’ storta: siamo allo Spazio YAK, si vede il banco luci in primo piano, un gruppo di ragazzi e ragazze, sedie in cerchio , fogli, post-it, pennarelli, scotch, un tavolo con qualcosa da bere e da mangiare, un calcio balilla lì vicino, musica in sottofondo.

È l'inizio di una delle cose più importanti che abbiamo fatto in questi mesi.

Abbiamo deciso di parlare con ragazze e ragazzi di futuro, lavoro, scelte, desideri, paure, adulti, soldi, realizzazione personale, ansia, felicità, fallimento e compagnia bella. Abbiamo deciso di non fare slide, ma costruire le condizioni perché qualcosa possa succedere davvero. Davvero.

Al centro del palco c'è un foglio. Da una parte: speranze, sogni, desideri. Dall’altra: paure, dubbi, ansie. Ognuno poteva scrivere e attaccare i suoi post-it. Ne sono uscite cose enormi e cose piccole. Che poi spesso sono la stessa cosa.

C’è chi sogna di trasformare la propria passione in lavoro, chi di trovare una strada, chi di vivere al mare, chi di andare a studiare in Danimarca, chi di avere una famiglia numerosa, chi di fare musica, chi di scrivere, chi di essere libero di pensare con la propria testa. Qualcuno ha scritto “avere tempo illimitato con i miei nonni”, che secondo me vale più di molti discorsi motivazionali sul futuro.

Poi ci sono le paure: non farcela, restare soli, deludere i genitori, non sentirsi all’altezza, essere giudicati, non trovare casa, non avere opportunità, non saper gestire il cambiamento, arrivare da vecchi pieni di rimpianti. Anche qui: niente di “giovanile” in senso stretto. Roba umana. Solo detta prima, magari con meno corazze addosso.

La cosa interessante è che quando ascolti davvero ragazze e ragazzi, viene fuori sempre un mondo molto più complesso di quello che spesso gli adulti raccontano. Non sono “disorientati”. Non sono “fragili”. Non sono “senza sogni”. Non sono "svogliati". Hanno desideri giganteschi, paure precise, ironia, contraddizioni, pudore, ambizione, bisogno di soldi, bisogno di senso, bisogno di qualcuno che non arrivi subito con la risposta giusta.

Per questo il setting conta. Sia fisico che mentale. Non come dettaglio estetico, ma come dispositivo educativo.

Un teatro, un foglio, qualche post-it, musica, cibo, oggetti strani per terra, il tempo di stare insieme. A volte basta questo per spostare l’energia di una stanza.

Siamo partiti dalle domande, per ascoltare che cosa c’è davvero nella testa e nella pancia di chi dovrebbe orientarsi.

Domande per il futuro è un progetto di orientamento di Karakorum Srl Impresa Sociale , Step4 srl - impresa sociale e Liceo Crespi di Busto Arsizio, grazie al sostegno di Regione Lombardia Bando Giovani SMART 2.0 e realizzato in collaborazione con Ufficio Scolastico Territoriale della Provincia di Varese e con Confindustria Varese.

Domenica 28 giugno, dalle 16 alle 22, al Giardino Nascosto di via Luigi Bertelli 44 a Milano c’è Quartiere a Tavola.L’ev...
23/06/2026

Domenica 28 giugno, dalle 16 alle 22, al Giardino Nascosto di via Luigi Bertelli 44 a Milano c’è Quartiere a Tavola.

L’evento è organizzato dalle ragazze e dai ragazzi che negli ultimi mesi hanno partecipato a Be A Change Maker, un percorso di attivismo promosso da WeWorld sui temi della giustizia sociale e ambientale, a cui Step4 ha collaborato.

Sarà un pomeriggio nell’orto, con laboratori per tutte le età, momenti di co-creazione, musica e aperitivo condiviso. Si travasano piantine, si decorano vasetti, si gioca con scatole sensoriali, si raccolgono idee per un ricettario di quartiere e una mappa di realtà etiche. Poi si resta insieme per una cena condivisa e DJ set.

Vogliamo passare un bel pomeriggio e una bella sera insieme, mangiare, ascoltare musica e stare bene. Ma non solo.

