Forse hai letto qualcosa di noi. Forse frequenti il nostro sito
Abbiamo comunque un brevissimo “bigliettino” da visita, sul quale è scritto: CobasptCubUsb,
Per estrema chiarezza “non concertativo” significa avere progetti, programmi e strategie
diverse da quelle della Società e per questo non abbiamo mai firmato né contratti, né accordi con
Contratti e accordi che hanno determinato lo stato at
tuale sia del servizio postale che delle
peggiorato, ridotto e reso più costoso, il servizio. più precaria e faticosa la situazione dei lavoratori, in primis sportellisti e portalettere e
L’alta e media dirigenza sempre più padronale e ben pagata; la dirigenza locale sempre più
La repressione aziendale è feroce, con l’uso del Codice Disciplinare e il bombardamento a
tappeto delle sanzioni e in specie dei licenziamenti. Non vogliamo fare qui i conti della serva, ma richiamare l’attenzione di tutti sulla possibilità
concreta di cambiare – o comunque controllare – il potere aziendale sorretto dal consenso interessato
delle OO.SS. (CGILCISLUILFAILPSAILUGL), alle quali sono concessi permessi sindacali (a spese di
tutti noi), diritto di assemblea, di informazione, di contrattazione e poltrone nelle istituzioni
Noi lottiamo contro i privilegi, per un servizio postale caratterizzato dai valori della socialità
pubblica e – soprattutto – per tutelare i lavoratori. Un esempio, tra mille: Poste SpA obbliga i portalettere a divenire, loro malgrado, messi
notificatori di Equitalia SpA. Ma non contenta... pare imponga loro di eseguire tali notifiche con
modalità che violano norme contrattuali e legali (es: mancato deposito diretto nella Casa Comunale,
mancata effettuazione diretta di ricerche anagrafiche, ecc...) così esponendo il lavoratore - in quanto
pubblico ufficiale - alla commissione di reati. Ribellarsi è giusto e necessario... come indichiamo sul sito. Abbiamo un attrezzato Ufficio Legale, pronto ad affrontare ogni episodio di sofferenza giudiziaria,
ovunque; anche direttamente “a disposizione” del lavoratore singolo, per ogni esigenza, sia per cause di lavoro
Abbiamo, però, bisogno del tuo contributo: 10 euro al mese, per creare una “cassa di
resistenza”, a disposizione di chi ne ha bisogno nei procedimenti disciplinari e nei processi del lavoro,
Cassazione compresa, Tribunale della Corte Europea dei diritti dell’uomo compreso. Ma la tua adesione è indispensabile anche a imporre la nostra presenza e le nostre rivendicazioni
a Poste Italiane SpA e suoi alleati.