Doppiozero

Doppiozero doppiozero è un luogo di confronto abitato da saggisti, poeti, scrittori, artisti
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"Lo sguardo della fotografa appare interessato a testimoniare presenze, non assenze. Per questo, nonostante spesso le sc...
31/08/2026

"Lo sguardo della fotografa appare interessato a testimoniare presenze, non assenze.

Per questo, nonostante spesso le scuole fotografate siano in evidente stato di difficoltà perché vetuste, maltenute e prive di mezzi, ciò che si percepisce è la vitalità che le attraversa.

La presenza che le immagini restituiscono è quella dei bambini, mai colti all’interno degli ambienti (con un’eccezione), e tuttavia espressi da un’energia che tocca oggetti, superfici, atmosfere.

L’impressione è che la scuola sia un luogo del quale il tempo non oltrepassa la soglia, letteralmente costruito ogni mattina dai gesti e dai corpi dell’infanzia, dalla sua aurorale, concretissima presenza che da dentro illumina ogni cosa."

Doppiozero Archive | "I bambini fantasma" di Giovanna Zoboli

Gaia Giani ha cominciato a fotografare scuole nel 2012. Racconta: «Abitavo vicino a una delle migliori scuole primarie pubbliche di Londra, la Sudbourne Primary School di Brixton, un quartiere prevalentemente nero. Molte famiglie benestanti si erano trasferite nella zona per far frequentare ai loro...

“I sistemi di intelligenza artificiale generativa vengono coltivati più che costruiti: i loro meccanismi interni sono ‘e...
31/08/2026

“I sistemi di intelligenza artificiale generativa vengono coltivati più che costruiti: i loro meccanismi interni sono ‘emergenti’ piuttosto che progettati direttamente […] Le persone esterne al settore rimangono spesso sorprese e allarmate nello scoprire che non comprendiamo come funzionano le nostre creazioni di intelligenza artificiale. Hanno ragione a preoccuparsi: questa mancanza di comprensione è sostanzialmente senza precedenti nella storia della tecnologia”.

“Il comportamento da spiegare è il seguente:Prompt: La capitale dello stato che contiene Dallas è…Claude: AustinQuella che Claude esegue per rispondere non è una ricerca in una tabella, ma una semplice forma di ragionamento, che richiede solo due passi.Passo 1: risoluzione dell’entità. La ...

"Grandi conquiste si sono fatte, in questi centocinquant’anni, sul fronte dell’economia, della democrazia e anche della ...
31/08/2026

"Grandi conquiste si sono fatte, in questi centocinquant’anni, sul fronte dell’economia, della democrazia e anche della morale civica. Una vicenda come quella personale di Maria Montessori sarebbe oggi impensabile.

Ma ahimè, rischia di essere impensabile anche quella sua incondizionata fiducia sul futuro, considerato che, diversamente da allora, oggi tra di noi di infanzia se ne vede davvero poca e quella che c’è non sembra godere di eccessiva fiducia. Invece che esercitarci nel tentativo di iscrivere il pensiero montessoriano dentro l’orizzonte delle attuali neuroscienze, secondo un approccio destinato rapidamente a fallire come sono regolarmente falliti i tentativi passati di includerlo d’ufficio dentro i recinti della psicologia genetica, del comportamentismo, del cognitivismo, dell’attivismo pedagogico, dovremmo impegnarci a rileggere quell’esperienza in forma partecipata.

Possiamo rinunciare alla genitorialità, certo: ma per quanto? e in ragione di che cosa? Se però vogliamo essere degni posteri di Maria Montessori, non possiamo davvero rinunciare ad investire, con la necessaria benevolenza, sul mondo che verrà."

Doppiozero Archive | "Maria Montessori: ribellione e amore" di Roberto Maragliano

“Dicono i religiosi che Dio segna nell’eternità tutte le colpe grandi e piccole che noi dovremo pagare, e segna pure tutte le grandi e piccole virtù delle quali saremo compensati. Ebbene, eccola la vita eterna, il libro grande dove sono segnate tutte le opere nostre: la nostra posterità”.

