20/08/2026
𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮, 𝗼𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗰𝘂𝗶 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲?
Nancy McWilliams, uno dei riferimenti più solidi della clinica psicodinamica contemporanea, scrive che l'obiettivo ultimo di ogni percorso terapeutico è accompagnare la persona nel proprio compito evolutivo, e che uno degli esiti più alti a cui una terapia può portare è lo sviluppo pieno della creatività personale.
È da qui che parte la specificità della psicoterapia psicodinamica espressiva.
Nella tradizione psicodinamica classica l'interpretazione resta uno strumento clinico centrale: chi conduce la terapia legge ciò che accade nella relazione e ne restituisce un significato, condiviso e dialogato nell'alleanza terapeutica. Nell'approccio espressivo il processo creativo diventa il canale primario attraverso cui questo lavoro si svolge: il percorso è guidato dalla sua attivazione, sostenuta da un ascolto non giudicante e dal controtransfert somatico (ciò che il corpo di chi accompagna avverte nella relazione, prima ancora delle parole).
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗵𝗮 𝘂𝗻 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮?
Winnicott lo considerava una funzione vitale, intimamente legata alla sensazione di essere vivi e di essere se stessi: è nel gioco che la persona può essere creativa e scoprire il proprio Sé.
Marian Chace, pioniera della danzamovimentoterapia, considerava il corpo in movimento un luogo fondamentale di comunicazione e relazione: attraverso il rispecchiamento e il dialogo corporeo non verbale, i vissuti possono essere riconosciuti e trovare nuove possibilità espressive.
Edith Kramer, tra le fondatrici dell'arteterapia, ha concepito la creazione artistica come un sostegno all'Io: il processo creativo è il cuore dell'esperienza terapeutica, non un'attività accessoria, e processo e prodotto partecipano insieme alla trasformazione. Anche per Kramer la creatività nasce dentro una relazione triangolare: chi conduce la terapia, la persona e l'opera che nasce tra loro.
E dal versante delle neuroscienze, le ricerche più recenti confermano che le attività creative coinvolgono processi legati all'elaborazione emotiva, all'immaginazione e alla memoria, favorendo nuovi modi di organizzare l'esperienza.
Psicoanalisi, danzamovimentoterapia, arteterapia e neuroscienze hanno punti di partenza diversi, eppure convergono verso lo stesso punto di arrivo. 𝘾𝙧𝙚𝙖𝙧𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞𝙜𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙥𝙧𝙤𝙙𝙪𝙧𝙧𝙚: 𝙨𝙞𝙜𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙜𝙧𝙖𝙧𝙚. In questa prospettiva, il processo creativo è una componente attiva della cura, una via concreta attraverso cui il cambiamento può prendere forma.
Attivare il processo creativo significa aiutare la persona a entrare in contatto con un Sé vivo e autentico, capace di trovare da sé le proprie risposte. È lo strumento specifico con cui lavoriamo in SIPPE.