Doppiozero

Doppiozero doppiozero è un luogo di confronto abitato da saggisti, poeti, scrittori, artisti
(326)

Doppiozero ricorda Carlo Ginzburg (1939- 2026)"Senza gli scritti di Momigliano – le sue idee, le sue analisi, la documen...
17/06/2026

Doppiozero ricorda Carlo Ginzburg (1939- 2026)

"Senza gli scritti di Momigliano – le sue idee, le sue analisi, la documentazione che ha accumulato – una buona parte delle ricerche che ho condotto per anni sarebbero state impossibili.

Ma il modo in cui i risultati precedenti condizionano gli sviluppi successivi (compresa un’eventuale riformulazione, parziale o totale) è spesso tutt’altro che chiaro. Tra gli elementi che influiscono in maniera imprevedibile sulla traiettoria, e sui risultati, c’è la criptomemoria, ossia la memoria inconsapevole: un fenomeno poco esplorato, su cui ho cominciato a riflettere.

Doppiozero Archive | "Che cosa ho imparato da Arnaldo Momigliano" di Carlo Ginzburg

Negli anni che ho trascorso come studente alla Scuola Normale di Pisa ho avuto degli insegnanti straordinari. Li elenco in ordine alfabetico: Augusto Campana, Delio Cantimori, Arsenio Frugoni, Arnaldo Momigliano. Erano persone molto diverse tra loro, così come molto diversi erano i temi di cui si o...

Dire che è un romanzo sulla rivolta iraniana seguita all’uccisione di Jina Mahsa Amini è vero, ma non basta. Khayyer scr...
16/06/2026

Dire che è un romanzo sulla rivolta iraniana seguita all’uccisione di Jina Mahsa Amini è vero, ma non basta. Khayyer scrive un libro più segreto e più stratificato, dove la politica non viene spiegata da fuori, ma attraversa ciò che normalmente si considera privato: il nome, la lingua, i capelli, il cibo, le telefonate, le canzoni, il modo di stare sedute in una stanza, di ridere, di tacere, di uscire di casa, di rientrare vive.

Le voci arrivano dal telefono: «Bisharaf! Bisharaf! Bisharaf! Infami! Infami! Infami!». Teheran. Una protesta, sono tanti e sono disarmati. «Urlano di notte nella mia mano». Jina, la narratrice, è lontana, nel suo studio in Europa, e sta guardando Instagram dal telefono. Il persiano la colpisce...

"Questo menabò ci parla del cambiamento in corso alla fine degli anni Ottanta nel mondo visivo e mentale di Ghirri, come...
16/06/2026

"Questo menabò ci parla del cambiamento in corso alla fine degli anni Ottanta nel mondo visivo e mentale di Ghirri, come ricorda Quintavalle. Nell’incontro con la luce della Puglia – “ferma, continua, tagliente” – si ridisegna il paesaggio che al Nord è sospeso e pulviscolare. Un incontro che lo porta a ripensare in modo precipuo la costruzione delle immagini nelle sequenze che ne definiscono il lavoro."

Doppiozero Archive | "Luigi Ghirri tra albe e tramonti" di Marco Belpoliti

Non si erano mai incontrati. Solo una f***a serie di telefonate. Gianni cercava di convincerlo a ve**re a Bari a esporre le sue fotografie. Così dopo tanta insistenza Luigi aveva accettato. “Come ci riconosceremo?”, gli aveva chiesto Gianni nell’ultima telefonata. “Occhiali e loden verde”...

È bello lo sciopero di Douarnenez perché rompe il silenzio e trasforma la fatica individuale in un gesto comune; sono be...
16/06/2026

È bello lo sciopero di Douarnenez perché rompe il silenzio e trasforma la fatica individuale in un gesto comune; sono belle le operaie – nominate e intervistate dalla Colliard a una a una – perché nei loro corpi e nei loro movimenti si manifesta una presenza politica nuova, capace di occupare lo spazio pubblico e di rivendicare diritti universali. “Impassibili sotto la pioggia battente”, la bellezza dei loro gesti nasce dalla solidarietà, dal coraggio, dalla capacità di sottrarsi alla marginalità. In questo senso e in questo testo la bellezza diventa un fatto politico: non ornamento o superficialità, ma espressione concreta di emancipazione e di resistenza.

