ANTO - Associazione Nazionale Turismo Open

ANTO - Associazione Nazionale Turismo Open Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ANTO - Associazione Nazionale Turismo Open, Organizzazione no-profit, Via Rembrandt 22, Milan.

14 MARZO 2026Biblioteca ComunaleOre 9.00 – 12.45Un momento di confronto e dialogo su sport, inclusione sociale, salute, ...
14/03/2026

14 MARZO 2026
Biblioteca Comunale
Ore 9.00 – 12.45

Un momento di confronto e dialogo su sport, inclusione sociale, salute, educazione e sviluppo delle comunità locali nell’anno olimpico.

Ore 9.00
Saluto delle autorità:
Linda Giovannini, Vicesindaco del Comune di Corbetta
Antonella Cislaghi Assessore alla Cultura del Comune di Corbetta
Silvia Scurati, Vicepresidente IV commissione permanente Attività produttive, istruzione, fromazione e occupazione della Regione Lombadia
Claudio Maria Pedrazzini, Vicepresidente SRdS del CR CONI Lombardia e Direttore Responsabile Reazioni Internazionali

Saluto delle autorità accademiche
Prof Fabio Esposito, Presidente del comitato di gestione della Scuola di SCienze Motorie Università Statale di Milano
Prof Danilo Bruschi, Direttore Dipartimento informatica UNIMI

ore 9.15 Inizio lavori
ore 9.30 Apertura del convegno e introduzione
ore 11.00 Coffe break
ore 11.15 Apertura sessione di discussione
ore 12.45 Fine lavori e saluti finali

Direzione scientifica: Prof. Giovanni Lodetti, Università degli Studi di Milano – Benessere sociale attraverso il movimento fisico

Coordinamento scientifico: D.ssa Alessandra Cova, D.ssa Elisa Deponte

Realtori: Prof. Giovanni Lodetti, D.ssa Elisa Deponte, D.ssa ALessandra Cova, D.ssa ALessandra Cinque, Dott. Antonio Capoduro, D.ssa Deborah Guazzoni, D.ssa Sara Frazzi.

Antonio Capoduro presidente della associazione nazionale turismo open (ANTO) presenta le attività della associazione e s...
26/02/2026

Antonio Capoduro presidente della associazione nazionale turismo open (ANTO) presenta le attività della associazione e soprattutto presenta il museo della scherma secondo le ultime disposizioni

https://www.antogroup.it/2026/01/24/una-visita-a-fossoli-per-il-giorno-della-memoria/Una visita a Fossoli per il giorno ...
26/01/2026

https://www.antogroup.it/2026/01/24/una-visita-a-fossoli-per-il-giorno-della-memoria/

Una visita a Fossoli per il giorno della memoria

Oggi più che mai sarebbe bene non dimenticare. Con il dilagante antisemitismo radicato in tutte le parti del mondo per colpa di una classe politica incapace di comprendere alcuni concetti fondamentali e di saperli spiegare c’è bisogno di non dimenticare che il popolo ebreo ha subito un genocidio. Oggi più che mai c’è una grande confusione con i significati delle parole, oggi più che mai si usano vocaboli inappropriati, oggi più che mai bisogna distinguere il falso dal vero come canta Francesco Guccini, nel suo “Un vecchio e un bambino”. Oggi più che mai bisogna fermarsi e riflettere, approfondire, documentarsi e saper spiegare e raccontare a mente fredda e con i moderni testi di storia, ripuliti da ideologie politiche comuniste e fasciste, si avverte anche il bisogno di conoscere e riconoscere i propri principi ed i propri ideali, attraverso una pulizia radicale dalle vecchie ideologie politiche. Non bisogna nascondersi dietro falsi slogan, false ideologie che ahinoi esistono ancora ma che non appartengono alla quotidianità in particolare di persone con disabilità ed è per questo che oggi vi portiamo Fossoli (MO).

La Associazione Nazionale Turismo Open, ha fortemente desiderare avere come proprio Partner la Fondazione Fossoli perché vogliamo ricordare la storia dell’immensa tragedia dello sterminio di milioni di ebrei. Abbiamo intervistato la presidente della Fondazione. Potete leggerla a questo link.