Perché il cibo è una cosa seria: riguarda come viene prodotto, chi lo coltiva, quanto è accessibile e sostenibile per tutte e tutti. Per questo durante l’evento sarà possibile firmare Good Food for All, una campagna europea che chiede regole più giuste sul cibo
https://eci.ec.europa.eu/053/public/ #/screen/home

https://www.instagram.com/reel/DZ43Vf0A3Io/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==

Quando entriamo in classe per parlare di cambiamento climatico, disuguaglianze, migrazioni, guerre, diritti, la tentazio...
22/06/2026

Quando entriamo in classe per parlare di cambiamento climatico, disuguaglianze, migrazioni, guerre, diritti, la tentazione è sempre la stessa: dire troppo.

Figuriamoci quando si parla di temi umanitari e di Medici Senza Frontiere.
Perché dietro ci sono storie che gelano il sangue, crisi che sembrano impossibili da raccontare, ingiustizie che ti fanno ve**re voglia di scuotere chi hai davanti e dire: “Guardaaaaa, questa cosa riguarda anche noi!!!”.
È una foga comprensibile. Anche giusta, in fondo.

Ma fare così può diventare un boomerang. Se entri troppo carico, troppo frontale, troppo convinto, rischi che ragazze e ragazzi si chiudano. O che dicano solo quello che pensano tu voglia sentirti dire.

Bisogna avere pazienza, creare uno spazio, fare domande, partire dai loro mondi anche quando sembrano lontani, accettare silenzi, distanza, disinteresse, risposte impreviste.

Una delle cose più belle del lavoro su Scuole Senza Frontiere è stata proprio questa: accompagnare volontari e docenti a trasformare i temi umanitari in uno spazio dove costruire le condizioni perché qualcosa si muova, senza sapere cosa. Non una lezione su MSF. Un incontro con MSF. Una specie di dating educativo.

Siamo molto felici di aver fatto parte anche di questa seconda edizione, insieme a Medici Senza Frontiere e Onlus.

E ancora una volta grazie: MSF è una delle realtà con cui Step4 lavora fin dalla nascita. Continuare a farlo ci ricorda perché abbiamo iniziato.

Si conclude la seconda edizione di Scuole Senza Frontiere e siamo già pronti a ripartire! In due anni, oltre 50 istituti scolastici e circa 2000 studenti e studentesse hanno partecipato al percorso di formazione scuola-lavoro promosso da MSF, approfondendo i temi umanitari e sviluppando competenze ...

19/06/2026

Nel video si vede un ponte costruito con bastoncini, elastici e un pezzetto di scotch. Doveva collegare due banchi e reggere una mela per 10 secondi.

Il gioco del ponte è un format molto conosciuto per parlare di creatività, problem solving ecc. A noi interessava usarlo per parlare di emozioni. Sì, perché la creatività a molti sembra una cosa allegra, un po’ da fricchettoni. Idee colorate, libertà, fantasia, gioco, entusiasmo.

In realtà creare significa anche stare dentro l’incertezza. Provare una soluzione e vederla crollare. Sentire frustrazione. Avere ansia perché il tempo finisce. Litigare un po’ sul modo migliore per procedere. Accettare che l’idea iniziale forse non funziona.

Per Step4 è stata la prima esperienza di test del kit didattico 10 lezioni per allenare le life skills, una rassegna di attività che esplorano emozioni come paura, rabbia, frustrazione, entusiasmo, vergogna, fiducia e senso di appartenenza.

Negli incontri che abbiamo fatto, la cosa che ci ha colpito di più è stato lo spiazzamento iniziale.
Per molti studenti era strano avere a scuola uno spazio per lavorare sulle emozioni in modo serio e strutturato, anche se partecipato e informale. All’inizio facevano fatica. Ridevano imbarazzati, si schermivano, cercavano di capire se c’era una risposta giusta. Poi, piano piano, si lasciavano andare.

A volte anche oltre il perimetro che avevamo immaginato. Perché questi laboratori non sono sedute di terapia di gruppo. Sono percorsi educativi. Però quando si lavora su emozioni, reazioni, relazioni e conflitti, può succedere che emergano episodi molto reali: una situazione di violenza digitale, una paura, una richiesta di aiuto, il bisogno di capire a quale adulto potersi rivolgere.

Lì capisci che allenare le life skills non è un tema leggero. Chiede ascolto, confini chiari, verità e responsabilità. Chiede di stare dentro il proprio ruolo educativo, senza imbarazzo, ipocrisia o moralismi quando una domanda vera arriva.

