In piazza per Gaza

Indicazioni

In piazza per Gaza Unisciti anche tu a noi! Non restiamo indifferenti al genocidio del popolo palestinese, ignorato dai nostri governi per ragioni di complicità politica.

Siamo cittadine e cittadini che ogni giorno, dalle 18:00 alle 19:00, si riuniscono in piazza Duomo, a Milano, per denunciare il genocidio in corso a Gaza e in tutta la Palestina a opera di Israele. Un eccidio perpetrato in spregio al diritto internazionale da parte di uno stato che si definisce “democratico”, retto da leader accusati di crimini contro l’umanità. Dal 16 giugno 2025 noi scendiamo in piazza per Gaza, ben consapevoli che esistono molte altre emergenze al mondo, ma convinti che Gaza sia il sintomo più vistoso e più brutale di una logica di sopraffazione ormai generalizzata. Abbiamo scelto di manifestare il nostro dissenso in prima persona, mettendo il nostro corpo e la nostra mente per ricordare che esistono valori irrinunciabili che riguardano la vita, le persone e i rapporti tra i popoli. La nostra voce in piazza sono i nostri cartelli appesi al collo che, tramite versi poetici e brevi frasi, dichiarano le nostre motivazioni. Crediamo nel dialogo e nella responsabilità personale, come anche nella necessità di prendere posizione rispetto a quanto sta accadendo.

16 ottobre 1935 –  Il giorno del "cement incident"Il 16 ottobre 1935, nel porto di Giaffa, grazie a una rottura accident...
16/10/2026

16 ottobre 1935 – Il giorno del "cement incident"

Il 16 ottobre 1935, nel porto di Giaffa, grazie a una rottura accidentale, i portuali scoprono un carico di armi occultato in bidoni di cemento destinati a un commerciante ebreo di Tel Aviv. Dei 537 bidoni di cemento White Star trasportati dalla nave mercantile belga Leopold II, ben 359 sono pieni di armi. In particolare: 25 mitragliatrici Lewis, circa 800 fucili, 400mila cartucce.

Le autorità britanniche non riescono a dimostrare formalmente chi sia il destinatario finale del carico e non procedono ad arresti. Ma il sospetto che le armi siano destinate all'Haganah, l'organizzazione paramilitare sionista, è ampiamente diffuso.

La scoperta provoca indignazione nella popolazione palestinese e accresce i timori per il futuro del Paese, in un contesto segnato dall'immigrazione ebraica e dalla crescente appropriazione sionista delle terre.

Per lo sceicco Izz al-Din al-Qassam (1882-1935), che diventerà una figura simbolo della lotta anticoloniale palestinese, l'episodio conferma la necessità di organizzare la resistenza armata. Al-Qassam sarà ucciso dalle forze britanniche nel novembre dello stesso anno.

Il "Cement Incident" è considerato uno degli episodi che contribuirono a inasprire le tensioni e a preparare il terreno per la Grande Rivolta Araba del 1936-1939, la più importante insurrezione palestinese contro il dominio britannico e il progetto sionista nella Palestina mandataria.

L'episodio è citato anche in "Palestine 36", il film della regista palestinese Annemarie Jacir dedicato alla rivolta araba del 1936-1939.

Poesia "Morti che muoiono", dalla raccolta "Undici pianeti".
16/10/2026

Poesia "Morti che muoiono", dalla raccolta "Undici pianeti".

È passata a trovarci  Sarah Janet Cappelletti, star italiana della tv senegalese. Sorpresa "rapida" e bellissima. A ques...
15/10/2026

È passata a trovarci Sarah Janet Cappelletti, star italiana della tv senegalese. Sorpresa "rapida" e bellissima. A questo link https://www.youtube.com/watch?v=A6mX9jpdE1E&t=7s un video che racconta la sua storia. Il Senegal sostiene ufficialmente e con continuità la causa palestinese, il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e la creazione di uno Stato indipendente. E Sarah Janet non fa eccezione.



Foto: Giancarlo Valera.