A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è ancora visibile il Campo costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici. Nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa Campo di polizia e transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti. I circa 5.000 internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück. Dodici i convogli che si formarono con gli internati di Fossoli, sul primo diretto ad Auschwitz, il 22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di “Se questo è un uomo” e nella poesia “Tramonto a Fossoli”. Fossoli è stato il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall’Italia. Tra il 1945 e il 1947 è campo per “indesiderabili”, ovvero un centro di raccolta per profughi stranieri. Dopo la fine della guerra il Campo è utilizzato a scopo civile. Dal 1947 al 1952 è occupato dalla comunità dei Piccoli Apostoli di Don Zeno Saltini che a Fossoli danno vita a Nomadelfia. Dal 1954 alla fine degli anni ’60 vi giungono i profughi giuliani e dalmati provenienti dall’Istria e vi fondano il Villaggio San Marco. Di proprietà dello Stato, il Campo dopo il 1970 cade in uno stato di abbandono. L’apertura a Carpi nel 1973 del Museo Monumento al Deportato spinse il Comune a richiedere l’acquisto dell’area che, nel 1984, venne concessa “a titolo gratuito” grazie ad una legge speciale.

Fossoli è abbastanza accessibile a persone con disabilità, nonostante il luogo che andate a visitare, vi aiuterà a comprendere più da vicino cosa erano le baracche. E’ stato un luogo che serviva a raccogliere prigionieri che verranno portati al famigerato Binario 21 a Milano. Qui la visita al memoriale della Shoah.

Buon 2026
07/01/2026

Buon 2026

Buon anno dall'Associazione Nazionale Turismo Open. Le attività svolte, cosa abbiamo imparato e cosa faremo.

Il trasporto pubblico deve essere accessibile a tutti, soprattutto nella città che ospiterà le Olimpiadi e Paralimpiadi ...
09/12/2025

Il trasporto pubblico deve essere accessibile a tutti, soprattutto nella città che ospiterà le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026.

Per questo, come Italia Viva Milano Metropolitana, lanciamo una mobilitazione in vista del 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, per verificare quanto le nostre stazioni della metropolitana e delle linee Trenord dell'area milanese siano davvero accessibili e se le informazioni fornite agli utenti sul punto siano aggiornate e affidabili.

Ascensori, scale mobili e montascale non sono dettagli: sono ciò che rende un servizio pubblico davvero per tutti e che può davvero garantire un diritto alla mobilità.

Il trasporto pubblico deve essere accessibile a tutti, soprattutto nella città che ospiterà le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026. Per questo, come Italia Viva Milano Metropolitana, lanciamo una mobilitazione in vista del 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, per verifi...

Le PA devono presentare o aggiornare la dichiarazione di accessibilità per ciascun sito web o app di cui sono titolari.S...
12/09/2025

Le PA devono presentare o aggiornare la dichiarazione di accessibilità per ciascun sito web o app di cui sono titolari.

Si avvicina il 23 settembre, data entro cui - ogni anno - le pubbliche amministrazioni sono tenute a compilare e pubblicare la dichiarazione di accessibilità, il documento che indica lo stato di accessibilità di siti web e applicazioni mobili.


https://www.agid.gov.it/it/notizie/dichiarazione-di-accessibilita-ce-tempo-fino-al-23-settembre-la-pubblicazione

La dichiarazione deve contenere informazioni riguardanti lo stato di conformità, gli eventuali contenuti non accessibili e le modalità con cui possono essere segnalati i problemi di accessibilità. Ogni Amministrazione deve presentare una dichiarazione per ciascun sito web o app di cui è titolare.



Come presentare la dichiarazione


Per pubblicare la dichiarazione, AgID mette a disposizione delle PA il form AgID, una piattaforma a cui può accedere il Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD), la cui email istituzionale deve essere correttamente registrata sull'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA).



Sulla piattaforma sono disponibili anche un manuale utente e la relativa guida (PDF), che offrono indicazioni per una agevole pubblicazione della dichiarazione.



