Fondazione Remo Bianco

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Nel 1965, in una mostra personale alla Galleria del Naviglio di Milano, Remo Bianco espone per la prima volta i suoi 3D ...
08/06/2026

Nel 1965, in una mostra personale alla Galleria del Naviglio di Milano, Remo Bianco espone per la prima volta i suoi 3D opachi, realizzati con pannelli di legno sagomato e dipinto sovrapposti tra loro. Nel presentare le opere, Gillo Dorfles ne evidenzia il carattere, allo stesso tempo, di sospensione e finitezza: una caratteristica unica.

🎨 “3D – Senza titolo”, 1960 ca., 2 pannelli in legno smaltato e sagomato su fondo in legno, 88,5 x 59,5 cm. Collezione privata (N. Archivio FRB1787)

In occasione di Archivissima 26, la Fondazione Remo Bianco partecipa alla Notte degli Archivi.Venerdì 5 giugno, dalle 18...
07/05/2026

In occasione di Archivissima 26, la Fondazione Remo Bianco partecipa alla Notte degli Archivi.
Venerdì 5 giugno, dalle 18 alle 20, la Fondazione aprirà le proprie porte a chi vorrà immergersi nell’opera di Remo Bianco.
È possibile prenotare le visite guidate scrivendo all’indirizzo [email protected].

L’iniziativa si inserisce nella partecipazione della rete AitArt – Associazione Italiana Archivi d’Artista, che per una sera mette in relazione diversi archivi milanesi, creando un percorso diffuso di apertura e scoperta.

🎨 Dettaglio di “Senza titolo”, 1980, dripping e olio su cartone intelato, 59,5 x 44 cm. Collezione privata (N. Archivio FRB0535)

AitArt-Associazione Italiana Archivi d'Artista Archivissima

Milena Milani e Remo Bianco erano legati da uno stretto rapporto di amicizia che si snoda a partire dagli anni '40, pass...
28/04/2026

Milena Milani e Remo Bianco erano legati da uno stretto rapporto di amicizia che si snoda a partire dagli anni '40, passando per la collaborazione con Carlo Cardazzo, fino alla sua scomparsa nel 1988.
"Impronta BQ3", del 1956, fa parte della raccolta della scrittrice (ed essa stessa artista), donata alla città di Savona e oggi conservata ai Musei Civici.
Ricordando Bianco, nel 1992, per la presentazione di una mostra personale Milani scrive: "Quante volte con il mio amico Remo avevo scherzato sulle sue invenzioni. La sua fantasia non aveva limiti."

1. Milena Milani e Remo Bianco alla Galleria del Naviglio, Milano, 1961
2. "Impronta BQ3", 1956

In un saggio che approfondisce il rapporto tra Remo Bianco e Raymond Hains, Francesco Guzzetti individua, come punto di ...
23/04/2026

In un saggio che approfondisce il rapporto tra Remo Bianco e Raymond Hains, Francesco Guzzetti individua, come punto di partenza in comune tra le ricerche dei due artisti, il ritorno alla realtà oggettuale che caratterizza l’arte dalla fine degli anni Cinquanta in poi. Particolarmente esemplificativa, in questo senso, è la serie delle "Impronte", che costituisce un vero e proprio prelievo dalla realtà.

🎨 "Impronta - Alfabeto del mondo spaziale", 1964, calco in gomma con catalizzatore a freddo, 55,5 x 98 x 7 cm (con cornice), N. Archivio FRB2184

All'interno della mostra "L'impresa di fare Cultura", Banco BPM espone nella sede di Piazza Meda un "Tableau doré" di Re...
02/04/2026

All'interno della mostra "L'impresa di fare Cultura", Banco BPM espone nella sede di Piazza Meda un "Tableau doré" di Remo Bianco.
L'opera, che è parte del patrimonio artistico dell'istituzione, è inserita in un percorso espositivo pensato per valorizzare le connessioni tra cultura e impresa nella città di Milano, contribuendo a costruire una mappa culturale della città.
Inaugurata a febbraio, in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e concepita come progetto speciale nell'ambito di MuseoCity 2026, sarà visibile fino al 30 giugno 2026.

