Le TRE ESSE

Le TRE ESSE SEMPLICE SANO SAPORITO
Alla scoperta del cibo sulle tracce di Mario Soldati enogastronomo e regista

04/07/2024
Ecco a voi la presentazione ufficiale di questa pagina!
26/05/2024

Ecco a voi la presentazione ufficiale di questa pagina!

Le 3

Abbiamo da poco celebrato la Giornata della Terra sempre tenendo alta la bandiera della sostenibilità e della biodiversi...
03/05/2024

Abbiamo da poco celebrato la Giornata della Terra sempre tenendo alta la bandiera della sostenibilità e della biodiversità. Senza biodiversità la Terra si spegnerebbe, perché nel giro di poco tempo sparirebbero tutti gli insetti impollinatori e con essi le api. Rendiamo omaggio dunque alla nostra Terra celebrandole! E il prossimo posto sarà dedicato al prodotto più delizioso del mondo: all'oro prodotto da questi meravigliosi insetti: il miele!

Le api sono la specie animale più importante per l'equilibrio e la sopravvivenza del pianeta

Care amiche e amici vengo a voi con il capo cosparso di cenere per avervi lasciato senza novità, ma altri impegni hanno ...
19/04/2024

Care amiche e amici vengo a voi con il capo cosparso di cenere per avervi lasciato senza novità, ma altri impegni hanno richiesto la mia attenzione altrove. Per farmi perdonare, però, sono qui per proporvi un alimento unico e irraggiungibile. Non solo è semplice, sano, saporito, ma è anche universale. Sto parlando della PASTA, la regina di tutti gli alimenti, perché se esiste il mondo della pasta all'italiana, è viva e fiorente una civiltà della pasta in Cina, da dove è migrata fino al Giappone, alla Corea e addirittura alla maggior parte del sud est asiatico. Si tratta di un cibo semplice, familiare, rapido da cucinare, ma che si può gustare secondo combinazioni infinite di sapori e condimenti. È uno dei piaceri più condivisi al mondo sia secondo semplici e rapide ricette quotidiane sia in versioni raffinate in occasioni di pranzi importanti o feste. Si tratta di un alimento naturale, neutro ed estremamente versatile. Acqua, sale, farina di grano tenero o di semola di grano duro, secca o fresca, qualche volta all'uovo, vive di infininiti accostamenti con sughi, brodi, carne, pesci... nulla è escluso. Potrei scrivere per ore e non esaurirei mai l'argomento, ma non vorrei annoiarvi. Concludo così con il link sull'argomento, che ho trattato sul mio blog. Vi consiglio di leggerlo, scoprirete sicuramente qualcosa di nuovo su questo meraviglioso cibo

la-storia-della.pasta-attraverso-isecoli

Voglio augurarvi un bellissimo e felice 2024, riproponendo questo video dei "Fratelli Narratori" mio fratello Gianvincen...
31/12/2023

Voglio augurarvi un bellissimo e felice 2024, riproponendo questo video dei "Fratelli Narratori" mio fratello Gianvincenzo e io, dove il nostro saldo legame fraterno, ma anche culturale ci ha consentito di intraprendere e procedere insieme per un cammino non semplice, ma di grandi soddisfazioni

Festival del Nuovo Rinascimento (8^ edizione)Mondadori Bookstore Via Ettore Ponti MilanoPresentazione a cura di Stefania Romito, Rosella Maspero, Davide Foschi

La mia nonna Clementina e il “suo” pranzo di NataleUn vero “Cordon bleu” Cordon bleu, locuzione francese, (it. cordone a...
23/12/2023