Una volta completata la compilazione, il sistema genererà un link univoco che dovrà essere pubblicato nel footer del sito web o nella sezione dedicata dell’app: questo link consentirà a chiunque di consultare lo stato di accessibilità del sito o dell’app.



Servizi a portata di tutti


Presentare la dichiarazione di accessibilità è un modo per garantire la trasparenza sul livello di conformità dei servizi digitali e favorire il pieno accesso alle informazioni e ai servizi online da parte di tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità.



Non si tratta, infatti, di un mero adempimento burocratico, ma di un impegno concreto per garantire a chiunque di accedere e usufruire dei servizi digitali in modo autonomo ed efficace: assicurare l’accessibilità significa riconoscere il diritto di ciascun individuo a partecipare pienamente alla vita pubblica, senza barriere.



Il monitoraggio di AgID


AgID è costantemente impegnata nel promuovere la cultura dell’accessibilità digitale e nel monitorare il rispetto delle norme su questo tema. Sul sito https://monitoraggio.accessibilita.agid.gov.it/ è possibile consultare le statistiche e i dati sul livello di accessibilità dei siti web e delle app della PA.

https://www.libero.it/tecnologia/che-cos-e-l-accessibilita-digitale-105302Cos'è l'accessibilità digitale e perché è fond...
09/09/2025

https://www.libero.it/tecnologia/che-cos-e-l-accessibilita-digitale-105302

Cos'è l'accessibilità digitale e perché è fondamentale per le società moderne
Cos’è l’accessibilità e in che modo permette agli utenti con disabilità fisiche e cognitive di accedere e usare senza problemi software e strumenti digitali

In Sintesi
L’accessibilità digitale rende contenuti e tecnologie fruibili da tutti, indipendentemente dalle abilità fisiche o cognitive.
Non è solo un obbligo normativo, ma anche un valore aggiunto che migliora l’immagine aziendale e l’esperienza utente.
Progettare in modo inclusivo e utilizzare tecnologie assistive è fondamentale per rendere il digitale accessibile a un pubblico più ampio.
L’accessibilità digitale è l’insieme di pratiche e soluzioni che rendono contenuti, servizi e tecnologie digitali alla portata di tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità fisiche, sensoriali o cognitive. Ciò significa, ad esempio, garantire che un sito, un’applicazione o un documento digitale siano fruibili anche da chi utilizza tecnologie assistive come screen reader, display braille o comandi vocali.

Importante ricordare, però, che non si tratta di un concetto che riguarda la disabilità, ma di un approccio inclusivo che mira a rimuovere barriere e a favorire un’esperienza equa per ogni utente.

L’importanza dell’accessibilità digitale
Rendere accessibili i contenuti digitali non è solo un obbligo normativo in molti Paesi e, oltretutto, rappresenta un valore aggiunto per aziende, enti pubblici e organizzazioni.

Un servizio accessibile amplia il bacino di utenza, migliora la brand reputation e dimostra sensibilità verso l’inclusione sociale. Inoltre, rendere un contenuto accessibile significa migliorare la qualità dell’esperienza utente, poiché soluzioni progettate per chi ha difficoltà spesso risultano utili a tutti.

Le normative di riferimento per l’accessibilità digitale
A livello internazionale, lo standard più riconosciuto sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), sviluppate dal World Wide Web Consortium (W3C) con l’obiettivo di stabilire i principi fondamentali secondo cui i contenuti devono essere percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti.

In Europa, la Direttiva UE 2016/2102 obbliga le pubbliche amministrazioni a rispettare criteri di accessibilità nei propri siti e applicazioni, mentre in Italia la normativa è definita dalla Legge Stanca e successive modifiche, che impongono requisiti specifici agli enti pubblici e, progressivamente, anche ai privati.

Come progettare un sistema accessibile
Creare un’esperienza accessibile richiede un approccio ben definito sin dalle prime fasi di progettazione.

È importante adottare il principio del design inclusivo, che considera la diversità degli utenti come punto di partenza e non come eccezione.

Altrettanto cruciali le varie tecnologie assistive sul mercato, cioè dispositivi e software pensati per compensare o ridurre le difficoltà di interazione.