Alla fine di alcuni incontri i ragazzi e le ragazze erano stravolti. Ce l’hanno detto loro: “Era meno faticosa una lezione normale di scuola... però è stato bello”.
Beh, senza saperlo ci hanno fatto un gran complimento ❤️

I laboratori sono stati realizzati con le classi prime dell’IIS Capirola di Leno e dell’IIS Golgi di Brescia, grazie ad Azionamenti - Laboratorio di possibilità, un progetto di Fondazione Cariplo realizzato da Cariplo Factory

16/06/2026

“Nonna, che cos’è tutto quel blu?”

Nello spettacolo finale del progetto 2050, gli studenti e le studentesse del Liceo Amaldi immaginano una festa organizzata nel futuro, dentro la palestra della scuola.

Siamo nel 2050. Loro sono diventati adulti. Si ritrovano nella vecchia palestra, uno dei pochi edifici della valle ancora capace di resistere ai cataclismi climatici, e ricordano che cosa pensavano del futuro quando erano ragazzi.

In questa scena una ragazza ormai adulta ricorda ai nipoti com’era la Terra. Gli oceani, il verde, i luoghi visitati. Poi scende con gli sci dal Monte Olimpo, su Marte.

È una scena strana, leggera e pesante allo stesso tempo e proprio per questo funziona. Lei non sembra felice di essere lì. Anche se dovrebbe esserlo, forse. Nelle sue parole il pianeta rosso non è una conquista ma è quello che rimane quando il pianeta azzurro è ormai un ricordo.

A un certo punto, nello spettacolo, torna anche l’Agenda 2030. I ragazzi ricordano che quando erano a scuola la sostenibilità era una delle tante pagine del libro di scienze o geografia. Invece parlava di questo. Del loro futuro e del nostro.

Lavorare sul futuro insieme ai giovani significa anche questo: smettere di ripetere loro soltanto i problemi che erediteranno e lasciare spazio alle parole, alle domande e alle possibilità che riescono a immaginare. Sono la prima generazione cresciuta con il cambiamento climatico come sfondo permanente della propria vita. Forse vale la pena ascoltare come vedono il futuro, invece di continuare a spiegarglielo. Che forse non lo sappiamo nemmeno noi.

Educazione, arte e cittadinanza per un futuro sostenibile è un progetto promosso da Step4 con il Liceo Scientifico Edoardo Amaldi e Campo Teatrale, con il contributo di Fondazione Cariplo.

Nel 2050 le ragazze e i ragazzi che oggi vanno a scuola avranno più o meno quarant’anni.A maggio 2025, all’inizio del pr...
14/06/2026

Nel 2050 le ragazze e i ragazzi che oggi vanno a scuola avranno più o meno quarant’anni.

A maggio 2025, all’inizio del progetto 2050, abbiamo fatto girare un questionario anonimo al Liceo Scientifico Edoardo Amaldi di Alzano Lombardo. Abbiamo raccolto oltre 150 risposte di studenti e studentesse, chiedendo che cosa immaginavano, speravano o temevano pensando al futuro.
Alla domanda “Se ti dico 2050, cosa ti viene in mente?”, la risposta più frequente è stata l’intelligenza artificiale (32,6%). Subito dopo sono arrivate le guerre (25,7%). Più staccate c’erano immagini legate alla trasformazione del corpo attraverso la tecnologia, alla scomparsa delle stagioni, alle auto volanti, ai robot, alla possibilità di vivere molto più a lungo.

E quando abbiamo chiesto quanto fosse probabile che la crisi climatica avrebbe cambiato le nostre abitudini, quasi tutti hanno risposto almeno “abbastanza”. Il 57% ha risposto “molto” o “sicuramente”.
Questi dati dicono una cosa: se chiedi a una classe se è preoccupata per il cambiamento climatico, la maggior parte risponde di sì. È una risposta vera, ma è anche una risposta molto disponibile. Sta dentro una cornice che gli adulti hanno già preparato.

Se lasci risposte aperte raccogli qualcosa di più interessante. Quando la domanda diventa “cosa ti piacerebbe trovare nel 2050?” o “cosa ti preoccupa di più?”, il futuro si allarga. Entrano la pace, le guerre, la solitudine, le disuguaglianze, il lavoro, la tecnologia fuori controllo, la paura che l’umanità non impari dai propri errori. Entrano anche speranze: un mondo più giusto, più verde, meno violento, con una tecnologia capace di aiutare le persone senza sostituirle.
C’è poi un altro dato che ci ha colpito. Di fronte alla frase “immaginando il 2050 e il mondo che ci aspetta, quale frase ti rappresenta di più?”, il 26,7% ha risposto: “Non ci ho mai riflettuto davvero”. Il 15,5% si è riconosciuto nella frase “Mi sento piccolo/a di fronte a problemi così grandi”. Il 9,6% ha scelto: “Vorrei avere il potere di cambiare le cose, ma non so da dove iniziare”.