La mia nonna Clementina e il “suo” pranzo di Natale
Un vero “Cordon bleu”
Cordon bleu, locuzione francese, (it. cordone azzurro) fin dall’800 era un riconoscimento al merito di un cuoco o una cuoca eccellente.
Già qualche giorno prima delle feste si potevano notare i fantastici talenti che la nonna possedeva, per esempio nella sfoglia sottile che tirava col mattarello per le tagliatelle e i maltagliati della cena della vigilia, una vera bontà.
La ricetta era proprio semplice. Un brodo vegetale leggero di carota, patata e una cipolla media, aggiustato di sale e insaporito con un piccolo pelato schiacciato, la nonna non ha mai usato dadi in vita sua. Buttati e cotti i maltagliati nella pentola, alla fine, spento il fuoco, dava tono al tutto con una spolverata di prezzemolo tritato fine fine. Una delizia!
Il pranzo di Natale organizzato e cucinato da mia nonna Clementina era davvero degno di un Cordon bleu sia per la qualità eccellente sia per la perfetta e precisa organizzazione di tutto il menu, dall’antipasto al caffè.
La sala aveva un’aria austera, ma era ravvivata dall’allegria che emanava l’albero di Natale tutto scintillante, con le fiammelle tremule delle candeline tutte colorate e, soprattutto, dalle fruttiere poste sulle credenze piene di arance e mandarini, avvolti in veline variopinte.
Il primo colpo d’occhio era per i vini: il bianco per l’antipasto era già nella bottiglia di vetro molato, un bianco leggero dell’Oltrepò e un rosso barbera sempre della stessa zona, naturalmente un buon lambrusco emiliano per la nonna non mancava mai in onore alla sua terra, con le etichette bene in vista, verso la porta.
Una “mise en place” elegante ed essenziale che, al centro tavola, come unico ornamento prevedeva una vaschetta triangolare con piccole rose gialle e rametti di agrifoglio.
Gli antipasti provenivano tutti dalla zona di origine della nonna: salame piacentino, coppa, prosciutto crudo, tranne la galantina di vitello, che veniva acquistata da un salumiere di fiducia. La zia Carla, sorella della mamma, con le sue manine esperte li disponeva in modo elegante sul piatto di portata così come sistemava i sottoli, le olive, la giardiniera nelle coppette, pronti per essere serviti.
Tutti, però, erano quasi col fiato sospeso, perché aspettavano il capolavoro da spalmare sui crostini, preparati il giorno precedente: la famosa mousse di tonno della nonna.
E qui è necessaria una pausa, la nonna, rubando la definizione alle merlettaie, la definiva un “entre-deux”, perché come una striscia di merletto inserita fra due lembi di stoffa, la mousse era qualcosa di impalpabile, delicato e di un gusto squisito che interrompeva il ritmo classico delle portate ed era servito tra gli antipasti e il primo.
Il giorno 24, nel primo pomeriggio, la nonna Tina si sedeva davanti alla finestra della cucina, armata di un cucchiaio di legno che aveva passato due guerre, di setaccio sotto al quale poneva una terrina e cominciava a lavorare il panetto di b***o, stendendolo un poco alla volta freddo, ma non gelato, sulla retina al quale aggiungeva a poco a poco la ventresca di tonno ben scolata e, verso la fine, un paio di acciughe diliscate per aromatizzare il composto. Si veniva a formare una crema molto soffice, ma compatta dal gusto impareggiabile. La travasava in uno stampo di vetro rettangolare, riposto poi nella ghiacciaia per farla riposare e servirla il giorno dopo.
Ed ecco servita la mousse, direttamente nel suo contenitore. Tutti, grandi e bambini, con una buona manciata di crostini, pronti a ricevere la propria porzione. Naturalmente la nonna Tina non permetteva che i suoi commensali si rimpinzassero solo con questa delizia.
Era in arrivo il primo con dei ravioli formato mignon, cotti in un brodo di manzo magro per aprire lo stomaco di tutti per gustare un trionfante pollo con un ripieno di mollica di pane secco bagnata nel latte e strizzata, prosciutto cotto tritato, uovo e grana, ben amalgamato e rosolato lentamente e una faraona avvolta nella pancetta e con una cipolla inserita nella pancia, a seconda dei gusti di ognuno. I contorni variavano e si andava dalle patate stufate in pentola, all’insalata fresca e alla mostarda di frutta.
Era il momento della pausa, la mamma e la zia sparecchiavano per fare posto al panettone e alla frutta fresca e secca. Chi lo desiderava, poteva approfittare per pulirsi la bocca con una scaglietta di grana padano.
E gran finale: Sua Maestà il panettone su un vassoio di rame sbalzato ricoperto da un centro di lino rosso con bordura di pizzo Rinascimento. Il taglio spettava alla nonna come tributo alle sue eccellenti qualità di cuoca e regina della tavola, accompagnato dai fragorosi applausi di tutti i presenti, specialmente dei bambini.
Come ultimo atto, il brindisi nei calici azzurri di Murano con un ottimo moscato d’Asti frizzante, un dolce nettare molto gradito alla nonna.
Con il ricordo di questo semplice, ma raffinato pranzo di famiglia Le TRE ESSE augura a tutti felici feste

Sono felice di condividere con voi questo importante traguardo raggiunto, con il libro L'equilibrio della Terra, dove ra...
23/11/2023

Sono felice di condividere con voi questo importante traguardo raggiunto, con il libro L'equilibrio della Terra, dove racconto la storia dei Padri fondatori dell'agricoltura biologica, che con i loro metodi di coltivazione, ci consentono di portare in tavola cibi Semplici, Sani, Saporiti

Ecco Halloween, non nella sua versione U.S.A., ma secondo la tradizione, anzi le tradizioni italiane, perché ogni region...
30/10/2023