Tra i più diffusi abbiamo gli screen reader, che trasformano in voce o in output braille i contenuti testuali, i software di riconoscimento vocale, gli ingranditori di schermo e le tastiere alternative.

Per chiunque intenda migliorare l’accessibilità dei propri progetti digitali, l’adozione di determinate accortezze può fare una differenza sostanziale. L’approccio deve essere olistico e coinvolgere sia la creazione di contenuti che gli aspetti tecnici e di design.

Consigli pratici per l’accessibilità digitale
Una delle prime aree su cui intervenire riguarda la chiarezza e la strutturazione dei contenuti. È essenziale, dunque, che i testi siano facili da comprendere, evitando frasi eccessivamente complesse, in modo da essere accessibili anche a persone con difficoltà cognitive.

Dal punto di vista visivo, invece, l’accessibilità richiede che ogni immagine sia corredata da una descrizione testuale, spesso definita “alt text”. Per i contenuti multimediali, come i video, è fondamentale includere sottotitoli e, se possibile, fornire trascrizioni complete del parlato.

Per quanto riguarda il design, il contrasto cromatico gioca un ruolo fondamentale ed è indispensabile che il contrasto tra il testo e lo sfondo sia sufficientemente elevato per permettere una lettura agevole a chi ha problemi visivi.

Inoltre, un’altra regola fondamentale è garantire che la navigazione di un sito o di un’applicazione sia interamente possibile tramite l’uso della tastiera, senza la necessità di utilizzare obbligatoriamente un mouse. Nei moduli online, l’uso di etichette e istruzioni chiare è vitale per prevenire errori e ridurre la frustrazione degli utenti.

Oltretutto, per assicurarsi che le soluzioni implementate siano efficaci, è consigliabile ricorrere a strumenti di validazione automatica che possono individuare i problemi più comuni. Nonostante questi tool, però, il metodo più efficace per testare l’accessibilità è il coinvolgimento diretto di persone con disabilità nei test di usabilità.

Infine, l’accessibilità non dovrebbe essere vista come un adempimento normativo, ma come parte integrante della cultura aziendale. Per questo motivo, è consigliabile formare in modo continuativo i team di sviluppo e comunicazione, così che la progettazione accessibile diventi una priorità in ogni fase del ciclo di vita del progetto e non un qualcosa da aggiungere in un secondo momento per soddisfare regole e norme imposte.

I rischi di un mondo digitale non accessibile
Ignorare il concetto di accessibilità significa escludere una parte significativa della popolazione dall’uso di servizi e informazioni essenziali. Ciò può portare a gravi discriminazioni, ostacoli nell’accesso a istruzione, lavoro, cultura e sanità.

Oltre a questo è bene ricordare che le organizzazioni che non rispettano i requisiti di legge rischiano conseguenze legali e danni reputazionali.

In un’epoca come quella che stiamo vivendo, dove la digitalizzazione è sempre più pervasiva, lasciare indietro chi non riesce o non può (per svariati motivi) utilizzare strumenti online rappresenta non solo un fallimento etico, ma anche un importante freno allo sviluppo socioeconomico.

Non bisogna mai dimenticare che l’accessibilità digitale è uno dei pilastri fondamentali di una società equa e moderna. Non riguarda soltanto le persone con disabilità, ma l’intera comunità, poiché un ambiente digitale più inclusivo è anche più efficiente, innovativo e sostenibile.

Per questo motivo, riconoscere l’importanza di questo tema significa fare un passo concreto verso un futuro in cui la tecnologia non esclude, ma valorizza le differenze.

Accessibilità e innovazione
Come già accennato, investire nell’accessibilità digitale non significa solamente conformarsi a normative o garantire inclusione sociale, ma rappresenta anche un motore di innovazione.

In tal senso, quindi, le soluzioni sviluppate per abbattere barriere comunicative e tecnologiche spesso si trasformano in strumenti che migliorano l’esperienza digitale per un pubblico molto più ampio, diventando veri e propri standard di usabilità condivisi.

