28/09/2026
MOBILITÀ E INSUCCESSI: I PERCHÉ DI UNA VISIONE FALLITA (E PERCHÉ VALE LA PENA TORNARCI) DEL MODELLO MILANO
Si torna a parlare di Amat e del suo rapporto che tanto a settembre aveva suscitato dibattito nonostante una lettura servile e trionfalistica di vari media filo-giunta; ci aveva pensato quotidiano 'Il Giorno' a spezzare la narrazione univoca con una stroncatura dettata dall'evidenza di dati e non della loro interpretazione: a Milano il numero delle auto nell'ultimo decennio non è calato nonostante una guerra ideologica senza precedenti attuata con i metodi più invasivi e lesiva dei diritti di tanti; ztl ovunque, eliminazione dei parcheggi, stravolgimento della mobilità ai limiti (e spesso ben oltre) la costituzionalità. Massiva propaganda green, ma che di verde ha proprio poco o nulla. Tutto questo finché non hanno parlato i dati, quelli tanto temuti da questa amministrazione, la stessa che, per chi avesse la memoria cort,a a più riprese in un passato recente aveva cercato di tenere nel cassetto di Amat quanto a suo sfavore.
Ora un analisi più completa della mobilità milanese mette in risalto numeri non edificanti per una città comunque dopata di turismo - passato dai 5 ai 10 milioni annui in un decennio ma senza quella mitigazione e anzi con parecchi passi indietro nell'erogazione di servizi a coloro che Milano la vivono e non sono di passaggio nel nostro capoluogo.
La lotta indiscriminata (e spesso finalizzata a rimpinguare le casse del comune) non ha prodotto risultati nella riduzione dei volumi del parco circolante; il trasporto pubblico soffre in superficie e non diviene alternativa ai mezzi due-quattro ruote. Le linee della metropolitana incrementano di utenti solo grazie all'attivazione delle nuove, spesso assorbendo solo in parte ciò che è stato sottratto in superficie. Volano le piste ciclabili e la mobilità dolce ma a scapito di intere categorie anche produttive, il commercio tradizionale spesso a conduzione familiare già in difficoltà per dinamiche del nostro tempo si vede asfissiato da politiche che incoraggiano l'auto a casa ma che allo stesso tempo non offrono un'alternativa, soprattutto laddove il turismo mordi e fuggi dai grandi volumi non giunge.
Nella rete delle limitazioni rimangono impigliati coloro che non possono permettersi di mettere a contabilità i dazi in stile medioevale perché, si sa, il traffico va combattuto ma se porta ricavo alle fameliche casse del comune, ancora meglio.
Negli eccessi di chi porta una visione tanto settaria finiscono in questi anni anche i motocicli e chi necessita davvero di servizi essenziali.
I dati pubblicati da Amat non cambieranno le politiche di questa amministrazione ma sicuramente riportano alla realtà dei fatti chi si prefiggeva una Milano stile Gardaland, senza comprendere o incurante delle dinamiche di una metropoli tanto dinamica.
In concomitanza con la pubblicazione dei dati Amat si svolgeva sempre a Milano un convegno organizzato da Confcommercio e passato purtroppo in secondo piano rispetto alla pubblicazione dei dati; un'alternanza di interventi mirati a evitare la demonizzazione dell'automobile e a riportare la discussione su una mobilità possibile interconnessa tra le varie forme, previa la necessità di interventi strutturali mai veramente presi in considerazione dalle ultime amministrazioni, come ad esempio un vero piano di interscambio e hub parcheggi alle porte della città.
Un convegno che, in estrema sintesi, si può riassumere in un'affermazione colta tra i vari passaggi: "La mobilità del futuro passa dalla libertà di scelta".
Siamo sicuri che sarà inascoltata dall'attuale amministrazione ormai agli sgoccioli; è più facile trarre vantaggio da politiche miopi che mettere mano al portafoglio e cambiare la prospettiva delle cose, soprattutto quando si è ostaggio ai fini elettorali di una minoranza inadeguata e demagoga sempre pronta a farla da padrone, a danno di tutti:
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/milano-dati-traffico-immatricolazione-auto-area-c-llnz4aw2?utm_source=wacanali&utm_medium=wacanali&utm_campaign=wacanali
https://motori.quotidiano.net/varie/curiosita/mobilita-sostenibile.htm
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