30/06/2026
Un'esperienza dettata dal cuore
Sono Daniela e da ormai qualche anno, tramite Abbà, sostengo a distanza Sophia, una bambina congolese. Da insegnante di scuola dell’infanzia ormai in pensione, ho sempre avuto particolarmente a cuore i bambini e la loro crescita, e questa scelta è stata dettata dal desiderio di fare concretamente, nel mio piccolo, qualcosa per un fanciullo di una zona del mondo in cui diventare grande è davvero una sfida.
C'è un dettaglio che rende questa mia esperienza ancora più significativa: mia nipote Olivia ha esattamente la stessa età di Sophia. Guardarle contemporaneamente è come osservare la vita attraverso uno specchio distorto, dove è la geografia a deciderne il destino.
Olivia cresce qui, e il suo piccolo mondo è fatto di certezze: lei dà per scontato che andrà a scuola, che sperimenterà tante attività, e che potrà scegliere chi diventare. I suoi desideri sono proiettati verso il superfluo, perché l'essenziale è già garantito.
Dall'altra parte del mondo, la mia bimba congolese guarda al domani in modo totalmente diverso. Per lei, il futuro è una conquista quotidiana. Fino a poco tempo fa, la sua priorità non era scegliere quale sport fare dopo la scuola, ma sperare di poterci andare, a scuola.
Questo contrasto mi porta a riflettere su quanto sia casuale la fortuna: nascere in una parte del mondo piuttosto che in un'altra non è un merito, è solo un caso.
Questa esperienza sta diventando un insegnamento importante anche per Olivia. Attraverso i racconti e le foto che arrivano dal Congo, sta imparando che i diritti di cui gode, purtroppo non sono per tutti, e che l'istruzione e l’accompagnamento nella crescita sono dei privilegi.
Il mio desiderio, come madrina e come nonna, è usare questo ponte per accorciare le distanze. Desidero che mia nipote si renda conto che non è tutto scontato, e che ella comprenda il valore della condivisione; e desidero che la sua coetanea congolese senta di avere le stesse opportunità di sognare, a prescindere dal luogo in cui è nata.
Questo sostegno mi ricorda ogni giorno che non possiamo scegliere dove nascere, ma possiamo scegliere come offrire gli stessi diritti a tutti. Sostenere la mia bambina a distanza significa cercare di riequilibrare, nel mio piccolo, quella bilancia della vita che troppo spesso pende da una parte sola. E spero, un giorno, di poterle far incontrare, per dimostrare a entrambe che l'amore e la solidarietà non hanno confini.
Daniela C.