Un esempio evidente riguarda i comandi vocali e gli assistenti digitali, due strumenti nati per aiutare chi aveva difficoltà motorie o visive che oggi sono parte integrante della vita quotidiana grazie a dispositivi come smart speaker e smartphone.

Allo stesso modo, i sottotitoli automatici, pensati per le persone sorde o ipoudenti, che invece si sono diffusi enormemente tra gli utenti che guardano video in contesti dove non è possibile utilizzare l’audio, come nei trasporti pubblici o in ufficio.

L’innovazione tecnologica legata all’accessibilità si sta rafforzando anche con l’avvento dell’intelligenza artificiale che si occupa di scenari diversi; dalle descrizioni automatiche delle immagini e alle trascrizioni in tempo reale, questa tecnologia è in grado di personalizzare l’interfaccia digitale in base alle esigenze dell’utente, regolando automaticamente dimensioni dei caratteri, colori o modalità di interazione. Questo apre la strada a un futuro in cui i vari strumenti si adattano alle persone, e non il contrario.

Interessante anche il discorso sulla realtà aumentata e la realtà virtuale che offrono nuove prospettive di sviluppo per l’accessibilità. Grazie a questi sistemi, infatti, l’apprendimento e la formazione possono diventare più immersivi e accessibili, ad esempio con ambienti virtuali progettati per chi ha difficoltà motorie o con traduzioni istantanee in lingua dei segni durante eventi live.

Infine, possiamo dire che l’accessibilità non deve essere interpretata come un vincolo o un costo aggiuntivo, ma come un’occasione per ripensare i processi digitali e renderli più flessibili, intelligenti e inclusivi e le aziende che investono in questo campo non solo rispettano un principio etico fondamentale, ma anticipano i trend tecnologici, creando prodotti e servizi che rispondono alle esigenze di un pubblico sempre più diversificato.

In altre parole, quindi, l’accessibilità diventa il motore del progresso, capace di trasformare la tecnologia in un bene comune, orientato a migliorare la vita quotidiana di tutti.

https://edunews24.it/scuola/scuola-inclusiva-laccessibilit-resta-una-sfidaPremessa: quadro generale sull’inclusioneCome ...
14/07/2025

https://edunews24.it/scuola/scuola-inclusiva-laccessibilit-resta-una-sfida
Premessa: quadro generale sull’inclusione
Come ogni anno, il ritorno sui banchi di scuola rappresenta per il sistema educativo italiano un vero banco di prova non solo sotto il profilo della didattica, ma anche dell’inclusione. Un tema fondamentale che coinvolge direttamente migliaia di famiglie è rappresentato dagli alunni con disabilità nelle scuole italiane. I dati più recenti consegnati dal Ministero dell’Istruzione, riferiti all’anno scolastico 2023/24, delineano una crescita significativa della popolazione studentesca con disabilità, mentre rimane aperta la questione dell’accessibilità degli edifici scolastici. Analizzare il fenomeno e comprenderne le implicazioni è essenziale per promuovere una scuola davvero inclusiva che risponda ai bisogni di tutti.

L’aumento degli alunni con disabilità: numeri e tendenze
Il numero degli alunni con disabilità all’interno delle scuole italiane sta aumentando in modo costante. Secondo il report ufficiale pubblicato nel luglio 2025, per l’anno scolastico 2023/24 si registrano 359mila alunni con disabilità, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. La crescita non è un evento isolato: se si allarga lo sguardo agli ultimi cinque anni, emerge come siano stati oltre 75mila gli studenti con disabilità in più, pari a un aumento del 26%.

Queste cifre riflettono una maggiore attenzione nella diagnosi dei bisogni educativi speciali e una crescente consapevolezza, da parte delle famiglie e delle istituzioni, circa il diritto all’istruzione e all’inclusione. Tuttavia, a questi numeri in crescita dovrebbe corrispondere un conseguente rafforzamento delle strutture, delle risorse e delle politiche di accesso nelle scuole. Il tema dell’inclusione scolastica dei disabili è ormai al centro del dibattito pubblico e delle strategie ministeriali, anche in relazione alla piena attuazione delle normative internazionali e italiane che tutelano il diritto allo studio per tutti.