15/10/2026

IL PRESIDIO A LOSANNAIl 9 ottobre Alessandra, Michele, Paolo e Renata hanno "disertato" piazza Duomo a Milano per andare...
14/10/2026

IL PRESIDIO A LOSANNA
Il 9 ottobre Alessandra, Michele, Paolo e Renata hanno "disertato" piazza Duomo a Milano per andare a conoscere le compagne ed i compagni di Losanna, partecipando con loro al presidio che si svolge di fronte alla stazione ferroviaria, dalle 17:30 alle 18:30, ogni giorno dal 30 giugno 2025.
Nel video si possono rivedere le stagioni scorrere: estate, autunno, inverno, primavera e poi di nuovo estate, autunno...e le persone continuano imperterrite a manifestare in strada.
I passanti, per lo più frettolosi, perché stanno andando a prendere un treno, a volte sono indifferenti o addirittura abbassano la testa, a volte sorridenti e grati, a volte, più o meno apertamente, ostili.
Si sentono i clacson dei veicoli che passano per la strada che separa il presidio dalla stazione e ci hanno spiegato che spesso sono saluti di sostegno rivolti proprio a chi è lì a mostrare cartelli e sventolare bandiere.
In particolare avevano individuato un taxi che "salutava" sempre, finché un giorno il tassista è andato a presentarsi, ha detto di essere palestinese, che all'interno della sua vettura tiene una piccola bandiera palestinese ed ha partecipato con loro all'azione.

Samir invece, che si può vedere nel breve video con Michele e Paolo, ha dovuto interrompere, per questioni di lavoro, la sua presenza al presidio e, da allora, si dedica, in ogni momento che può e in ogni luogo della città, alla raccolta firme per l’iniziativa popolare federale per il riconoscimento dello stato di Palestina che è stata lanciata da un gruppo di cittadini di Ginevra.

Obbiettivi del presidio di Losanna sono quindi: la protesta, l'informazione, la raccolta firme ma anche il sostegno, tramite raccolta fondi, a GazaLand, un’associazione umanitaria creata a Losanna da palestinesi di Gaza per Gaza, fornisce cibo, acqua e prodotti essenziali alle famiglie. GazaLand è stata scelta perché, al presidio, è presente regolarmente Rami, un palestinese che collabora con l'associazione.

Da più di un’anno, Charlotte e Ulysse, il suo cane labrador, avevano preso l’abitudine di essere tutte le sere al presidio della stazione di Losanna. Ulysse era diventato un po’ la mascotte del gruppo, faceva parte della «famiglia».
Poi, il dramma…
Una sera di metà agosto, Charlotte e Ulysse avevano osservato l’eclissi solare sul balcone del loro appartamento, si erano poi soffermati, nella speranza di vedere qualche stella cadente e infine erano andati a dormire, lui sul balcone e lei nel suo letto.
Verso le cinque del mattino Charlotte, svegliata dall’abbaiare di Ulysse, vede intorno a lei le fiamme. Chiama il cane rimasto sul balcone. Invano. Preso dal panico, non ce la fa a raggiungerla. Circondata dalle fiamme Charlotte deve fuggire. Infila presto pantaloni e scarpe ed esce sul marciapiede. Tutto brucia, anche il povero Ulysse. Charlotte rimane impietrita dall’orrore, ha perso tutto: casa, vestiti, documenti, foto, mobili, ricordi, è rimasto solo un cumulo di cenere. Ulysse le ha salvato la vita ma l'ha lasciata sola. Distrutta, è accolta da Luca, un amico della stazione che, ancora oggi, si prende cura di lei con altri amici.
La sera dell'incontro con «gli amici di piazza del Duomo a Milano», Charlotte, per la prima volta dopo la tragedia, è tornata al presidio. E’ ancora molto fragile ma, a poco a poco, la luce filtra tra le nuvole. La lotta per la Palestina e i bambini di Gaza dà senso alla sua vita.
Nel filmato si può vedere il murale che i gazawi le hanno dedicato,
questo invece è il messaggio che le hanno inviato:
"Un messaggio per la signora Charlotte dal cuore di Gaza,
una terra che conosce il dolore, le perdite e le difficoltà.
Oggi le inviamo tutto il nostro affetto e il nostro sostegno.
Sappiamo che la perdita di Ulysse è stata un immenso dolore per lei, soprattutto dopo l'incendio che ha distrutto la sua casa.
Perdere la propria casa è una prova terribile, ma perdere un compagno fedele che faceva parte della propria vita è un dolore indescrivibile.
Noi dell'associazione GazaLand di Gaza abbiamo realizzato un disegno che ritrae lei e Ulysse. Desideravamo che questo disegno le arrivasse da Gaza come un bellissimo ricordo di lui, per dirle: Ulysse rimarrà sempre nel suo cuore e nei suoi ricordi.
Alla stazione di Losanna, tutte le persone che sono al suo fianco hanno percepito il suo dolore. Siamo tutti con lei e le auguriamo tanto coraggio e forza in questo momento difficile.
Charlotte, noi abitanti di Gaza sappiamo cosa significa perdere una persona cara e perdere la propria casa. Condividiamo il suo dolore e le inviamo tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto. "