Mi piacciono molto le fotografie, perché non sono quasi mai un semplice supporto di argomenti, discorsi, ragionamenti: sono fatti reali, corpi reali, vite reali, poste davanti agli occhi di chi guarda. C’è una fotografia, scattata a Douarnenez nel novembre del 1924, che sembra contenere in sé l...

“L’autrice appartiene a una specie rara: la sua scrittura, i suoi libri, non nascono solo dallo studio, non sono libri f...
15/06/2026

“L’autrice appartiene a una specie rara: la sua scrittura, i suoi libri, non nascono solo dallo studio, non sono libri fatti di altri libri.

Al contrario: Laura Campanello scrive dopo aver fatto esperienza sul campo, e non solo su di sé, di ciò che scrive.

C’è un cenno nel testo, solo un cenno (a conferma dello stile schivo dell’autrice quando parla di sé): “Dolore, malattia, lutto sono le esperienze principali che obbligano l’essere umano a chiedersi: che senso ha tutto questo? […] Come dare valore al tempo del vivere? Come fare i conti con la paura della morte? Cos’è la felicità? Non sono domande messe a caso: le ho sentite pronunciare a persone ormai prossime alla morte che facevano un bilancio della loro vita.” “

Doppiozero Archive | “Andare a fondo non è affondare” di Romano Màdera

Quando si pensa e si scrive dalla prospettiva di una professione d’aiuto che è innanzitutto una vocazione si deve superare la paura, ma anche lo snobismo intellettuale, che vuole evitare lo sforzo comunicativo del parlare la lingua dei molti, senza cedere però alla tentazione della semplificazio...

"La devozione di Ottone I nei confronti del Santo, questo africano martirizzato sulle Alpi nel terzo secolo dopo Cristo,...
15/06/2026

"La devozione di Ottone I nei confronti del Santo, questo africano martirizzato sulle Alpi nel terzo secolo dopo Cristo, è attestata, senza particolari preamboli né contestualizzazioni specifiche, nell'anno 937, quando Ottone dotò di ricchi fondi il monastero dedicato ai martiri Innocenzo e, per l'appunto, Maurizio.

La cosa che colpisce è però che in alcune rappresentazioni iconografiche di quest'epoca ottoniana (nella fattispecie: placche d'avorio) San Maurizio è ritratto secondo gli stereotipi del periodo, ossia alla moda sassone, con capelli tagliati a scodella e lunga barba. Non c'è niente che lo metta in relazione con le sue origini africane".

Tutto comincia con una statua. Si trova nel Duomo di Magdeburgo. Raffigura in dimensioni naturali un guerriero, abbigliato secondo l'uso del Duecento. Indossa una tunica lunga, ricoperta sul busto da una cotta in maglia di ferro, a sua volta protetta da un'armatura in pelle. Alcune parti mancano. Ma...

"Ella si fece stella polare, la voce pura, interprete esemplare della tradizione dei song, colei che riuscì a scolpirne ...
15/06/2026

"Ella si fece stella polare, la voce pura, interprete esemplare della tradizione dei song, colei che riuscì a scolpirne una versione da manuale, e lo fece distillandone l’essenza al netto dell’enfasi e di qualsivoglia sovrastruttura o intralcio retorico. Frank invece impose a quelle stesse canzoni una sua impronta morale, oltre che l’incessante rimando a un sé protagonista ed egemonico.

Queste canzoni sono mie, sembrava dire, mi appartengono perché sono parte del mio mondo: my way. Ci sono degli standard che Sinatra riuscì a caratterizzare al punto che oggi paiono appartenere a lui e a nessun altro."