Barriere architettoniche nelle scuole: i dati del 2025
Sebbene l’aumento degli alunni con disabilità rappresenti un segnale positivo di apertura delle scuole italiane, permane una criticità fondamentale: la presenza diffusa di barriere architettoniche nei luoghi dell’istruzione. I dati raccolti a livello nazionale, infatti, dimostrano come sia ancora significativa la porzione di edifici scolastici che non rispetta pienamente i criteri di accessibilità.

Nel dettaglio, su base nazionale:

Oltre 43.500 edifici scolastici sono dotati di *rampe accessibili*, pari al 71% del totale.
35mila scuole hanno *scale a norma*, cioè il 57% degli edifici.
Soltanto 9.500 edifici dispongono di *servoscala o piattaforme elevatrici*, una percentuale che non supera il 15% del patrimonio scolastico esistente.
Le statistiche sugli studenti disabili in Italia, incrociate con questi dati logistici, rivelano un quadro contraddittorio: mentre la presenza di alunni con disabilità cresce, non sempre l’adeguamento infrastrutturale segue a ritmo sufficiente. Il percorso verso una scuola accessibile si scontra dunque con problemi finanziari, burocratici e spesso culturali che rallentano un adeguamento che dovrebbe essere ormai considerato imprescindibile.

Rampe, scale e piattaforme: l’accessibilità tra realtà e promesse
Analizzando i numeri emersi dal monitoraggio ministeriale, è evidente che esiste una evidente discrepanza tra edifici dotati di strutture minime per l’accessibilità (come le rampe) e quelli che hanno invece investito in soluzioni più evolute, quali servoscala e piattaforme elevatrici. Se il 71% delle scuole può vantare almeno una rampa, solo il 15% può contare su dispositivi elettrici utili agli alunni con disabilità motorie più gravi.

In numerosi contesti, gli ambienti scolastici sono stati adeguati solo parzialmente: alcune scuole dispongono di rampe solo negli ingressi principali ma non nei punti di accesso secondari, altre hanno scale a norma solo in determinate aree dell’edificio. Questa disomogeneità crea, di fatto, disparità tra scuole anche all’interno della stessa regione o città.

Va ricordato che la presenza di scale accessibili a norma supera di poco la metà degli edifici (57%), un dato che segnala come le barriere architettoniche nelle scuole ancora oggi rappresentino ostacoli non soltanto fisici, ma anche simbolici, al diritto pieno all’inclusione. Le conseguenze sono tangibili soprattutto nelle scuole più datate, dove l’adeguamento alle normative di accessibilità incontra enormi difficoltà sia per ragioni strutturali che per vincoli economici.

Normativa ed edifici scolastici: tra obblighi e ritardi
Il tema delle barriere architettoniche in ambito scolastico si collega direttamente al complesso quadro normativo italiano. Le leggi che garantiscono il diritto all’accessibilità nei luoghi pubblici – e quindi anche nelle scuole – sono chiare e risalgono già agli anni Ottanta (Legge 13/1989 e successivi aggiornamenti). Tuttavia, l’effettiva realizzazione degli adeguamenti richiesti si è rivelata negli anni estremamente lenta, spesso ostacolata da carenza di risorse e da lungaggini burocratiche.

Nel corso degli ultimi dieci anni, sono stati stanziati finanziamenti per la riqualificazione del patrimonio scolastico, anche grazie a fondi europei e PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che hanno messo a disposizione risorse significative per l’accessibilità delle scuole in Italia. Tuttavia, la complessità degli interventi spesso richiede tempistiche lunghe, e molti progetti restano tuttora in fase di realizzazione o di approvazione.

Esistono poi differenze sostanziali tra Nord e Sud, tra aree urbane e zone rurali, legate sia alla vetustà degli immobili sia alla migliore disponibilità di fondi in alcune regioni. L’adeguamento delle scuole, in buona parte, segue un percorso a macchia di leopardo che lascia inevasi i bisogni di molte famiglie e studenti. L’applicazione della normativa sulle barriere architettoniche nella scuola resta dunque una priorità non ancora compiutamente realizzata.