LECCO NON SI ARRENDE E TORNA IN PIAZZADopo il divieto della Questura, sia al presidio che al corteo del 7 ottobre scorso...
13/10/2026

LECCO NON SI ARRENDE E TORNA IN PIAZZA

Dopo il divieto della Questura, sia al presidio che al corteo del 7 ottobre scorso, Lecco si mobilita nuovamente a sostegno della Palestina.

Il ministero israeliano per la diaspora e la lotta all'antisemitismo ha compilato un elenco di 357 manifestazioni e pres...
13/10/2026

Il ministero israeliano per la diaspora e la lotta all'antisemitismo ha compilato un elenco di 357 manifestazioni e presidi organizzati in numerosi paesi del mondo, dall' 1 al 14 ottobre 2026, ritenuti "iniziative antisemite".
Come da pag. 5 del documento che si può vedere in foto, la schedatura prevede l'indicazione di:
data e ora dell'evento,
nazione, luogo, latitudine e longitudine,
vicinanza a strutture israeliane,
livello di rischio (basso, medio, alto),
potenziale di visibilità online,
likes.
Nella colonna che indica il potenziale di visibilità online, sono elencati nomi di gruppi e associazioni ma anche nomi di privati cittadini.
Alla pagina 21 della tabella si possono leggere gli appuntamenti del 10 ottobre a Milano, considerato al alto rischio, e a Cagliari, considerato a rischio medio.
Per quanto riguarda Cagliari alleghiamo il loro video di commento.
Alla pagina 26 si può leggere l'appuntamento del 10 ottobre a Place de la Riponne a Losanna, considerato a medio rischio, a cui ha anche partecipato una piccola delegazione del gruppo presente ogni giorno a Milano piazza Duomo.
Ci domandiamo se e cosa abbia da dire il Ministro "fino a un certo punto" degli Affari Esteri del nostro paese.

Al link sotto riportato, il documento completo.

https://www.gov.il/BlobFolder/reports/global_october_7_anniversary_protests_report__06_10_2026/he/mashlat_Q4_2026_global_october_7_anniversary_protests_report_he_06_10_2026.pdf?fbclid=IwaW9leAU4LY5jbGNrBTgtjGV4dG4DYWVtAjExAHBkb2YBc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeSf0H09XPoMg44e-A5NGjRCH_maaoaLXjxvfr0orG7CN_AtnN90wWggAGiDs_aem_FCSJMSD_mU4C3L8BfR5P4g

"Siamo tutt* Navi" recita il cartello.Il Nobel per la pace 2026 va a Navanethem “Navi” Pillay a capo della commissione O...
13/10/2026

"Siamo tutt* Navi" recita il cartello.
Il Nobel per la pace 2026 va a Navanethem “Navi” Pillay a capo della commissione Onu sul genocidio a Gaza.

A settembre 2025 Pillay presentò a Ginevra le conclusioni del rapporto. Disse: “La Commissione ha concluso che Israele ha commesso genocidio contro il popolo palestinese a Gaza e che continua a commetterlo”.
“La comunità internazionale non può rimanere in silenzio di fronte alla campagna genocida di Israele contro il popolo palestinese a Gaza”, disse. "Quando emergono chiari segni e prove di genocidio, non agire per porvi fine equivale a complicità".
Sul punto più difficile da dimostrare, l’intento genocidiario, la commissione si è basata su due elementi: le dichiarazioni delle autorità israeliane e il “modello di condotta” delle forze armate. Il rapporto ha indicato che Israele aveva commesso quattro dei cinque “atti genocidari” definiti dalla Convenzione del 1948. Ha inoltre sostenuto che il premier Benjamin Netanyahu, il presidente Isaac Herzog e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant avrebbero incitato alla commissione di genocidio.
Le raccomandazioni erano rivolte anche ai Paesi terzi. La commissione ha invitato gli Stati a fermare i trasferimenti di armi a Israele e ha chiesto al procuratore della Corte penale internazionale di indagare anche sugli atti di genocidio descritti nel rapporto.

