24/04/2026
ESSERE O NON ESSERE: PERCHÈ LA GUERRA ALLE AUTO (E AGLI AUTOMOBILISTI) È PUNTA DELL'ICEBERG
(post lungo)
Non era facile scrivere a tutti voi dopo la sorpresa del penultimo post sul cavalcavia Ghisolfa - Bacula arrivato a quasi settantamila visualizzazioni e decine di nuovi iscritti alla pagina, segno che le decisioni settarie e divisive di questa amministrazione hanno oltrepassato ogni limite e segno che la questione 'diritto alla circolazione' non è più tabù per molti e si colloca prepotentemente tra le emergenze create da questo sindaco e suoi soldatini. Per comprendere meglio il contesto non più circoscritto alle sole Ztl bisogna farsi una semplice domanda: cosa sta succedendo a Milano? La città vive un cambiamento che piace a molti ma che mostra la coperta corta; è la città tornata alla ribalta per grandi investitori internazionali e per i fondi, il turismo abbonda e il cittadino 3.0 principalmente agiato e senza troppe responsabilità familiari si stabilisce perché attratto da offerta e opportunità. C'è però un altra città e di questa la nostra amministrazione sembra non avere più occhio di riguardo. È la città di chi Milano la abita, di chi vede la qualità della vita peggiorare, di chi non riesce più a fare quadrare i conti e che addirittura vede adesso l'assalto alla propria già faticosa quotidianità. La guerra alle auto non è una sola guerra alle auto come potrebbe apparire, è un concetto che è passato nel silenzio di troppi e che vede la sfrontatezza di un primo cittadino che va oltre il suo mandato morale di 'sindaco di tutti' e che invece guarda solo ad alcuni ma non all'intera collettività e che dunque deve trovare contrapposizione. La riluttanza alle Ztl, a piste su cavalcavia pericolosissimi e a dove non servono, a piazze-bivacco e a tanto altro non sono retaggi culturali del secolo precedente ma sono denuncia di un piano definito che vede l'automobilista agnello sacrificale solo più visibile di un piano a tappe per la città-progresso (appiedata) che verrà;
Un piano che sotto adesioni di comodo (il globalista patto C40 ma non solo) vede interessi trasversali spesso svelati da indagini e dell'impegno di comitati
La denuncia contro Ztl e contro tante politiche di parte, sono difesa del nostro io contro progetti elitari, una difesa che va oltre la banalizzazione destra-sinistra ma è difesa di libertà per chi considera il cittadino con la sua utilitaria, il bottegaio sotto casa, il pendolare che lavora a Locate ma che abita alla Barona, persone di serie B; su questo i nostri amministratori sono campioni di divisione.
La battaglia di DIVIETO che ha già umiliato la giunta Sala riguarda un mezzo non certo elitario ma per noi automobilisti assume compito più arduo perché battaglia esistenziale di permanenza, ha l'onere di guardare a tutti i milanesi che a fronte di decisioni progressivamente sempre più invasive si vedono costretti a cambiare abitudini, a pagare di più per regole non giuste o peggio, andarsene.
Il disegno è chiaro. Una nuova città sotto mentite spoglie di città per tutti, è in corso di esecuzione e ha già rotto (per colpa loro) gli schemi di pacifica condivisione nuovo-vecchio, popolare-elitario, moderno-antico. Sta a te cittadino scorgerne i lati oscuri nell'intera chiave di lettura, far sentire la tua voce
il comitato
https://www.tempi.it/guerra-ingiusta-milano-automobile/
https://www.tgcom24.mediaset.it/2025/video/milano-e-la-guerra-alle-auto-il-caso-di-piazza-caiazzo_104525248-02k.shtml
https://www.fleetmagazine.com/mobilita-milano-intervista-arianna-censi/
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/tutti-gli-interventi-per-la-b28884ce
Quelli che non si piegano!
⛔No Ztl-Milano libera
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