Inclusione e autonomia: l’esperienza degli studenti
L’impatto concreto della presenza di barriere architettoniche si misura quotidianamente nelle difficoltà che migliaia di studenti con disabilità incontrano durante la routine scolastica. L’assenza di rampe accessibili nelle scuole, la mancanza di servoscala o di ascensori adeguati sabotano la possibilità degli alunni di spostarsi in autonomia e autonomia è uno degli elementi chiave per la crescita personale e lo sviluppo delle competenze sociali nei ragazzi con disabilità.

Le associazioni di familiari e di persone con disabilità sottolineano spesso come, nei casi più gravi, l’impossibilità di accedere liberamente a tutte le aree della scuola costringa lo studente a limitare la propria partecipazione ad alcune attività, penalizzando il pieno inserimento nelle dinamiche della classe.

Non di rado, la mancanza di adeguate strutture induce la scuola ad applicare soluzioni temporanee che però, nel medio-lungo periodo, non rappresentano una reale risposta – si pensi all’uso quotidiano di personale ATA per trasportare manualmente carrozzine, invece dell’installazione di soluzioni fisse come piattaforme elevatrici.

Il ruolo delle istituzioni: cosa è stato fatto, cosa resta da fare
Il Ministero dell’Istruzione, insieme agli enti locali proprietari degli immobili scolastici, appare consapevole delle criticità. I recenti stanziamenti, menzionati anche nel PNRR, includono misure specifiche mirate all’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole: nuove linee guida, piani d’intervento, monitoraggi annuali dei progressi, supporto agli istituti per la progettazione dei lavori.

Tuttavia, i limiti sono evidenti. Molti finanziamenti finiscono per essere assorbiti dagli interventi più urgenti o dalle emergenze strutturali (come l’adeguamento antisismico). L’accessibilità rimane spesso subordinata ad altri fronti di spesa. Per garantire un’effettiva inclusione scolastica dei disabili servirebbero, secondo gli esperti, piani a lungo termine concordati con le stesse associazioni rappresentative delle persone con disabilità, per una progettazione condivisa che risponda ai bisogni reali.

Verso una scuola accessibile: buone pratiche ed esempi
Non mancano, in Italia, realtà che rappresentano modelli virtuosi. Alcuni istituti, spesso grazie a fondi specifici regionali o progetti sperimentali, sono riusciti a mettere a punto strategie efficaci e durature di abbattimento delle barriere. Esempi di edifici scolastici accessibili si segnalano nell’Emilia-Romagna e nel Friuli Venezia Giulia, dove la collaborazione tra scuola, enti locali e associazioni ha prodotto ambienti realmente fruibili da tutti.

Tra le soluzioni considerate più avanzate figurano gli ingressi a livello stradale, l’inserimento di ascensori panoramici, la realizzazione di aule polifunzionali e spazi didattici progettati con criteri di universal design, cioè pensando alle necessità di tutti, non solo di chi presenta una disabilità fisica. Le scuole con servoscala o piattaforme elevatrici diventano spesso punti di riferimento per il territorio e testimoniano come la progettazione inclusiva sia possibile, se sostenuta adeguatamente.

Prospettive future e conclusioni
I numeri parlano chiaro: nel 2025, sempre più ragazzi e ragazze con disabilità frequentano la scuola italiana. È una conquista sociale e culturale, segno di una società più aperta e attenta ai diritti. Tuttavia, la fotografia della accessibilità nelle scuole italiane rimane piena di ombre. Solo il 15% degli edifici può dirsi davvero accessibile nei diversi livelli, mentre molte scuole faticano ancora a garantire il diritto alla piena partecipazione.

La sfida che attende le istituzioni è duplice: da un lato, accelerare l’adeguamento degli edifici scolastici alle normative; dall’altro, promuovere una cultura dell’inclusione che sappia integrare progetti, risorse e buone pratiche. Solo così la scuola potrà compiere il salto di qualità necessario per essere uno spazio di crescita e integrazione per tutti, senza eccezioni.