«Sono Stefania, ho 59 anni e per 25 ho fatto la giornalista. Ero caposervizio nella redazione di un femminile molto pati...
12/10/2026

«Sono Stefania, ho 59 anni e per 25 ho fatto la giornalista. Ero caposervizio nella redazione di un femminile molto patinato; collaboravo intanto con altri giornali, utilizzando ferie e tempo libero per visitare paesi tagliati fuori dalle rotte turistiche, in particolare Bangladesh e Senegal, e dedicarmi ai temi che sentivo più vicini a me: migrazioni, razzismo, diritti delle minoranze. Da giornalista ho viaggiato e praticato mondi in cui prima non avrei mai immaginato di entrare, cercando sempre un equilibrio tra i miei valori e le richieste della professione.
Quando, per una serie di ragioni, questo equilibrio è venuto meno, sono "tornata a scuola”, pensando che con l’insegnamento avrei potuto continuare a guadagnarmi da vivere facendo qualcosa di utile per gli altri e sensato per me. Oggi sono prof. di italiano in una scuola media di periferia. "Riconvertirmi" a più di 50 anni e con una figlia piccola (mi sono riprodotta tardi) non è stato facile, ma non me ne sono pentita. Sono una prof. esigente, ma amo moltissimo i miei alunni e credo che loro lo sentano. E, al mattino, sono sempre contenta di incontrarli.
Sono contenta anche quando scatta l’ora X del pomeriggio e interrompo quel che sto facendo per andare in Duomo a fare "presenza". Ho iniziato l’anno scorso, a fine agosto. Attraversavo un momento di spaesamento e solitudine dell’anima. Presenza dopo presenza, ho cominciato a star meglio. Non conoscevo le persone intorno a me, sapevo però di condividere con loro lo sdegno e il dolore per il genocidio in corso.
Ho scoperto la questione palestinese da bambina, grazie a mia madre che non si capacitava di quel che accadeva in Medio Oriente e, in autonomia, aveva deciso di boicottare i prodotti israeliani. Non ho mai smesso di seguirla.
Ciò che i palestinesi hanno dovuto patire in più di cento anni di guerra e tradimenti è terribile. La loro resistenza, invece, è straordinaria. I sionisti pensavano probabilmente di poterli piegare in poco tempo, ma non è andata così.
"La vostra presenza è un pericolo per le vostre vite". Prima di iniziare la mattanza post 7 ottobre, l’IDF ha diffuso tra i gazawi questo avvertimento, che è diventato il titolo di un libro che merita di essere letto. È il fatto di esistere a mettervi in pericolo, sembra dire. Andatevene e sarete salvi. Questo monito paradossale ci ricorda invero la necessità di non cessare mai di "esserci", soprattutto ora che la Palestina non è più "solo" la Palestina, ma è diventata il luogo fisico in cui si sta svolgendo uno scontro di portata planetaria: la logica della sopraffazione, dei grandi capitali e del potere contro quella dei diritti umani e della gente comune. Qui a Milano, con la nostra ora di silenzio a pochi metri dal sagrato, con la nostra implacabile presenza nella piazza più importante della città, diamo materia, forma e respiro alla disobbedienza verso il comando israeliano di sparire e cedere alla tracotanza di chi ha più soldi, armi e si sente invincibile.
A che cosa serve? Ci chiedono spesso. A tante cose, non c’è una risposta univoca o definitiva. Serve a mettere in chiaro da che parte stiamo. A fare emergere le contraddizioni. A riavviare la memoria e il nastro della storia. A sottrarci alla cacofonia di un dibattito pubblico che prova a liquidarci come tifosi esagitati (i pro-pal qui, i pro-pal là) invece che persone con un'anima, una coscienza, una memoria. Serve, soprattutto, a ricordare ai palestinesi che nella loro coraggiosa resistenza noi non li lasceremo soli.»

Foto: Marina De Lorenzo, Idanna Matteotti, Giancarlo Valera.

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Milan

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