Ecco Halloween, non nella sua versione U.S.A., ma secondo la tradizione, anzi le tradizioni italiane, perché ogni regione ha la sua. Chiamiamola pure "festa dei morti", perché ormai a tutto e a tutti se ne concede una. E che cosa fanno questi trapassati? In linea di massima ci vengono a trovare ma, soprattutto, amano stare tutti insieme a chiacchierare attorno a una tavola ben apparecchiata se sono un bel gruppetto, altrimenti si accontentano di un piattino con dei dolcetti particolari, preparati apposta per loro se sono pochi o addirittura soli. Per cominciare, la festa di Halloween nasce in Irlanda ed è di origine celtica, esportata in America dai migranti di quei luoghi. E in Italia? Dal Trentino alla Valle d'Aosta, giù giù fino in Sicilia e in Sardegna ogni paese festeggia con uno sciupio di zucche utilizzate nei modi più fantasiosi e raccontando leggende ai limiti dell'horror sui trapassati se i vivi non si fossero comportati a modo, offrendo loro vivande. Anche i defunti amavano cibi sani, semplici e saporiti. Si andava dalla semplice frutta secca: noci, nocciole, fichi secchi a una buona zuppa di castagne o anche di castagne e fagioli. In alcune famiglie si decideva di uscire e per quella serata si faceva posto ai morti, perché potessero banchettare allegramente e, a volte si cedevano anche i letti, per lasciarli riposare. In alcuni casi veniva offerto anche vino e formaggio e ancora uvette, castagne e miele, risotti con la zucca. La vera e unica protagonista di queste feste, utilizzata in mille modi più impensati, fin dagli albori del Cristianesimo quando le tradizioni pagane si sono fuse con quelle cristiane... e per concludere qualche immagine emblematica. Buona "festa dei morti" con un pizzico di ironia...

12/10/2023

Un indovinello facile facile... Un alimento unico al mondo, prodotto solo in Italia, "vittima" di molte imitazioni, è riconosciuto come il "Re dei formaggi" per l'alta percentuale di proprietà nutritive... e potrei continuare ancora per molto... Vediamo chi indovina... a domani la soluzione, come premio vi racconterò la sua storia

03/10/2023

Sto pensando all'autunno, al suo paesaggio sfumato tra la nebbiolina e gli splendidi e brillanti colori del foliage... Ma questo panorama tarda ancora a comparire ai nostri occhi, perché sembra che siamo ancora in piena estate. Aspettiamo mele e pere nuove, l'uva succosa coi suoi acini rotondi e i grappoli ricchi di delizie dolci e zuccherine... L'autunno così desiderato con la sua vendemmia, ci coglierà di sorpresa quando arriverà con le sue pioggerelline sottili e persistenti e nel suo paniere già così ricco, potremo trovare nascosto tra le radici degli alberi, coperto da qualche rado ciuffo d'erba uno degli alimenti più semplici e umili che natura ci abbia mai dato, ma che cucinato coi giusti ingredienti è uno dei più deliziosi contorni che si conoscano e che si può accompagnare a qualsiasi tipo di alimento: dalla pasta al riso alla carne oppure alle uova, sto parlando del fungo nelle sue infinite specie, forme e profumi. sembra quasi impossibile, ma fra qualche tempo, durante le nostre passeggiate nei boschi, potremo fare sosta in qualche trattoria lungo la strada e sederci davanti a un piatto fumante di polenta giallo oro condita da una deliziosa "puccia" a base di funghi e accompagnata da un bouquet di assaggi di saporiti e gustosi formaggi locali

Ecco a voi Sua Maestà il PANE! Perché si fa in fretta a dire pane, ma quale? Il pane lo mangiamo quasi tutti, ma ci siam...
06/09/2023

Ecco a voi Sua Maestà il PANE! Perché si fa in fretta a dire pane, ma quale? Il pane lo mangiamo quasi tutti, ma ci siamo mai chiesti cosa ci mettiamo in bocca? Acqua e farina impastata e infornata... Ma quale acqua e quale farina? Non voglio neanche parlare del pane confezionato, perché è pane industriale. Ma riprendiamo il discorso. Tarda epigona e piccola emula del grande e inarrivabile Mario Soldati, regista e gastronomo sopraffino, sono andata a casa del diavolo, a cercare e intervistare un Maestro che confeziona pane "sapiente". In questo casa "a casa del diavolo" non è un eufemismo, perché sono arrivata in località Onferno nello stupendo e suggestivo entroterra di Rimini per farmi raccontare i segreti di un pane buono.

Il pane vero deve essere pane di comunità, solidale e condiviso: cm panem, da qui deriva il termine companio, cioè “colui col quale si condivide il pane”

Indirizzo

Milan

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