Il 12 marzo si è riunito il Comitato Scientifico della Fondazione. Tra le opere analizzate e archiviate durante la sedut...
25/03/2026

Il 12 marzo si è riunito il Comitato Scientifico della Fondazione. Tra le opere analizzate e archiviate durante la seduta, vi mostriamo questo “3D” realizzato dall’artista attorno al 1954. Con i suoi colori brillanti e le sue forme geometriche, che dialogano ancora con il clima nucleare-spazialista, si tratta di uno dei primi esempi di questa tipologia di lavori. Di lì a poco, i 3D saranno presentati in una personale di Bianco alla Galleria del Naviglio di Milano, diretta da Carlo Cardazzo.

🎨 3D – Senza titolo”, 1954 ca., fogli di plastica dipinti, 48 x 37,5 cm (senza cornice). Collezione privata (N. Archivio FRB0755)

Il 12 marzo si è riunito il Comitato Scientifico della Fondazione. Tra le opere analizzate e archiviate durante la sedut...
20/03/2026

Il 12 marzo si è riunito il Comitato Scientifico della Fondazione. Tra le opere analizzate e archiviate durante la seduta, vi mostriamo questo “Collage”, datato 1980 circa, realizzato con i ritagli di un calendario e di altri materiali a stampa, su cui l’artista è intervenuto pittoricamente. Osservandolo attentamente, si colgono i numeri delle date e le sigle dei giorni della settimana in inglese: una testimonianza della grande varietà dei materiali impiegati da Bianco nei suoi lavori.

🎨 “Collage – Senza titolo”, 1980 circa, ritagli di carta e pittura su cartoncino, 50 x 35 cm. Collezione privata (N. archivio: FRB0614)

📌Dal 2 al 4 marzo la Fondazione Remo Bianco partecipa a MuseoCity proponendo visite guidate nella propria sedeGli spazi ...
25/02/2026

📌Dal 2 al 4 marzo la Fondazione Remo Bianco partecipa a MuseoCity proponendo visite guidate nella propria sede

Gli spazi della Fondazione, oltre a conservare l’archivio dell’artista, ospitano un’esposizione permanente di una selezione di opere di Remo Bianco che, abbracciando il suo intero periodo di produzione, rende possibile una vera e propria immersione nel lavoro dell’artista.

📧Prenota la tua visita guidata scrivendo alla mail [email protected]

Nel volume “Remo Bianco, la plastica e il trauma dell’artista italiano del dopoguerra”, Sharon Hecker rilegge alcune del...
23/02/2026

Nel volume “Remo Bianco, la plastica e il trauma dell’artista italiano del dopoguerra”, Sharon Hecker rilegge alcune delle opere dell’artista che vedono l’impiego della plastica sotto una nuova luce: tra queste, i "Sacchettini – Testimonianze", in bilico tra bisogno di imparzialità e apprensione per la fragilità della vita.
L’indagine dell’autrice si inserisce in un contesto più ampio di ricerche che, negli ultimi anni, hanno cercato di restituire profondità e articolazione alla storia dell’arte italiana del dopoguerra, sottraendola alle semplificazioni e alle narrazioni propagandistiche o celebrative.

📖 Edito da Electa, ora disponibile in tutte le librerie e store online

🎨 Testimonianze – Senza titolo, 1965 circa, sacchetti di plastica con oggetti e pigmenti di colore su tavola di legno, 100 x 80 cm (senza cornice). Collezione privata, Milano. N. Archivio: FRB2016
🎨 Testimonianze – Senza titolo, 1983 circa, sacchetti di plastica con oggetti su tavola di legno 95 x 78 cm (senza cornice). Collezione privata, Milano. N. Archivio: FRB0250

Nel volume “Remo Bianco, la plastica e il trauma dell’artista italiano del dopoguerra”, Sharon Hecker scardina la vision...
13/02/2026

Nel volume “Remo Bianco, la plastica e il trauma dell’artista italiano del dopoguerra”, Sharon Hecker scardina la visione tradizionale della plastica come semplice simbolo di modernità e innovazione tecnologica. Attraverso un’analisi ampia e approfondita, l’autrice rilegge l'impiego di questo materiale nella pratica di Remo Bianco come risposta a eventi traumatici e nodi irrisolti del vissuto dell'artista.

La plastica, in questa indagine critica, perde la sua neutralità: da emblema del progresso si trasforma in materia capace di farsi veicolo di significati più oscuri e stratificati, specchio delle tensioni di un’intera generazione post-bellica.

📖 Edito da Electa, ora disponibile in tutte le librerie e store online

Indirizzo

Via Marco Fabio Quintiliano, 30
Milan
20138

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