È auspicabile – e doveroso – che la voce degli alunni e delle loro famiglie venga ascoltata quanto quella dei responsabili tecnici e amministrativi. L’inclusione non può essere una dichiarazione di principio, ma una realtà da vivere ogni giorno tra i banchi, nei corridoi e negli spazi comuni di ogni edificio scolastico.

In definitiva, le statistiche studenti disabili Italia rappresentano uno stimolo e una sfida a trovare soluzioni concrete e immediate a un problema che riguarda l’intera collettività. Il futuro della scuola inclusiva passa, inevitabilmente, dalla rimozione di ogni ostacolo fisico e culturale allo studio, all’accesso e alla partecipazione.

Crescono alunni con disabilità ma mancano ancora strutture adeguate: il quadro nazionale e le prospettive future Leggi di più.

https://cronachesalerno.it/agropoli-ennesimo-sgarbo-ai-disabili/di Arturo CalabreseAgropoli si conferma una città dove i...
13/07/2025

https://cronachesalerno.it/agropoli-ennesimo-sgarbo-ai-disabili/

di Arturo Calabrese

Agropoli si conferma una città dove i disabili incontrano una lunga serie di problemi. Il problema, però, non è soltanto sulle strutture e infrastrutture presenti, ma anche sul nuovo, su ciò che viene creato.

È il caso di via Isidoro Pacifico e via Piave dove è stata installata un nuovo “archetto parapedonale a guardia dei percorsi dell’utenza debole della strada”. Il virgolettato lo si legge nell’ordinanza firmata dal comandante della polizia locale Antonio Rinaldi.

La denuncia arriva dall’attivista Christian Durso (in foto) che si dice ormai non più sorpreso da tali mancanze di visione e di rispetto nei confronti dei disabili.

Nello specifico, come si può vedere dalle immagini, il comandante ha partorito l’idea di tutelare i pedoni deboli ma ha dimenticato, ancora una volta, chi è costretto ad utilizzare uno strumento come una sedia a rotelle con il quale spostarsi. Su quella che dovrebbe essere la discesa per questa tipologia di pedoni, per l’appunto, sono stati apposti tre archetti.

Il marciapiede di Via Piave in quel punto ha un leggero declivio per permettere, non senza difficoltà, a chi ha problemi motori di muoversi. Insomma, l’ennesimo sgarbo nei confronti dei disabili che in città, a onor del vero, non sono mai stati trattati come si dovrebbe e cioè cittadini come tutti gli altri, con gli stessi diritti e gli stessi doveri ma con qualche accortezza in più, con maggior apertura mentale, cosa di cui chi amministra le sorti di parti di Palazzo di Città è palesemente deficiente.

Lo stesso comandante Antonio Rinaldi, spesso protagonista di articoli su queste colonne per le sue vicende giudiziarie, aveva in passato installato gli attraversamenti pedonali rialzati in diverse parti della città creando nuove barriere architettoniche.

Solo dopo una lunga battaglia portata avanti da Durso, e condivisa da questo giornale, chi di dovere si è accorto della mancanza e ha rimediato con degli interventi ad hoc, dando di fatto ragione a chi protestava.

Insomma, Agropoli è stata e continua ad essere una città non a misura di disabile e gli errori del recente passato non hanno insegnato nulla a chi non riesce o non vuole imparare a rispettare la cittadinanza tutta.

Abbattere le barriere architettoniche sarà forse difficile ma ci si riesce, e i risultati ad Agropoli si sono visti, però il problema vero è abbattere un certo tipo di mentalità retrograda che non riesce a guardare al di là del proprio striminzito orticello.

Durso, in ogni caso, seppur demoralizzato non si arrende e anche su questa vicenda promette battaglia: «Le barriere mi fermano fisicamente – dice – ma davanti ai diritti negati nulla potrà impedirmi di andare avanti».

di Arturo Calabrese Agropoli si conferma una città dove i disabili incontrano una lunga serie di problemi. Il problema, però, non è soltanto sulle strutture e infrastrutture presenti, ma anche sul nuovo, su ciò che viene creato. È il caso di via Isidoro Pacifico e via Piave dove è stata instal...

Indirizzo

Via Rembrandt 22
Milan
20148

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ANTO - Associazione Nazionale Turismo Open pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi