03/06/2026
Esattamente 4 anni fa varcavamo per l’ultima volta i cancelli del Kurevo Death Shelter di Prijedor.
Lo chiamano sadicamente canile….ma un canile è un luogo dove si aspetta una casa, quello invece è un luogo dove si aspetta la morte!
Un pezzo d’inferno costruito sulla terra dove il tempo non passa…marcisce.
Dove ogni passo affonda nel fango, nel sangue, negli escrementi e nei silenzi troppo pesanti per essere sopportati da un essere umano.
Ci sono immagini che non ti lasciano più…Che ti si infilano sotto la pelle e continuano a vivere dentro di te per anni.
E il Kurevo è una di quelle!
Cani ridotti a fantasmi,corpi consumati dalla fame, occhi svuotati dall’attesa.
Anime così abituate al dolore da non avere più la forza di chiedere aiuto.
Eppure, ogni volta che entravamo in quelle grate, quelle anime ci venivano incontro con una disperazione che ancora oggi ci toglie il respiro e graffia l’anima.
Si aggrappavano alle nostre gambe come chi vede passare l’ultima possibilità prima del buio.
E mentre alcuni non riuscivano nemmeno più a piangere, altri tremavano negli angoli più nascosti convinti che ogni mano fosse l’inizio di un’altra sofferenza.
Tutti però, senza emettere alcun suono dicevano la stessa cosa… di non lasciarli morire senza una misera dignità!
Noi lo sapevamo. Sapevamo perfettamente cosa significa rimanere lì dentro… perché su quel cemento gelido ancora oggi ci sono frammenti di noi.
Per anni siamo entrati in quell’inferno in ogni modo possibile.
Con autorizzazioni, senza autorizzazioni. Di giorno, di notte. Con paura, rabbia, ma soprattutto con il cuore a pezzi… perché quando guardi negli occhi chi sta morendo smetti di chiederti quali saranno le conseguenze per te.
La verità però è che la parte più difficile non era l’odore della morte.Non erano le carcasse, le ossa sparse, o i cani sbranati e scomparsi nel nulla…La parte più difficile era scegliere!
In luoghi come quello non puoi salvare tutti, anche se spesso lo abbiamo fatto, ma molte volte devi decidere.
Chi sale sul furgone, chi resta dietro le grate. Chi avrà una possibilità e chi dovrà aspettare ancora…e forse per sempre.
E non esiste dolore più feroce di voltarsi e vedere decine di occhi che ti seguono mentre te ne vai. Occhi che avevano sperato e che avevano creduto in te. Occhi che ti chiedevano di tornare e che ogni volta laceravano un pezzo di anima dietro quei cancelli.
Ogni volta qualcosa dentro di noi moriva insieme a chi non eravamo riusciti a portare via…E fu allora che il dolore smise di essere soltanto dolore.
Diventò rabbia, ossessione. Una promessa!!
Per otto anni abbiamo combattuto una guerra che sembrava impossibile da vincere.
Abbiamo liberato più di tremila anime! Denunciato, gridato, resistito e pagato conseguenze che comunque rifaremmo altre mille volte…. Fino al giorno in cui quei cancelli si chiusero per sempre davanti a noi.
Eravamo più forti? Erano state portate davanti agli occhi del mondo cose che non dovevano vedere la luce?
Non lo sapremo mai! Ma nonostante non siamo riusciti a distruggere quell’inferno, qualcosa siamo però riusciti a cambiare!
Il silenzio che lo proteggeva è stato spezzato…E una volta che la verità viene urlata abbastanza forte, non torna più nell’ombra.
Oggi molti di quei cani vivono nelle loro famiglie. Altri sono ancora qui con noi… e quando li guardiamo correre, dormire sereni, cercare una carezza o addormentarsi senza paura, capiamo milioni di cose che nessun inferno è riuscito a portarci via.
In quei momenti non siamo mai stati noi a salvare loro, ma sono stati loro a salvare spesso noi.
Perché quando passi anni a guardare il male negli occhi, rischi di perdere la speranza…. E loro, proprio loro, ci hanno insegnato che anche un’anima distrutta può tornare a vivere.
Quattro anni sono passati da all’ora… ma certi inferni non finiscono quando esci dai loro cancelli. Continuano a vivere dentro di te!
Nelle notti in cui riaffiorano quegli occhi, nei volti di quelli che sei riuscito a salvare, e soprattutto negli occhi di quelli che hai dovuto lasciare indietro.
Perché la verità è che nessuno esce davvero da un posto come Kurevo. Una parte di te resta impressa lì! Tra quelle grate. Tra quelle urla che nessuno voleva ascoltare.Tra quelle anime che aspettavano qualcuno e hanno trovato soltanto altro dolore.
E ci saranno sempre nomi che non ricorderemo, corpi che non abbiamo fatto in tempo ad aiutare, vite che si sono spente da sole nel buio, senza una carezza, una voce amica, e senza sapere cosa fosse l’amore.
E questo forse è il peso che ci porteremo per sempre addosso!
Non i chilometri. Non le denunce.Non le battaglie… Ma tutti quelli che non siamo riusciti a strappare alla morte.
Perché ogni salvataggio ha un volto! Ma ogni fallimento ha cento fantasmi…E quei fantasmi camminano ancora accanto a noi. Ogni singolo giorno!
Ci chiedono spesso perché abbiamo scelto di continuare… e la risposta è semplice… Abbiamo visto l’inferno!
Sappiamo bene cosa significa essere l’ultima speranza di qualcuno! E tutte quelle anime sepolte nel silenzio di quel luogo non potranno più gridare!
Abbiamo promesso di farlo noi per loro!
Fino a che avremo voce, fino a che avremo fiato, e fino a che l’ultimo di quei fantasmi smetterà di inseguirci negli occhi.
Perché i cani che siamo riusciti a salvare ci hanno cambiato la vita, ma sono quelli che non siamo riusciti a salvare che non ci permetteranno di dimenticare🖤
—————
PRIJEDOR EMERGENCY • BOSNIA
📬[email protected]
📜5x1000 Cod.Fiscale 93547560156
🆘Per aiutare i 700 angeli ad oggi in rifugio:
● PAYPAL: [email protected]
● IBAN: IT19H0503401606000000006320
BIC/SWIFT: BAPPIT 21A46
Banca: 05034 - BANCO BPM S.P.A
Filiale 01046 - Intestato a ASSOCIAZIONE PRIJEDOR EMERGENCY
● POSTEPAY: 5333171190086708
BERNABE ELEONORA
CODICE FISC: BRNLNR82P55A470O
👉🏻TEAMING: https://www.teaming.net/prijedoremergency-pappaquotidianapericagnolinidelrifugioinbosnia