Il progetto 2050 è partito da questo materiale: non solo opinioni sul futuro, ma modi diversi di stare davanti al futuro. Alcuni più consapevoli, altri più confusi, alcuni forse influenzati da ciò che pensano di dover dire agli adulti, altri attraversati da paure e desideri molto reali.

Poi sono arrivati la scrittura, il teatro, la radio, le prove, le voci. E una domanda iniziale, abbastanza semplice, ha cominciato a prendere corpo: che cosa succede quando il futuro smette di essere un tema da commentare e diventa una scena da abitare?

Educazione, arte e cittadinanza per un futuro sostenibile è un progetto promosso da Step4 con il Liceo Scientifico Edoardo Amaldi e Campo Teatrale, con il contributo di Fondazione Cariplo

https://www.step4.it/project/2050/

Stiamo cercando 25 ragazze e ragazzi (15-19 anni) della Provincia di Varese per un percorso gratuito che prova a fare or...
06/01/2026

Stiamo cercando 25 ragazze e ragazzi (15-19 anni) della Provincia di Varese per un percorso gratuito che prova a fare orientamento in modo diverso: non partendo da etichette, test o “risposte giuste”, ma da domande vere. Quelle che spesso restano in testa quando si pensa al futuro.

Si esce sul territorio, si fanno esperienze “immersive” in aziende e organizzazioni, si lavora con artisti e facilitatori per osservare, raccontare e dare forma a ciò che emerge. Da lì nasce una serie podcast costruita insieme. E poi: dalle domande si passa alle sfide, con una settimana residenziale di co-progettazione, un pitch pubblico e l’accompagnamento a rendere reale almeno un’idea.

Candidature entro il 18 gennaio 2026
Info e iscrizione: https://www.spazioyak.it/domande-per-il-futuro/

Un progetto di Spazio YAK - Karakorum Teatro, Step4 Impresa Sociale e Liceo Daniele Crespi (Busto Arsizio), co-finanziato da Regione Lombardia (Giovani Smart) e in collaborazione con UST Varese e Confindustria Varese.

CALL – “DOMANDE PER IL FUTURO” “Domande per il Futuro è un percorso gratuito dedicato ai giovani tra i 15 e i 19 anni tra studenti delle scuole superiori e giovani NEET (non occupati né inseriti in un percorso di istruzione o di formazione). Il progetto vuole accompagnare 25 ragazze e raga...

Le ragazze e i ragazzi del Liceo Scientifico Amaldi di Alzano Lombardo hanno deciso di creare la prima Web Radio della s...
04/12/2025

Le ragazze e i ragazzi del Liceo Scientifico Amaldi di Alzano Lombardo hanno deciso di creare la prima Web Radio della scuola: un luogo aperto, partecipato, dove raccontare la vita scolastica, condividere idee e parlare di temi che toccano da vicino la comunità: sostenibilità, futuro, benessere, territorio.

La radio nasce dentro il percorso “2050. Educazione, arte e cittadinanza per un futuro sostenibile”, promosso da Step4 con Campo Teatrale e sostenuto da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia.

Dopo mesi di laboratori, confronti e progettazione, i ragazzi sono arrivati a una scelta concreta: dare vita a uno spazio stabile di parola e partecipazione, aperto a studenti, docenti, famiglie e realtà del territorio.

Ora serve un aiuto per fare l’ultimo passo. È attiva una campagna di crowdfunding per acquistare microfoni, mixer, cuffie e allestire lo studio radiofonico all’interno del Liceo Amaldi.

Sostenere questo progetto significa investire sui giovani, credere nella loro creatività e capacità di immaginare un futuro migliore.

👉 Contribuisci qui:
https://www.gofundme.com/f/the-voice-of-us

Ogni donazione, anche piccola, accende una voce.

Comune di Alzano Lombardo
Info Sostenibile
FLA - Fondazione Lombardia per l'Ambiente

️ The Voice of Us – La Web Radio del Liceo Amaldi Ciao! … Step4 Impresa sociale needs your support for The voice of us. Una web radio per il Liceo Amaldi

Indirizzo

Via Terraggio 17
Milan
20123

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