Doppiozero Archive | "Ella Fitzgerald e Frank Sinatra: night and day" di Corrado Antonini

Settant’anni fa, nel settembre del 1950, Ella Fitzgerald incideva il suo primo album, Ella sings Gershwin, un disco in formato 10 pollici – 25 centimetri di diametro – di sole otto tracce, quattro per lato, tutte composte da George Gershwin. Durata complessiva: venticinque minuti e sedici seco...

"Festival e stagioni devono sempre mostrare qualcosa di nuovo, senza pensare troppo se dietro quella novità formale ci s...
15/06/2026

"Festival e stagioni devono sempre mostrare qualcosa di nuovo, senza pensare troppo se dietro quella novità formale ci sia davvero un discorso interessante. Ognuno si affanna a scoprire nuovi talenti che però, quando smettono di essere nuovi, smettono di essere anche talenti: è il potere del linguaggio e della sua retorica. Perché, quando è ridotta a mera questione formale, la novità non può che coincidere con la retorica; e in un’epoca in cui le forme si sono pericolosamente svuotate di contenuti, capite bene qual è il problema: basta che una forma nuova acquisti visibilità al momento giusto nel posto giusto, e si crea un mito; e, intorno al mito, un culto".

Qualche settimana fa girava sui social questo video, in cui un tifoso dell’Arsenal grida a Pep Guardiola, allenatore del Manchester City: «Lascia che Arteta vinca il campionato! Lascia vincere qualcosa ad Arteta! Voi avete già vinto abbastanza! Ti odio, mi hai rovinato la vita».

“Il discorso sull’università è, per sua natura, ideologico. Questo il presupposto teorico del libro di Stefano Jossa, ch...
14/06/2026

“Il discorso sull’università è, per sua natura, ideologico.

Questo il presupposto teorico del libro di Stefano Jossa, che ha il merito di metterlo al centro della sua argomentazione non solo esplicitandolo, ma anche rivendicandolo.

Un gran merito perché il termine «ideologia» è circonfuso di un alone sinistro che suscita immediata diffidenza, evocando immancabilmente purghe, epurazioni, campi di prigionia.”

Il discorso sull’università è, per sua natura, ideologico. Questo il presupposto teorico del libro di Stefano Jossa, che ha il merito di metterlo al centro della sua argomentazione non solo esplicitandolo, ma anche rivendicandolo. Un gran merito perché il termine «ideologia» è circonfuso di ...

“E oggi? Le sensibilità nei confronti della materia sanguigna della carne sono molto, molto diverse. In un libro frances...
14/06/2026

“E oggi? Le sensibilità nei confronti della materia sanguigna della carne sono molto, molto diverse. In un libro francese di un paio d’anni fa, Viande. Stéréotypies sémiotiques et inquiétude culturelle si osserva per esempio come nello scritto di Barthes manchi qualsiasi riferimento all’animale che della viande è il donatore.

E dunque tutta la questione – oggi assai patita – del coinvolgimento personale di chi mangia la bistecca.

Questione, si sa, assente negli anni '50 in cui Barthes scriveva, ma per altri versi faccenda ben antica, che ricorre per es. nel folklore pieno di orchi che si cibano di carne umana, o di mariti traditi che, per vendetta, servono alle mogli adultere il sesso e il cuore – opportunamente arrostiti – dei loro amanti. Il gesto del mangiar carne, insomma, non è mai innocente, non soltanto per la violenza insista nell’abbattimento dell’animale, per quanto spesso ripensato sotto forma di sacrificio, ma per una ragione forse più profonda, legata alla gestione culinaria della soglia tanto labile quanto variabile fra natura e cultura. Gestione che, surrettiziamente, quella soglia, per contraccolpo, produce.”

Nel monumentale Dictionnaire du corps diretto da Michela Marzano per PUF (2007) è presente la voce “Chair” ed è assente la voce “Viande”. L’opposto accade nell’altrettanto voluminoso Dictionnaire des cultures alimentaires diretto da Jean-Pierre Poulain per il medesimo editore (2012): c...

Indirizzo

Via Bramante 14
Milan
20154

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Doppiozero pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Doppiozero:

Condividi