"«F**k am I?» Dove c***o sono? si chiede; ma intanto ecco che l’apparizione quasi fiabesca, tra i campi, di uno spaventa...
31/08/2026

"«F**k am I?» Dove c***o sono? si chiede; ma intanto ecco che l’apparizione quasi fiabesca, tra i campi, di uno spaventapasseri che indossa un vecchio giaccone scolorito di tela cerata rossa accresce l’effetto di opacità, ma al tempo stesso rappresenta anche un segnale certo per la donna, che lo riconosce subito, e corre verso quel fantoccio che spunta da un paesaggio di nebbia così irreale, somigliando all’anima di un regno ultraterreno. Addosso a quel manichino è stato messo infatti un abito appartenuto al padre, che la figlia si riprende; dunque siamo a Park House, sempre nei territori della residenza reale, ma nei pressi della tenuta che John Spencer, genitore di Diana, aveva affittato e abitato fino al 1975. Sono le terre dove la principessa del Galles aveva trascorso la sua infanzia, e dove tornò, negli ultimi giorni del 1991, per trascorrere le feste assieme agli amatissimi figli, poco prima di decidere di separarsi dal marito, agli inizi del 1992."

Doppiozero Archive | " Spencer: scucire il destino" di Daniela Brogi

Si comincia con un doppio arrivo. Dapprima quello di un convoglio militare, che attraversa la desolata campagna invernale per consegnare le casse portavivande contenenti raffinati cibi destinati a essere cucinati per un ricco banchetto. Ci troviamo infatti, come scopriremo meglio più avanti, nella ...

"L’operazione letteraria di Strässle, che ha scelto un’angolatura non collettiva ma personale si rivela assai più  effic...
31/08/2026

"L’operazione letteraria di Strässle, che ha scelto un’angolatura non collettiva ma personale si rivela assai più efficace e raffinata: l’aspetto paradossale di quel regime non si manifesta nei suoi ridicoli editti ma nell’utopia perversa secondo cui l’accanimento normativo sulla vita privata dei suoi cittadini doveva corrispondere all’ideale di una perfetta totalità sociale pienamente legittimata non solo sul piano politico ma anche su quello etico.

Di questa perversione Storia di una fuga di Strässle rivela tutta la banalità del male consumato ai danni delle vite dei più giovani in palese contrasto con il mito della rigenerazione socialista".

Goethe, che nutriva una sincera ammirazione per Manzoni, dopo essersi speso in lodi per l’ideazione e la costruzione del Conte di Carmagnola, rilevava tuttavia che la distinzione tra personaggi storici reali e personaggi immaginari dichiarata da Manzoni nella prefazione al dramma era non solo supe...

"La scomparsa della madre che in Sapienza è evento scatenante e in Szabó è pretesto per riprendere a scrivere, è rintrac...
30/08/2026

"La scomparsa della madre che in Sapienza è evento scatenante e in Szabó è pretesto per riprendere a scrivere, è rintracciabile in una necessità di recupero di una identità attraverso la figura donatrice della parola.

La lingua in Ancestrale è una lingua che svia ogni moda per collocarsi nel quotidiano poetico dell’esistenza, caratteristica che ha posto la silloge avanti di decenni rispetto ai suoi contemporanei; quella di Affresco è una lingua dai tratti unici, al contempo colloquiale e ricercata, con poche deviazioni e scarti, che diverrà poi la lingua di tutti i suoi romanzi.

L’esigenza del passato, di ricostruire e narrare il passato dell’infanzia è un altro aspetto che accumuna molte autrici del Novecento, in particolare Magda Szabó e Goliarda Sapienza."

Doppiozero Archive | "La morte, la lingua, la madre: cuciture" di Anna Toscano

Guardare gli anni di composizione e di pubblicazione dei libri di Magda Szabó e accostarli agli anni in cui sono usciti grandi romanzi di altre scrittrici nel Novecento è interessante.

"La stessa Goliarda ha dichiarato in un’intervista di come la Triestina fosse ‘il suo ufficio” di quand’era a Gaeta, lì,...
30/08/2026

"La stessa Goliarda ha dichiarato in un’intervista di come la Triestina fosse ‘il suo ufficio” di quand’era a Gaeta, lì, la mattina, si sedeva a un tavolino, leggeva il giornale, beveva caffè, fumava mille si*****te e scriveva, scriveva. Sempre e solo a mano.

Angelo Pellegrino, nella sua prefazione all’Arte della gioia di Einaudi, così racconta:

“Scriveva sempre su comuni fogli di carta extrastrong piegati in due perché, diceva, questo formato ridotto le consentiva una sua idea di misura. […]

Goliarda scriveva sempre a mano, diceva che aveva bisogno di sentire l'emozione nel battito del polso, servendosi di una semplice Bic nero-china a punta sottile. Ne consumava decine semplicemente perché le disseminava dappertutto e poi non le trovava più.”

Doppiozero Archive | "Vita quotidiana di Goliarda Sapienza" di Maria Luisa Ghianda

Sulla spiaggia di Fontania, là dove un tempo cresceva il suo pesco, oggi c’è un melograno. Era al riparo della sua ombra che, d’estate, Goliarda Sapienza soleva mettere il suo lettino, in quell'angolo di destra guardando il mare, descritto dalle vestigia possenti e poderose dell'approdo della ...

"Questo pezzo di vita di Goliarda a Gaeta è da leggersi a occhi non spalancati, a causa della moltissima luce che imperv...
30/08/2026

"Questo pezzo di vita di Goliarda a Gaeta è da leggersi a occhi non spalancati, a causa della moltissima luce che imperversa nella narrazione, un sole sempre alto su Gaeta, sulla vita della coppia e sul ricordo di quella vita che fa quasi socchiudere le palpebre per il bagliore; ma è da leggersi anche non a cuore aperto, per il troppo amore che rischia di entrarvi e traboccare, l’amore per quei luoghi, per lo scrivere, per la letteratura, per le persone, l’amore tra di loro."

Doppiozero Archive | "Reinventare Goliarda Sapienza" di Anna Toscano

Goliarda di Angelo Pellegrino, da poco uscito per Einaudi, è un romanzo che narra la vita di Goliarda Sapienza e di suo marito, Angelo Pellegrino, negli anni della loro vita insieme trascorsa tra Gaeta e Roma. L’espediente letterario, ciò che fa aprire anche dolorosamente lo scrigno dei ricordi,...

"Pitozzi e Montanari, indicano come tragico acustico quel modo di lasciare affiorare quella "forte emozione" (da Aristot...
30/08/2026

"Pitozzi e Montanari, indicano come tragico acustico quel modo di lasciare affiorare quella "forte emozione" (da Aristotele) che tocca spettatori e spettatrici, "portandoli così a percepire l'infinito scorrere delle cose che affiora nella forma finita della visione". Il loro sforzo laborioso è comunicativo e non prestazionale. Un'esperienza di catarsi individuale e collettiva mediata dal suono.

Nell'atmosfera di un palco sportivo, prima ancora di un'esultanza febbrile, di uno schiocco di vittoria o sconfitta, può uno spettatore percepire "l'emozione forte" che ho imparato a trasmettere attraverso la mia sonorità vocale? Può udire il mio precipitato acustico, l'intimo suono che da me si propaga, da me proviene?"

In alcune occasioni l'emissione di un suono vocale può costituire un sorprendente avvenimento. Un vuoto interno che si riempie istantaneo, sgorga, fuoriesce e destabilizza. Gli zigomi persino dolgono, le tempie serragliate come corde tese s'irrigidiscono. Ci si trova davanti l'urlo staccato da sé,...

“Si potrebbe continuare all’infinito vagabondando tra le fantasie di Matticchio, entrando e uscendo dalle camere di ques...
30/08/2026

“Si potrebbe continuare all’infinito vagabondando tra le fantasie di Matticchio, entrando e uscendo dalle camere di questo esteso appartamento e alla fine scoprire che i libri richiedono due tipi di impegni: uno manuale e uno intellettuale.

O li mettiamo in ordine al loro posto sopra gli scaffali, come qui si sforzano di fare i tre porcellini salendo uno sulle spalle dell’altro, o li attraversiamo da cima a fondo, restando immobili di fronte alle pagine squadernate che hanno il potere di rasserenare e inquietare, di catturare e farci diventare assenti, esattamente come accade per il coccodrillo, il rinoceronte, l’avvoltoio, animali tutt’altro che rassicuranti nel panorama delle figure domestiche.

«Mi piacerebbe sapere cosa stanno leggendo» scrive Stefano Salis nella pirotecnica nota finale, l’unico testo che usa parole tradizionali nell’orizzonte di un racconto che invece sceglie il codice visivo. In attesa di scoprirlo continua a domandarsi: «Sono specchio di noi lettori umani, questi animali che leggono nelle più impensate condizioni?»

Piacerebbe anche a noi scoprire se ci rassomigliano in tutto e in parte.”

In “La fattoria degli animali di Matticchio” Giuseppe Lupo racconta di “La libreria degli animali” di Franco Matticchio (Edizioni Henry Beyle). Lo leggi su doppiozero.

Dal 18 al 20 settembre torna a Novara Scarabocchi. II mio primo festival, che per la sua 9ª edizione esplora il tema MOSTRI: creature fantastiche, figure del mito e delle fiabe, ma anche tutto ciò che è fuori dall’ordinario, sorprendente, misterioso, capace di farci guardare il mondo con occhi nuovi.

Tutte le info al link in bio!

Indirizzo

Via Bramante 14
Milan
20154

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